Caso Sutter-Bozano /7

Il giovane indagato per il sequestro di Milena Sutter non può lasciare Genova.

Torna in libertà, dopo 48 ore di fermo, Lorenzo Bozano, 25 anni, sospettato di aver rapito MilenaSutter, il 6 maggio 1971, all’uscita della Scuola Svizzera di Genova.

Gli indizi contro il biondino della spider rossa, a detta del procuratore della Repubblica Francesco Coco, non sono crollati.

Bozano è invitato a non allontanarsi dalla città di Genova e a rimanere a disposizione della magistratura; così si legge sui giornali genovesi dell’epoca.

Lorenzo Bozano - indagato sul caso Milena Sutter - magazine Il Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Agenzia Corte&Media
Lorenzo Bozano sui giornali dell’epoca del caso di Milena Sutter, maggio 1971

I sospetti su Bozano rimangono

Lorenzo Bozano torna quindi libero di muoversi.

La sua scarcerazione è stata decisa dopo un incontro, tenuto a palazzo di Giustizia, tra il procuratore capo della Repubblica, Francesco Coco, il suo sostituto Nicola Marvulli, il capo della Squadra Mobile, Angelo Costa, e il capitano dei carabinieri, Ruggero Placidi.

I termini del fermo di polizia giudiziaria sono stati ridotti a quarantotto ore. Sono così brevi e perentori da rendere pressoché impossibile prendere una decisione ponderata”, ha commentato il procuratore capo Coco ai cronisti del Secolo XIX, quotidiano genovese.

“L’emissione di un ordine di cattura è un provvedimento impegnativo e preciso, diversamente c’è la scarcerazione. Nelle quarantotto ore a disposizione del magistrato gli accertamenti sugli indizi emersi non possono essere approfonditi”, ha proseguito il dottor Coco.

“Siamo costretti a procedere con Bozano a piede libero, ma ciò non significa nulla. Il reato è ancora in corso, non è ancora esaurito. La nostra situazione nel procedere è difficile ”, conclude il procuratore.

Il procuratore capo Coco rivela che sono emersi altri indizi, ma è tenuto al silenzio per evidenti motivi di segreto istruttorio.

Nel frattempo, crescono i sospetti su Lorenzo Bozano.

Le compagne di classe di Milena Sutter e altre studentesse della Scuola Svizzera hanno riconosciuto in Bozano, tramite fotografie, l’individuo che sostava davanti all’istituto al termine delle lezioni.

procuratore capo della Repubblica Francesco Coco - Genova - caso Sutter-Bozano - magazine Il Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Agenzia Corte&Media
Il procuratore capo della Repubblica Francesco Coco. Foto tratta dai giornali dell’epoca

Lorenzo Bozano ai cronisti: “Quanta paura”

Poco dopo la sua scarcerazione, Bozano ha parlato con i giornalisti nello studio dell’avvocato Francesco Marcellini.

Il suo gesto è un segno di comunicazione che è una novità nel rapporto fra crimine, giustizia e media: un grave indiziato di sequestro di persona affronta i giornalisti; e si sottopone alle loro domande.

Nell’intervista che ha rilasciato ai cronisti, il giovane si è detto innocente ed estraneo alla vicenda. È sollevato e ringrazia l’avvocato Marcellini per averlo tirato fuori dai guai.

“Anche se uno è convinto di essere innocente, è brutto vedersi tutti gli elementi contro”, dichiara il biondino della spider rossa ai giornalisti del Corriere Mercantile.

Incalzato dalle domande, conferma quanto già detto agli inquirenti durante gli interrogatori.

Il presunto piano di rapimento lo ha scritto in riferimento al sequestro di Sergio Gadolla. Bozano ribadisce che era in presenza di amici e che aveva bevuto un po’ troppo la sera in cui scrisse quel fantasioso piano.

Il giovane giustifica le soste vicino a villa Sutter per la presenza di una cameriera  che gli piaceva e che “mostrava le gambe”, come riafferma lo stesso Bozano ai cronisti. La cameriera lavora ad ore per una famiglia che abita vicino all’abitazione dei Sutter.

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Davanti alla Scuola Svizzera di Genova, Lorenzo Bozano dice di non essersi mai fermato, soltanto una volta per un guasto al motore della sua spider.

Gli chiedono se avesse mai conosciuto Milena. “Non l’ho mai vista”, risponde il giovane ai giornalisti del Corriere Mercantile. “Forse l’ho anche incontrata, qualche volta, senza però farci caso, perché non la ricordo”, aggiunge Bozano.

Si è tagliato i capelli su consiglio dei parenti, ma non per rendersi irriconoscibile. “Se ti presenti in Questura con i capelli lunghi, non crederanno alla tua innocenza”, gli disse suo zio Gaetano Aulino. 

Lorenzo Bozano fornisce una spiegazione per il graffio sulla sua mano e la macchia di sangue rinvenuta sui calzoni. Asserisce che il graffio sulla mano è dovuto alla spina di una rosa. La macchia di sangue trovata sui calzoni è dello stesso Bozano e risale a un paio di mesi prima della sparizione di Milena Sutter.

Il giovane ammette di aver avuto paura nell’essersi trovato in una tale situazione, e di essere stato anche sfortunato.

“In fondo, se fossi un poliziotto, avrei fatto come loro: c’erano troppi indizi contro di me. Sono stato sfortunato”, conclude il biondino della spider rossa ai giornalisti.

