Negli anni ’70, una pediatra sfida il sistema per salvare una città dall’avvelenamento da piombo.
Polonia, 1974. Karol ha sei anni: i denti anneriti come carbone, le gambe che cedono sotto il peso del corpo, un’anemia cronica che non migliora.
Quando la pediatra Jolanta Wadowska-Król osserva quel bambino, non lo sa ancora, ma si trova davanti al paziente zero di un’epidemia industriale: il saturnismo.
Questa storia è oggi al centro di Bambini di piombo, serie Netflix che ricostruisce i fatti dietro la cosiddetta “Chernobyl polacca”: uno dei più gravi crimini sanitari dell’Europa del Novecento.
Tutto si consuma dietro la dorata accelerazione industriale del paese.
Il regime comunista nasconde infatti da anni un oscuro segreto: la fonderia di Szopienice sta avvelenando la popolazione con il piombo.
Il metallo uccide animali, uomini, donne e — soprattutto — bambini.
Karol non è quindi un’eccezione, ma l’inizio.
Il bambino è infatti solo la prima vittima di una catastrofe consumata all’ombra delle ciminiere: cattedrali industriali che trasformano la città in un deserto di cenere.
Mentre quindi i vertici al potere orchestrano un insabbiamento, Jolanta decide di lottare per fermare un’epidemia che nessuno vuole nominare.
Grazie al suo coraggio, la pediatra — soprannominata la “Madonna di Szopienice” — salverà centinaia di vite, riscrivendo le conoscenze sul saturnismo infantile.
La lezione, tuttavia, non sembra essere stata appresa.
Ancora oggi infatti circa 800 milioni di bambini nel mondo vivono con livelli pericolosi di questo metallo nel sangue. Ed è qui che la serie smette di essere solo racconto.
Bambini di piombo è infatti un’occasione per illuminare una forma di ingiustizia sanitaria poco conosciuta. E un piccolo tributo alle vittime consacrate allo sviluppo industriale.
Trama di “Bambini di piombo”. Serie sulla giustizia sanitaria
Disponibile su Netflix dall’11 febbraio 2026, Bambini di piombo è un true crime sanitario in sei episodi diretto da Maciej Pieprzyca.
Ambientata nell’Alta Slesia degli anni Settanta, la serie segue la missione della dott.ssa Jolanta Wadowska-Król.
Nella città di Szopienice, la pediatra è decisa a sfidare gli interessi economici dello Stato per combattere un avvelenamento di massa da piombo.
Oltre all’ingiustizia sanitaria, i sei episodi intrecciano l’urgenza medica con un clima politico teso e oppressivo.
Sullo sfondo troviamo infatti una Polonia decisa a difendere la propria immagine industriale ad ogni costo.
Accanto alla dimensione pubblica, infine, la narrazione esplora il costo personale della verità. Uno sforzo che costerà caro alla “Madonna di Szopienice”.
CAST DELLA SERIE NETFLIX SUL SATURNISMO
Basata sull’omonimo libro di Michał Jędryka, la serie ricrea l’atmosfera industriale che ha segnato la storia, la ricchezza e la sofferenza dell’Alta Slesia.
Ogni inquadratura restituisce infatti colori e odori dell’epoca, senza abbellimenti.
In questa cornice, a interpretare Jolanta Wadowska-Król è Joanna Kulig: già apprezzata per Cold War, l’attrice è uno dei nomi più noti del cinema polacco contemporaneo.
Nel cast figurano inoltre:
- Agata Kulesza, nel ruolo della professoressa Berger;
- Kinga Preis, nei panni dell’infermiera Wiesia Wilczek;
- Sebastian Pawlak interpreta Zbyszek, marito della protagonista;
- infine, troviamo Michał Żurawski, nel ruolo dell’agente dei servizi segreti Hubert Niedziela.
Per comprendere la reale portata di questo crimine sanitario e ambientale, è necessario però guardare oltre la serie tv.
Addentriamoci allora nelle cronache dell’epoca.
Jolanta Wadowska-Król: la vera storia dietro l’eroina di “Bambini di piombo”
L’Alta Slesia è una terra segnata da decenni di contese.
Dal IX secolo, questa regione è passata infatti di mano in mano: dalla Grande Moravia al Ducato di Boemia, dal Sacro romano impero alla Monarchia asburgica.
Lungo queste terre sembra essere transitato ogni regno, potere e interesse.
Dopo la Seconda guerra mondiale, la regione cambia però per sempre bandiera, entrando nella Repubblica di Polonia.
Ed è proprio tra gli anni ’50 e ’70 che l’Alta Slesia emerge come polo industriale polacco.
Anche la città di Szopienice farà parte di questo successo economico nazionale. Una fabbrica di sogni, che assicura lavoro, futuro e ricchezza.
Nonostante le promesse, tuttavia, il boom economico lascerà dietro di sé una sola eredità: il piombo.
GLI ANNI SETTANTA: IL DESERTO ARTIFICIALE
Negli anni Settanta Szopienice è un deserto artificiale. La città ha poco a che vedere con l’immaginario colorato della disco music dell’epoca.
Il grigio domina infatti ovunque, interrotto solo da due tonalità: i riflessi violacei della neve e i fumi giallastri delle ciminiere. Dietro i due colori si nasconde lo stesso elemento: il piombo.
L’odore è inoltre impossibile da dimenticare: un tanfo di uova marce, che impregna tessuti, stanze, pelle.
Col tempo, sfumature e fetori si trasformano però anche in dolore.
La morte inizia infatti a bussare alle porte: il piombo cattura prima le tracce degli animali selvatici, invade poi i tappeti di quelli domestici, fino a raggiungere i giacigli delle persone più fragili.
