Come si fa giornalismo investigativo? Utili indicazioni vengono dai reporter che si dedicano a questo tipo di giornalismo: il fare ricerca, l’andare oltre le versioni ufficiali, il porre domande, lo studiare i casi, il non accettare a scatola chiusa quanto le fonti interessate (anche se autorevoli) dicono.

L’International Consortium of Investigative Journalists collabora con centinaia di giornalisti in tutto il mondo.

Ognuno di questi reporter è tra i migliori nel suo paese e molti hanno vinto premi nazionali e mondiali.

La serie mensile dell’International Consortium of Investigative Journalists, intitolata Meet the Investigators, mette in evidenza il lavoro di questi instancabili reporter.

Un’intervista di indubbio interesse – per chi ama il giornalismo investigativo – è quella di luglio 2021 con la giornalista slovena Anuška Delic.

E’ un’investigatrice autodidatta che ha coperto temi che vanno dall’amianto sulle infrastrutture ferroviarie statali agli abusi della legge sulla campagna elettorale.

Ha avuto molti riconoscimenti per la sua pionieristica attività di investigazione giornalistica, anche sull’indagine Panama Papers dell’ICIJ.

Dopo una carriera di successo e stimolante nei media mainstream sloveni, Anuška ha costituito Oštro, il primo centro di giornalismo investigativo incentrato sulla regione adriatica

IL centro di giornalismo investigativo Oštro ha anche una versione in lingua italiana.

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Come si fa giornalismo investigativo

Dell’intervista a Anuška Delic voglio ricordare qui un passaggio assai importante, che ho applicato anche nel lavoro sul caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano. E quando, con Laura Baccaro, ho scritto il libro Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media.

Ecco cosa dice la reporter slovena su come si fa giornalismo investigativo.

“La ricerca deve essere condotta fino a quel punto in cui un giornalista può dire in modo indipendente: ‘Ok, penso che la storia sia qui, ed è per questo che…”. In questo modo, quando quel giornalista va da un esperto, sarà in grado proporre domande significative per quel particolare punto di vista; o per quel problema che il giornalista ha scoperto”.

“Vedo molti giovani giornalisti che chiamano le persone alla cieca“, fa notare Anuška Delic. “Può essere venduta loro qualsiasi cosa, perché non hanno una propria conoscenza preesistente e acquisita in modo indipendente sull’argomento”.

“Quindi è molto facile mandarli nella direzione sbagliata“, spiega la reporter slovena, “se la fonte è avversa. E se il giornalista non ha fatto il lavoro necessario per capire come muoversi, con la giusta tattica, quando parla con quella persona che deve intervistare; e con cui vuole confrontarsi”.

“È la madre di ogni indagine: devi fare le tue ricerche. Non puoi semplicemente ripiegare su cose che altre persone ti portano, perché questo non è giornalismo”, ammonisce la giornalista investigativa Anuška Delic.

Qui la versione completa dell’intervista – in lingua inglese – su come fare giornalismo investigativo.

Maurizio Corte
corte.media

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