Su Netflix la storia di una giovane generazione tenuta in scacco dalle miserie umane e sociali di adulti senza maturità.

La serie tv thriller Knokke Off  – proposta da Netflix – ha inizio nella migliore delle stagioni, per chi ama leggerezza e svago: l’estate. E la storia si colloca nel posto più adatto per dimenticare drammi e affanni: una località balneare.

Eppure è proprio durante la bella estate nella località marina di moda, e frequentata dai ricchi, che si consuma il dramma di una giovane generazione, stritolata dagli inganni e dagli interessi di adulti egoisti.

Ecco la trama ufficiale: “Durante un’estate tesa sulla costa belga, nella rinomata località balneare di Knokke, un ricco gruppo di amici affronta la dura realtà dell’età adulta mentre è alle prese con l’amore e le aspettative della società. Fra misteri, intrighi, tradimenti, segreti e rivalità, si consuma un dramma familiare e di amicizia da cui nessuno dei protagonisti uscirà indenne”.

LA SINOSSI DELLA SERIE TV

Vediamo qui la sinossi più estesa della serie tv Knokke Off.

Una giovane coppia poco più che ventenne, Louise Basteyns (interpretata da Pommelien Thijs) e Alexandre “Alex” Vandael (Willem De Schryver), trascorre un’estate spensierata con i loro amici nell’elegante cittadina di Knokke, sulla costa belga.

Nonostante il loro stile di vita opulento e le feste stravaganti, la pressione da parte delle loro famiglie benestanti di soddisfare aspettative elevate incombe su di loro.

Con l’avanzare dell’estate, la facciata comincia a incrinarsi per tutti i soggetti coinvolti. Louise è alle prese con il suo disturbo bipolare, mettendo in dubbio la necessità delle pillole che regolano l’umore che prende.

Alex, spesso irascibile, lotta con i propri demoni, determinato a non seguire le orme di suo padre Patrick (Geert Van Rampelberg) dopo la sua relazione con Eleanore (Ruth Bequaert), la madre di Alex e la sua migliore amica. Knokke, una città costiera alla moda, si rivela un nido di segreti nascosti.

In questo mondo tumultuoso entrano Daan (Eliyha Altena) e sua madre Melissa (Anna Drijver) dalla città olandese di Breda. Trascorrendo l’estate vicino a Knokke a Cadzand, la loro presenza capovolge tutto. La ricerca della verità si intensifica mentre le maschere indossate da tutti iniziano a sgretolarsi.

Knokke Off - serie tv

Recensione di Knokke Off

Secondo Chiara Poli del magazine online Gamesurf, nella serie tv Knokke Off “ci sono molti sottotesti. Tutti legati alla giovane età dei protagonisti, ma anche all’attualità. A cominciare dalla violenza sulle donne, ma anche della violenza e della rabbia giovanile in generale, che striscia sotto la superficie per tutti gli episodi finché non esplode”.

Vi sono poi, sottolinea l’articolo, altri argomenti di stretta attualità: dal rapporto con i genitori, sempre molto più complesso di quanto appaia agli occhi degli osservatori esterni, alle relazioni sentimentali, dal rifugiarsi in droga e alcol per dimenticare i problemi – perfino quando sembra che non ce ne siano perché la vita è bella, ricca e “facile” – al tormentone della serie: le cose non sono mai come sembrano. 

Ecco invece quanto scrive, sul magazine online Hall of Series, Benedetta Vanotti: “Knokke Off non brilla particolarmente per la sua grande creatività e originalità: la serie segue infatti un canovaccio che riprende i principali stilemi di moltissimi teen drama degli ultimi anni, in cui si calca molto la componente trasgressiva.

“I cliché, d’altra parte, si sprecano”, prosegue l’articolo. “E riprendono pari passo dinamiche tipiche della categoria di appartenenza, senza apportare particolari innovazioni e variazioni sul tema”.

Valeria Gennaro, sul magazine online Cinematographe, osserva: “I primi episodi della serie procedono a ritmo molto lento, lo spettacolo migliora nella seconda tranche di puntate quando lo spettatore è finalmente coinvolto e il cast riesce a dare profondità alla trama, trasmettendo abilmente le turbolenze emotive del passaggio alla vita adulta”.

