La Psicologia Investigativa è un ramo della Psicologia Giuridica, che applica la psicologia al mondo legale e forense.

La storia della Psicologia Giuridica è recente, s’inizia alla metà del XIX secolo soprattutto in Germania e Gran Bretagna. 

Negli ultimi anni, grazie agli studi e agli apporti di John Douglas e Robert Ressler negli Stati Uniti, di David Canter in Inghilterra, di Guglielmo Gulotta, Gaetano De Leo e Angelo Zappalà in Italia, sta acquisendo una sua legittimità scientifica.

Dobbiamo arrivare nei primi Anni Novanta con David Canter a definire e creare il termine di Psicologia Investigativa. Si va così a sistematizzare un settore che contenesse e strutturasse i contributi della psicologia verso l’investigazione criminale.

Canter ritiene che i crimini siano relazioni interpersonali tra autore e vittima di reato; e quindi le competenze psicologiche possono contribuire alle indagini e allo studio del crimine.

Come scrive Fargnoli, la Psicologia Investigativa, infine, contribuisce ad effettuare un’analisi psicologica e criminologica dei fatti avvenuti, su una base di riferimento multidisciplinare unitamente a quella delle scienze forensi.

Si può arrivare alla ricostruzione di una cronologia dei fatti, la dimensione storica dell’evento-reato, anteriori e posteriori all’omicidio.

Lo si può fare attraverso la ricostruzione dinamica dell’episodio delittuoso e del suo scenario. Ma lo si può fare anche con la costruzione di un identikit psicologico del probabile autore di reato, attraverso l’ulteriore analisi comparativa con altri casi simili e un’eventuale presenza di analogie tra essi.

PSICOLOGIA INVESTIGATIVA E STUDIO DELLA VITTIMA

Oltre all’osservazione del fenomeno concentrata sull’autore del delitto, lo psicologo pone attenzione anche allo studio della vittima. Qui la vittima è intesa come elemento fondamentale che collega la scena del delitto al soggetto che lo ha commesso: “quel” corpo infatti “parla”.

Il corpo della vittima è il testimone muto dell’azione violenta dell’altro, ne porta i segni e si pone come elemento puntiforme della scena.

L’attività dello psicologo viene ad esplicarsi, in questi casi, nell’osservazione della posizione del corpo della vittima, delle ferite inferte, di tutte quelle azioni non necessarie ad uccidere che evidenziano un’eventuale patologia dell’assassino.

La Psicologia si occupa delle azioni che “narrano” il suo percorso logico-simbolico, gli effetti che intendeva produrre col suo agire. E si occupa anche degli effetti che gli sono “sfuggiti al controllo”, alla “pianificazione”, alla “volontà consapevole”.

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PSICOLOGIA INVESTIGATIVA E NARRAZIONE DEL DELITTO

La Psicologia Investigativa si occupa, non da ultimo, dell’intenzione comunicativa da parte dell’offender. Tutto diventa, così, “leggibile” come narrazione dell’evento criminoso. La vittima, infatti, è l’esito delle azioni dell’autore del delitto.

Ciò che si può osservare inoltre è il teatro, la rappresentazione che sta a significare una forma di linguaggio estremo (violento) attraverso cui l’autore libera l’insopportabile pressione dei suoi contenuti psichici.

Risulta quindi fondamentale in questa fase l’osservazione complessiva del campo dell’azione: uno “sguardo globale” che spazia a 360 gradi su tutto l’evento.

È una fase che comprende anche l’utilizzo delle qualità intuitive dello psicologo investigativo, passando attraverso l’esame della scena del crimine, l’analisi dell’azione e infine l’analisi delle informazioni raccolte.

Soltanto a questo punto, all’interpretazione di tutti gli elementi seguirà la costruzione di un profilo psicologico del possibile offender.

PSICOLOGIA INVESTIGATIVA E INCHIESTA SUL DELITTO

La Psicologia Investigativa si configura in questo modo come un’ulteriore opportunità a sostegno dell’attività d’inchiesta dell’investigatore. Essa rende operativo, non solo un nuovo metodo, ma anche una nuova capacità di sentire, di cogliere e interpretare l’evento criminoso. Tutto questo ci dice Fargnoli.

Sempre Fargnoli sottolinea che lo psicologo investigativo trova i punti di collegamento tra gli elementi sparsi sulla scena del crimine. Dà loro una sequenzialità:

  • nello spazio in cui sono stati agiti;
  • nel tempo in cui sono avvenuti;
  • nella modalità in cui sono stati espressi

Sempre lo psicologo investigativo connota quegli elementi di senso. Li traduce in una significazione compiuta.

Lo psicologo investigatore, insomma, analizza, descrive, racconta e infine “spiega” i percorsi seguiti dall’autore del reato.

Secondo Fargnoli, lo psicologo pertanto in un certo senso, “risolve” (da res-solvo = sciolgo la cosa, il nodo) l’evento criminoso.

