Questo che segue è il testo del quinto episodio del podcast Il Colpevole Perfetto. La storia sbagliata di Lorenzo Bozano e Milena Sutter.

Il quinto episodio si intitola “Di certo c’è solo che è morta”.

Puoi ascoltare il podcast su tutte le piattaforme. Oppure su questo sito, andando alla pagina dedicata a Il Colpevole Perfetto.

Il corpo ritrovato giovedì 20 maggio 1971

Il 20 maggio del 1971 era un giorno festivo: il giorno dell’Ascensione. Stefano e Giampaolo, due pescatori dilettanti, con la loro barca si erano spinti a circa 300 metri dalla riva. Il porto di Genova, con il mare azzurro e calmo, era alla loro sinistra a qualche chilometro.

La giornata era baciata dal sole, come si usa dire. La temperatura era ottimale: 28 gradi. I due amici pescatori avevano di fronte la spiaggia di Priaruggia, una deliziosa insenatura a un paio di chilometri ad est di un’altra deliziosa spiaggia: quella di Boccadasse, dove nella fantasia di Camilleri vive la fidanzata di Montalbano. Qualcuno di sicuro se la ricorda.

Stanno pescando, i due amici, quando la sagoma di quello che sembra un fantoccio attira l’attenzione dei due amici. Stefano e Giampaolo si sporgono e notano un corpo umano.

“Dev’essere di un subacqueo annegato”, si dicono. Il corpo è circondato di pezzi legno che ne confondono le forme.

Quando vi si avvicinano si accorgono che è il corpo di una donna. Dall’aspetto sembra anziana. Ha i collant color carne e gli slip bianchi abbassati ai polpacci, senza segni di strappi.

Il reggiseno è alzato sopra la linea del seno. Il volto è sparito, scheletrizzato come hanno visto in qualche sacrario militare dei soldati caduti in battaglia. Tra il seno e i fianchi, notano una cintura con cinque pesi di un kg l’uno, di quelle che indossano i sub per immergersi.

Stefano e Giampaolo si mettono ai remi e tornano a riva. Prima, però, si sono segnati alcuni punti di riferimento. Solo così potranno dire alla polizia dove si trova in modo esatto quel corpo di donna anziana.

Non ci vuole molto, giusto l’arrivo degli agenti, per scoprire che quello è invece il corpo di una giovane donna. E un paio di ore dopo, quando il pomeriggio di maggio ha già ceduto il passo alla sera, si scopre che quella donna è Milena Sutter.

Una collanina con pendaglio è rivelatrice. Il corpo è proprio quello della ragazzina sparita giovedì 6 maggio 1971, all’uscita della Scuola Svizzera di Genova.

Cosa dice la sentenza sulla morte di Milena Sutter

Nella sentenza del 22 maggio 1975, con cui condanna all’ergastolo Lorenzo Bozano, la Corte d’Assise d’Appello di Genova scrive che “si è accertato che Milena, ritrovata cadavere al largo di Priaruggia, venne uccisa, mediante azione combinata di strozzamento e soffocamento”.

“Venne uccisa”, scrivono i giudici, “poco dopo essere stata rapita. E venne affondata in mare nelle ore successive, prima che giungesse alla famiglia la telefonata – l’unica telefonata con richiesta di riscatto”.

La Corte richiama in questo la ricostruzione fatta nel 1972 dal giudice istruttore, Bruno Noli, che tutti considerano un giudice pignolo e preciso.

Ebbene, il giudice istruttore scrive che Bozano ha “soppresso il cadavere di Milena Sutter, facendolo scomparire in mare, dopo aver avuto cura di zavorrarlo con una cintura per pesca subacquea della ditta Cressi, fornita di cinque chilogrammi di piombi precedentemente decolorati”.

Lorenzo Bozano, secondo i giudici, ha preferito tali modalità – l’affondare in mare il corpo di Milena – per la soppressione del cadavere.

L’ha fatto secondo “il piano prestabilito, dopo avere invano tentato di disfarsi del corpo scavando una fossa in località appartata nei pressi della Trattoria del Liberale sul Monte Fasce di Genova”.

La realtà non è come appare

Sembra essere tutto chiaro. Tutto preciso. Come un orologio svizzero, verrebbe da dire. Ma è davvero così? No. Non è così. Non è per niente così. Siamo davanti a una ricostruzione che non ha fondamento né fattuale e neppure scientifico.

