Asunta è la nuova serie true crime di Netflix, tratta da una storia vera, che ti mette alle corde.

È impossibile passare attraverso il racconto del triste e sconcertante destino di questa ragazzina di origini cinesi, adottata piccolissima in Galizia (Spagna), senza rimanere sconcertati. Turbati. Assai tristi.

La serie Asunta racconta infatti la vicenda di Asunta Basterra, 12 anni, ragazza spagnola di origine cinese, trovata morta in Galizia il 22 settembre del 2013 poco prima di compiere 13 anni.

A detta della perizia medico-legale sul corpo di Asunta, la morte è avvenuta per asfissia.

Nel suo stomaco, il medico legale ha rilevato poi 27 pillole di Lorazepam: nove volte un dosaggio elevato per un adulto.

La morte di Asunta è diventato subito un caso molto seguito dai media e dalla pubblica opinione in Spagna. 

I GENITORI COLPEVOLI DI OMICIDIO

Colpevoli dell’omicidio sono stati riconosciuti, nel 2015,  i genitori adottivi di Asunta, Alfonso Basterra e Rosario Porto.

Come sarebbero andate le cose? Secondo la sentenza dei giudici iberici, i genitori Alfonso e Rosario hanno fatto assumere stupefacenti alla figlia per tre mesi, con dosaggi periodici.

L’assunzione di droga ha portato Asunta all’asfissia. Morta la ragazza, i genitori ne hanno nascosto il corpo.

Alfonso Basterra e Rosario Porto si sono dichiarati innocenti. I giudici li hanno tuttavia condannati a 18 anni di carcere. 

Asunta - Serie Tv . Netflix

Il tragico caso di Asunta Basterra

Asunta Basterra, originariamente Fang Yong, nacque nel 2000 a Yongzhou, in Cina.

A soli nove mesi, fu adottata da Alfonso Basterra e Rosario Porto, una coppia spagnola di Santiago de Compostela, in Galizia.

La storia di Asunta è significativa poiché fu uno dei primi casi di adozione di un bambino cinese in quella regione.

Asunta è stata subito considerata una bambina prodigio, eccellente in balletto, violino e pianoforte. Tanto da dimostrare un’eccezionale precocità accademica e artistica.

La mamma adottiva, Rosario Porto, proveniente da una famiglia influente di Santiago, aveva studiato legge e poi ottenuto una posizione come console di Francia.

La decisione di adottare Asunta derivava dalla diagnosi di lupus di Rosario, che le sconsigliava la gravidanza.

Il matrimonio con Alfonso Basterra ebbe inizio nel 1996 e dopo cinque anni la coppia adottò Asunta.

Nel 2013, la vita di Asunta fu segnata da eventi tragici e misteriosi, inclusi un attacco fisico non spiegato.

ASUNTA DROGATA DA SOSTANZE STUPEFACENTI

Alla ragazzina furono somministrate anche sostanze stupefacenti che la rendevano sonnolenta, identificate in seguito come Lorazepam.

Questi episodi sollevarono sospetti e preoccupazioni sulla sua sicurezza.

Il culmine della tragedia ebbe luogo il 21 settembre 2013, quando Asunta fu trovata morta.

Le indagini rivelarono molteplici incongruenze nelle dichiarazioni della madre Rosario Porto, aggravate da filmati di videosorveglianza che contraddicevano la sua versione degli eventi.

l processo che seguì fu altamente mediatico, culminando nel 2015 con la condanna di entrambi i genitori per l’omicidio di Asunta: 18 anni di prigione.

Rosario Porto tentò il suicidio due volte in prigione, riuscendo infine nel suo intento nel novembre 2020.

La vicenda di Asunta Basterra ha suscitato un vasto interesse mediatico, portando alla realizzazione di documentari e libri che analizzano il caso in dettaglio.

La tragedia ha sollevato anche critiche riguardo al trattamento giornalistico di casi di violenza sui minori. E ha evidenziato la necessità di un approccio più etico e rispettoso da parte dei media.

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Il tragico destino di Asunta Basterra Porto

Nel settembre del 2013, la Spagna fu scossa dalla notizia della morte di Asunta Basterra Porto, una bambina adottata di origine cinese, trovata senza vita in un sentiero isolato vicino a Santiago de Compostela.

