Come capire se una relazione intima è violenta. E quale comportamento tenere.

La violenza da partner intimo (detta anche violenza domestica) è molto più comune di quanto la maggior parte di noi creda:.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, circa il 30% delle donne ha subito abusi domestici. Anche gli uomini possono essere vittime: circa un uomo su nove subisce abusi.

Per quasi tutte le relazioni l’abuso può rimanere nascosto per molto tempo. In effetti, nelle prime fasi di una relazione molte persone violente appaiono come partner ideali.

I segni premonitori della violenza tuttavia possono comparire all’inizio di una relazione, a volte anche dall’inizio, spesso emergono e si intensificano man mano che la relazione cresce. Ogni relazione è diversa e la violenza non ha sempre lo stesso aspetto.

Cosa è la violenza domestica (da partner intimo)

La violenza tra partner può essere qualsiasi atto di aggressività fisica, psicologica e/o sessuale e qualsiasi altro comportamento lesivo esercitato da un partner sull’altro.

Segni di abusi fisici come lividi e graffi sono facili da vedere, ma le dinamiche di violenza sono ben altre e molto più complesse.

Violenza nelle relazioni è una parola-ombrello che comprende l’abuso fisico, l’abuso sessuale e la coercizione nei rapporti sessuali,  ma anche l’abuso psicologico, l’abuso finanziario, le molestie e lo stalking.  Sia in presenza che online.

Queste forme di violenza non sono tipologie distinte, quanto piuttosto un continuum.

Purtroppo, riconoscere di essere in una relazione abusante non è sempre facile. Non sempre ci sono lividi da mostrare come segni di riconoscimento. 

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Chi è a rischio di subire violenza domestica?

Anche comunemente indicato come abuso domestico o violenza da parte del partner, la violenza domestica può capitare a chiunque.

Gli autori e le vittime appartengono a tutti i ceti sociali ed economici,  a qualsiasi cultura, di qualsiasi etnia, età, genere o sesso.

Alcune persone che sono isolate, vulnerabili o con sistemi di supporto limitati o non disponibili hanno un rischio maggiore di subire violenze.

FATTORI DI RISCHIO

Le donne, soprattutto se immigrate, hanno maggiori probabilità di subire violenza tra le mura di casa rispetto agli uomini.  

Un certo numero di diversi fattori di rischio sono implicati nella violenza  verso il partner. Alcuni di questi sono fattori di rischio individuali, altri riguardano aspetti della relazione stessa e altri ancora sono fattori comunitari.

FATTORI DI RISCHIO INDIVIDUALI

  • Comportamento aggressivo manifestato già da bambino o da adolescente
  • Storia di abusi fisici ed emotivi da bambini
  • Tratti di personalità antisociali
  • Essere insicuri ed emotivamente dipendenti
  • Credenza nei rigidi ruoli di genere e ostilità verso le donne
  • Desiderio di controllo o potere nelle relazioni
  • Bassa autostima
  • Scarso controllo comportamentale, impulsività e scarse capacità di risoluzione dei problemi
  • Stress economico, basso livello di istruzione e scarso status economico (comunque, la violenza colpisce persone di ogni condizione economica e livello di istruzione)
  • Mancanza di amici e isolamento sociae

FATTORI DI RISCHIO RELAZIONALI

Possono contribuire ad aumentare il rischio di violenza anche aspetti della relazione stessa quali: la gelosia, le separazioni, i divorzi o i tentativi di controllare la relazione.

Sappiamo che chi da bambino ha assistito a violenze relazionali tra i genitori ha maggiori probabilità di diventare vittima o autore di violenza, nelle relazioni da adulti.

FATTORI COMUNITARI E SOCIALI

Anche le influenze socio-culturali  della società e della comunità possono svolgere un ruolo, nonché povertà, alti tassi di disoccupazione, alti tassi di criminalità, facile accesso alle droghe e basso coinvolgimento della comunità contribuiscono tutti ad aumentare il rischio di violenza nelle relazioni.

A livello sociale, le norme culturali e di genere tradizionali, la mascolinità esasperata e le aspettative di genere hanno anche un ruolo nella violenza relazionale.

