La tentata strage di Modena segna un punto di svolta per i media italiani. Nonostante il rischio fosse alto, i giornalisti non sono caduti nella trappola del “terrorista islamico”. L’atto del giovane che sabato 16 maggio ha attentato alla vita dei passanti, sulla via Emilia, non ha proiettato la sua ombra nera su tutta la seconda generazione di giovani, figli di cittadine e cittadini che molti anni fa sono immigrati in Italia.

Possiamo per questo dire che c’era una volta, sulla stampa italiana, lo “straniero” che uccideva o tentava alla vita delle persone. Era per lo più un “rumeno” oppure un “albanese”; a volte un “marocchino”. Veniva di solito fermato da un “eroe italiano,” che in questo modo chiudeva le frontiere alla barbarie.

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