La versione medico-legale ufficiale sulle cause, le modalità e i tempi della morte di Milena Sutter è stata fatta propria dai giudici che nel 1975 condannano Lorenzo Bozano all’ergastolo. Ed è stata subito sposata senza dubbi dai giornali – sino ai nostri giorni.

Il giornalismo italiano non ha mai avuto molta confidenza con l’approccio scientifico. In questo caso, tuttavia, la colpa non è di noi giornalisti.

È la perizia dei professori Franchini e Chiozza, quelli che hanno svolto l’autopsia sul corpo di Milena, che ha gravi lacune. Anzi, quella perizia non sta proprio in piedi.

Di che cosa è morta Milena Sutter? È stata uccisa? Oppure è morta per altra causa? Sono queste le domande che merita di essere indagate, perché da lì passa la differenza tra libertà ed ergastolo. Tra giustizia giusta e narrazione mendace. E allora… andiamo a incominciare.

Le perizia dei professori Franchini e Chiozza

Il 20 maggio del 1971, i consulenti del giudice istruttore, i professori Franchini e Chiozza, hanno un incarico assai delicato: stabilire epoca, cause e modalità della morte di un corpo rimasto in mare due settimane.

Il corpo è quello di Milena Sutter, 13 anni, sparita a Genova il 6 maggio del 1971: è uscita dalla Scuola Svizzera, in via Peschiera, ed è svanita nel nulla.

Il giorno dopo, al mattino di venerdì 7 maggio, una telefonata – secondo gli inquirenti – ha portato un messaggio chiaro: “Se volete Milena viva, 50 milioni prima aiuola Corso Italia”.

Di qui la scelta di considerare la sparizione di Milena un rapimento, per estorcere denaro al ricco padre, un industriale della cera per pavimenti.

I professori Franchini e Chiozza non sono medici legali qualsiasi. Sono due autorevoli rappresentanti della Medicina Legale italiana.

Il professor Aldo Franchini ha scritto un manuale di Medicina Legale su cui si sono formati migliaia di medici, di avvocati e di magistrati.

È senza dubbio uno dei grandi maestri della Medicina Legale in Italia. Il suo libro è stato pubblicato per anni dalla casa editrice Cedam, di Padova, nella cui università Franchini ha insegnato dal 1953 al 1961.

Nel 1961 il professor Franchini è tornato a Genova, città dove si era laureato. E a Genova in quel 1961, Aldo Franchini assume la direzione dell’Istituto di Medicina Legale dell’Università di Genova, che terrà per vent’anni, sino al 1981.

È quindi a un grande esperto, ad un uomo di scienza e di esperienza che si affidano la Procura prima e l’Ufficio Istruzione poi per capire di cosa, come e quando sia morta Milena Sutter. 

LE RISPOSTE DEI CONSULENTI DELLA MAGISTRATURA

A fronte delle domande degli inquirenti su epoca e cause della morte di Milena, ecco cosa allora rispondono i professori Franchini e Chiozza:

  • la morte della vittima fu causata da asfissia meccanica prodotta da violenta azione di costrizione del collo, verosimilmente integrata con modalità di soffocamento;
  • la morte risale alle ore 18 del 6 maggio 1971;
  • l’immersione del corpo senza vita in mare è avvenuta entro poche ore dalla morte;
  • non vi è stata violenza carnale;
  • non sono state riscontrate nel sangue della vittima tracce di sostanze stupefacenti; o di sostanze tossiche. Tali che abbiano potuto determinare la morte o uno stato di diminuita difesa

LA RISPOSTA RAPIDA: “MILENA FU UCCISO IL GIORNO 6 MAGGIO 1971”

La risposta è quindi chiara: Milena Sutter è stata assassinata in modo volontario e premeditato intorno alle ore 18-18.30 del giorno della sparizione, il 6 maggio del 1971. E il suo corpo è stato gettato in mare poche ore dopo il decesso.

La risposta è chiara ma, quello che più sorprende, è rapida e suggestiva come sa esserlo il pensiero magico: il risultato dell’autopsia viene infatti scritto sui giornali genovesi (e non) il giorno dopo il ritrovamento del corpo della ragazzina.

La notizia esce dalla Procura di Genova e non ammette repliche: Milena è stata assassinata in 6 maggio 1971 da Lorenzo Bozano. Caso chiuso.

