La serie segue una detective dilettante che va oltre le indagini ufficiali si fermano.

Oggi lo sappiamo: il true crime è un territorio abitato soprattutto dalle donne.

Non per una morbosa attrazione verso la violenza, ma per un esercizio di metodo e analisi del crimine. Per mettere ordine nel caos.

Agatha Christie lo aveva già intuito nel 1929 con uno dei suoi romanzi più anomali: I sette quadranti. Un giallo che — a cinquant’anni dalla morte dell’autrice — Netflix ha deciso di portare sullo schermo con una miniserie thriller (2026).

Al centro della vicenda c’è Lady Eileen “Bundle” Brent, una giovane donna che non indaga per professione, ma per sete di giustizia.

Colpita dalla morte sospetta di un amico, la ragazza dell’alta società decide infatti di prendere parte alle indagini per chiarire i punti oscuri di una vicenda che si rivelerà più grande di lei: tra giochi politici e intrighi industriali.

Bundle non accetta però versioni ufficiali lacunose, né errori archiviati con fretta. Non cerca una fuga dalla noia delle dimore inglesi, ma la verità. 

Osserva allora dettagli «sottili», ricostruisce schemi, mette in discussione le narrazioni dominanti. Un metodo logico che Christie ha sempre affidato ai suoi lettori e che oggi ritroviamo nelle migliori community di true crime.

Gli ingredienti restano infine gli stessi: «indizi, sospetti e trappole narrative» che svelano un furto industriale dai risvolti internazionali. E un colpo di scena finale che apre alla possibilità di un sequel.

Uscita il 15 gennaio 2026 su Netflix, nel giorno del compleanno di Christie, la serie thriller in tre episodi è prodotta da Suzanne Mackie (The Crown) e scritta da Chris Chibnall (Broadchurch).

"I sette quadranti". Trama e cast della serie thriller Netflix

Dalla penna di Agatha Christie, trama e cast della serie “I sette quadranti”

Inghilterra, 1925. A Chimneys, una sontuosa villa di campagna, la storia si apre con una festa in maschera che riunisce industriali, aristocratici e figure ambigue della buona società londinese. 

Durante la serata, un gruppo di giovani dipendenti del Foreign Office organizza uno scherzo ai danni di un amico: Gerry Wade, noto per la sua cronica incapacità di alzarsi presto. 

Il piano è semplice: nascondere otto sveglie sotto il suo letto, programmate per suonare all’alba.

La burla innocente prende però una piega inquietante quando, il giorno seguente, Wade viene trovato morto sul suo letto. Overdose di sonniferi, dichiara la polizia.

Ma un dettaglio sulla scena stona con la versione ufficiale: sul caminetto vengono infatti ritrovate solo sette sveglie, disposte con inquietante precisione. L’ottava è stata lanciata fuori dalla finestra.

Mentre la polizia archivia il caso come morte accidentale, Lady Eileen “Bundle” Brent, figlia della proprietaria di casa, non è convinta. 

Il dolore per la perdita — e per una proposta di matrimonio appena sussurrata dal deceduto — si trasforma infatti in una nube di dubbi.

IL MISTERO DEI SETTE QUADRANTI

«È buona regola non farsi troppe domande», sentenzia Lady Caterham. La risposta tagliente della figlia Bundle è immediata: «È tutta qui la differenza tra noi due».

Sono infatti le domande senza risposta a guidare la ragazza. Soprattutto dopo il ritrovamento di una lettera incompiuta di Wade, che fa riferimento a un misterioso affare legato ai “Sette Quadranti”.

Convinta che il ragazzo sia stato ucciso, Bundle si fa quindi aiutare da due amici fidati: Jimmy Thesiger e Ronnie Devereux.

Il percorso porterà i tre detective improvvisati dai salotti dell’aristocrazia a un night club dei bassifondi londinesi, sede dei “Sette Quadranti”: una società segreta i cui membri agiscono mascherati da orologi.

La caccia al fantomatico “numero sette” — figura che tira le fila dell’organizzazione — si intreccia infine con una vicenda internazionale: il furto di una formula industriale. Un’invenzione che ha già mietuto vittime.

Mentre Bundle collabora (e si scontra) con il sovrintendente Battle di Scotland Yard, la morte torna però a colpire. 

BUNDLE E IL CAST DELLA MINISERIE 

A dare volto alla protagonista è Mia McKenna-Bruce, convincente nel ruolo di una giovane donna anticonformista, impulsiva ma allo stesso tempo metodica. 

Nei panni di Lady Caterham — madre di Bundle — troviamo invece una veterana del cinema: Helena Bonham Carter. Un personaggio che sostituisce il padre del romanzo originale in una rilettura televisiva tutta al femminile.

