Desirée Mariottini, la giustizia per la ragazza morta a Roma? Comincia dalla prevenzione contro il degrado

Desirée Mariottini - Roma - San Lorenzo - www.ilbiondino.org

Cosa accadde a Desirée Mariottini? L’autopsia ha confermato che la giovane aveva assunto stupefacenti.

Viene edivenziato che Desirée, 16 anni, ha segni compatibili con una violenza sessuale, molto probabilmente di gruppo.

I medici legali considerano probabile la morte per overdose.

La violenza sessuale è sicura o fu un rapporto consensuale? In un altro articolo di giornale si legge che l’autopsia non avrebbe evidenziato segni di violenza.

Si tratterebbe di un rapporto sessuale che ora le indagini dovranno verificare se consensuale o meno.

La giovane Desirée è stata trovata senza vita in un magazzino semi-abbandonato a Roma. Un posto che la ragazza che frequentava da qualche tempo.

Non era sola, Desirée. Un’altra ragazza era presente. Con loro vi sarebbero state altre 6 o 7 persone.

 

Desirée Mariottini e i giovani fermati a Roma

Desirée Mariottini, 16 anni, e i quattro giovani fermati a Roma per la morte della ragazza

 

Il caso di Desirée Mariottini: cosa accadde?

Secondo una ricostruzione giornalistica, per il caso di Desirée le forze dell’ordine hanno fermato due cittadini senegalesi e uno nigeriano.

I giovani sono ritenuti responsabili dello stupro e dell’omicidio della ragazza. Si cercano i complici.

Le foto dell’edificio dove è avvenuto il delitto mostrano edifici devastati. Sembrano immagini di un dopoguerra, di abbandono, lasciate senza alcuna speranza di recupero.

Possiamo notare, attorno al complesso dove la giovane di Latina è morta, strade sporche che sembrano inutili.

Sono apparse alcune scritte su un vecchio cancello: “Giustizia per Desirèe”, accompagnata dal disegno di cuori rossi.

Giustizia per Desirée? La domanda attiva subito i miei pensieri.  Guardo le foto di un quartiere abbandonato a se stesso, lasciato morire, così come chi lo abita.

Giustizia tardiva, mi viene da pensare. Una giustizia che vuole mettersi con la coscienza in pace. Giustizia oppure solo vendetta?

La giustizia doveva essere data prima a Desiréee, come possibilità di vivere in quartieri migliori, meno violenti, dove la droga non è l’unica possibilità di sentirsi vivi.

Va ricordato, anche se non vi è una connessione diretta, che il padre di Desirée Mariottini viene presentato come un boss dello spaccio di droga a Latina.

Tant’è che – stando ai giornali – la ragazza andava a procurarsi la droga a Roma, non potendo averla nella città dove viveva.

La vita di Desirée nel quartiere di San Lorenzo, a Roma

I magistrati incaricati delle indagini sospettano che Desirée Mariottini frequentasse lo stabile abbandonato da una quindicina di giorni. Lì si spacciava droga e tutti sapevano.

Forse la ragazza comprava droga. Oppure dava sesso in cambio di droga. Di certo conosceva gli uomini che frequentavano il magazzino.

Tutti sapevano che nel quartiere girava droga. Si spacciava parecchio, ma nessuno è intervenuto.

Nessuna azione di prevenzione, nessuna azione di controllo. Nulla.

Desirée aveva 16 anni. Sedici anni sono pochi, pochi per morire.

Una delle “amiche” avendola vista in condizioni disperate – o forse già morta – l’ha rivestita.

“Mi faceva pena”, avrebbe detto l’amica agli investigatori. Giustizia o umanità? La droga non lascia niente, nessun margine, nulla. Esiste solo Lei.

Nel quartiere San Lorenzo, dove è stato ritrovato il corpo di Desirée, i cittadini si sono organizzati in ronde.

Adesso si organizzano le ronde. E prima?

 

Desirée Mariottini - Roma - quartiere San Lorenzoo

La “giustizia tardiva” richiesta dopo la morte di Desirée Moriottini a Roma

Quale giustizia per la ragazzina morta?

La mamma di Desirée afferma: “Ora voglio giustizia per Desirée. Voglio che questa tragedia non accada ad altre ragazze” .

Il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, dichiara: “Fosse per me, castrazione chimica per gli stupratori”. E’ l’unico intervento che propone.

Giustizia sarà così fatta? Basterà una giustizia tardiva e strumentale anche quaella prposta dal ministro dell’Interno?

Un dato è certo: l’intervento di castrazione chimica costa meno che rendere vivi e vivibili interi quartieri e rioni. Costa meno che offrire possibilità e futuro ai giovani.

Le riqualificazioni delle città e delle aree a rischio costano molto sia in denaro che in risorse umane. Ma costrano soprattutto in volontà di politiche sociali.

Quanto alla castrazione chimica, che questa sia “la soluzione” non è proprio detto. Non risolve il problema alla radice.

Il dizionario Treccani specifica che la giustizia è una “virtù eminentemente sociale che consiste nella volontà di riconoscere e rispettare i diritti altrui attribuendo a ciascuno ciò che gli è dovuto secondo la ragione e la legge…”

“In senso assoluto e più oggettivo”, ci spiega Treccani, “il riconoscimento e il rispetto dei diritti altrui, sia come consapevolezza sia come prassi dell’uomo singolo e delle istituzioni”

 

Desirée Mariottini - Roma - e un giovane arrestato

Desirée Mariottini e, a fianco, uno dei giovani fermati per la morte della ragazza a Roma


Desirée Mariottini, giustizia come azione culturale e politica per le donne

Giustizia ed equità per le donne e per le ragazze vanno quindi intese come “fare” sociale, culturale e politico.

Non a caso la Giustizia viene indicata come una donna con una spada e una bilancia. Non basta la spada, serve anche la bilancia

Nei casi come quello di Desirée Mariottini non servono gli slogan.

Dopo ogni donna o ragazza morta – o ammazzata – auspico una Giustizia intesa come possibilità di vivere una “vita buona”.

La Giustizia, anche per una donna o una ragazzina, è il poter avere progetti e fare sogni. Giustizia è avere un sogno comune e comunitario.

Per rendere giustizia a Desirée Mariottini non basta quindi la spada.

Non serve la castrazione chimica. E’ necessario creare le condizioni perché le donne possano vivere una vita di diritti e possibilità.


Laura Baccaro

@laura_baccaro
www.laurabaccaro.it


VIDEO 1: CORTEO PER DESIREE MARIOTTINI

VIDEO 2: TESTIMONI SUL CASO DI DESIREE

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2018-10-29T19:13:32+00:00Altri Casi, Lo studio del Caso|