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Azione criminosa: lo studio del “perché” si è svolta

La Psicologia è una chiave di lettura del crimine. Le azioni criminali sono intese come azioni comunicative: sono delle transizioni interpersonali tra autore e vittima.

L’autore di reato produce un’azione significativa deviante in un contesto sociale relazionale.

David Canter spiega che i nostri schemi d’interazione psicologica sono radicati in noi, nella nostra struttura di personalità. Ecco che le dinamiche soggiacenti al reato sono analoghe a quelle che orientano il comportamento della persona nelle “normali” circostanze.

L’attività di Psicologia Investigativa segue alcune finalità:

  • persegue la ricerca della verità,
  • cerca di comprendere le condotte devianti anche a scopo di prevenzione.

Cos'è il Criminal Profiling - dalla scena del crimine al profilo dell'offender - magazine Il Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Maurizio Corte - Agenzia Corte&Media-copertina

Azione criminosa: lo studio del “come” si è svolta

La Psicologia Investigativa pone attenzione sul “come” è stata compiuta un’azione criminosa. Lo fa a partire dalle espressioni della psicologia del suo autore; o dalla studio della vittima.

La Psicologia Investigativa inoltre cerca di capire e delineare chiaramente le fasi del processo decisionale (decision making) in campo investigativo.

Si occupa così di ciò che riguarda il riconoscimento delle modalità psicologiche sottostanti le scelte investigative: la selezione dei possibili sospetti, le ipotesi investigative e via dicendo.

La metodologia operativa si basa sullo studio scientifico delle informazioni. Si basa sulla programmazione e chiarificazione degli schemi decisionali usati nelle decisioni e nelle azioni.

Il metodo di lavoro della Psicologia Investigativa si basa poi sull’individuazione di protocolli delinquenziali, utili per elaborare i profili psicologici della persona (o delle persone) collegabili al delitto su cui si indaga.

Recensione - The Innocent Man - Innocente - blog Il Biondino della Spider Rossa - Agenzia Corte&Media - scena del crimine

Gli strumenti della Psicologia Investigativa

Quali sono gli strumenti che la Psicologia Investigativa utilizza nello svolgere il suo compito? Eccone un elenco:

  • Tecniche di colloquio (intervista cognitiva, ad esempio))
  • Tecniche di osservazione
  • Conoscenza delle principali teorie scientifiche
  • Tecniche investigative (offender profiling, modelli inferenziali di decision making)
  • Strumenti di assessment della personalità
  • Competenze e variabili personali dell’operatore

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Azione criminosa: lo studio del “cosa” è accaduto

La Psicologia Investigativa copre tutti quegli aspetti della disciplina che sono rilevanti per la conduzione delle indagini, civili o criminali.

Essa diventa un supporto per la comprensione e la ricostruzione dei crimini violenti o seriali.

Attraverso gli strumenti e la metodologia della Psicologia Investigativa si cerca di aiutare ad una lettura della scena del crimine: una lettura che, oltre a tener conto degli indizi materiali, sia centrata sul vissuto psicologico dell’autore di reato che ha spinto all’azione.

Qual è l’obiettivo? Quello di avere informazioni e poter determinare un profiling psicologico e geografico del reo.

La Psicologia Investigativa, in caso di morte sospetta, è importante nel contribuire all’autopsia psicologica della vittima.

ANALISI PSICOLOGICA DELL’OFFENDER

Allo psicologo investigativo è richiesto quindi di avere dimestichezza con gli strumenti di analisi soggettiva e clinica del vissuto psicologico dell’individuo autore di reato. Ma gli è chiesto anche di avere le competenze d’indagare e valutare e riflettere sui fatti oggetto d’indagine.

Lo psicologo investigativo lavora in équipe con gli investigatori. Partecipa così ai sopralluoghi tecnici sulla scena del crimine; e alle attività di ricostruzione dell’evento criminoso, che sono proprie della criminalistica.

La Psicologia Investigativa è un sapere articolato con un approccio interdisciplinare, a partire dai saperi della Psicologia Giuridica e Criminale, la Psichiatria, la Criminologia clinica, il Diritto, le Scienze forensi,  le tecnologie informatiche.

Il tutto con un’attenzione particolare alla ricerca sperimentale e a metodologie avanzate d’indagine della scena del crimine e dell’evento criminoso.

