Era il 29 luglio del 1984 quando il serial killer uccideva l’ennesima coppietta.

Una figlia è un dono divino. E la perdita di una figlia è il dolore assoluto.

Credo che ogni padre possa convenire su queste mie due convinzioni. Così mi piace pensare, specie di fronte a casi di femminicidio. Quei casi dove la figura femminile viene annientata, sulla spinta di un odio e di una cultura che uccide la donna in quanto donna.

Il 29 luglio del 1984 Pia Rontini, 18 anni, viene uccisa assieme al fidanzato, Claudio Stefanacci, 21 anni, nella campagna fiorentina.

È il penultimo duplice omicidio del Mostro di Firenze. Colpirà per l’ultima volta – stando almeno ai dati ufficiali – nel 1985.

L’uccisione di Pia Rontini mi ha colpito – e mi tocca ogni volta nel profondo – per due motivi.

Il primo motivo è che quel delitto viene effettuato nella mia prima estate, come redattore assunto a tempo determinato, al quotidiano L’Arena di Verona. 

È il giornale dove ho passato la mia vita dal 1978 alla fine del 2015, collaborandovi prima e lavorandovi poi come giornalista strutturato.

Pia Rontini - Mostro di Firenze

Quell’estate del 1984 ero stato assegnato alla redazione Interni/Esteri, la stessa dove ho lavorato prima del prepensionamento.

Avevo il compito, alle 14.30, di smistare i dispacci di agenzia – arrivati su carta, via telescrivente – dividendoli per argomenti. Il giorno dopo il delitto, il 30 luglio 1984, quindi, creai la cartelletta “Mostro di Firenze”.

Il secondo motivo che mi lega al ricordo dell’omicidio di Pia, e del suo fidanzato Claudio, è la figura del papà della ragazza uccisa: Renzo Rontini.

Quell’uomo, quel padre, negli anni ha fatto quello che avrei fatto io per dare giustizia a mia figlia: ha lasciato il lavoro, ha speso tutti i soldi e si è impegnato ogni giorno – fino a morirne d’infarto – per cercare la verità sul duplice omicidio.

Renzo Rontini è morto per infarto in uno dei giorni in cui andava in Questura a chiedere notizie, a sollecitare indagini, a pretendere la verità sul Mostro di Firenze.

RENZO RONTINI, UN PADRE ESEMPLARE

Credo che Renzo Rontini, con il suo esempio e il suo sacrificio, renda onore a tutti i padri, i mariti, i fidanzati – a tutti gli uomini, insomma – che si schierano ogni giorno contro la violenza sulle donne. E contro i femminicidi. 

In occasione dei 40 anni dall’omicidio di Pia Rontini, e del suo fidanzato Claudio Stefanacci, ho voluto ripercorrere il caso del Mostro di Firenze. E le teorie degli studiosi e di chi ha indagato sul serial killer. Ammesso che il serial killer sia una sola persona.

È un quadro indispensabile per collocare l’anniversario dell’uccisione di quella giovane donna, Pia, a cui ha dato la sua vita un padre esemplare, Renzo Rontini.

A Pia e a Renzo va il ricordo, l’ammirazione e la speranza che un giorno il Mostro di Firenze abbia un nome ben preciso. E che avranno una giusta condanna sociale e morale i complici, chi ha inquinato o ritardato le indagini, chi si è voltato dall’altra parte. E tutti coloro che hanno depistato.

L’omicidio di Pia e Claudio

Il duplice omicidio di Pia Rontini e Claudio Stefanacci rappresenta uno degli episodi più oscuri e contorti nella cronaca italiana, inserendosi nel più ampio contesto degli omicidi attribuiti al cosiddetto “Mostro di Firenze”.

Pia Rontini era nata a Copenaghen il 26 maggio 1966 da Winnie Kristensen, danese, e da Renzo Rontini. Abitava a Vicchio, con i famigliari. Si era diplomata all’istituto tecnico di lingue e da inizio luglio lavorava come barista.

Pia Rontini, 18enne, e il suo fidanzato Claudio Stefanacci, 21 anni, originario di Borgo San Lorenzo, decisero di trascorrere la serata del 29 luglio 1984 insieme, in cerca di un po’ di intimità e tranquillità.

Optarono per una zona isolata nei pressi di Vicchio di Mugello, un luogo che si sarebbe poi rivelato essere la scena del loro brutale assassinio da parte del Mostro di Firenze.

Pia Rontini - Mostro di Firenze

SCENA DEL CRIMINE

Claudio Stefanacci fu trovato all’esterno dell’auto, ucciso da colpi d’arma da fuoco e successivamente accoltellato.