Peccato che solo un mago possa stabilire in qualche ora cause, giorno e ora della morte di un corpo rimasto in mare fino a 2 settimane.

Un corpo che non presenta segni di annegamento, di violenza palese e che invece presenta un quadro che si può interpretare in più modi.

L’arresto di Bozano e l’accusa di omicidio

Una volta trovato il corpo di Milena, il 20 maggio del 1971, Lorenzo Bozano viene arrestato e portato in Questura.

È difeso dagli avvocati Francesco Marcellini, un principe del Foro di Genova, e dall’avvocato Silvio Romanelli, che diventerà uno dei più grandi avvocati genovesi.

Voglio dire una cosa, a questo proposito. Su Lorenzo Bozano da sempre (e ancora oggi) si sono sprecate parole, mentendo sapendo di mentire, sul fatto che avesse un finanziatore occulto: un qualche ricco e potente che lo foraggiava, non si capisce per quale motivo oltretutto.

Bene, Lorenzo Bozano quando viene arrestato, nel 1971, è tanto ricco da non avere i soldi per pagarsi un medico legale che possa assistere all’autopsia.

Bozano non ha quindi un perito di parte che possa partecipare a un atto tanto importante e che possa farlo assieme ai periti del tribunale, Franchini e Chiozza, che sono quindi emanazione della Procura della Repubblica, prima, e del giudice istruttore, poi.

È proprio il giudice istruttore, Bruno Noli, a nominare nel 1972 un perito. Un perito di parte, medico legale, a cui viene dato questo incarico: leggere i risultati dell’autopsia sul corpo di Milena Sutter, ovviamente dal punto di vista della difesa di Lorenzo Bozano.

Viene così nominato il professor Giacomo Canepa che studia la perizia di Franchini e Chiozza e dà la sua interpretazione.

L’ESAME SUL CORPO DELLA VITTIMA

Qui, però, occorre fare una precisazione importante. L’esame che i professori Franchini e Chiozza fanno sul corpo di Milena Sutter è precisa, puntuale, assai documentata.

Chiunque la legga – e io l’ho fatta leggere a sei medici legali di alto profilo – può dare un giudizio, quindi, su dati certi e raccolti con metodo. Il problema sorge, infatti, non sui dati dei medici legali del tribunale, ma sull’interpretazione di quei dati.

Perché è evidente una cosa, ed è evidente anche a uno sprovveduto, magari un po’ scemo, che nulla sa di meteorologia: se diciamo che oggi è una giornata soleggiata, se diciamo che il cielo è limpido per centinaia di chilometri, se diciamo che l’alta pressione staziona su tutta la nostra zona… se diciamo tutto questo, gli è difficile far credere – se indossiamo vestiti zuppi d’acqua – che la colpa è della pioggia. Mi pare evidente…

La stessa cosa accade con la perizia dei professori Franchini e Chiozza. Accertamenti, analisi e dati da manuale… ma le conclusioni non sono corrette in linea logica, mi è stato detto dai medici legali di alto profilo a cui ho sottoposto la perizia.

LA TEORIA DELLA DIFESA DI BOZANO SULLA MORTE DI MILENA

Torniamo comunque al perito di parte, quello che Lorenzo Bozano non si è potuto permettere al momento giusto.

Il professor Giacomo Canepa, nominato dal giudice istruttore nel 1972, è giunto – analizzando la perizia di Franchini e Chiozza – a queste conclusioni:

  • il quadro anatomo-patologico non consente di attribuire la morte della vittima ad asfissia meccanica violenta;
  • la morte di Milena può essere stata originata da altra causa, tant’è che i dati anatomo-patologici sono generici e riscontrabili nei casi di morte improvvisa;
  • la morte può risalire a un periodo compreso fra il 6 maggio 1971 e una settimana prima del ritrovamento del corpo (avvenuto il 20 maggio 1971);
  • l’esame del contenuto dello stomaco avvalora l’ipotesi che la morte non sia avvenuta il 6 maggio, ma successivamente. I residui rinvenuti nello stomaco di Milena sono generici e non corrispondono alla composizione del pasto consumato a casa alle ore
    Il professor Canepa contesta, insomma, sia l’ipotesi della violenta costrizione al collo (lo strozzamento) sia il soffocamento. E fa un’affermazione interessante: non possiamo dire che Milena Sutter sia stata assassinata con azione di strozzamento e di soffocamento. Le cause della sua morte possono essere altre: ad esempio un arresto cardiaco.

