MediaKiller/1. Le notizie raccontano
molto più di quanto dicono

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Per il Tg1 Rai truffare tre milioni di euro con il reddito di cittadinanza è una notizia. Rubare 100 miliardi l’anno con l’evasione fiscale, per il Tg1, merita il silenzio.

Quanto ci condizionano i media? La domanda da decenni impegna gli studiosi dei mezzi di comunicazione. 

C’è chi pensa che ogni nostro agire sia determinato da ciò che leggiamo sui social network, da ciò che vediamo in Tv e da ciò che ascoltiamo alla radio. Piuttosto che da quanto leggiamo sui giornali.

C’è un importante filone di studi che sottolinea come ogni messaggio dei media sia modificato e influenzato dalla nostra cultura, dalle nostre relazioni sociali e dal nostro status economico.

Ci sono tuttavia notizie che sono fatte per attirare la nostra attenzione. E distrarci dai problemi veri. È quella che gli psicologi chiamano diversione dell’attenzione.

È un po’ quello che accade quando parliamo del tempo per evitare di parlare dei nostri sentimenti più intimi.

Un mio compagno di fabbrica – quando a vent’anni infornavo i panettoni alla Bauli di Verona, per pagarmi l’università – parlava di calcio ogni volta che una spia del capo del personale lo voleva far parlare di politica.

Quirino, 45 anni, così si chiamava il mio compagno di lavoro con cui infornavo i panettoni ogni giorno dalle 17 alle 24, aveva applicato la sua tecnica di sopravvivenza. Era stato disoccupato per un certo tempo e ci teneva ad avere, come poi ha ottenuto, quel lavoro.

“Quando l’Orbo tenta di buttare il discorso sulla politica, io gli parlo dell’Hellas Verona”, mi confidava Quirino.

Il mio amico operaio Quirino doveva essere antifascista e di sinistra, dato che l’Orbo era un tizio, senza un occhio, dal convinto passato fascista.

Il mio amico Quirino, che mi aveva preso a benvolere, applicava – senza conoscerla – la teoria dell’agenda setting: agli argomenti diamo un certo ordine d’importanza, che corrisponde all’ordine d’importanza a cui aderiscono le persone che credono in noi.

La stessa cosa accade con i media: la priorità che giornali, radio, tv e influencer danno a certi argomenti corrisponde alla priorità a cui aderisce il pubblico che li segue.

Se ti faccio credere che un furto in strada di 10 euro, al portafoglio ad un certo signore, è più importante della rapina da 300 mila euro in un negozio, significa che sto applicando una diversione dell’attenzione.

Ti faccio credere che essere derubati in strada di una piccola somma danneggia più del subire una rapina dei beni un commerciante. Di conseguenza, ti porto a pensare che i rapinatori possono continuare ad agire, tanto sono innocui; mentre la tua sicurezza è legata ai furti in strada. 

Voglio, in questo articolo di MediaKiller, portare un esempio specifico di diversione dell’attenzione e di agenda setting. Si tratta di una notizia su una truffa legata al reddito di cittadinanza.

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Giornali. Truffa di 3 milioni sul reddito di cittadinanza

Ecco cosa scrive l’agenzia Ansa il 22 dicembre 2023, a proposito di una truffa ai danni dello Stato.

Si tratta di una truffa – messa in piedi da un’organizzazione – per far percepire il reddito di cittadinanza a chi non ne ha diritto.

Una megatruffa da tre milioni di euro ai danni dello Stato. È stata scoperta a Cosenza a seguito di un’indagine coordinata dalla Procura e condotta dai finanzieri del Comando provinciale. In carcere è finito il titolare di un Centro di assistenza fiscale attivo in città.

Novecento in tutto, tra cittadini comunitari e extracomunitari, le persone indagate a vario titolo anche per reati di indebita percezione del Reddito di cittadinanza, indebito utilizzo e falsificazione di strumenti di pagamento, abusiva attività finanziaria e riciclaggio.