Gli eventi che seguirono rivelarono una trama oscura e complessa, con implicazioni che andavano ben oltre la morte della giovane.

L’arresto dei genitori adottivi, Rosario Porto e Alfonso Basterra, per il loro ruolo nel delitto ha sollevato questioni riguardanti il sistema di adozione internazionale, la copertura mediatica sensazionalistica e le sfide del sistema giudiziario spagnolo.

CONTESTO FAMILIARE E SOCIALE

Asunta Basterra Porto nacque in Cina con il nome di Fang Yong e fu adottata da Rosario Porto, donna avvocato e console onorario di Francia, e Alfonso Basterra, giornalista.

La coppia, residente a Santiago de Compostela, era benestante e rispettata nella comunità.

Asunta fu descritta come una bambina prodigio, dotata in musica e danza. La sua adozione fu vista come un esempio del crescente fenomeno delle adozioni internazionali in Spagna.

LE INDAGINI

Il corpo di Asunta fu scoperto il 21 settembre 2013. L’autopsia rivelò che era stata sedata con Lorazepam, un potente sedativo, e poi soffocata.

L’attenzione si concentrò subito sui due genitori, che mostrarono incongruenze nelle loro dichiarazioni e comportamenti sospetti nei video di sorveglianza.

Le indagini scoprirono che Asunta era stata drogata ripetutamente nei mesi precedenti la sua morte.

Asunta - serie tv - Netflix -

IL PROCESSO AI GENITORI

Il processo contro i genitori Rosario Porto (la mamma) e Alfonso Basterra (il padre) ebbe inizio nel 2015.

Le prove presentate includevano testimonianze di insegnanti e amici, registrazioni di videosorveglianza, e analisi forensi.

Entrambi furono ritenuti colpevoli e condannati a 18 anni di carcere per omicidio.

La sentenza sottolineò il ruolo di premeditazione e la crudeltà dell’atto, ma non chiarì del tutto i motivi dietro l’omicidio.

CRITICHE AI MEDIA

Il caso sollevò critiche significative riguardo alla copertura mediatica, spesso accusata di sensazionalismo e di violazione della privacy.

Inoltre, emersero preoccupazioni sulle procedure di adozione internazionale e sulla mancanza di supporto post-adozione per le famiglie.

La morte della mamma di Asunta, Rosario Porto – per suicidio in carcere nel 2020 – riaprì il dibattito sul tema dell’adozione e sui media, sottolineando la complessità del caso e le sue tristi ripercussioni.

L’IMPATTO SULLA SOCIETÀ

Il caso di Asunta Basterra Porto ha avuto un impatto duraturo sulla società spagnola.

Ha ispirato diverse opere mediatiche, inclusi documentari e libri.

La vicenda di Asunta ha messo, inoltre, in luce le sfide del sistema giudiziario nel trattare casi di omicidio complessi. E ha stimolato un dibattito pubblico sull’etica della copertura mediatica in casi di crimine.

Il tragico destino di Asunta rimane un monito sulle vulnerabilità all’interno delle strutture familiari e sociali.

La storia della ragazzina è anche un monito sull’importanza di un sistema di protezione efficace per tutti i bambini.

In conclusione, il caso di Asunta Basterra Porto non è solo una storia di un crimine orribile, ma anche un punto di riflessione critica per la società su come trattiamo i nostri bambini e come gestiamo le tragedie che colpiscono le famiglie in modo tanto devastante.

Asunta - Serie Tv . Netflix

Analisi critica della serie Asunta

La serie di Netflix, Asunta, è stata scritta con grande rispetto verso la figura della vittima, senza passaggi melodrammatici e con la precisione del racconto di cronaca.

I pesanti indizi di colpevolezza dei genitori della ragazzina sono stati sviscerati senza prendere posizione a favore del giudice istruttore.

Emerge, anzi, il tentativo del giudice che indaga di far quadrare i conti sull’ipotesi investigativa a cui crede in modo fermo.

Abbiamo, insomma, un racconto equilibrato che non vuole sposare le tesi dell’accusa senza lasciarci un piccolo interrogativo: e se i due genitori fossero innocenti? e se uno dei due, forse il padre, fosse estraneo al delitto?

La morte in carcere, per suicidio, della madre Rosario lascia una luce sinistra e di profonda malinconia su tutta la storia. 

