I media si accorgono che Olindo Romano e Rosa Bazzi possono essere innocenti.

A 17 anni dalla Strage di Erba e a 12 dalla condanna definitiva all’ergastolo, la vicenda processuale di Olindo Romano e Rosa Bazzi torna di attualità grazie ad una duplice richiesta di revisione in questi giorni all’esame della Corte d’Appello di Brescia.

Da una parte un alto magistrato, il sostituto procuratore di Milano Cuno Tarfusser, dall’altra i difensori dei due condannati hanno chiesto di riesaminare le prove e rivedere la condanna per Olindo e Rosa.

Il risveglio dei media

Il popolare podcast Indagini, di Stefano Nazzi, mantiene una posizione allineata alla condanna all’ergastolo di Rosa e Olindo.

Da parte sua, Le Iene si sono battute come leoni da una posizione innocentista per far ridiscutere il ruolo di Olindo Romano e Rosa Bazzi nella strage di Erba del 2006.

Si è mossa anche la Tv di Stato, con lo Speciale Tg1. Un segnale importante in un Paese, l’Italia, dove le battaglie per la revisione dei processi sono quasi sempre battaglie perse. Almeno per i casi più eclatanti.

Osservare come si sono mossi i media su questa vicenda è importante. È la temperatura della nostra democrazia e della libertà e indipendenza dei giornalisti.

La funzione dei media è fondamentale nel consentire un libero convincimento tra i cittadini su in certo caso giudiziario.

Esaminando la voluminosa perizia della difesa, coordinata dal professor Giuseppe Sartori, direttore del master di Neuropsicologia Forense e Criminologia Clinica dell’Università di Padova e sviluppata da 15 tra professori ed esperti di materie criminologiche, Speciale Tg1 ha realizzato: “Olindo e Rosa colpevoli imperfetti?”, di Alessandro Gaeta, montaggio di Stefano Carpagnano.

Concludono il reportage le rivelazioni di uno spacciatore tunisino e di un ex carabiniere che ha partecipato alle indagini.

Rosa Bazzi e Olindo Romano - Strage di Erba

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