Anni Settanta/1: 1970, dal delitto del “marchese voyeur” al terrorismo

Delitto Casati Stampa - Anni Settanta
“Anni affollati per fortuna siete già passati”, cantava Giorgio Gaber nel 1981, parlando degli anni settanta. Quelli dal 1970 al 1979 erano stati anni inquieti, zuppi di cronaca nera, di battaglie politiche, di attacchi terroristici colore rosso vivo e di stragi nere.

Sono anni di trasformazione, dopo i quali l’Italia si scoprirà diversa. Sono anni che affondano nei “favolosi anni sessanta”: gli anni sessanta erano stati gli anni del boom economico, delle auto Fiat utilitarie alla portata di (quasi) tutti, dei capelli lunghi, della contestazione e dei cantautori.

Gli anni settanta hanno insomma le loro “radici” – per richiamare una canzone di Francesco Guccini intitolata proprio “Radici” (1972) – nel decennio precedente.

È del 12 dicembre 1969 la strage di Piazza Fontana, alla Banca nazionale dell’Agricoltura, a Milano: 16 morti e 87 feriti. Una strage neofascista che all’inizio viene imputata, a torto, agli anarchici. E che segna l’inizio della “strategia della tensione” della destra eversiva.


Il nobile Casati Stampa uccide moglie e amante e si toglie la vita

Il 1970 ha il suo delitto estivo. Il marchese Camillo Casati Stampa, il 31 agosto, uccide la seconda moglie, Anna Fallarino, e il giovane amante, Massimo Minorenti. Il delitto avviene nella villa di via Puccini, a Roma, di domenica.

Non è un qualsiasi “delitto passionale”. L’uccisione di Anna Fallarino (nella foto con il marito) avviene dopo anni di relazione caratterizzata dagli interessi voyeuristici del nobile Casati Stampa, che si diletta nel riprendere la moglie mentre si accompagna agli amanti che egli stesso le procura.

Anna Fallarino, però, si innamora del giovane aviere, Massimo Minorenti. La relazione diventa intollerabile per il marito Camillo, che la considera una sua proprietà e il suo giocattolo sessuale. Il rapporto a tre finisce così in tragedia.

L’evento porta alla luce nuovi costumi sessuali. S’intreccia poi con le fortune finanziarie di Silvio Berlusconi: il suo avvocato, Cesare Previti, fa rilevare nel 1973 a Berlusconi dall’unica erede – la figlia di primo letto del marchese Casati Stampa – villa San Martino di Arcore (provincia di Milano) per una cifra irrisoria.


Rapimento a Palermo del giornalista Mauro De Mauro

Il 17 settembre 1970, alle 20.20, a Palermo, viene rapito Mauro De Mauro, 49 anni, giornalista dell’Ora, quotidiano palermitano di sinistra.

Tre le ipotesi sulla sua scomparsa: le sue inchieste sulla mafia; la scoperta di un qualche segreto sulle ultime ore di vita del petroliere Enrico Mattei (morto in un attentato aereo nel 1962), in occasione della sua collaborazione al film del regista Francesco Rosi sul “Caso Mattei”; l’essere venuto a conoscenza di un rapporto segreto della Commissione Antimafia sulla speculazione edilizia a Palermo.


Sequestro Gadolla a Genova e nascita delle Brigate Rosse

Nell’ottobre del 1970 un volantino annuncia la nascita delle Brigate Rosse. Di matrice marxista-leninista, il gruppo terroristico ha origine da un convegno tenuto nell’agosto del 1970 in provincia di Reggio Emilia, a cui partecipò un centinaio di delegati dell’estremismo di sinistra provenienti da Milano, Trento, Reggio Emilia e Roma.

Dell’organizzazione facevano parte i militanti del “gruppo reggiano”, tra cui Alberto Franceschini, quelli del gruppo proveniente dall’Università di Trento, tra cui Renato Curcio e Margherita Cagol, e quelli del gruppo di operai e impiegati delle fabbriche milanesi Pirelli e Sit-Siemens.

La lotta armata era cominciata nel 1969 a Genova, Milano, Bologna, Torino e Roma. Il 5 ottobre del 1970, la banda terroristica XXII Ottobre sequestra a Genova Sergio Gadolla, figlio di una ricca vedova.


Gli “affollati” anni settanta

Gli anni settanta sono così anni inquieti sul piano politico, della sicurezza. E su quello del costume e della cronaca nera.

Non che il decennio precedente e quello successivo non abbiano avuto tensioni politiche e delitti. Assistiamo però a un cambio del costume: ne sono un esempio i fermenti culturali, da quelli letterari a quelli musicali. A segnare un decennio che accumula in sé gli sviluppi e gli esiti dei decenni precedenti.

Maurizio Corte (articolo a cura di)

 

“ANNI AFFOLLATI” – Giorgio Gaber (1981)

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2018-12-05T14:23:48+00:00Anni Settanta, Blog|