Joe Wright trasforma Cyrano in un film musical dai temi sociali attuali.

Triangoli amorosi, body shaming e false identità. Cyrano è diventato un classico perché parla della natura umana, immutata e forse immutabile.

La versione cinematografica del regista Joe Wright del 2021 sembra unire varie vite di questa commedia, costruendo per il cinema un musical.

Non è la prima volta che il personaggio di Cyrano de Bergerac viene resuscitato dalle pagine della commedia drammatica di Edmund Rostand. Dal 1897 l’opera in 5 atti dello scrittore francese è stata di ispirazione per notevoli rappresentazioni teatrali e cinematografiche.

Ma questo film è una trasposizione di una trasposizione: una vera operazione di trans-medialità a più mani.

La sceneggiatura è di Erika Schmidt, che aveva già rappresentato l’opera francese a teatro in una inedita chiave musicale. 

La colonna sonora del film e dello spettacolo è della band indie-rock americana The National. I musicisti hanno creato dei brani che richiamano Broadway e riescono a fondersi ai dialoghi della commedia.

Nel creare il famoso triangolo della storia ci sono due attori già presenti nello spettacolo teatrale della Schmidt. Si tratta di Peter Dinklage (Cyrano) e Haley Bennet (Roxanne), a cui si aggiunge Kelvin Harrison Jr (Christian).

Prodotto da Metro-Goldwyn-Mayer (MGM) e Working Title Films, il musical è già stato presentato nelle sale mondiali e nei principali concorsi cinematografici internazionali.

Il film ha anche ricevuto una candidatura agli Oscar: una nomination italiana per il costumista Massimo Cantini Parrini, la sua seconda candidatura dopo Pinocchio di Matteo Garrone.

Non è la sola impronta italiana del film. La pellicola ha come ambientazione principale la Sicilia: Noto, Siracusa, Scicli e l’Etna.

La fotografia di Seamus McGarvey, già collaboratore per precedenti lavori del regista, si sposa con l’artisticità delle inquadrature di Wright. Si possono ammirare così dei quadri della Sicilia barocca.

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Cyrano: la trama del film

Cyrano è un romantico spadaccino. Le sue armi sono la spada e le parole, che fluiscono attraverso dei giochi taglienti per ammaliare e sfidare chiunque.

Il suo ingegno viene meno di fronte alla possibilità di venire rifiutato dal suo grande amore, Roxanne. Il suo aspetto fisico lo rende insicuro e convinto di non poter essere ricambiato dalla donna. 

Roxanne finisce per innamorarsi di Christian, un giovane cadetto di bell’aspetto ma che non è dotato di una grande eloquenza, al contrario di Cyrano.

Roxanne chiede al suo amico Cyrano di aiutare il suo amato in accademia e in guerra.

Lo spadaccino poeta accetta e finisce per provare una sincera amicizia per il giovane, tanto da aiutarlo a conquistare Roxanne. Come? Attraverso le parole, il pensiero e i sentimenti di Cyrano. 

Cyrano: il trailer 

Body shaming: la vergogna del proprio corpo

“Il mondo non accetterà mai un nano con una donna bella come lei”, dice il Cyrano di Wright.

In quest’ultima versione del noto spadaccino francese, il regista segue l’idea della sceneggiatrice Erika Schmidt, che sostituisce il noto naso lunghissimo di Cyrano con un problema di nanismo.

Ad interpretare il personaggio è Peter Dinklage, divenuto famoso a livello mondiale con il ruolo di Tyrion Lannister nel Trono di Spade, realmente affetto da questa condizione.

“La vita imita l’arte più di quanto l’arte non imiti la vita”, diceva Oscar Wilde. È proprio questa continuità tra vita umana e arte che rende il personaggio di Cyrano così vero e ancora moderno.

La tematica del body shaming non ha smesso di essere di rilevanza per l’essere umano. Il termine inglese letteralmente significa il “far vergognare qualcuno del proprio corpo”, causando discriminazioni per ciò che in quel momento non è condiviso dalla maggior parte della società. 

Sono le donne ad essere le più colpite. È importante sottolineare come queste non siano solo le principali vittime ma anche le principali carnefici.

Come nota Giulia Crivelli sul Sole 24 Ore, le donne sanno cosa vuol dire provare vergogna per il proprio corpo. E quindi “se una donna vuole fare male a una donna – per le ragioni più diverse – sa che il body shaming è l’arma più sicura.” 

I canoni di bellezza cambiano, ma donne e uomini non hanno smesso di nascondersi e vergognarsi per il proprio aspetto e di far provare lo stesso agli altri.

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Falsa identità: il reato di sostituzione di persona

Cyrano si nasconde dietro le parole scritte. Lo spadaccino ammette il suo amore per Roxanne solo quando riesce a diventare trasparente dietro le lettere d’amore e l’immagine di Christian.

Oggi le cose non sono così diverse. Schermi digitali e social network permettono di creare facilmente delle false identità, per amore ma anche per odio. Per esempio, molte volte le false identità digitali si ricollegano agli insulti di body shaming. 

Il reato di sostituzione di persona è stato ampliato dalle possibilità del mondo digitale ma, come dimostra il film, è una questione antica.

In Italia è un crimine che viene regolamentato dal codice penale con l’articolo 494.

L’applicazione della legge per il reato commesso nei social network è ancora però di difficile risoluzione, come dimostrano varie sentenze.

Per essere punibile la sostituzione di persona deve procurare a sé e ad altri un ingiusto vantaggio. Non è di certo questo il caso del povero Cyrano che, nel spezzare quel triangolo, provoca sofferenze solo a se stesso.

D’altro canto, Roxanne si è innamorata di una persona che di fatto non esiste: l’esteriorità seducente di Christian e le parole avvolgenti di Cyrano. 

Il richiamo è alle cosidette “truffe rosa”, ovvero “persone sole (…), desiderose di fare nuove conoscenze e magari di intraprendere una relazione affettiva, vengono contattate da utenti sconosciuti, che dietro fotografie di giovani affascinanti perseguono ben altre finalità, per lo più di natura economica, ma (…) non solo” (FederPrivacy).

Alla fine le parole dell’io di Cyrano tornano alla sua bocca. Ma l’inganno dei due uomini si scioglie troppo tardi.

Anna Ceroni

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Cyrano nella canzone d’autore: Francesco Guccini

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