Una donna, Lauren Dickason, 40 anni, medico, sposata da 15 anni con il marito Graham, ha ucciso il 16 settembre 2021 la figlia sei anni, Liané, e le gemelline Maya e Karla, di due anni.

Lauren e Graham Dickason, originari del Sud Africa, nell’agosto scorso erano emigrati in Nuova Zelanda. Si erano stabiliti nella cittadina portuale di Timaru, di neppure 29 mila abitanti. Da poco erano usciti dalla quarantena per pandemia da Covid-19.

La donna è stata arrestata con l’accusa di omicidio. Verrà sottoposta a perizia psichiatrica, in un ospedale specializzato, prima di tornare in tribunale a Timaru il 5 ottobre 2021.

Il marito Graham, chirurgo ortopedico, è tornato a casa dopo le 10 di sera, il 16 settembre scorso, e ha trovato i corpi delle tre figliolette, senza vita.

Graham e Lauren Dickason, con le tre figliolette, si erano trasferiti in Nuova Zelanda per iniziare una nuova vita. Lui come medico chirurgo, specializzato in ortopedia, all’ospedale di Timaru.

Durante una veglia in memoria dei tre figlioletti uccisi, Graham Dickason ha espresso parole di comprensione, amore e perdono verso la moglie Lauren.

Graham Dickason ha così riconosciuto la sofferenza psichica di Lauren e ha invitato tutti a riflettere, a non giudicare e ad avere compassione verso la moglie, che egli stesso ha definito essere “una vittima” di quella tragedia. E non una killer spietata, come con superficialità si tende a pensare. 

LA SOFFERENZA DI UN PADRE E LA FORZA DI CAPIRE IL DOLORE DELLA MOGLIE

“Graham Dickason, un marito e un padre affettuoso emigrato dal Sud Africa per stabilirsi e ricominciare da capo con la moglie e i tre figli, questa settimana ha perdonato sua moglie, Lauren Dickason, che ha ucciso le loro tre figlie poco dopo il loro tanto atteso arrivo a New York. Zelanda”, A “raccontarlo è Stacey B, in un articolo pubblicato dal magazine Medium con il titolo Father Forgives Loving Wife for Children’s Deaths.

“Non solo l’ha perdonata, ma l’ha anche definita una vittima in questa terribile situazione”, prosegue l’articolista. “Una vittima terribilmente traumatizzata, che non riusciamo nemmeno a immaginare”.

Graham Dickason ha perso tutti e 3 i suoi figli solo una settimana fa. Le loro vite sono state spezzate per mano della moglie Lauren. La donna stava vivendo una sorta di crollo psicotico.

Graham e Lauren Dickason - Padre e marito perdona la moglie che ha ucciso i tre figlioletti - foto di famiglia - news - magazine ilbiondino.org - ProsMedia - Agenzia Corte&Media

UN INSEGNAMENTO PER L’UMANITA’

“Il suo perdono per la sua travagliata moglie mostra un’incredibile forza, resilienza e dignità”, sottolinea Stacey B nell’articolo. “Soprattutto in un momento in cui una nazione sconvolta e addolorata non può nemmeno iniziare a comprendere l’atto stesso del figlicidio”.

“Per questo non posso che mostrare il mio massimo rispetto e ammirazione. Che uomo emotivamente intelligente. Unico nel suo genere di fronte a avversità estreme”, scrive l’articolista.

“I suoi occhi hanno assistito al trauma più formidabile che si possa immaginare, eppure la sua anima rimane connessa con l’amore e la comprensione”, sottolinea Stacey B. “Ciò che la sola storia di questa coppia può insegnarci sull’umanità, l’empatia e il perdono, è davvero onorevole”.

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Graham Dickason: il perdono alla moglie Lauren

Graham Dickason è tornato a casa il 16 settembre 2021 e ha trovato senza vita i suoi due gemelli e l’altro bambino di sei anni, mentre la moglie Lauren era in uno stato confusionale.

Una settimana dopo, durante una veglia tenutasi a Timaru, South Canterbury, in Nuova Zelanda, l’uomo si è rivolto ai suoi concittadini.