Tuttavia, è il tragico finale della giovane vita di Asunta – con le somministrazioni precedenti di uno psicofarmaco – che lascia sgomenti.

IL TEMA DELL’ADOZIONE

La gioia di una figlia adottiva, venuta da un Paese molto lontano come la Cina, per trovare in Galizia una nuova vita viene infranta dalla trascuratezza, dagli egoismi, dalle piccole miserie umane dei due genitori.

Non è difficile ipotizzare che la dodicenne Asunta sia stata – purtroppo – la vittima sacrificale di una crisi di coppia dove, come spesso accade, gli interessi degli adulti schiacciano quelli dei minori.

L’elemento “figlia adottiva” c’entra poco – lo dico come padre adottivo – in una storia del genere. Almeno per come emerge dalla serie di Netflix.

In una simile situazione, vittime di violenze familiari mortali o meno, si trovano tanti bambini e tante bambine che sono figli biologici.

La sceneggiatura e la regia di Asunta mostra di essere misurata e rigorosa anche in questo: il tema “adozione” di un figlio viene accennato nell’intervista a un possibile giurato del tribunale che emetterà il verdetto di colpevolezza dei genitori Alfonso e Rosario

Per il resto, i genitori – autori di atti criminali o meno – sono genitori e basta. E una figlia è una figlia e basta, anche se adottata e di altra etnia.

- Elena Del Pozzo - bimba uccisa - Catania - mass media - social media - magazine ilbiondino.org - Photo 19336644 : Mass Media © Lucian Milasan | Dreamstime

IL RUOLO DEI MEDIA

Dalle cronache dei giornali spagnoli emerge come l’omicidio di Asunta sia stato trattato in modo approfondito dai media iberici.

Non è un caso che poi quella vicenda sia diventata la serie tv di Netflix.

Nei sei episodi – di una cinquantina di minuti l’uno – di cui si compone la serie, il ruolo dei media viene tematizzato solo in parte.

Si raccontano le soffiate degli inquirenti (e degli avvocati della difesa) a qualche giornalista. Si mettono in scena le situazioni e le confidenze che sempre accadono in questi casi.

Quello che non viene affrontato – se non in modo limitato – è la rappresentazione mediatica del caso della figlia dodicenne Asunta, della mamma Rosario e del papà Alfonso.

Non viene approfondito come i media – non solo mainstream ma anche social – abbiano inciso in profondità nel giudizio del tribunale penale che condanna a 18 anni di carcere i due genitori.

Una riflessione sui media spetta a noi, che guardiamo la serie tv Asunta. Siamo chiamati a domandarci: le rappresentazioni dei giornali, delle tv e adesso di Netflix quanto scavano nei dati reali, problematizzandoli?

Quanto i media raccontano è comunque funzionale alla pubblica accusa che vuole la mamma Rosario e il papà Alfonso in galera? O ci viene data la possibilità concreta di dubitare della loro colpevolezza?

I MEDIA E LA COLPEVOLEZZA DEI GENITORI DI ASUNTA

Credo che tutti noi si esca dalla visione della serie Asunta con la certezza che i due genitori siano comunque coinvolti. E che uno dei due – se non entrambi – siano gli autori di un delitto volontario premeditato.

Ci sono lo sgomento, l’amarezza, il gelo che la fine tragica della giovane Asunta – che si continua in italiano a chiamare bambina, mentre in spagnolo è resa con ragazzina – porta con sé.

C’è tuttavia anche la certezza della colpevolezza dei genitori che la serie Netflix Asunta ci trasmette.

Allora una domanda, dato che amiamo il pensiero critico, si impone: sono colpevoli, Rosario e Alfonso, oltre ogni ragionevole dubbio? E se sono colpevoli, lo sono allo stesso livello di responsabilità?

Maurizio Corte
corte.media

  • L’articolo – nella sua parte informativa – è stato scritto con il supporto di Google e ChatGPT4 per l’accesso alle fonti delle notizie. Le notizie sono poi state verificate dall’autore del testo.

Il trailer della serie Netflix Asunta

Servizio video sul caso di Asunta

Qui puoi vedere un servizio video su YouTube di 3’16” intitolato CASO ASUNTA | Así mataron a Asunta Basterra: las claves del crimen que conmocionó a Compostela

La “verità” sul caso di Asunta (video in spagnolo)

Video ricostruzione sulla verità ufficiale sul caso di Asunta

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