Dal romanzo di Javier Castillo, i segreti di un bosco spagnolo dove il tempo si è fermato. 

Una seconda possibilità. È ciò che ottiene la giovane dottoressa Clara Merlo grazie a un trapianto di cuore che le salva la vita. Ma questo dono porta con sé un’eredità di violenze che non le appartengono: quelle del suo donatore.

È con questo enigma che inizia Il cuculo di cristallo, serie thriller tratta dal bestseller di Javier Castillo. Una storia che esplora un dilemma affascinante, da decenni al centro di dibattiti: la presunta “memoria degli organi”.

Nonostante la gratitudine, Clara non riesce infatti a voltare pagina. Non può vivere con un cuore che batte dentro di lei rivelando emozioni che non sono sue: ha bisogno di sapere. Di dare un nome e un volto a quelle sensazioni.

Determinata a trovare risposte, la giovane dottoressa rintraccia allora la famiglia del donatore. Marta, madre del ragazzo, la invita perfino a unirsi a lei nel paese d’origine. 

Appena arrivata nell’entroterra spagnolo, Clara scopre tuttavia una rete di segreti che riportano alla scomparsa di Miguel Ferrer, padre del suo salvatore.

Vent’anni prima, mentre indagava su una morte e su cold case irrisolti, l’uomo è infatti svanito nel nulla, lasciando dietro di sé solo dubbi.

Un momento di rinascita si trasforma così in un’indagine ossessiva: cosa si nasconde davvero tra i fitti boschi spagnoli? Un’antica leggenda locale? Animali selvatici? O qualcosa di molto più terribile: un predatore seriale?

Il cuculo di cristallo è disponibile su Netflix in sei episodi, perfetti per una maratona tv che conduce al cuore di un giallo: un mistero dalle inquietanti somiglianze con la realtà dei femminicidi.

Il cuculo di cristallo, serie thriller psicologica di Netflix

“Il cuculo di cristallo”: trama e cast della miniserie crime

Il thriller psicologico intreccia un dramma medico ai misteri dell’Estremadura, regione montuosa della Spagna, dove la natura sembra custodire segreti antichi quanto la terra stessa.

La serie alterna inoltre presente e passato, con un montaggio che accresce la tensione, unendo le storie di Clara Merlo e Miguel Ferrer.

I due protagonisti viaggiano però su due binari temporali diversi, distanti vent’anni tra loro. 

Solo quindi con un loro incontro — o scontro — la verità potrà essere svelata: non senza spargimento di sangue.

2004/2005: MIGUEL FERRER

Yesques, 2004. In un piccolo paese incorniciato dai boschi, Miguel Ferrer (Álex García, The Wedding Unplanner) è un poliziotto devoto alla famiglia: padre di Juan e Carlos, è sposato con Marta (Itziar Ituño, La casa di carta).

Un giorno l’uomo si trova a indagare su un incendio: un tragico incidente domestico, in cui muore una donna. Si tratta della moglie di Gabriel (Tomás del Estal), zio del collega e amico Rafa (Iván Massagué, Il buco). 

In paese circolano voci sulla vittima: la donna soffriva di depressione, beveva e faceva uso di psicofarmaci. Il caso viene quindi chiuso in fretta.

Ciò nonostante, Miguel percepisce un’ombra sulla vicenda che lo tormenta. E, all’improvviso, la mente corre alla sua infanzia, quando sua sorella Magdalena scomparve senza lasciare traccia. 

Un anno dopo, mentre indaga su un nuovo caso, anche Miguel svanisce nel silenzio di Yesques.

2022: CLARA MERLO

Clara Merlo (Catalina Sopelana, Il giardiniere) è una specializzanda in medicina che sopravvive a un infarto grazie a un trapianto di cuore. Si sente fortunata, pronta a ricominciare.

Un’ossessione tuttavia la affligge: chi era il suo donatore? Come è morto?

Dopo una ricerca online, la ragazza scopre il nome di Carlos Ferrer, suo coetaneo, deceduto dopo un incidente stradale. È lui la persona che cercava, ma non le basta.

