Tra metà Anni ’70 e ’80 una serie di omicidi insanguinarono il Nord Italia. Furono opera solo di Abel e Furlan?

Il caso Ludwig viene presentato come l’opera di due serial killer – Wolfgang Abel e Marco Furlan – che dal 1977 al 1984 uccisero persone e compirono una strage in un cinema a luci rosse di Milano.

Ad uno sguardo più attento, dietro la sigla nazista Ludwig c’è però molto di più delle gesta criminali attribuite ai due giovani di allora. 

Allargare il quadro al contesto, approfondire l’analisi dei singoli elementi e collegare eventi e situazioni porta a vedere le trame dell’eversione nazifascista in Italia.

L’EVERSIONE NAZIFASCISTA IN ITALIA

C’è un filo nero che lega l’eversione nazifascista in Italia. Quel filo nero ha un punto di riferimento geografico preciso: Verona e il Veneto.

È una realtà di cui vergognarsi, lo dico come veneto. Ed è una realtà di cui sentiamo gli echi nel razzismo e nel rigurgito fascista di alcune occasioni significative:

  • una partita di calcio allo stadio Bentegodi di Verona;
  • l’omicidio di Nicola Tommasoli, nel centro di Verona, nel 2008;
  • una certa cultura che fonde fanatismo religioso e simboli pagani

L’espressione di quel filo nero ha radici lontane, con la strage di Piazza Fontana, a Milano, nel dicembre del 1969.

Abbiamo poi – per citare gli eventi più significativi – la strage di Piazza della Loggia, a Brescia, nel maggio del 1974.

E abbiamo il “caso Ludwig”, passato ufficialmente alla memoria come l’opera di due serial killer con “simpatie” naziste: Wolfgang Abel e Marco Furlan.

Sguardo nuovo sul “caso Ludwig”

Scritto da Laura Antonella Carli e Nicolò Tabarelli, il podcast LUDWIG – Gli ultimi eredi del nazismo ricostruisce la storia dei due serial killer che a Verona si firmavano con il nome Ludwig.

Il podcast è organizzato in otto episodi che percorrono tutti i delitti commessi da Ludwig, dal 1977 al 1984. È prodotto dalla prestigiosa Lucky Red.

Tra gli Anni Settanta e Ottanta un misterioso gruppo neonazista ha infatti commesso omicidi in tutto il Nord Italia.

Le vittime all’inizio sono emarginati sociali o devianti: senzatetto,  prostitute, tossicodipendenti.

I delitti vengono rivendicati con volantini che inneggiano al nazismo e firmati “Ludwig”.

Mentre parte la  caccia al misterioso omicida, Ludwig alza il livello dello scontro e passa a massacrare preti e a compiere vere e proprie stragi, dando fuoco a discoteche e sex.club.

È solo nel 1984 che vengono arrestati due giovani della “Verona  bene”. Sono davvero loro i serial killer che si nascondono dietro lo pseudonimo “Ludwig”?

Oppure i due giovani – Wolfgang Abel e Marco Furlan – fanno parte di una rete più ampia che prende le mosse da una nuova declinazione di nazismo esoterico?

Il podcast crime Ludwig – Gli ultimi eredi del nazismo cerca di scoprirlo con interviste esclusive ad alcuni dei maggiori protagonisti della stagione degli anni di piombo in Italia.

Siamo di fronte al migliore esempio di giornalismo d’inchiesta, che non si ferma alle verità ufficiali e alle sentenze giudiziarie.

Podcast Ludwig - Gli ultimi eredi del nazismo

I serial killer di Verona

Verona ha avuto più di un serial killer, basti pensare a Gianfranco Stevanin, che ha assassinato almeno cinque donne, soprattutto prostitute.

C’è tuttavia una coppia di assassini seriali che ha segnato la storia della città tra la seconda metà degli Anni Settanta e la prima metà degli Anni Ottanta del Novecento.

I serial killer veronesi sono Marco Furlan e Wolfgang Abel, conosciuti con il nome della firma neonazista che caratterizzava i loro omicidi: Ludwig.

Furlan e Abel sono stati gli autori di omicidi e stragi commesse fra il 1977 e il 1984,  rivendicati con volantini di contenuto neonazista e firmati con lo pseudonimo Ludwig.

Si suppone che le loro gesta criminali abbiano portato alla morte di 28 persone e al ferimento di oltre 70, ma in tribunale sono stati ritenuti colpevoli «soltanto» per 10 omicidi e una quarantina di ferimenti. 

Vennero arrestati il 4 marzo 1984 a Castiglione delle Stiviere (Mantova) mentre stavano per dare fuoco a un locale dove si teneva una festa con 400 giovani.

Serial killer - cosa è un omicidio seriale - magazine Il Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Agenzia Corte&Media - photo Arisa Chattasa - copertina

Furlan e Abel, i serial killer di Ludwig

Marco Furlan, classe 1960, abitava nel quartiere “in” di Verona, Borgo Trento. Era figlio del primario del centro ustionati dell’ospedale Civile Maggiore di Borgo Trento.