Pia Rontini, invece, dopo essere stata colpita mortalmente, fu oggetto di mutilazioni post-mortem, un chiaro segno distintivo del modus operandi del Mostro di Firenze. Ovvero, la rescissione del pube.

Il duplice omicidio avvenne nella notte del29 luglio del 1984 a Vicchio di Mugello, per l’esattezza in località Boschetta.

Entrambi furono colpiti dalla pistola Beretta calibro 22, l’arma del Mostro di Firenze.

I fiorentini apprenderanno dell’accaduto il 30 luglio ma non dai giornali che non avevano fatto in tempo a raccontare il settimo duplice omicidio.

Le notizie, frammentarie, arrivano dopo il ritrovamento della Fiat Panda, color celeste, ed andranno a comporre l’ennesimo puzzle senza un colpevole.

Mostro di Firenze - Photo Frankie-Lu-mvSnr7qxzPM-Unsplash

LE INDAGINI

Le indagini sull’omicidio di Rontini e Stefanacci si inserirono in un contesto investigativo già complesso e frustrante.

Gli omicidi attribuiti al Mostro di Firenze erano caratterizzati da una ferocia e una ritualità particolari, con le vittime spesso giovani coppie sorprese in momenti di intimità.

La serie di delitti sollevava interrogativi inquietanti sulle motivazioni e l’identità dell’assassino, o degli assassini, con teorie che spaziavano dall’azione di un singolo psicopatico (un serial killer). Per passare a quella di un gruppo di guardoni assassini. E per finire con la teoria una setta satanica come mandante degli omicidi.

Le indagini furono ostacolate da una serie di errori, depistaggi e controversie che misero in luce le difficoltà delle forze dell’ordine nell’affrontare un caso di tale complessità e brutalità.

Per l’omicidio di Pia Rontini e Claudio Stefanacci furono condannati due dei cosiddetti “compagni di merende”, Mario Vanni e Giancarlo Lotti.

Entrambi vengono da alcuni considerati i complici di Pietro Pacciani, morto nel 1998, prima che venisse celebrato di nuovo il processo d’appello. 

Sul ruolo di Vanni e Lotti nell’omicidio di Pia Rontini – come di altri duplici omicidi attribuiti al Mostro di Firenze – vi sono molti e fondati dubbi.

Social Network - magazine ilbiondino.org - agenzia Corte&Media - ProsMedia

L’IMPATTO SULLA COMUNITÀ E SUI MEDIA

L’impatto degli omicidi sulla comunità fiorentina e italiana fu profondo. La paura e il sospetto si diffusero rapidamente, alimentati anche da una copertura mediatica a tratti morbosa e sensazionalista.

I delitti del Mostro di Firenze hanno influenzato non solo la cronaca nera italiana, ma anche la cultura popolare, ispirando film, libri e programmi televisivi che hanno cercato di analizzare e interpretare questi tragici eventi.

A 40 anni dall’omicidio di Pia Rontini e a 39 anni dall’ultimo caso, quello del 1985, la serie di duplici omicidi del Mostro di Firenze rimane uno dei più oscuri e indecifrabili capitoli della criminalità italiana.

L’omicidio di Pia Rontini e Claudio Stefanacci suona così per quello che è: un triste promemoria di una serie di delitti irrisolti che continuano a sollevare domande sulle capacità di investigazione, sulla natura del male e sulle complicità (volute o casuali) di cui un assassino seriale può godere.

Il caso di Pia Rontini resta così un simbolo potente della lotta tra giustizia e iniquità, tra chiarezza e mistero, che ancora oggi attende risposte convincenti.

Nel numero incredibile di siti web, video su YouTube e studi dedicati al Mostro di Firenze, proprio in memoria di Pia Rontini e Claudio Stefanacci provo a illustrare alcune teorie su quel serial killer.

Provo anche a fornire almeno alcune fonti serie, documentate e interessanti per chi vuole approfondire. E per chi si avvicina, per la prima volta, al caso del Mostro di Firenze.

Memorie di un omicida - film documentario - serial killer Dennis Nilsen - magazine Il Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Agenzia Corte&Media---

Chi è il Mostro di Firenze? Tante le teorie

Il “Mostro di Firenze” è un soprannome che ha assunto una notorietà sinistra nella storia criminale italiana, riferendosi alla serie di omicidi di coppie avvenuti tra il 1968 e il 1985 nelle campagne attorno a Firenze.

Questi delitti, ancora avvolti in un fitto mistero e oggetto di innumerevoli teorie e speculazioni, continuano a intrigare sia gli esperti di criminologia sia il pubblico generale.

Ho voluto allora fare un quadro – che si può arricchire nel tempo – delle diverse teorie legate a questi efferati crimini.

L’obiettivo è di cercare di capire le motivazioni dietro questi atti omicidiari di inaudita violenza. E la complessità delle indagini che hanno cercato di dare un nome al colpevole (o ai colpevoli).