Clara vuole infatti capire le emozioni che animavano quel cuore, per sentirlo davvero suo. Si reca quindi a Yesques, a casa di Marta Peña, madre del ragazzo.

Subito dopo il suo arrivo avviene però una tragedia: una neonata viene rapita nei boschi. E la fragile quiete del luogo si spezza.

La vicenda riporta infatti a galla un sospetto che circola da trent’anni attorno a undici scomparse irrisolte: qualcuno — o qualcosa — di pericoloso si aggira tra le vie del paese.

Clara scopre inoltre che Carlos stava indagando su quei casi prima di morire. Proprio come suo padre vent’anni prima.

Affiancata da Juan Ferrar (Alfons Nieto, Élite), la ragazza decide allora di proseguire l’indagine per dare pace ad un cuore che appartiene a due vite.

Cold case e scomparse nella miniserie Il cuculo di cristallo

Recensione: un thriller che intrappola lo spettatore nei boschi

Dopo il successo della serie La ragazza di neve, Netflix torna a pescare tra i bestseller dello scrittore spagnolo Javier Castillo. E lo si percepisce già nei primi minuti.

Il gioco di incastri temporali e lo spessore psicologico dei personaggi sono infatti il frutto di una penna sapiente, che si fa notare nell’affollato catalogo — forse troppo? — della piattaforma.

Diretto da Laura Alvea e Juan Miguel del Castillo, il thriller costruisce inoltre un’atmosfera inquieta, dove i rumori degli animali combattono con il silenzio di una comunità indifferente.

A un certo punto, Il cuculo di cristallo genera anche un senso di claustrofobia: ci si sente intrappolati tra segreti antichi e pericolosi, sepolti da decenni sotto gli alberi.

Il bosco diventa così una metafora di sopravvivenza e violenza. A partire dal cuculo, l’animale simbolo della serie: un predatore che alla nascita elimina gli altri uccelli del nido. 

Un atto quindi al tempo stesso di vita e di morte.

VIOLENZA DI GENERE NEL THRILLER

Tra le pieghe della storia affiora anche il tema della violenza di genere, che nella serie rimbalza tra passato e presente: dalle ombre che circondano Miguel, alle fragilità che travolgono Clara.

Castillo affronta però l’argomento senza ricorrere a stereotipi.

Accanto alla dinamica vittima-carnefice, mette infatti in scena figure maschili capaci di rispetto e responsabilità. Non principi azzurri, ma uomini che scelgono di agire di fronte a un’ingiustizia.

Pur muovendosi nella finzione, Il cuculo di cristallo tocca infine paure universali: perdita, bugie familiari e memoria collettiva.

A fare da filo conduttore è tuttavia un altro argomento: la “memoria degli organi”. Un dilemma affasciante tra scienza e leggenda.

IL SIMBOLISMO SPAGNOLO NELLA SERIE CRIME

Al centro del thriller troviamo il trapianto di un cuore.

La serie tratta però questo tema con grande libertà narrativa, intrecciandolo al folklore dell’Estremadura, tra maschere animalesche e riti pagani.

Accanto alla suggestione narrativa, emergono tuttavia anche elementi reali: lo stress emotivo, l’ansia e la depressione che molti pazienti trapiantati sperimentano. Fino alla misteriosa connessione tra donatore e ricevente. 

Ed è proprio questo dilemma scientifico che la serie trasforma in una chiave narrativa: uno strumento per indagare su una comunità che preferisce chiudere gli occhi su ciò che accade dentro le case dei propri vicini.

Tra i misteri della serie, il cuore diventa così il motore pulsante del racconto: non è solo l’organo che tiene in vita Clara, ma il simbolo di una verità che chiede di essere svelata.

Alla fine, Il cuculo di cristallo è quindi più di un giallo: è un manifesto sociale che ci ricorda che il male prospera dove manca il coraggio di nominarlo.

Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 20.11.2025

Per scoprire come finisce la serie, clicca sull’articolo di Cinefilos.
Attenzione: contiene spoiler.

“Il cuculo di cristallo”: trailer del thriller tratto dal bestseller di Javier Castillo

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