Un cast di rilievo dà infine vita a un coro di personaggi fuori dagli schemi:

  • Martin Freeman (il celebre Bilbo Baggins ne Lo Hobbit) veste i panni del Sovrintendente Battle;
  • Edward Bluemel (My Lady Jane, Killing Eve) quelli di Jimmy Thesiger;
  • Corey Mylchreest (Re Giorgio in La regina Carlotta ) è Gerry Wade;
  • infine, Nabhaar Rizwan (Kaos) interpreta Ronnie Devereux.

Cast di "I sette quadranti". Mia McKenna-Bruce, Martin Freeman e Helena Bonham Carter

“I sette quadranti”, recensione: un’indagine condivisa che convince solo a metà

I sette quadranti è un giallo atipico.

Agatha Christie trasforma infatti la struttura del murder mystery in qualcosa che assomiglia a un thriller di spionaggio: nessuno è davvero chi dice di essere, dai ministri ai domestici.

La serie evita però di trasformare questa storia in un «pezzo da museo», traducendo la trama per un pubblico giovane. Una generazione cresciuta a pane e true crime. 

Adattare quindi uno dei romanzi meno noti della Regina del Giallo sembra puntare a un obiettivo preciso: quello di indagare insieme alla protagonista, evitando il peso degli spoiler.

Il risultato, tuttavia, non convince del tutto. 

L’abbondanza di omicidi e sottotrame rispetto al romanzo originale appesantisce infatti la narrazione. E, alla fine, è la credibilità dell’intreccio a risentirne.

Di contro, il finale introduce una carica emotiva efficace. Un ingrediente estraneo ai gialli storici, ma quasi necessario nei prodotti televisivi.

Detective donna nel classico giallo "I sette quadranti"

Spoiler. I veri volti dei “Sette Quadranti”

Come finisce la serie thriller tratta dal romanzo di Agatha Christie?

La rivelazione principale riguarda l’identità del “numero sette”: non un delinquente sconosciuto, ma il Sovrintendente Battle.

I “Sette Quadranti” non sono infatti una banda di criminali, ma un gruppo segreto di investigatori dilettanti, nato per smascherare ricercati internazionali. Il precursore di innumerevoli futuri circoli del giallo.

Il vero “pesce grosso” è invece Jimmy Thesiger, colpevole dell’omicidio di Ronnie Devereux. 

Ad avvelenare Gerry durante la festa in maschera è stata invece una complice di Thesiger: Loraine Wade, sorellastra della vittima. 

Jimmy e Loraine sono tuttavia solo le pedine di un gioco più complesso: un furto industriale orchestrato con cura dalla madre di Bundle, Lady Caterham.

Spezzata dalla perdita del figlio in guerra e del marito durante una missione di spionaggio, la donna non ha agito solo per denaro, ma anche per vendetta verso una nazione che l’ha tradita.

Così facendo, tuttavia, Lady Caterham ha perso l’ultima persona cara — sua figlia — e la sua ultima ricchezza: l’integrità.

Quando il meccanismo del giallo si inceppa 

Nel giallo deduttivo vige un patto inviolabile con il lettore: ogni indizio deve essere mostrato, anche quando è mascherato o all’apparenza irrilevante. 

È in questa lealtà che si costruisce il coinvolgimento, lasciando sul finale un retrogusto amarognolo per non essere arrivati prima alla soluzione: perché ogni tassello era già lì, sotto gli occhi.

La miniserie Netflix sembra rispettare questa premessa, pur concedendosi diverse libertà.

È però proprio nel momento decisivo che l’ingranaggio narrativo si inceppa.

Il colpo di scena della serie perde infatti parte della sua forza perché non è il percorso investigativo a condurre alla verità, ma sono i colpevoli stessi a smascherarsi. 

Bundle, che per tutta la storia ha osservato, dedotto e messo in discussione le versioni ufficiali, viene così arretrata a semplice testimone della rivelazione conclusiva.

Una scelta che, inoltre, svuota la protagonista della sua intelligenza, riducendola a ingranaggio di un meccanismo che lei stessa aveva messo in moto.

Ciò nonostante, I sette quadranti riesce a mantenere una solida ibridazione tra giallo classico e spy story, arricchendo la trama con profezie sorprendenti.

Emblematica, in questo senso, è infatti la prova del guanto: già presente nel romanzo, anticipa di sessantacinque anni la celebre scena del “processo del secolo” a O.J. Simpson.

Senza DNA, computer o perizie, alla fine a Christie basta però una sola arma per arrivare alla verità: una detective dilettante abbastanza coraggiosa da continuare a fare domande scomode.

Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 17.01.2026

“I sette quadranti” di Agatha Christie. Trailer della serie thriller Netflix

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