Lorenzo Bozano ha diritto a una revisione del processo del 1975 che l’ha condannato all’ergastolo.

C’è un Cold Case che merita di essere riletto da cima a fondo. A cominciare dalla fine.

La fine è la morte di Lorenzo Bozano, condannato nel 1975, in appello e dopo l’assoluzione in primo grado, per il (presunto) sequestro e il (presunto) omicidio di Milena Sutter, a Genova, il 6 maggio del 1971.

Chi ha dichiarato e chi ha scritto che la vicenda di Milena Sutter finisce con la morte di Lorenzo Bozano, il 30 giugno 2021 per un malore all’Isola d’Elba, fa un’affermazione infondata.

È l’ennesima banalità di una catena di miserevoli banalità che sono cominciate il 6 maggio del 1971. Che poi le banalità vengano pronunciate di fronte al femminicidio di una ragazzina di 13 anni, Milena, è di una gravità inaudita.

Nessuno ha avuto, né ha a cuore, la verità sostanziale dei fatti su cosa accadde, come morì e chi furono – oltre ogni ragionevole dubbio – i colpevoli di una giovane donna nel pieno della sua vibrante adolescenza.

Quanto al Cold Case in questione, su che cosa sia un caso “a pista fredda” lo spiega in questo magazine la criminologa e psicologa giuridica Laura Baccaro.

REVISIONE DEL PROCESSO: IL DIRITTO A CHIEDERLA RESTA IMMUTATO

Lorenzo Bozano ha diritto a chiedere una revisione del processo attraverso i suoi eredi.

Non so se i parenti di Lorenzo vorranno mai imbarcarsi in un’avventura del genere. Il diritto di farlo, comunque, rimane.

Nessun padrone del vapore, né alcun servo – e di servi sul Caso Sutter-Bozano ne ho contati molti – può tuttavia pensare di negare quanto il diritto penale italiano consente. Ovvero, di giudicare la vicenda di Milena Sutter e Lorenzo Bozano sotto un’altra luce.

Il caso di Milena Sutter è così controverso e così inquinato da tristi figuri, manipolazioni e da una perizia medico-legale immonda che possiamo considerarlo un Cold Case a tutti gli effetti. 

Così lo tratto e lo trattiamo in questo magazine. Avendo ben chiara una posizione: non siamo innocentisti, né voglio intraprendere alcuna battaglia innocentista.

Il motivo è semplice: non considero Lorenzo Bozano un innocente. Non so se sia colpevole, del resto.

Su Lorenzo Bozano di alcuni elementi sono sono certo:

  • Lorenzo Bozano non ha avuto un giusto processo;
  • la sua sentenza di condanna all’ergastolo fu pilotata;
  • la condanna stessa fu comunque sproporzionata a un attento esame dei fatti;
  • vi furono condizionamenti sia nelle indagini che nella narrazione del caso da parte di un massone piduista che apparteneva a quella vergogna nazionale che si chiama Gladio

Lorenzo Bozano - sequestro e omicidio milena sutter - blog ilbiondino.org - Agenzia Corte&Media Verona

Cold Case: Lorenzo Bozano e la revisione del processo di condanna all’ergastolo

I motivi per richiedere la revisione sono elencati dall’articolo 630 del codice di procedura penale.

Fra i motivi di revisione, ecco quelli che ci interessano in questa vicenda:

  • se dopo la condanna sono sopravvenute o si scoprono nuove prove che, sole o unite a quelle già valutate, dimostrano che il condannato deve essere prosciolto a norma dell’articolo 631 del Codice Penale;
  • se è dimostrato che la condanna venne pronunciata in conseguenza di falsità in atti o in giudizio o di un altro fatto previsto dalla legge come reato

Le nuove prove riguardano testimoni mai sentiti al processo e che possono smentire la ricostruzione del giudice istruttore, Bruno Noli, su cui si fonda la sentenza di condanna in appello di Lorenzo Bozano.

La sentenza del giudice Noli si qualifica da sola. Non regge sul piano della logica e dell’argomentazione giuridica. Rivela una costruzione narrativa che non punta neppure a una verità giuridica.

L’unico obiettivo di quella sentenza di rinvio a giudizio – scritta da un giudice istruttore con velleità letterarie – è di perpetuare la narrazione di polizia.

Chi era il narratore della polizia, alla Questura di Genova? Arrigo Molinari, piduista e appartenente alla formazione illegale Gladio.

Possiamo ben dire che Lorenzo Bozano ebbe un processo di polizia. La magistratura e la Scienza abdicarono al loro ruolo. 

Bozano poteva essere condannato senza sprecare tempo e soldi nei processi. Tanto la sua fine era già scritta.