Le indagini avviate dai finanzieri del Gruppo cosentino, a seguito di un’attività di analisi corroborata da accertamenti tecnici, documentali e bancari, ma anche di osservazione e perquisizione, hanno consentito di ricostruire uno strutturato contesto illecito che è andato avanti dal 2019 al 2022, con l’obiettivo di perseguire un’indebita percezione di sussidi.

È emerso, così, che il Caf, con modalità massive, acquisiva documenti di identità di persone residenti all’estero con il fine di avviare le pratiche relative a reddito di cittadinanza, reddito di emergenza e assegni familiari.

Gli indagati, privi dei requisiti per l’ottenimento dei benefici di legge, ricevevano il denaro, anche con l’utilizzo di servizi di money transfer girando al Caf parte della somma a titolo di corrispettivo per le attività svolte.

Inoltre, il Caf, nell’inoltrare le domande di sussidio, avrebbe utilizzato in alcuni casi residenze fittizie, al solo scopo di creare nuclei mono-familiari e con bassi valori di Isee, riportando più soggetti o nuclei familiari nel medesimo indirizzo di residenza. In altri casi si utilizzavano false utenze telefoniche, anche intestate a persone diverse dai richiedenti o a soggetti inesistenti, nonché con modelli Isee fittizi o viziati.

Di reddito di cittadinanza, l’agenzia Ansa parla – nei suoi dispacci di agenzia, dal 22 dicembre 2022 al 22 dicembre 2023 – per ben 4.449 volte.

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Giornali. Caso di evasione fiscale di 4 milioni di euro

Nello stesso periodo – dal 22 dicembre 2023 al 22 dicembre 2023 – l’agenzia Ansa parla di evasione fiscale per 1.023 volte.

Eppure l’evasione fiscale e contributiva in Italia pesa per quasi 90 miliardi di euro l’anno sulle casse statali. È un numero 22 volte il costo annuale dell’intero reddito di cittadinanza.

Ecco cosa scrive l’agenzia Ansa in un breve dispaccio su un caso di evasione fiscale, pubblicato il 21 dicembre 2023.

I funzionari dell’Agenzia dogane e monopoli dell’Ufficio delle dogane di Pescara, hanno scoperto un’evasione Iva quasi 4 milioni di euro nel settore dell’automotive. L’illecito è stato realizzato da quattro società, che hanno eseguito acquisti di ingenti quantitativi di merce (autoveicoli, pneumatici e olio lubrificante) proveniente da altri paesi dell’Unione Europea, per un valore di quasi 17 milioni di euro, omettendo ogni tipo di obbligo fiscale.

I funzionari sono giunti alla scoperta della evasione, pari per l’esattezza a oltre 3,7 milioni di euro, mediante attività di verifica, svolta con l’ausilio delle banche dati a disposizione dell’Adm ed avvalendosi della collaborazione delle autorità doganali comunitarie.

I responsabili sono stati denunciati alla competente procura della Repubblica.

La notizia dell’evasione fiscale a Pescara è assente (e, se presente, ben nascosta) su Google News. Al contrario, la notizia della truffa sul reddito di cittadinanza è al centro dell’attenzione di più giornali. E figura in testa a Google News.

Tg1 Rai. La truffa sul reddito di cittadinanza in apertura

Alla truffa da 3 milioni di euro sul reddito di cittadinanza, il Tg1 Rai di venerdì 22 dicembre 2023 dà l’onore di uno dei servizi di apertura, appena dopo il caso di Chiara Ferragni.

Non vi è invece alcuna traccia della notizia dell’evasione fiscale, a Pescara, da 4 milioni di euro, nel Tg1 del giorno precedente.

La scelta del Tg1, sul dare la notizia della truffa nell’applicazione del reddito di cittadinanza, è editoriale e giornalistica. Ha tuttavia anche un chiaro significato politico. E dimostra un’evidente posizione ideologica e di potere.

Vediamo la scelta editoriale. E vediamo il significato politico, ideologico e di potere.

La notizia della truffa sul reddito di cittadinanza è legittima, se non addirittura doverosa. Si tratta di soldi destinati a persone in difficoltà, frutto dei denari dei contribuenti, che sono stati invece intascati da un’organizzazione delinquenziale.