Cosa abbia possa aver provocato l’arresto cardiaco, questo è un altro argomento ovviamente.

LA CONTROPERIZIA DEL PROFESSOR INTRONA

Nel 1983, il professor Francesco Introna dell’Università degli Studi di Padova – allievo dei professori Franchini e Chiozza – scrive un’analisi critica della perizia firmata dai suoi maestri.

Gliel’ha chiesta Lorenzo Bozano, che per quella consulenza spende un milione e mezzo di lire.

Il 1983 è un anno importante per Lorenzo: si muove su più fronti, per raccogliere gli elementi utili a una richiesta di revisione del processo che nel 1975 l’ha mandato all’ergastolo.

Lorenzo Bozano in atto tre azioni, come ho avuto modo di verificare nella mia inchiesta: due azioni sul fronte medico-legale e una sul fronte investigativo.

Le sue intuizioni, però, avranno vita breve. Lorenzo Bozano, anche qui, si conferma quello che è, quello che è sempre stato: uomo assai intelligente, di notevole acume critico ma incapace di attuare un progetto.

Il professor Introna contesta punto per punto le conclusioni giudiziarie sulle cause e sull’ora della morte di Milena Sutter: sia lo strozzamento e sia il soffocamento, contestando l’asfissia da azione meccanica violenta.

Introna mette in discussione con fondata argomentazione e dati anatomo-patologici una perizia medico-legale, quella di Franchini e Chiozza, su cui si basa l’ergastolo comminato a Lorenzo Bozano.

Non solo, il professor Introna contesta punto per punto le conclusioni giudiziarie a cui è giunta la Corte d’Assise d’Appello di Genova nel 1975-

Ho ritenuto di non entrare nei dettagli di ciò che viene contestato alla perizia ufficiale, per motivi di rispetto della vittima.

In ogni caso, i documenti su cui studiare ci sono, per chi vuole che la scienza non sia sopraffatta da azioni penali senza fondamento.

LE CONFERME DEGLI STUDIOSI SULLE CRITICHE ALLA PERIZIA UFFICIALE

La correttezza scientifica della posizione del professor Francesco Introna e del perito della difesa, Giacomo Canepa, mi è stata confermata da tutti gli studiosi e professionisti di Medicina Legale che ho consultato.

Sono studiosi di chiara fama che non ho pagato e che hanno risposto ai miei quesiti sulla morte di Milena Sutter soltanto in nome della scienza.

Ecco i loro nomi:
– Carlo Torre, Università di Torino
– Domenico De Leo, Università di Verona
– Daniele Rodriguez, Università di Padova, con la sua collaboratrice la dottoressa Marianna Russo, medico legale
– Franco Tagliaro, Università di Verona
– Gabriella Trenchi, medico legale a Verona

Due di quegli studiosi – il professor Daniele Rodriguez (UniPadova) e il professor Franco Tagliano (UniVerona) – sono presenti nel libro Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media, che ho scritto con la criminologa Laura Baccaro.

La certezza sulla perizia medico-legale

Abbiamo, così, una certezza: la perizia medico-legale dei professori Franchini e Chiozza su ora, cause e modalità della morte di Milena Sutter arriva a conclusioni che sono in parte contestabili, in parte infondate sul piano scientifico e anche su quello argomentativo.

Eppure sulla base di quella perizia si è basata, sin dall’istruttoria, la posizione processuale di Lorenzo Bozano.

Se la perizia sul corpo della vittima non ha fondamento scientifico, come non l’ha, allora la condanna di Bozano all’ergastolo si basa su una ricostruzione farlocca.

Come mi ha detto un autorevolissimo medico legale: “Se hanno condannato Bozano sulla base di questa perizia, allora è una vergogna”.

La vergogna è duplice: perché alle infondatezza scientifica di alcune tesi e alla violazione della logica in sede di conclusione, i giudici che condannano Lorenzo Bozano all’ergastolo nel 1975 vi aggiungono considerazioni che non hanno alcuna legittimazione sul piano della scienza.

Nel libro Il Biondino della Spider Rossa vi sono tutti gli elementi per dare un giudizio su quanto ho raccontato sin qui.

Se un qualche esperto vuole approfondire l’argomento, ovviamente può accedere ai documenti che ho raccolto. Basta che scriva alla mia email: direttore@ilbiondino.org

I PARERI DI DUE MEDICI COLPEVOLISTI

Non si creda che mi sia fermato ai pareri autorevoli che hanno smentito le conclusioni della perizia medico-legale ufficiale, quella del tribunale. Proprio no.