PANORAMICA DELLE AZIONI DEL SERIAL KILLER

Il Mostro di Firenze è responsabile dell’omicidio di 16 persone, tutte coppie uccise mentre cercavano momenti di intimità – o comunque momenti privati – nelle aree isolate in campagna, attorno a Firenze.

Il modus operandi dell’assassino includeva il colpire con un’arma da fuoco e – in alcuni casi – il mutilare i corpi delle vittime femminili, un elemento distintivo che ha aggiunto un ulteriore livello di orrore ai crimini.

Gli omicidi hanno suscitato un interesse consistente, hanno preoccupato per anni la provincia di Firenza; e hanno scatenato una delle più grandi cacce all’assassino nella storia criminale italiana.

1. TEORIA DEL SINGOLO ASSASSINO

La teoria più diffusa suggerisce che un unico individuo, mosso da impulsi psicopatici, sia stato responsabile degli omicidi.

Questa teoria è supportata dalla coerenza, nel tempo e lungo i diversi delitti, nel modus operandi, dal ritrovamento di indizi che sembrano essere stati lasciati dalla stessa persona nel corso degli anni. E dall’uso della stessa arma da fuoco, una pistola Beretta Calibro 22 Long Rifle, Serie 70 e Modello 71, a canna corta.

C’è una serie di video interessanti, a questo proposito, che trovi a fine articolo e che arrivano a fare un profilo del Mostro di Firenze: un ex appartenente alle forze di Polizia o dei Carabinieri, licenziato, e che si è voluto vendicare mettendo in scacco gli investigatori fiorentini. 

Mostro di Fìirenze - Photo Matthew-Essman-IVG-_atJ048-Unsplash

2. TEORIA DELLA SETTA SATANICA

Alcuni investigatori e criminologi hanno ipotizzato che dietro gli omicidi potrebbe celarsi una setta satanica.

Questa teoria è alimentata dalla natura rituale di alcune mutilazioni e dalla presenza di simbolismi occulti nei luoghi del crimine.

Tuttavia, nonostante le indagini, non sono state trovate prove concrete che collegano i delitti a pratiche sataniche.

A questo proposito, illuminante un libro di Michele Giuttari – che, prima di essere fermato, indagò sul Mostro di Firenze.

3. TEORIA DEL PIANO CRIMINALE EVERSIVO

Un’altra teoria, meno seguita ma molto interessante, suggerisce che gli omicidi possano essere stati coperti o addirittura orchestrati da membri di alto livello della società italiana, inclusi politici e forze dell’ordine.

Questa teoria del piano eversivo nasce dal modo in cui le indagini sono state condotte, spesso criticate per la loro inefficacia e per le numerose piste non approfondite.

La teoria è interessante se la si colloca nell’ambito della “strategia della tensione”, che ha inizio – con stragi e operazioni terroristiche – nel 1969 e finisce nel 1993, con gli attentati a Firenze, Roma e Milano.

Mostro di Firenze - Photo David-Leveque-21-lfJcLMVw-Unsplash

4. TEORIA DEI COLPEVOLI SPECIFICI

Nel corso degli anni, diversi individui sono stati accusati degli omicidi.

Pietro Pacciani, un contadino della zona, fu condannato per alcuni degli omicidi nel 1994, ma successivamente assolto in appello. Morì prima del rifacimento del processo, dopo la sentenza di annullamento dell’assoluzione da parte della Corte di Cassazione.

Ad essere condannati, come partecipanti almeno ad alcune azioni del Mostro di Firenze, sono stati Mario Vanni e Giancarlo Lotti, i cosiddetti “compagni di merende”

Vanni e Lotti – e con loro Fernando Pucci, un guardone mai processato – erano considerati complici o comunque legati a Pietro Pacciani.

Mario Vanni fu condannato all’ergastolo per quattro degli otto omicidi del Mostro di Firenze, considerandolo un complice di Pietro Pacciani.

Lotti si accusò di uno dei delitti, quello del 1985 ai danni di una coppia di turisti francesi. Tutti i compagni di merende – da Pacciani a Lotti – sono morti.

Su Giancarlo Lotti punta una serie di interessanti video su YouTube a cura di Antonio Segnini, curato del blog “Quando sei con me il Mostro non c’è”.

Segnini ha anche scritto l’omonimo libro Quando sei con me il Mostro non c’è.

Ecco cosa scrive Antonio Segnini, nel presentare i propri lavori: “Schiacciata tra la imbarazzante verità giudiziaria e la confusione delle nuove proposte, la vicenda dei delitti del Mostro di Firenze sta rischiando di scivolare per sempre nel mito”.