Sebbene questi ruoli binari di genere problematici possano contribuire alla violenza nelle relazioni eterosessuali, ciò non esclude certamente le relazioni LGBTQ+  dalla violenza del partner intimo.

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Cosa fare per prevenire e controlla le violenze

Ci sono alcuni segnali a cui prestare attenzione che potrebbero predire se una relazione rischia di diventare abusiva.

A tali comportamenti, spesso, si associano atti più espliciti di violenza fisica verso il partner.

Questi comportamenti servono per infondere paura e incertezza nella vittima. Viceversa, nell’abusante si alimenta un senso di potere.

Di seguito alcuni di questi segnali.

LOVE BOMBING E MANIPOLAZIONE

Un tipo di comportamento noto come “love bombing” (bombardamento d’amore) può anche essere un segno che una relazione potrebbe diventare violenta.

Questo in quanto è un tentativo di manipolare e controllare una persona inondandola di affetto e attenzione.

Vediamo quindi che il love bombing – che può assumere la forma di regali, complimenti, scuse e grandiose promesse di non ripetere mai il comportamento offensivo – segue spesso una discussione o anche un episodio di abuso verbale o violenza fisica.

È usato come un modo per appianare le cose. L’obiettivo è far sentire il destinatario dell’affetto dipendente e obbligato a rimanere nella relazione.

RELAZIONI RAPIDE

C’è un certo di relazioni veloci, con un coinvolgimento molto intenso e rapido all’inizio di una relazione. Sei mesi o meno prima di andare a convivere o di fidanzarsi.

Il partner violento si caratterizza perché sostiene l’amore a prima vista, preme per l’impegno; dice che sei l’unica (o l’unico) che può farlo sentire così.

TATTICHE DI MANIPOLAZIONE

Le tattiche di manipolazione hanno lo scopo di farti sentire come se fossi tu il problema, non loro.

Infatti gli aggressori spesso incolpano la vittima quando le cose (anche il loro lavoro) vanno male o la incolpano per il loro comportamento violento.

Dicono alla vittima che è perché la amano tanto che fanno questo (cioè la picchiano, per esempio) ovvero fanno sentire la vittima responsabile di ciò che sta accadendo.

GASLIGHTING: LE FALSE NARRAZIONI

Nelle relazioni malsane o abusive il gaslighting è spesso presente: il maltrattante usa le sue parole e false narrazioni per fare dubitare la vittima della verità o della sua percezione della verità o di determinate situazioni, in modo che anche la sua mente sia sotto il controllo dell’aggressore.

Il gaslighting è una forma di abuso psicologico in cui un aggressore induce una persona a mettere in discussione la propria realtà.

Prende il nome dall’opera teatrale Gaslight del 1938 del drammaturgo britannico Patrick Hamilton, che racconta la storia di un marito che manipola lentamente sua moglie, facendogli credere che sia malata di mente.

ISOLAMENTO DA PARTE DEL PARTNER

Un primo segnale di allarme, su di un partner violento, è quando questi sta isolando la vittima dal proprio sistema di supporti, limitando o interrompendo i contatti.

L’aggressore potrebbe fare in modo che la vittima sia impegnata con lui quando gli amici o la famiglia chiamano. E alla fine potrebbe insistere che non telefoni o esca con altre persone.

È un isolamento psicologico e relazionale a tutti gli effetti. Una sorta di gabbia.

Quindi la limitazione dei contatti sociali con amici e parenti, l’ostacolare la relazione con i propri figli e il controllo anche economico pongono la persona in balia dell’aggressore.

Le frasi tipiche assomigliano a: “se mi ami davvero non sarai amica di quella persona”.

Oppure potrebbero anche provare a convincere che i famigliari della vittima non hanno a cuore i suoi migliori interessi.

L’obbiettivo è far sentire e realizzare come il partner è l’unico che ama ed è sempre presente.

GELOSIA E CONTROLLO

Spiegando che stanno a dimostrare la loro dedizione e il loro amore, i partner maltrattanti cercano di controllare aspetti anche della salute e del corpo, commentano anche ciò che mangia la vittima.

