Il “Biondino della Spider Rossa”: l’argomento della prima tesi di laurea

Veduta di Genova con il centro storico - Il Biondino della Spider Rossa - sequestro di Milena Sutter - Lorenzo Bozano

 

Con la sua richiesta di una tesi di cronaca nera, la studentessa Laura Leonesio – che frequentava il corso di laurea magistrale in Editoria e Giornalismo all’Università di Verona – mi aveva messo alle corde.

Mi ero occupato di “nera” nel 1993 e 1994, al giornale L’Arena, quando d’estate sostituivo i colleghi che andavano in vacanza. Poca roba: incidenti mortali, un incendio, qualche decesso per droga.

Mi restavano solo le letture dei vecchi articoli di giornale: la tragedia di Albenga (luglio 1947), ad esempio, o quel brutto pluriomicidio milanese di Rina Fort (novembre 1946).

Cosa c’entravo io con i delitti? Nulla. Nel 2010 mi occupavo della pagina di Esteri del mio giornale. Avevo certo seguito, via agenzia Ansa, i casi più importanti degli ultimi anni. Ma un conto è lavorare sul campo, parlare con la polizia e i carabinieri. Un altro è leggere i resoconti di agenzia Ansa, fare i titoli e pubblicare le foto.

Il caso di Yara Gambirasio (novembre 2010) doveva ancora accadere, in quel soleggiato maggio del 2010.

L’ILLUMINAZIONE: IL BIONDINO CHE BIONDO NON ERA
Ero al giornale L’Arena, nella nuova spaziosa sede di corso Porta Nuova 67 (a Verona), quando mi venne l’illuminazione. Stavo percorrendo il corridoio che dalla redazione Cronaca portava alla redazione di Interni/Esteri, guidata da un mio bravo e scrupoloso collega: Gabriele Colleoni, oggi vicedirettore del Giornale di Brescia.

Avevo in mano la stampata di un banale dispaccio di agenzia su una qualche dichiarazione di Silvio Berlusconi. Una delle tante. Non so perché mai Berlusconi mi ricordò Craxi che mi ricordò Tantengopoli, il 1992, la crisi economica di quegli anni e la mia esperienza (a Genova) di editore di carte turistiche.

Nel 1992 a Genova c’erano state le Colombiane, per i 500 anni dalla scoperta dell’America da parte di Cristoforo Colombo. Io avevo lavorato alla carta turistica della città per conto della mia società editrice, che aveva sede a Verona. Facevo la spola Verona-Genova tutte le settimane.

Genova (nella foto) stava iniziando a cambiare volto, nel 1992. Lasciata la vecchia veste di città industriale, con le aziende di Stato e i petroli, sarebbe destinata a diventare con l’Acquario di Genova una città turistica e di cultura e di grande attrazione.

Non era una città nuova, per me, Genova. Vi avevo soggiornato durante l’estate, a casa di un amico, ai tempi del liceo. In un posto splendido, alla Ruta, sopra Camogli.

Ricordo che proprio nel 1992 ebbi modo di incontrare l’avvocato Gustavo Gamalero, che era stato il legale di Parte Civile della famiglia Sutter contro Lorenzo Bozano, dal 1971 in poi. L’avvocato Gamalero, legale di talento e fine politico del Partito Liberale con un ruolo da leader a Genova e in Liguria, era il presidente della Fondazione Colombo, nel 1992.

Nel parlare con l’avvocato Gamalero, nel 1992, azzardai una domanda su Lorenzo Bozano. La sua risposta fu gelida: “Bozano è in galera. E sta bene dove sta”.

Se ero al giornale L’Arena, nel 2010, era anche perché quell’esperienza genovese era stata un colpo basso. Un’esperienza fallimentare: tanto lavoro, tantissimo impegno, tanta fatica… e tanti debiti.

Pensai a Genova, mentre entravo nella redazione Interni/Esteri con in mano il dispaccio su Berlusconi. Pensai a Genova, alle Colombiane, all’avvocato Gamalero e a quei suoi modi eleganti da signore d’altri tempi. E pensai alla mia domanda (inopportuna) su Bozano.

“Bozano. Il Biondino della Spider Rossa”, dissi fra me e me, mentre sedevo davanti al computer. “Certo che quel giovane lo chiamavano ‘biondino’, ma di biondo non aveva nulla“, mi dissi, quasi divertito.

Al che, come spinto da una reazione istintiva, mi alzai di scatto dalla poltrona. La collega vicino a me trasalì, sorpresa dal mio gesto brusco. “Ecco l’argomento di tesi per Laura”, mi dissi. “Il Biondino della Spider Rossa, che biondo non era”.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media
(Diario di Bordo/2)

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2019-01-28T17:42:52+00:00Diario|