“In rinforzo agli articoli del blog Quando sei con me il Mostro non c’è, i video di questo canale”, sottolinea Segnini, “cercano di riportare l’attenzione sui fatti, proponendo d’interpretarli secondo i criteri di una logica semplice e costruttiva”.

Giornali - Media - Giornalismo - Informazione - Photo Hayden-Walker-ihiEd-_4TNY-Unsplash

Il ruolo dei media nel caso del Mostro di Firenze

La copertura mediatica ha avuto un ruolo significativo nel plasmare l’opinione pubblica e nell’influenzare le indagini sul Mostro di Firenze.

La pressione esercitata dai media ha spesso portato a frettolose conclusioni; e ha contribuito alla diffusione di teorie talvolta infondate.

Inoltre, l’interesse internazionale per il caso ha spesso distolto l’attenzione dalle prove scientifiche. E ha favorito le teorie più sensazionalistiche.

Nonostante le numerose indagini, i processi e le speculazioni, l’identità del Mostro di Firenze rimane un mistero.

Questi delitti non risolti continuano a essere un argomento di grande interesse e studio.

Sono crimini che rappresentano un oscuro capitolo nella storia criminale italiana.

Il problema è proprio questo – al di là del mostro, al di là delle vittime innocenti che sono le più importanti da ricordare.

Il problema è la domanda su come vengono condotte le indagini e sul ruolo dei media nella giustizia.

La verità sui delitti del Mostro di Firenze potrebbe non essere mai del tutto svelata, lasciando spazio a infinite teorie e speculazioni.

Proprio per questo, mi sento di indicare due fonti interessanti – da cui partire – sulle teorie a proposito del Mostro di Firenze: sono quelle della pagina di Wikipedia e del sito Del Mostro e della Mostrologia.

1984-2024. Quarant’anni dall’uccisione di Pia Rontini

Sono passati oltre 40 anni dall’uccisione di Pia Rontini, quel 29 luglio del 1984, e del suo fidanzato Claudio.

Giustizia non è stata fatta, nonostante la condanna all’ergastolo di Mario Vanni e gli anni di carcere di Giancarlo Lotti, i cosiddetti “compagni di merende”.

Vanni e Lotti sono personaggi considerati, da alcuni studiosi del Mostro di Firenze, complici di Pietro Pacciani ed esecutori di delitti commissionati da un più alto livello di “mandanti”.

Ci sono molte teorie e molti dubbi sul Mostro di Firenze.

Un dato è, tuttavia, confortante. Si sono mobilitate migliaia di persone, per capire questa orribile carneficina.

Molti professionisti, studiosi, esperti hanno dedicato – a titolo gratuito – il loro tempo per studiare e quindi individuare l’assassino di Pia Rontini.

Questo è un dato che conforta. E credo possa, in qualche modo, consolare il sacrificio del papà di Pia, Renzo Rontini.

Mi piace pensare proprio a paà Renzo come a un uomo che – assieme a tanti altru maschi – riscatta proprio noi uomini. E fa capire quanto di importante un uomo di qualità, un maschio, possa donare.

Maurizio F. Corte

  • Maurizio F. Corte, giornalista professionista, scrittore per i media e media educator, è docente a contratto di Comunicazione Interculturale nei Media al Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona e coordinatore didattico del Master in Intercultural Competence and Management
  • Restiamo in contatto su LinkedIn

Mostro di Firenze. Il blog, i libri e i video sul serial killer

Nella marea di libri, blog e video dedicati agli omicidi seriali attribuiti al “Mostro di Firenze”, merita di essere segnalato un blog con tutti i materiali e le prospettive da cui studiare questa drammatica vicenda che ha tenuto in scacco Firenze per 15 anni. Eccolo.

Libri sul “Mostro di Firenze”

Di seguito alcuni libri, tra i tanti pubblicati sul Mostro di Firenze, che meritano di essere letti.

Puoi comprarli nella tua libreria di fiducia (scelta consigliata), oppure su Amazon attraverso questi link di affiliazione commerciale.

Su Amazon puoi trovare altri titoli di libri dedicati al Mostro di Firenze

Mostro di Firenze - Libro

Video “Mostro di Firenze. Cambio di prospettiva” (in quattro parti)

Tra i tantissimi video che possiamo trovare su YouTube, va segnalata questa serie di video dove viene fatta un’analisi dei delitti e un profilo scientifico del Mostro di Firenze.

Il profilo del serial killer toscano viene realizzato sulla base di procedure logiche, di dati di fatto e ricorrendo alle testimonianze di esperti.

Mostro di Firenze. Il profilo su base geografica (in tre parti)

Il Mostro. La nuova serie di Netflix sul Mostro di Firenze

Sulla tracce del Mostro. Elisa True Crime esplora i luoghi del Mostro di Firenze

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