Di seguito alcuni esempi di comportamento del partner maltrattante. Accusa di imbrogliare tutto il tempo. Segue in giro e chiama spesso. Chiede agli amici di controllare. Chiede costantemente con chi passa il tempo, cosa ha fatto/indossato/detto, dove è andata. Fa chiedere il permesso di fare certe cose.

Si comporta come se la vittima non avesse la capacità di prendere buone decisioni.

Inoltre, molto spesso il partner manifesta gelosia, che può oscillare da rabbia, se si trascorre del tempo in compagnia di altre persone, a forme più estreme come stalking, ossia essere seguite o controllate, in genere senza il consenso.

Le accuse di gelosia sono comportamenti di controllo che un aggressore può assumere per controllare la sfera di influenza; e come la vittima si senti rispetto a sé stesso.

Ovvero la vittima deve dubitare di sé e delegare il controllo totale all’aggressore.

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Indicatori della violenza domestica

Vi sono una serie di fenomeni da tenere ben presenti, che possono essere indicatori della violenza domestica, intima, da parte di un partner (maschile o femminile che sia).

VIOLENZA VERSO GLI ANIMALI

Non tutti i maltrattatori fisici feriranno gli animali, ma se il partner non ci pensa due volte prima picchiare l’animale domestico – o minacciare di abbandonarlo o di fargli del male – potrebbe segnalare il suo potenziale anche violento nei confronti della vittima.

PRECEDENTI RELAZIONI PROBLEMATICHE

La persona con cui si ha una relazione, e che può avere le caratteristiche del partner violento, rappresenta tutti i suoi partner passati come insensibili, irragionevoli, egoisti, pazzi, dipendenti o semplicemente cattivi.

Ed è, ovviamente, sempre stata colpa dell’altra persona per la rottura. Ciò è un segnale che il soggetto non si assume alcuna responsabilità. E quindi il prossimo partner sarà il cattivo di turno.

REAZIONI ECCESSIVE E STRESS

Il partner maltrattante ha reazioni eccessive con sbalzi d’umore ed episodi di rabbia intensa, a fronte di irritazioni apparentemente piccole mostrando così incapacità di gestire le proprie emozioni.

Facilmente si offende. Vede tutto come un attacco personale. Cerca la sfida e la provocazione. È imprevedibile. Non si può  mai dire cosa lo sconvolgerà.

I PROBLEMI ATTRIBUITI AGLI ALTRI

Se ci sono problemi a scuola o al lavoro, il partner maltrattante sostiene che è sempre colpa di qualcun altro. Se qualcosa va storto nella relazione, è tutta colpa della vittima. Non si assume la responsabilità del proprio comportamento.

GLI ALTRI COLPEVOLI PER I SENTIMENTI

Il partner violento cerca di rendere la vittima responsabile di come si sente. “Mi stai facendo arrabbiare”. “Mi stai facendo del male non facendo quello che ti chiedo”. “Non posso fare a meno di essere arrabbiato”. Non si assume la responsabilità dei propri sentimenti.

USO GIOCOSO DELLA FORZA DURANTE L’ATTO SESSUALE

Il partner maltrattante mostra poca preoccupazione sul fatto che la vittima voglia fare sesso o meno; e usa il broncio o la rabbia per manipolare e farsi obbedire. Fa battute sessuali o degradanti sulla vittima. Il sesso è forte e sempre violento.

Altri segnali del partner maltrattante sono: l’abuso verbale di qualsiasi tipo, le minacce di qualsiasi tipo, il rompere o urtare oggetti.

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Difficoltà a lasciare una relazione abusante

La maggior parte delle persone non è spaventata o arrabbiata quando si trova in una situazione di abuso.

Si trova a vivere realtà affettive molto più complesse, poiché solitamente una situazione violenta è mantenuta dal fatto che la vittima prova anche un amore profondo. E prova un senso di intimità e vicinanza con l’aggressore.

Potrebbe pensare che l’aggressore sia l’unica persona che la ama, la protegge, la capisce o la apprezza. Questo fa parte di ciò che rende così difficile persino pensare di andarsene.