Se Bozano fu assolto in primo grado, nel 1973, fu per un colpo di fortuna. Nulla più. Poi la mano che aveva già scritto la storia di questo caso tornò, guidata da poteri più forti, a colpire.

Certo, Lorenzo Bozano vi mise del suo. Perché, come direbbe Cesare Pavese, certa gente ama andarsi a schiantare.

Milena Sutter - Lorenzo Bozano - Genova 1971 - Biondino della Spider Rossa - blog IlBiondino.org

LA PERIZIA MEDICO-LEGALE

Le nuove prove riguardano, poi, la dimostrazione della assoluta infondatezza della perizia medico-legale scritta dai professori Aldo Franchini e Giorgio Chiozza su ora e cause della morte di Milena Sutter,

La perizia medico-legale di Franchini e Chiozza è una offesa alla Scienza sul piano medico legale e su quello logico-argomentativo. Fa credere che Milena Sutter sia stata assassinata per strozzamento e probabile soffocamento, mentre non ha alcun valore per asserire quanto scritto.

Quanto alla sentenza di condanna, pronunciata in appello nel 1975, chi scrive ha raccolto l’affermazione di un autorevole giornalista genovese.

Costui sostiene di aver orientato il calendario delle udienze in Corte d’Assise d’Appello di Genova, spiegando al presidente della Corte come ascoltare i testimoni in modo da arrivare a una ricostruzione del caso funzionale alla condanna di Lorenzo Bozano all’ergastolo.

Siamo di fronte a due vergogne: una vergogna medico-legale e una vergogna giuridica.

Milena-Sutter-Rapimento-e-omicidio-Lavoro-Genova-6-maggio-1971 -

Caso Sutter: la vergogna medico-legale

Sulla vergogna medico-legale l’Istituto di Medicina Legale di Genova – se ha a cuore la Scienza – può aprire i propri archivi e, nel nome della verità storico-scientifica, far fare le analisi che accertino le cause e le modalità della morte di Milena Sutter.

Posso immaginare che alla Direzione di quell’Istituto di Medicina Legale non interessi nulla della Scienza. Ci sono però alcune notizie da evidenziare.

La vicenda di Milena Sutter, sul piano medico-legale, mi risulta essere stata trattata in sede di insegnamento universitario.

Qualcuno – uno a caso, il direttore dell’Istituto di Medicina Legale di Genova – mi deve spiegare perché è possibile utilizzare a fini didattici una perizia farlocca. E non è possibile rifare le analisi sui frammenti istologici e sui blocchetti relativi al corpo della vittima. 

La Scienza è al servizio della verità scientifica? Oppure è al servizio di altri interessi? Questo il responsabile dell’Istituto di Medicina Legale di Genova ce lo deve spiegare. Perché siamo noi, contribuenti onesti, che paghiamo il suo stipendio.

Lorenzo Bozano - imputato processo sul caso Milena Sutter

Caso Sutter: la vergogna giudiziaria

Il processo d’appello, in Corte d’Assise a Genova nel 1975, fu un processo farsa. Una vergogna sul piano giudiziario.

La sentenza era già scritta. La difesa di Lorenzo Bozano combatté a mani nude e non ottenne di ascoltare una testimone fondamentale: l’amica del cuore di Milena Sutter, che avrebbe smentito le bugie scritte nella Memoria della Parte Civile.

Chiariamo, su questo punto, una cosa. Sono sempre stato severo con Lorenzo Bozano, nel contestargli millanta dettagli del caso.

Credo che Lorenzo Bozano mi abbia apprezzato anche per questo: non ero tipo da soggiacere alle sue narrazioni senza provare a smentirlo e a metterlo nell’angolo.

La stessa severità meritano gli accusatori di Bozano. In questa sede non mi occupo del massone piduista Arrigo Molinari, facente parte di quella vergogna nazionale che fu Gladio, a cui spettò il compito di fare le indagini e dettare la narrazione sulla vicenda Sutter.

Arrigo Molinari, vicecapo della Squadra Mobile di Genova nel 1971, fu quello che inquinò la scena del crimine, dettò la narrazione e manipolò le indagini sull’omicidio – omicidio, si badi bene – del cantautore Luigi Tenco (gennaio 1967).

Altri massoni hanno agito a Palazzo di Giustizia di Genova e nell’ambito delle indagini sul Caso Sutter.

Già questo dovrebbe far dubitare. Non è però di dubbi che vogliamo vivere, né a favore e neppure contro Lorenzo Bozano.