Lorenzo Bozano intervistato - studio avvocato Marcellini - Genova - caso Sutter-Bozano - magazine Il Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Agenzia Corte&Media
Bozano intervistato dai giornalisti nello studio dell’avvocato Marcellini. Foto tratta dal Corriere Mercantile del 13 maggio 1971

“Ho visto Lorenzo Bozano quel pomeriggio”, ma è un falso testimone

Bozano non ha un alibi per il pomeriggio del 6 maggio 1971, giorno della sparizione di Milena Sutter.

Il giovane dice di aver passeggiato in via XX Settembre, la strada principale di Genova, fra le ore 16.30 e le 19 circa.

Non ricorda nessun particolare che possa confermare la sua versione.

L’avvocato Silvio Romanelli ha ricevuto una telefonata di una persona che, al contrario, sostiene di aver parlato con il suo assistito quel pomeriggio.

Si chiama Flavio Burlando, 35 anni, un impiegato di una ditta di arredamento.

“Ho visto sul giornale la foto di Bozano e subito mi è venuto in mente il nostro incontro”, afferma Burlando all’avvocato Romanelli, secondo quanto riporta il Corriere Mercantile del 13 maggio 1971.

Burlando è stato portato in Questura a testimoniare davanti al sostituto procuratore Nicola Marvulli.

Tra le ore 17 e le 18 del pomeriggio del 6 maggio, ho parlato a lungo con Bozano in via XX Settembre”, dichiara Burlando, secondo il Secolo XIX.

Il testimone risulta poco credibile alle contestazioni del magistrato Marvulli e desta sospetti negli inquirenti.

Flavio Burlando - teste non creduto dagli inquirenti - alibi Lorenzo Bozano - caso Sutter-Bozano - magazine Il Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Agenzia Corte&Media
Flavio Burlando, il teste non creduto dagli inquirenti. Foto tratta dai giornali dell’epoca


È
lo stesso Bozano, interrogato a sua volta dal magistrato Marvulli, a negare di aver visto Burlando quel pomeriggio.

“Non so perché lo abbia fatto, rischiava di aggravare la mia posizione”, commenta Lorenzo Bozano ai giornalisti del Corriere Mercantile.

Dopo aver trascorso del tempo in guardina con l’accusa di falsa testimonianza, Burlando ha ritrattato la sua dichiarazione

“Ero venuto in questura perché ritenevo fosse un dovere preciso di un cittadino dire tutto quello che sa. Ora, ripensando a ciò che ho dichiarato, non mi sento di giurare che l’incontro con Lorenzo Bozano sia avvenuto proprio giovedì 6 maggio”, afferma Burlando, sempre secondo il Secolo XIX

Il sostituto procuratore Nicola Marvulli ha così disposto l’immediato rilascio di Flavio Burlando.

Svista degli inquirenti: perquisita una villa sbagliata

Intanto, le indagini degli inquirenti per trovare Milena Sutter proseguono.

Autorizzati da un mandato di perquisizione, firmato dal sostituto procuratore Nicola Marvulli, Polizia e carabinieri si sono recati a Sarissola di Busalla per ispezionare una villa appartenente alla famiglia Bozano.

Perquisizione villa Bozano - Genova - caso Sutter-Bozano - magazine Il Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Agenzia Corte&Media
La villa perquisita a Sarissola di Busalla. Foto tratta al Secolo XIX, 13 maggio 1971

Situata in mezzo a un grande parco, l’abitazione è fuori mano e semi abbandonata: un luogo ideale dove tenere segregata una persona.

La porta d’ingresso è stata forzata grazie all’aiuto di un fabbro, il signor Enrico Passadore.

Una volta entrati, gli uomini della Squadra Mobile si sono imbattuti in un grande disordine. Hanno perquisito ogni stanza della casa, dal solaio allo scantinato, senza trovare traccia di Milena Sutter o di qualche indizio rilevante.

Nel frattempo, i giornalisti, che hanno seguito le pattuglie delle forze dell’ordine fino a Sarissola, hanno ispezionato cespugli e fossi del grande parco; e piccole abitazioni adiacenti alla principale, ma senza alcun riscontro positivo.

La perquisizione è andata avanti per ore, attirando una piccola folla di curiosi davanti al cancello della villa.

Perché mai perquisiscono villa Bozano?”, si chiedeva la gente.

In realtà si è scoperto che la proprietà appartiene ad Anna Bozano e a suo fratello Lorenzo Bozano, omonimo del biondino della spider rossa.

La signora Anna, tramite l’avvocato Roberto Freschi, ha voluto ribadire che il fratello Lorenzo non ha nulla a che fare con il Bozano di cui parlano i giornali in relazione al caso Sutter.

Specifica anche che quel Lorenzo Bozano, oltre a non essere il proprietario, non ha mai messo piede nell’abitazione di Sarissola di Busalla.

Una svista che ha portato fuori strada gli inquirenti, che hanno perso invano un intero pomeriggio di ricerche.

Intanto Lorenzo Bozano, liberato dopo 48 ore di fermo, ribadisce la propria estraneità alla sparizione di Milena Sutter, 13 anni, a Genova, il 6 maggio 1971.

Andrea Brando

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Foto di copertina: thanks to Lalesh Aldarwish (Pexels)