TENTATIVI DI ABBANDONARE LA RELAZIONE

Ci sono una serie di segnali d’allarme da cercare. Perché alcune relazioni iniziano solo con uno squilibrio tra i partner che non è visibile. finché non viene agita violenza fisica.

È  anche importante considerare che spesso all’abuso segue la riconciliazione nel cosiddetto ciclo della violenza. Gli aggressori tendono infatti a creare questi cicli per mantenere la loro vittima sottomessa.

Chi subisce violenza domestica può tentare di abbandonare una relazione violenta diverse volte, prima di essere pienamente in grado di reclamare la propria vita.

Ci sono diverse ragioni per questo comportamento delle persone maltrattate a livello domestico:

  • Mancano di risorse, come un posto sicuro dove stare o un mezzo di trasporto affidabile,
  • Temono di cadere nell’insicurezza finanziaria o nella povertà,
  • Si preoccupano del benessere di bambini o animali domestici

La paura di un danno o di una punizione, da parte dell’aggressore, può anche portare qualcuno a rimanere in una relazione violenta.

Coloro che sono vittime di violenza domestica, sono portate a credere erroneamente di poter porre fine al ciclo di abusi se semplicemente “si sforzano di più” per far funzionare le cose. Oppure se evitano di turbare l’aggressore.

Sebbene possa essere emotivamente impegnativo lasciare una relazione violenta, ottenere supporto è un primo passo verso la guarigione e la liberazione dagli abusi.

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L’abuso provoca cambiamenti comportamentali

Se noti che se qualcuno che una volta era estroverso e allegro – dopo l’inizio di una relazione affettiva – è gradualmente diventato tranquillo e riservato, potrebbe essere un segno di abuso domestico.

Si può notare che la persona maltrattata lancia alcuni segnali:

  • Diventa riservata e distante
  • Inizia ad isolarsi interrompendo i contatti con amici e familiari
  • Annulla gli appuntamenti o le riunioni all’ultimo minuto
  • Abbandona le attività che di solito faceva
  • Mostra un’eccessiva privacy riguardo alla loro vita personale o riguardo la persona con cui ha la relazione
  • È spesso in ritardo al lavoro o ad altri appuntamenti

PERSONE CHE SUBISCONO ABUSI: REAZIONI

Le persone che subiscono abusi possono sembrare ansiose o nervose quando sono lontane dall’aggressore. Oppure possono sembrare eccessivamente ansiose di compiacere il proprio partner.

Se hanno figli, i bambini possono sembrare timidi, spaventati o estremamente ben educati quando il partner è nei paraggi.

Anche se le vittime potrebbero non parlare dell’abuso effettivo, potrebbero riferirsi all’aggressore come “lunatico” o di cattivo umore. Possono rivelare che il partner è particolarmente irascibile quando beve alcolici.

A volte, la paura che una vittima di abusi subisce è così intensa che si sente paralizzata nel prendere decisioni o persino nel proteggere se stessa oi propri figli.

Quando la paura arriva a quel punto, le persone vittime di violenza domestica rifiuteranno persino l’aiuto offerto da amici, familiari o persino servizi di protezione professionale.

EFFETTI DELLA VIOLENZA RELAZIONALE

La violenza relazionale ha una vasta gamma di effetti negativi sulle persone che subiscono abusi.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) osserva che le conseguenze sulla salute della violenza nelle relazioni domestiche includono:

  • Ansia
  • Depressione
  • Lesioni
  • Malattia e altri problemi di salute
  • Disturbo post-traumatico da stress (PTSD)
  • Problemi di sonno

I bambini che crescono in famiglie in cui si verifica violenza relazionale hanno anche maggiori probabilità di sperimentare una serie di problemi emotivi e comportamentali.

Sfortunatamente, la violenza nelle relazioni può degenerare in omicidio in alcuni casi.

In molti casi, il momento più pericoloso per coloro che sono coinvolti in relazioni abusive è quando cercano di andarsene.

SEGNI EMOTIVI DI ABUSO DOMESTICO

L’abuso domestico, ovviamente, può avere un grave impatto emotivo, creando un senso di impotenza, disperazione o disperazione.