Nel 2014 ho cercato, disperatamente debbo dire, un “difensore scientifico” del lavoro di Franchini e Chiozza.

Niente, ogni mio tentativo è così caduto nel vuoto. Le ho provate tutte per trovare qualcuno che supportasse il lavoro dei due illustri periti genovesi.

Nessuno studioso genovese che partecipò al team di lavoro dei professori Franchini e Chiozza, nel 1971, sull’autopsia per la morte di Milena Sutter ha voluto commentare la perizia.

Due studiosi, che erano nel team di Franchini e Chiozza per l’autopsia sul corpo di Milena, mi hanno invece dato la loro versione sulla cause della morte di Milena.

Entrambi, colpevolisti convinti, attribuiscono la morte di Milena ad un atto preterintenzionale da parte di Lorenzo Bozano.

Al che ho chiesto a questi due studiosi genovesi: “E per un omicidio preterintenzionale un uomo finisce all’ergastolo?”. La risposta che mi hanno dato è sconcertante: “Iudex peritus peritorum”. Ovvero, la scienza si fa sottomettere dalla toga.

La rinuncia al dibattito critico sulla vicenda Sutter e Bozano

Del resto, diciamola tutta, il dibattito scientifico e il pensiero critico in questo caso giudiziario sono da sempre i grandi assenti.

Divisa tra comunisti, cattolici, neofascisti e massoni, una certa Genova – quella del Potere, degli interessi e degli affari negli Anni Settanta – ha ben pensato di sottrarsi a ogni serio confronto.

“Un affare tra borghesi”, lo definì una volta don Andrea Gallo, prete scomodo di Genova, che proprio a Lorenzo Bozano confidò quella che lui riteneva la vera spiegazione della morte di Milena Sutter.

La verità ufficiale sul caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano

Ma veniamo alla narrazione della versione ufficiale su ora, giorno, cause e modalità della morte di Milena Sutter.

I giornalisti, in tutto questo dibattito sulla Medicina Legale, che cosa hanno scritto? Come si sono posti?

Non certo come cani da guardia. Ancora oggi, chi scrive sulla vicenda di Milena Sutter evita in modo accurato di tematizzare la perizia medico-legale sul giorno, l’ora e le cause della morte di Milena Sutter.

Del resto, la narrazione sulla vicenda di Milena Sutter – rapimento e omicidio a scopo di estorcere denaro al ricco padre – si basa su due pilastri:

  • La perizia medico-legale, che non ha fondamento scientific
  • La devianza sessuale e l’essere un delinquente costituzionale, di Lorenzo Bozano, anche questo senza fondamento scientifico.

Se crollano i due pilastri, crolla la verità ufficiale – quella giudiziaria in testa – su cosa accadde a Milena. E crolla la verità ufficiale sul ruolo di Lorenzo Bozano nel caso Sutter.

Possiamo dire che senza dubbio Lorenzo Bozano è innocente ed estraneo al caso?

Certo che no. Di sicuro, sappiamo che quant’anche coinvolto, in qualche modo, Lorenzo non avrebbe meritato una pena da ergastolo. Di sicuro non è stato l’autore di un omicidio volontario premeditato, stando a un esame obiettivo dei dati scientifici sull’autopsia.

Di che cosa è morta allora Milena Sutter? La risposta non spetta certo a me. Non è neppure di mio interesse, a dire il vero.

Ricordando Tommaso Besozzi, il più grande cronista italiano di nera, possiamo dire che “di sicuro c’è solo che Milena è morta”.

Voglio ricordare che Tommaso Besozzi ebbe il coraggio, nel luglio del 1950, di smentire la versione ufficiale dei Carabinieri su luogo e modalità dell’uccisione del bandito Salvatore Giuliano.

Cosa ci dicono, del resto, le narrazioni scomode, ignorate quasi sempre dai media, sul caso di Milena Sutter?

Ci raccontano dettagli interessanti per un verso; e dettagli inquietanti per un altro verso. Soprattutto ci trasmettono un grande gelo.

Quello che ti prende quando ti assale il dubbio che la storia di Milena e la storia di Lorenzo non siano quelle che ci hanno raccontato.

Fine Episodio 5. Il Colpevole Perfetto – “Di certo c’è solo che è morta”

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