L’organizzazione, almeno secondo quanto dice la Guardia di Finanza, ha messo in piedi un sistema truffaldino per sottrarre soldi allo Stato. E per indirizzarli a persone che non ne avevano diritto.

Accade peraltro in tutte le situazioni in cui vi sono soldi pubblici in gioco:

  • nei bandi per finanziamenti alle imprese,
  • negli appalti di opere pubbliche,
  • nei contributi sociali alle persone (gli invalidi civili, ad esempio)

Verrebbe da pensare che – vista l’ampia corruzione in Italia – non fa neppure notizia, una truffa sul reddito di cittadinanza.

È comunque un dato di verità che l’argomento dei sussidi ai disagiati è molto popolare; che il reddito di cittadinanza è oggetto di dibattito; e che l’attenzione sugli aiuti statali è comunque sempre molto alta.

La notizia della truffa, in sostanza, c’è tutta. Vale – quella truffa – una delle apertura del Tg1? Su questo ho profonde riserve.

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LA SCELTA POLITICA: IDEOLOGIA E POTERE

Va ricordato che anche le pensioni di invalidità e i sussidi alle famiglie sono oggetto di truffa. E che si tratta di argomenti di grande popolarità.

Tuttavia, il Tg1 Rai non è solito dare spazio alle millanta truffe su falsi invalidi e ai soldi pubblici percepiti senza diritto ad averli.

Perché, viene da chiedersi, il Tg1 è così sensibile a una truffa sul reddito di cittadinanza?

Partiamo da un dato di fatto. Il giornalismo è selezione. Quindi è normale che un giornale pubblichi alcune notizie di fatti accaduti; e che ne tralasci altre.

Le caso del Tg1, possiamo affermare che siamo di fronte a una scelta politica, ideologica e di potere.

Parlare del reddito di cittadinanza, del resto, vuol dire parlare di politica, di ideologia e di potere.

Se quella del Tg1 fosse qualcosa di diverso da una scelta editoriale di tipo politico, avremmo la stessa attenzione anche per le truffe sulle pensioni, sui contributi alle famiglie e soprattutto sui casi di evasione fiscale.

Il tema fiscale interessa tutti. È molto popolare, specie per chi – come me e altri – è soggetto a un’imposizione fiscale parecchio alta e certa. Quindi merita un’apertura, ogni tanto, del Tg1. Invece, non succede.

Di evasione fiscale al Tg1 si parla assai poco. Così come se ne parla poco sui giornali, eppure è una vera emergenza nazionale.

Non troviamo, insomma, servizi giornalistici in apertura di giornale sui furti allo Stato. Eppure, l’evasione fiscale è un atto criminale come sottrarre i soldi dal portafoglio di uno qualsiasi di noi.

Va ricordato, infatti, che ogni anno in Italia vengono evasi quasi 90 miliardi di lire di imposte, tasse locali e contributi previdenziali.

Cosa significa? Significa che in poco più di trent’anni avremmo l’azzeramento del debito pubblico. Basterebbe che tutti i cittadini pagassero il dovuto allo Stato.

Senza evasione fiscale – o comunque ridotta almeno alla metà – ci sarebbero parecchi soldi per le persone disagiate, per le famiglie che vogliono avere figli, per la scuola, l’università, la sicurezza interna e quella verso l’esterno. Avremmo soldi per la sanità e per la ricerca scientifica.

Siamo nelle condizioni in cui siamo – basti guardare lo stato delle scuole e dei servizi sanitari pubblici, per non parlare delle paghe indegne alle forze dell’ordine – proprio a causa dell’evasione fiscale.

Paghiamo aliquote altissime, noi che le imposte le paghiamo, proprio per i ladri che non versano i soldi dovuti allo Stato.