Wolfgang Abel, classe 1959, viveva a Negrar. Era figlio di un dirigente di una compagnia assicurativa tedesca.

I due, che si erano conosciuti alle scuole superiori di Verona, presero di mira soprattutto prostitute, omosessuali, senzatetto e locali «a luci rosse».

Tutto ciò che era considerata una deviazione dalle norme morali entra nel mirino dei seriali killer Ludwig.

Una ricostruzione del caso Ludwig è disponibile su «Verona Noir» andata in onda su TeleArena, condotta dal giornalista Alessandro D’Errico con ospiti la giornalista del quotidiano de L’Arena Alessandra Vaccari e il giudice istruttore dell’epoca Mario Sannite.

Non tutti i delitti firmati Ludwig sono stati attribuiti a Marco Furlan e Wolfgang Abel.

Scrive il quotidiano L’Arena: “Le vittime accertate sono dieci, quaranta i feriti. Alla fine di un complicato iter giudiziario, furono condannati entrambi a 27 anni di carcere (30 in primo grado). Ad oggi, sono entrambi in libertà. Nel settembre 2021, Abel è entrato in coma dopo una caduta in casa”. 

Il podcast Ludwig – Gli ultimi eredi del nazismo va a fondo di una vicenda che, nonostante le sentenze, ha lasciato angoli bui dietro di sé.

corsi online giornalismo - giornalismo interculturale - maurizio corte - giornalista - ProsMedia - Agenzia Corte&Media - photo--unsplash

Ludwig e il giornalismo investigativo

Quello di Laura Antonella Carli e Nicolò Tabarelli non è il primo podcast sul caso Ludwig.

Tuttavia, il grande pregio di questo lavoro è l’inchiesta e l’applicazione delle tecniche di giornalismo investigativo a una vicenda che all’apparenza sembra l’opera di due serial killer, Abel e Furlan.

Il podcast prodotto da Lucky Red – grazie al lavoro di Carli e Tabarelli – va oltre la verità ufficiale e le sentenze giudiziarie.

Con un approccio giornalistico che ricorda Tommaso Besozzi – il più grande cronista di nera di tutti i tempi – il podcast Ludwig – Gli ultimi eredi del nazismo ha il coraggio di mettere in discussione la convinzione che tutto sia opera di Abel e Furlan.

Grazie a un minuzioso lavoro d’archivio, alle interviste a magistrati e giornalisti, all’attenzione precisa agli elementi più minuti, Laura Antonella Carli e Nicolò Tabarelli dimostrano che molto è stato taciuto sul caso Ludwig.

L’interpretazione dei delitti attribuiti ai giovani neonazisti Abel e Furlan, fatta dal giudice istruttore Mario Sannite, viene messa in discussione. 

UN GIOCO PIÙ GRANDE DEI DUE “SERIAL KILLER”

È evidente – dalla modalità dei delitti, dalla complessità della strage al cinema a luci rosse di Milano e da altri dettagli degli atti criminali di Ludwig – che Abel e Furlan sono solo due pedine di un gioco ben più grande di loro.

I grandi pregi del podcast Ludwig – Gli ultimi eredi del nazismo sono almeno cinque:

  • l’andare oltre la verità giudiziaria e le narrazioni ufficiali, amplificate e fatte poi rimbalzare dai media senza vaglio critico;
  • il mettere in discussione l’argomentazione giudiziaria, grazie al lavoro di giornalismo d’inchiesta;
  • l’unire l’osservazione dei dati di fatto alle notizie date dalle testimonianze che indicano un quadro criminale più complesso di quanto raccontato sin qui;
  • il collegamento tra persone, eventi e inchieste che portano ad allargare la visione sui delitti attribuiti a Ludwig;
  • l’attenzione al contesto (nazista e fascista, in questo caso), grazie al quale gli eventi criminali assumono un significato più profondo

Il podcast Ludwig – Gli ultimi eredi del nazismo mi ricorda – per scavo, coraggio d’inchiesta e indipendenza di giudizio – il lavoro che ho condotto sul caso giudiziario di Milena Sutter e Lorenzo Bozano, a cui è dedicata una sezione di questo blog.

Il valore aggiunto di lavori come questo è tutto nella ricerca oltre le versioni giudiziarie, nel giornalismo investigativo messo in campo e nell’indipendenza critica di giudizio.

Per questo, rispetto ad altri racconti, il podcast Ludwig – Gli ultimi eredi del nazismo merita di essere ascoltato. E grazie a questo ci racconta molto di più di quanto l’apparenza ci mostra. 

Dove trovare il podcast Ludwig

Ti piacciono le storie ufficiali? O anche tu ami il dissenso?

Crime Window & Media è la newsletter che ti dà uno sguardo irriverente sul mondo del crimine e della giustizia. Puoi così vedere film, serie tv e leggere libri con l'occhio addestrato di chi non si ferma alle verità di comodo. Ti arriva ogni mese con contenuti unici, con il pensiero critico delle persone libere e l'umanità di chi rispetta la dignità delle persone. ISCRIVITI SUBITO! Nessun costo, niente spam, ti cancelli quando vuoi.