Serie televisive: Suburbia killer conquista dal primo episodio. Una narrazione che esce in parte dai soliti schemi delle serie crime.

Come scrive Netflix nel presentare la serie televisiva Suburbia killer, “Diventato un assassino per sbaglio, un uomo precipita in un buco nero. Quando pensa di aver trovato l’amore e la libertà, una telefonata lo fa ripiombare nell’incubo”.

Gli attori principali, di questa produzione spagnola, sono Mario Casas, Alexandra Jiménez e Aura Garrido.

Come scrive il magazine GQ Italia, siamo di fronte all’adattamento televisivo di un omonimo romanzo diHarlan Coben, anche se il titolo originale dello show è El Inocente.

Il romanzo Suburbia Killer (Mondadori, 2006) – spiega GQ Italia – è stato adattato per la tv con sceneggiatura di Guillem Clua, Jordi Vallejo e Oriol Paulo.

Quest’ultimo, che è anche regista della miniserie, ha diretto Contrattempo (film distribuito su Netflix nel 2017).

E’ stato anche autore di Con gli occhi dell’assassino, una pellicola del 2010 che tra i produttori registrava anche Guillermo del Toro.

Suburbia killer | Trailer ufficiale | Netflix

Serie televisiva Suburbia killer. Le recensioni

A seguire le recensioni che mi sento di consigliare per la serie televisiva Suburbia killer (El Inocente, nella versione originale spangola).

Serie tv che vede Mario Casas convincente protagonista maschile.

La prima recensione è quella di Movieplayer che scrive, in un articolo di Maurizio Ermisino: “A un primo sguardo, Suburbia killer è molto lontana dalle serie spagnole più famose (…). Appare meno pop ed eccessiva, vive più su un’atmosfera di attesa e mistero che su momenti ad effetto”.

“È una serie che, a differenza di altre, non presenta subito tutti i personaggi, ma li introduce man mano”, prosegue l’articolo di Movieplayer. “Parallelamente, non svela subito, come altre, la vera chiave della vicenda, ma accumula domande su altre domande, apre delle porte che a sua volta si aprono su altre porte”.
https://movieplayer.it/articoli/suburbia-killer-recensione_24621/

La seconda recensione è del magazine Cinematographe, che così presenta la serie televisiva: “Nonostante scelga una procedura narrativa interessante per far confluire i diversi elementi crime al loro centro risolutivo, la miniserie spagnola Suburbia Killer non consente allo spettatore di interagire a fondo con l’intrigo che racconta”.
https://www.cinematographe.it/recensioni-serie/suburbia-killer-el-inocente-recensione-serie-tv-netflix/

La terza recensione che ti consiglio non è un articolo di critica cinematografica in senso proprio. Ha il vantaggio di riportare l’opinione di alcuni spettatori che hanno visto Suburbia killer.

Scrive la redazione di Dituttounpop: “La miniserie Suburbia Killer fa proprio questo. Trascina lo spettatore nel suo mondo. E se lo porta in giro per 8 episodi da 50-60 minuti l’uno, trascinandolo attraverso le pieghe del suo racconto”.
https://www.dituttounpop.it/suburbia-killer-serie-tv-netflix-trama-opioni-critica-top-ten/

 

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Quanto alla quarta recensione, il critico Andrea Verdino, sul magazine Everyeye, così commenta la serie televisiva proposta da Netflix: “Pur non innovando nulla dal punto di vista della sceneggiatura, tutto quello che The Innocent (Suburra killer, ndr.) porta alla nostra attenzione viene rappresentato al meglio”.

“Nonostante molti degli stilemi e dei motivi che troviamo nel corso degli episodi della serie siano già stati usati (e abusati) dall’industria cinematografica e televisiva”, prosegue il critico, “la traccia riesce comunque a rendersi interessante, tramite l’utilizzo della molteplicità di prospettive dei fatti ai quali assistiamo, e a un intelligente dispiegamento di colpi di scena e cliffhanger, piazzati anche in momenti inaspettati del racconto”.

https://serial.everyeye.it/articoli/recensione-suburbia-killer-the-innocent-sorprendente-thriller-netflix-52708.html

Serie televisiva Nwtflix Suburbia-Liller-El-Inocente - recensione - magazine Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Agenzia Corte&Media

Convince poco l’approccio alla narrazione dei singoli personaggi della serie televisiva Suburbia killer.

Come ama ripetere Robert McKee, un film – come anche una serie televisiva – vive di immagini.

Il cinema mostra. Non racconta a parole.

La voce fuori campo che presenta ciascuno dei personaggi principali è una stonatura.

Poteva essere trovata una soluzione cinematografica per rendere il racconto più coinvolgente.

La storia, invece, non è scontata. Risente di richiami e stili di scrittura ad altre serie e film di marca spagnola. Ma sa dosare colpi di scena, rallentamenti, aura di mistero e passaggi inquietanti.

Serie televisiva Nwtflix Suburbia-Liller-El-Inocente - recensione - magazine Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Agenzia Corte&Media Mario Casas

Quello che ritengo sia interessante è l’approccio umanistico alle vicende delle persone coinvolte nelle storie che si intrecciano.

Nota stonata, l’indulgere in troppe immagini crude e violente – come il corpo in sala autoptica – che potevano essere risparmiate.

In questi casi di “pornografia della violenza” mi domando cosa vogliano ottenere gli autori. Fare impressione sullo spettatore?

Di fronte alla violenza di certe immagini proposte da Suburbia Killer lo spettatore amante dell’horror sorride per l’ingenuità delle proposte. Quello abituato a toni garbati resta sconcertato.

Nonostante qualche inciampo nel racconto, come osservato da alcune recensioni, la serie televisiva spagnola merita di essere vista.

Un elemento merita di essere sempre riproposto e tematizzato: il collegamento fra i drammi della nostra vita di comuni mortali e gli intrallazzi di certe élites di potere.

L’incrocio di destini e percorsi di vita è un altro elemento interessante di questa produzione televisiva.

Nota al merito – lo dico da padre adottivo – il trattare con delicatezza e con un vocabolario corretto il passato complesso di uno dei personaggi della vicenda.

Resta comunque un senso di incompiutezza, di insoddisfazione, alla fine della serie di episodi. La trama è avvincente, ma forse la sceneggiatura non è all’altezza della storia di base.

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Suburbia Killer e il caso Sutter-Bozano

Cos’ha Suburbia killer, serie televisiva di Netflix, in comune con il caso giudiziario di Milena Sutter e Lorenzo Bozano, di cui ci occupiamo in una sezione dedicata alla vicenda della ragazzina scomparsa nel maggio 1971 a Genova?

Ha in comune un dato di fatto che, anche nel nostro tempo, ci si impone: nulla è come sembra. C’è sempre un retroscena, con aspetti in ombra da svelare.

Non solo. Vi sono sempre più livelli in una storia, anche criminale.

Nel caso Sutter-Bozano, come nella serie televisiva Suburbia Killer, abbiamo questi livelli:

  • la narrazione ingenua degli accadimenti;
  • gli intrecci, talvolta imprevedibili e altre volte organizzati, dei destini personali;
  • un ineffabile Potere che cerca di influenzare le vite altrui e i racconti che le riguardano

A soffrire, in Suburbia Killer  come nel caso di Milena Sutter, è la verità sostanziale dei fatti.

Anche in questa serie televisiva, le élites la sfangano con narrazioni senza fondamento. 

Maurizio Corte
corte.media

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