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NOTIZIABILITÀ, IDEOLOGIA E POTERE

Perché l’evasione fiscale non fa tanto notizia sul Tg1? Le motivazioni di questo silenzio dei giornali sono le stesse che rendono notiziabile una truffa da 3 milioni di euro, ignorandone una da 4 milioni:

  • scelta politica;
  • ideologia;
  • potere

La scelta politica è quella di allineare l’informazione del Tg1 agli interessi e alle scelte politiche del governo.

Il mio non è un giudizio. Né vuole essere una critica. Accade con tutti i governi. 

Gli stessi governi di centrosinistra non si sono dimostrati, nell’informazione come in ambiti sociali ad alta tensione quali sono le carceri, “illuminati”. Ciascuno ha guardato al proprio orticello e ai propri interessi.

L’ideologia che sta dietro la scelta del Tg1 – il quale dà ampio rilievo a una truffa da 3 milioni di euro, ignorando l’emergenza evasione fiscale – è semplice ed evidente: favorire i ricchi e gli agiati che votano i partiti di centrodestra.

Nel favorire ricchi e agiati, che pagano poche imposte e danneggiano lo Stato, la narrazione del Tg1 fa credere anche a chi non è ricco che il reddito di cittadinanza è una truffa.

Quanto al Potere, l’informazione del Tg1 fa una scelta manipolatoria ben precisa: anziché denunciare le ruberie delle élite (evasione fiscale, sfruttamento dei lavoratori, vessazioni verso i dipendenti), criminalizza uno strumento di aiuto sociale qual è il reddito di cittadinanza. E con esso criminalizza tutti gli strumenti di assistenza ai meno abbienti.

Non a caso, nel dibattito pubblico si parla spesso di “assistenzialismo” in termini negativi. Mentre l’evasione fiscale non viene neppure sfiorata.

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FRAINTENDIMENTI DA EVITARE

Voglio sgomberare il campo da possibili fraintendimenti della mia analisi:

  • sono critico verso il reddito di cittadinanza come scelta sociale;
  • sono critico verso i governi, a prescindere dal colore;
  • sono critico verso le élite, perché inadeguate al loro ruolo

Non è mia intenzione, come studioso dei media e osservatore della comunicazione in ambito pubblico, pormi come qualunquista. Né mi interessa attaccare una certa parte politica rispetto a favorirne un’altra: come giornalista non l’ho mai fatto.

La mia critica alle élite non è dettata da passioni giacobine oppure da istinti anarcoidi.

Ritengo che le élite abbiano un ruolo fondamentale di guida di una società. E tutti noi, credo, abbiamo fiducia in élite che siano espressione di comunità democratiche.

Proprio per il loro ruolo di responsabilità, le élite non possono sottrarsi al giudizio sulle loro competenze, i loro valori e il servizio alla comunità.

Lo stesso possiamo dire di noi giornalisti. Siamo tutti chiamati ad un’assunzione di responsabilità.

È da responsabili, da giornalisti indipendenti, da servizio pubblico denunciare gli abusi e le truffe sul reddito di cittadinanza? Lo è, eccome.

RESPONSABILITÀ DEI GIORNALISTI

È da responsabili, da giornalisti indipendenti, da servizio pubblico ignorare l’evasione fiscale? Quell’evasione che impedisce di avere risorse per le forze dell’ordine, la difesa della Patria, la sanità, la scuola, l’università, le fasce deboli della popolazione e le imprese.

La risposta la lascio a te. La mia risposta è lapidaria: “No. Non è da responsabili”.

L’essere servili e proni al regime di turno passa anche dalle scelte che si fanno nel dare le notizie: dare priorità agli arresti per una truffa sul reddito di cittadinanza; e ignorare le ruberie criminali che l’evasione fiscale porta con sé.

Maurizio Corte
corte.media

Politica e informazione. Di Battista e Sommi

A conclusione di quest’articolo di MediaKiller voglio proporti un dialogo tra Alessandro Di Battista, già deputato del M5S, e il giornalista Luca Sommi.

Questo non significa che io condivida l’una o l’altra posizione di Di Battista e di Sommi. Di sicuro c’è che entrambi pongono questioni su cui, in dissenso da loro o d’accordo con loro, è importante riflettere.

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