Gli abusi domestici possono indurre le persone a credere che non sfuggiranno mai al controllo di chi abusa.

Possono anche mostrare un costante stato di allerta al punto che non possono mai rilassarsi completamente.

Altri segni emotivi di abuso, dovuti alla violenza domestica, includono:

  • Agitazione, ansia o apprensione costante
  • Cambiamenti nelle abitudini del sonno (dormire troppo o non abbastanza)
  • Sviluppare un problema di droga o alcol
  • Estremamente mite
  • Perdita di interesse per le attività quotidiane
  • Bassa autostima
  • Apparentemente pauroso
  • I sintomi della depressione
  • Parlare o tentare il suicidio

Questi sintomi, ovviamente, potrebbero essere dovuti a molte altre condizioni o fattori. Tuttavia sono tipici delle vittime di abusi domestici che si sentono intrappolate in una relazione violenta.

Fattori protettivi contro la violenza relazionale

Ci sono una serie di fattori che possono aiutare a proteggere le persone dalla violenza del partner intimo.

Avere relazioni positive con altre persone e una forte rete di supporto sociale può aiutare.

Una serie di fattori comunitari possono svolgere un ruolo protettivo e aiutare a ridurre la violenza domestica, quali il coinvolgimento della comunità, un alloggio sicuro e stabile, l’accesso ai servizi medici e di salute mentale. E le risorse economiche comunitarie per affrontare gli abusi.

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Cosa fare di fronte a una relazione violenta?

Se si è in presenza di una relazione violenta, è importante sviluppare attentamente un piano sicuro per andarsene, piuttosto che andarsene semplicemente d’impulso o nella foga di un incidente.

È bene chiedere aiuto a professionisti esperti che possono guidare nella creazione di un piano di fuga sicuro.

È bene imparare tutto quello che si può sui pericoli del tentativo di andarsene e su come sviluppare un piano di sicurezza.

Se si conosce qualcuno che ha una relazione domestica violenta, è bene fare attenzione a non dargli consigli, come “Devi andartene immediatamente”.

È consigliabile imparare tutto quello che si può sulla violenza domestica. Ad esempio, riconoscere i segni di abuso; aiutare qualcuno che subisce abusi; saper organizzare una fuga pianificata e sicura.

Check list di controllo su un partner violento

Per capire se il/la partner potrebbe diventare violento, basta rispondere a queste domande:

  1. Vi limita? Non vuole che usciate con le vostre amiche? Non vuole che abbiate un lavoro o degli interessi? Vi dice che non siete in grado di fare ciò che volete?
  2. Vi controlla? È particolarmente geloso, non vi lascia i vostri spazi? Vuole essere presente ovunque voi andiate?
  3. Vi manipola? È incapace di discutere con rispetto? Se non fate quello che dice lui si arrabbia, vi insulta, ve lo fa pesare facendovi sentire in colpa?

Alcuni di questi segnali sono visibili già all’inizio della relazione? Se vi è una risposta positiva ad una domanda, è bene chiedere una consulenza o aiuto ad un esperto.

La violenza domestica si vede dai limiti, dal controllo e dalla manipolazione che una persona agisce sul proprio partner.

Qui ho voluto evidenziare le caratteristiche della violenza domestica – ovvero quell’abuso in una relazione intima con un partner – quali effetti produce. E ho voluto indicare come leggerne in anticipo i sintomi, da un lato, e come uscire dalla violenza domestica, dall’altro.

Laura Baccaro
www.laurabaccaro.it

(Foto di copertina: Sydney Sims – Unsplash)

Video con l’intervista alla criminologa Laura Baccaro

Violenza Domestica - criminologa Laura Baccaro - giornalista Maurizio Corte - Davide Mascitelli - Crimini Italiani - ilbiondino.org

Sul gruppo Facebook CRIMINI ITALIANI, fondato da Davide Mascitelli, l’intervista sulla violenza domestica alla criminologa e psicologa giuridica Laura Baccaro, condotta da Mascitelli e dal giornalista investigativo, scrittore e media analyst Maurizio Corte.

Video con l’intervista alla criminologa Laura Baccaro

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