Vogliamo vivere di certezze. Le certezze in questa vicenda genovese sono queste:

  • Milena Sutter non fu rapita;
  • Milena Sutter non fu uccisa con azione di strozzamento e probabile soffocamento;
  • Lorenzo Bozano NON ebbe un giusto processo, soprattutto in appello;
  • Lorenzo Bozano, quant’anche coinvolto, non ebbe una condanna equa

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Caso Milena Sutter - Lorenzo Bozano - libro Il Biondino della Spider Rossa sul sequestro e omicidio di Milena Sutter - blog ilbiondino.org - Agenzia Corte&Media Verona

Lorenzo Bozano, i 50 imbrogli sul caso giudiziario

Che Bozano debba piangere se stesso per i 43 anni di carcere, è un dato di fatto.

Senza la vicenda di Livorno – su cui c’è molto da scrivere – del giugno 1997, egli sarebbe stato libero già trent’anni fa; e avrebbe potuto dare battaglia.

Diciamo, con linguaggio poco scientifico ma che rende l’idea, che gli accusatori di Lorenzo Bozano hanno avuto due botte di kulo: 

  • le presunte molestie del 1997 a Livorno;
  • la morte improvvisa di Lorenzo Bozano nel 2021

Le storie, però, non finiscono con le persone. La verità sostanziale dei fatti è come il mondo delle Idee di Platone: resta, permane, continua a prescindere dalle miserie umane e dai limiti della realtà.

Chi cagionò, in modo diretto o indiretto, la morte di quella splendida ragazza che era Milena Sutter?

Chi incastrò quel mona (voce veneta che sta per “idiota”) di Lorenzo Bozano?

Le risposte qualcuno un giorno le darà. Perché la verità sostanziale dei fatti, come il diritto a rifare il processo a Lorenzo Bozano, va oltre noi contemporanei.

Che poi si scopra che Bozano è innocente, gli è tutta da vedere.

Di sicuro, almeno, si farà luce su quella Nostra Signora dell’Ipocrisia che ha steso il suo velo sulla vicenda di Milena Sutter.

Se, tu che hai letto sin qui, vuoi approfondire, eccoti la serie di articoli sui 50 imbrogli del Caso Sutter-Bozano:

Lorenzo Bozano intervistato nel 2017 da Maurizio Corte - Biondino della Spider Rossa - Genova

LORENZO BOZANO E IL RAGIONEVOLE DUBBIO

Non mi stancherò mai di ripeterlo. Non sono mai stato innocentista. Anzi, la narrazione dei cacciaballe Arrigo Molinari & C. mi porta ad essere colpevolista.

Un dato è però certo: il ragionevole dubbio, su Lorenzo Bozano vi è eccome.

Un altro dato è certo: le indagini furono condotte da un poliziotto aduso a manipolare le scene del crimine, piduista e aderente a un’organizzazione illegale come Gladio. Il suo operato lo vediamo applicato nel Caso Tenco e nel Caso Sutter.

Lorenzo Bozano non ebbe, in appello, un giusto processo.

La perizia medico-legale su Milena Sutter non ha fondamento scientifico.

Quant’anche coinvolto, Lorenzo Bozano non meritava una condanna all’ergastolo; e non ebbe in appello una difesa adeguata sia per motivi contingenti che per i pregiudizi di una Corte d’Assise che aveva già deciso la sentenza prima di iniziare il processo nel 1975.

La stessa Corte di Cassazione non svolse, come avrebbe dovuto, un controllo di legittimità degli atti degno di questo nome.

La Scienza – il Caso Sutter ne è una prova ulteriore – va ben oltre i limiti di una giustizia che, anche in Italia, mostra tutti i limiti di cui è capace.

Per questi e altri motivi, Lorenzo Bozano merita una revisione del processo. Se non è possibile sul piano giudiziario, poco importa. Certo quella revisione è possibile sul piano storico e scientifico.

LIBRO “IL BIONDINO DELLA SPIDER ROSSA” sul cold case Sutter

Con Laura Baccaro, criminologa e psicologa giuridica, ho scritto il libro Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media

Sul libro, chiarisco subito, né Laura Baccaro né io abbiamo alcun guadagno. Vi abbiamo lavorato per anni solo in nome della verità sostanziale dei fatti.

La vicenda di Lorenzo Bozano e Milena Sutter è un Cold Case in piena regola. Vi è un condannato, ora deceduto, che è Bozano. Ma non sappiamo cosa davvero accadde a Milena, 13 anni, quel 6 maggio del 1971.

E se non sappiamo cosa accadde a una vittima, credo di avere il diritto di definire un Cold Case la vicenda Sutter-Bozano.

Maurizio Corte
corte.media

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