Prosegue l’articolo: “La giustapposizione dell’agiatezza sullo sfondo delle sfide universali aggiunge uno strato di commento sociale, anche questo molto presente negli spettacoli di questo genere, rendendo però Knokke Off qualcosa di più di un semplice show sulle sfide personali nell’adolescenza”.

Si conclude così l’articolo di Cinematographe: “Le lotte dei protagonisti risuonano come assolutamente autentiche, ci riferiamo ad esempio al modo in cui una seducente Pommelien Thijs ritrae il suo bipolarismo ma anche il trio Van Rampelberg-Becquart-Drijver è all’altezza della situazione, mentre Manouk Pluis e Ayana Doucouré, nei loro ruoli di secondo piano aggiungono tensione erotica al plot”.

- Serie tv - Knokke Off

L’analisi della serie tv Knokke Off

La serie tv Knokke Off ha di sicuro errori di sceneggiatura. Alcune soluzioni di regia, come certi azzardi nel montaggio, lasciano poi perplessi.

È infatti alto il rischio – nel seguire la serie tv su Netflix – di fare confusione, di non comprendere e approfondire i fili narrativi di una storia comunque interessante. E di sicuro assai importante.

Tuttavia la serie belga-olandese ha un grande pregio. Un pregio che si accresce vista la destinazione per teenagers che sembra avere.

LA MENZOGNA SOCIALE DI UNA COMUNITÀ

Il pregio di Knokke Off è di ricordare le dinamiche sociali di una comunità che finge di non essere quella che è. E che, proprio per la scelta della menzogna sociale, mostra tutte le sue miserie.

Nella località balneare di Knokke – che esiste per davvero come località Knokke-Heist nelle Fiandre – abbiamo una società multietnica e multiculturale. Dove per multiculturale intendiamo anche le differenze sociali che segnano la distanza tra le persone.

Nella località esclusiva di Knokke abbiamo i vecchi rancori che si strascinano certi affari: quegli affari dove il mariuolo senza scrupoli fa fortuna, la fa franca e costringe nell’angolo le altre persone.

Nella località estiva di Knokke abbiamo la violenza di genere, che non si misura solo a sberle e atti fisici, ma anche sotto forma di pressione psicologica.

Nella località soleggiata di Knokke, che assomiglia al caldo mediterraneo, abbiamo poi una generazione giovanile tenuta in scacco da adulti cresciuti male. E maturati peggio.

Pur negli inciampi di un racconto che vorrebbe essere un poco thriller, un poco di costume e un poco giovanilista, la serie tv Knokke Off abbozza almeno un affresco della nostra società. Con tutte le contraddizioni del caso.

Knokke Off - serie tv

Knokke Off, Le élite dei prepotenti non perdono mai

Nonostante un finale sorprendente – che ovviamente non svelo – mi sento di affermare che la serie tv Knokke Off ci dice chiaro un’amara verità: le élite dei potenti, quelli di personaggi corrotti sul piano etico e degli affari, non perde mai.

Quando soccombe, quella élite lascia tanti strascichi di dolore, rabbia e sudditanza psicologica da condizionare il futuro delle generazioni più giovani.

IL RUOLO DI GENITORI E FIGLI

Cosa farà e come sarà da grande il giovane Alex, tenuto in scacco da un padre corrotto e violento, non possiamo saperlo. Possiamo tuttavia temerlo: temere che ripeta gli schemi paterni, anziché diventare un uomo migliore, cambiando rotta.

La serie tv Knokke Off  ci chiama, allora, a interrogarci sul ruolo di genitori e di figli, di adulti e di giovani, di attori in una società complessa che richiede più maturità. E che invece si trova a fare i conti con adulti che sembrano voler ostacolare la generazione più giovane, anziché aiutarla a crescere. E a diventare autonoma.

A leggerla in controluce, con la scusa della bella estate e della località esclusiva, la serie tv Knokke Off rappresenta un atto d’accusa senza sconti verso gli adulti, verso i ricchi borghesi falsi e senza etica. E verso le angherie di chi si crede al di sopra della legge, delle regole e dell’umano vivere.

Maurizio Corte
corte.media

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