PSICOLOGIA INVESTIGATIVA: VARIABILI E OGGETTI DI STUDIO

  • Caratteristiche di persona sospetta
  • Ricerca persona scomparsa
  • Profilo di personalità del reo
  • Ambiente comportamentale del reo
  • Motivazione al reato
  • Effetti strumentali ed espressivi del reato
  • Tipologia di reato
  • Tipologia di vittima
  • Analisi psicologica di prove e repert

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Azione criminosa: lo studio del “dove” si è svolta

La Psicologia Investigativa dimostra la sua utilità operativa nell’analisi di crimini con autore sconosciuto. È tuttavia utile anche in altre applicazioni:

  • la negoziazione,
  • l’interrogatorio,
  • la profilazione criminale,
  • la raccolta delle testimonianze,
  • l’audizione protetta,
  • l’incidente probatorio,
  • la valutazione del danno,
  • la valutazione della vittima
  • la valutazione di quelle condotte delittuose che presentano una spiccata componente espressiva (non solo strumentale).

I campi di applicazione della psicologia investigativa sono molteplici:

  • consulenze tecniche, indagini difensive (Legge 397/2000), indagini per il pubblico ministero;
  • criminogenesi e la criminodinamica (l’analisi del movente e della dinamica del reato);
  • criminal profiling (a partire dall’analisi della cosiddetta “scena del crimine” all’elaborazione di un possibile profilo psicologico dell’autore di un reato),
  • testimonianza di minori (la conoscenza delle caratteristiche della psicologia e della testimonianza dei minori all’interno dei contesti di audizione protetta),
  • esame dei testimoni,
  • psicologia della testimonianza (la conoscenza delle caratteristiche delle dichiarazioni testimoniali, dei meccanismi cognitivi del testimone oculare, credibilità di un testimone o di un imputato, l’attendibilità delle testimonianze rilasciate),
  • tecniche di conduzione dell’interrogatorio e dell’intervista cognitiva, contestualizzata, biografica contestualizzata,
  • interrogatorio e cross examination
  • autopsia psicologia ed equivocal death analysis, o analisi di morte equivoca
  • vittimologia (lo studio della vittima di un reato per risalire all’identità del suo autore e alle sue motivazioni),
  • perizia psicologica,
  • osservazione e trattamento del detenuto, riesame della pericolosità
  • analisi dei contesti sulla sicurezza (ad esempio la ricostruzione di incidenti stradali),
  • casi di suicidio,
  • negoziazione,
  • reati amministrativi

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Azione criminosa: lo studio del “quando” si è svolta

La Psicologia Investigativa si incrocia con la Psicologia Giuridica nelle varie fasi del procedimento penale. Possiamo distinguere due grandi momenti dell’intervento:

  • fase di cognizione (investigazione, indagini preliminari su indagato, incidente probatorio, dibattimento)
  • fase di esecuzione (osservazione e trattamento del detenuto, perizia sul condannato)

BIBLIOGRAFIA CONSIGLIATA

Ecco, per concludere, una bibliografia fondamentale:
De Leo, G., Scali, M., Cuzzocrea V., Giannini M., Lepri, G. L., Psicologia Investigativa: una nuova sfida della Psicologia Giuridica in http://www.jus.unitn.it/users/dinicola/criminologia-ca/topics/materiale/dispensa_2_1.pdf
Pascale, G., Striano P. (2006), Aspetti di Psicologia Investigativa, Experta, Forlì
Canter, D., Alison, L. (2004), Il Profilo Psicologico, Carocci, Roma
Rossi, L., Zappalà, A. (2004), Che cos’è la Psicologia Investigativa, Carocci, Roma
Fargnoli, A. (2005), Il contributo della Psicologia all’attività investigativa, in Fargnoli, A. (a cura di), Manuale di Psicologia Investigativa, Giuffrè, Milano
Gulotta, G. (2008), Breviario di Psicologia investigativa, Giuffrè, Milano
De Leo, G., Patrizi, P., La Psicologia Giuridica. Il Mulino, Bologna

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PSICOLOGIA INVESTIGATIVA: RIASSUMENDO…

Riassumendo, possiamo dire che la Psicologia Investigativa applica la psicologia al mondo legale e forense. Ha una storia recente, che s’inizia alla metà del XIX secolo soprattutto in Germania e Gran Bretagna.

LPsicologia Investigativa contribuisce ad effettuare un’analisi psicologica e criminologica dei fatti avvenuti, su una base di riferimento multidisciplinare.

La Psicologia Investigativa può arrivare alla ricostruzione di una cronologia dei fatti, alla dimensione storica dell’evento-reato, con gli eventi anteriori e posteriori all’omicidio.

Lo può fare attraverso la ricostruzione dinamica dell’episodio delittuoso e del suo scenario. Ma lo può fare anche con la costruzione di un identikit psicologico del probabile autore di reato, attraverso l’ulteriore analisi comparativa con altri casi simili e un’eventuale presenza di analogie tra essi.

Nella Psicologia Investigativa ogni dettaglio è importante. Essa, come branca della Psicologia Giuridica, utilizza allora tutt’una serie di competenze e di tecniche per arrivare a scoprire l’autore di un delitto. E per capire, coadiuvando gli investigatori, cos’è successo e come condurre la ricerca della verità.

Laura Baccaro
www.laurabaccaro.it

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