“Cari abitanti di Timaru, le mie parole sono poche al momento”, ha detto loro. “Giovedì 16 settembre 2021, la mia vita e quella di Lauren sono state sconvolte quando i nostri tre preziosi angeli ci sono stati strappati via. È una perdita che porterò con me per il resto della mia vita”.

“PREGATE ANCHE PER LA MIA ADORABILE LAUREN”

“La mia fiducia nell’umanità è stata ripristinata, vi ringrazio tutti. In questo momento di terribile tragedia e avversità, posso solo chiedere preghiera per me, la mia famiglia e i miei amici”, ha detto Dickason.

“Pregate per la forza e per la guarigione, per favore pregate anche per la mia adorabile Lauren”, ha aggiunto l’uomo, “poiché credo onestamente che anche lei sia una vittima di questa tragedia. Le persone che la conoscono bene lo testimonieranno, non ho dubbi. L’ho già perdonata e ti esorto a fare lo stesso con i tuoi tempi… è la chiave per guarire questa perdita che tutti abbiamo vissuto”.
“Per chi ha bambini piccoli… ricordati di lasciarli correre liberi. Lasciali ridere il più possibile… Ti ringrazio per il tuo amore e il tuo sostegno”.

“Non c’è nessuna colpa nei confronti di Lauren in questo tributo di Graham”, scrive Stacey B. nel suo articolo per Medium. “Si è aggrappato a chi sa che Lauren è come persona e ha rimosso l’atto di omicidio dalle sue capacità mentali più sane, confermando e ribadendo così i miei pensieri sullo stato psicotico della moglie al momento in cui quei tre angeli sono stati presi”.

Empatia e ascolto verso chi soffre a livello psichico

Poi Stacey B. esorta tutti noi a riflettere su quanto accaduto in Nuova Zelanda – in questa famiglia di persone immigrate dal Sud Africa – ma che può accadere, come già è successo, in qualsiasi parte del mondo.

“Il messaggio è chiaro”, scrive Stacey B. nel suo articolo su Medium. “Stiamo ancora trascurando la salute mentale, la guarigione post-partum, le conseguenze dirompenti per la vita dall’isolarci, vivere attraverso il Covid e altri climi difficili”

“Quello che Graham Dickason sta confermando è che la lotta è reale. E ha bisogno di essere ascoltato. Ancora ed ancora. Da più mariti, partner, familiari e da più amici intimi”, sottolinea Stacey B. nel suo articolo.

AMARE E CONOSCERE SENZA CONDANNARE

Poi l’autrice conclude: “Possiamo imparare da Graham Dickason che amare veramente qualcuno significa conoscere le sue azioni, comportamenti e credenze. Condannare le loro debolezze mostrerebbe una separazione dalla sofferenza della loro anima e non una posizione di unità”.

Infine, l’esortazione di Stacey B, che è una madre e una terapista: “Dobbiamo essere gentili nella nostra mente, chiarire spesso i nostri pensieri e parlare quando stiamo vivendo momenti strani. Tali storie tristi possono avere un impatto enorme sulla salute mentale e sul benessere delle persone empatiche e sensibili”.

“Per quanto possiamo dire per la nostra salute fisica quando ci sentiamo grassi dopo troppi blocchi e mangiamo comodamente”, conclude Stacey B., “lo stesso dovrebbe valere per la nostra salute mentale quando ci sentiamo un po’ persi dopo poca interazione e momenti più felici”.

Il tema dell’ascolto, della comprensione, del perdono e dell’empatia si evidenzia in questo caso di cronaca, in Nuova Zelanda. Lì dove una giovane donna, Lauren Dickason, ha ucciso i tre figlioletti.

La reazione di Stacey B. come di altri – improntati alla comprensione e al perdono – è stata dettata anche dai commenti assai pesanti verso Lauren Dickason che alcuni hanno espresso sui social.

Si sono scatenate alcune reazioni di haters e cattiverie di tutti i tipi, su internet, dopo la notizia di questo dramma che ha sconvolto quella che era da tutti conosciuta – anche in Sud Africa – come una famiglia serena, tranquilla, che voleva emigrare per rifarsi una vita in Nuova Zelanda.

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