Il film I segni del cuore – Coda della regista Sian Heder – Premio Oscar 2022 – è su Sky Cinema Uno. È disponibile on demand su Sky e in streaming su Now.

L’intensa e commovente dramedy indie è un remake Usa/canadese/francese del film La Famiglia Belier (2014) di Eric Lartigau.

Il film I segni del cuore, dopo il debutto nel 2021 con quattro premi al Sundance, e decine di altri riconoscimenti, tra i quali due Bafta e due Sag Awards, ha conquistato il Premio Oscar come miglior film e altre statuette.

Oltre che come migliori film, I segni del cuore – Coda ha avuto il Premio Oscar per la sceneggiatura non originale di Sian Heder e per Troy Kotsur fra gli attori non protagonisti.

“Non ero interessata a realizzare una nuova versione del film, a meno che non contenesse degli elementi personali e nuovi”, spiega la regista britannica Sian Heder.

“L”originale mi ha molto commosso”, dice la cineasta. “Ma mi ha fatto anche pensare che certi temi si sarebbero potuti esplorare molto più a fondo lavorando, con attori realmente sordi (come Marlee Matlin,
Troy Kotsur e Daniel Durant, ndr)”.

“È stato un punto di partenza esaltante per me”, sottolinea la regista.

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I segni del cuore – Coda. La trama del film

Protagonista della storia è la famiglia Rossi, che ha da tre generazioni un’attività da pescatori a Gloucester in Massachussets: la figlia minore, la diciassettenne Ruby (Emilia Jones), è una C.o.d.a. Ovvero una Child of Deaf Adults, figlia di adulti sordi, e l’unico membro della famiglia in grado di
sentire.

La teenager si trova a dover decidere se sviluppare il suo talento per il canto facendo un’audizione per un conservatorio di Boston: una chance che ha grazie al maestro del coro, Bernardo, l’insegnante che per primo l’ha motivata.

Bernardo è interpretato da una re della commedia come Eugenio Derbez.

La ragazza tuttavia fatica a lasciare i genitori Jacki e Frank Rossi (Kotsur, e la
Premio Oscar per Figli di un dio minore, Marlee Matlin) che l’hanno cresciuta, insieme al fratello Leo (Durant) in un’atmosfera piena d’amore, humour e condivisione.

Tuttavia i famigliari non sono pronti a separarsi da lei, anche perché contano da sempre su Ruby per comunicare con il resto del mondo.

“Io sono cresciuta nella zona di Glouchester in Massachussetts e conoscevo molto bene quella comunità di pescatori che sta sparendo. Là tante famiglie, soprattutto di immigrati italiani, si sono guadagnati per decenni la vita
pescando sulle loro barche”, racconta la regista del film.

“Vent’anni fa ce n’erano 700…. oggi ne vedi sei nella baia. Era un altro aspetto che rendeva la storia di questa famiglia molto specifica e unica”, sottolinea la cineasta Sian Heder.

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IL LAVORO PER EVITARE GLI STEREOTIPI

L’esigenza primaria per la regista era di evitare nel racconto ogni stereotipo o preconcetto sulle persone sorde.

“Per questo mi sono circondata di consulenti mentre scrivevo la sceneggiatura, sia ‘Coda’, sia appartenenti alla comunità sorda”, racconta la regista.

“Poi due artiste, Alexandria Wailes and Anne Tomasetti, anche loro non udenti, mi hanno affiancato per verificare il corretto uso nelle scene della lingua dei segni”, racconta la cineasta.

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LA RAPPRESENTAZIONE DELLA COMUNITA’ SORDA

Grazie alle due artiste non udenti, la regista Sian Heder ha avuto modo di capire come stava rappresentando la comunità sorda: “Volevo che fosse il più
realistico possibile. Ad esempio mostriamo Jacki e Frank Rossi come una coppia appassionata che vive appieno anche la propria sessualità”.

Spiega la cineasta: “Volevo che oltre allo humour e alla complessità del racconto, ogni personaggio risultasse vero e tridimensionale, in pregi e difetti”.

Nella famiglia Rossi c’è un calore e un affetto che rispecchia sia “quella che ho trovato nella comunità sorda” sia la loro origine italiana, osserva la regista.

“Anch’io vengo da una famiglia di immigrati, mio padre era ungherese e mia madre gallese. Sono cresciuta in una famiglia molto unita”, osserva Sian Heder. “È un aspetto che conosco”.

Fra tante sfide, per Sian Heder il momento di ansia maggiore è arrivato quando ha presentato il film a rappresentanti della comunità sorda. Le reazioni sono state in gran parte positive con alcune eccezioni.

“Sentivo una forte responsabilità, da outsider che raccontava aspetti della loro vita”, dice la regista. “Anche perché è una comunità fortemente sotto rappresentata dai media”.

“Una storia sola certo non basta”, sottolinea la regista del film I segni del cuore – Coda. “Spero che questo film incoraggi altre storie sul tema. Una vera rappresentazione di ciò che voglia vivere da sordi, ci sarà solo quando si potranno trovare tanti sguardi diversi che la raccontano”.

I segni del cuore – Coda. Il trailer del film Premio Oscar 2022

I segni del cuore – Coda. Video recensioni

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