I sintomi del malessere sono inoltre evidenti, ma nominarli è pericoloso. Il regime comunista non ammette problemi nelle sue fonderie.
La consolazione è quindi solo una: ad ammalarsi saranno solo gli operai. Le mani sfortunate di chi quel metallo lo tocca ogni giorno.
Tuttavia, nessuno può ancora immaginare che il piombo non conosce confini. Presto infetterà chiunque: anche i bambini.
L’EPIDEMIA DI SATURNISMO
Marzo 1974: nelle radio passa Rebel Rebel di David Bowie. A chilometri di distanza dal Regno Unito, in Polonia una donna sta per mostrare al mondo il suo coraggio ribelle.
A Szopienice, la pediatra Jolanta Wadowska-Król non si lascia infatti ingannare dalla propaganda del regime.
La dottoressa sa di trovarsi davanti a un disastro sanitario.
Dietro le anemie, i denti anneriti, le andature a “cicogna” e lo spegnimento delle menti dei suoi pazienti, si nasconde infatti un avvelenamento da piombo.
Questo male ha un nome preciso in medicina: saturnismo.
🔎 SATURNISMO: L’ANTAGONISTA DELLA SERIE NETFLIX
Che cos’è
Il saturnismo è una forma di avvelenamento causata dall’accumulo di piombo nell’organismo. Danneggia cervello, sistema nervoso, reni, fegato e sangue.
I bambini sono i soggetti più a rischio: il loro sistema nervoso è ancora in fase di sviluppo e assorbe il metallo in modo più aggressivo.
Le principali fonti di esposizione includono vernici vecchie, acqua proveniente da tubature in piombo, ceramiche smaltate in modo non corretto e fumi industriali.
Sintomi principali
Nei bambini: irritabilità, deficit cognitivi, ritardi nello sviluppo e — nei casi gravi — convulsioni e coma.
Negli adulti: alterazioni neurologiche, ipertensione, problemi di fertilità.
Trattamento
Interruzione dell’esposizione, irrigazione intestinale, terapia chelante e supporto nutrizionale. I danni più gravi possono tuttavia essere permanenti.
IL PAZIENTE ZERO
Come ogni epidemia, anche lo scandalo sanitario di Szopienice ha un paziente zero: il suo nome è Karol, sei anni.
Di fronte ai gravi sintomi del bambino, Jolanta lo invia alla clinica di Zabrze, dalla professoressa Bożena Hager-Małecka.
Gli esami confermano il sospetto della pediatra: nel sangue di Karol scorre il piombo.
Nel 1974, tuttavia, il saturnismo è ancora una prerogativa degli operai: un rischio professionale, non una patologia infantile.
Il lavoro di Jolanta cambierà però per sempre il quadro della malattia, riscrivendo un capitolo della medicina pediatrica mondiale.
SCREENING DI MASSA E SALVATAGGI CLANDESTINI
Tra il 1974 e il 1981, la pediatra organizza screening su larga scala. In soli tre mesi vengono esaminati tra i 4.500 e i 5.000 bambini.
I risultati sono devastanti: oltre mille piccoli pazienti presentano livelli di piombo tali da causare danni cerebrali e ritardi cognitivi.
Jolanta corre allora subito ai ripari. Manda circa duemila pazienti nei sanatori di Istebna e Rabka per la disintossicazione.
Inoltre ogni giorno la donna fa distribuire 10.000 bottiglie di latte, per l’assorbimento del metallo.
Tutto avviene però in gran segreto, per non svegliare l’orgoglio del regime comunista. Una vera operazione clandestina.
Alla fine, tuttavia, la verità ha bisogno di emergere:
- due strade di case popolari vengono demolite,
- 621 famiglie trasferite,
- 200.000 tonnellate di suolo contaminato rimosse.
Nonostante gli sforzi, molti “bambini di piombo” porteranno però sempre con sé i segni del saturnismo. Altri moriranno prima dei cinquant’anni.
Nonostante i destini diversi, alla fine, tutti loro ricorderanno per tutta la vita un nome: Jolanta Wadowska-Król.
LA CENSURA DEL PARTITO COMUNISTA POLACCO
La risposta del Partito operaio unificato polacco (PZPR) non si fa attendere.
Per lavarsi le mani, il regime utilizza qualsiasi mezzo. Il bersaglio è uno: Jolanta.
La tesi di dottorato della pediatra riceve infatti pareri negativi e scompare dagli archivi. In questo modo, la sua carriera accademica viene interrotta.
Anche il linguaggio medico viene piegato alla propaganda: il termine “saturnismo” sparisce dalle cartelle cliniche, sostituito da codici anonimi.
Seguono infine minacce, intimidazioni e una sistematica cancellazione del ruolo della dottoressa dalla storia polacca.
Solo nel 2013, grazie al documentario La Madonna di Szopienice realizzato dalla nipote Małgorzata Król, la figura della donna viene riabilitata.
Alla fine arrivano anche i riconoscimenti ufficiali, fino alla laurea honoris causa nel 2021.
Due anni dopo, il 18 giugno 2023, Jolanta muore all’età di 83 anni.
Oltre il passato: perché l’avvelenamento da piombo è ancora un’emergenza
La storia di Szopienice non è un’eccezione. È un modello che continua a ripetersi.
Il saturnismo resta infatti una crisi sanitaria globale: oggi un bambino su tre nel mondo presenta livelli pericolosi di piombo nel sangue.
Nonostante i continui danni, le cause del saturnismo sono ormai però ben note da anni:
- impianti industriali non regolamentati,
- riciclaggio illegale di batterie,
- attività estrattive con protocolli inadeguati.
Si tratta inoltre di un problema diffuso soprattutto nei paesi a basso e medio reddito.
Tuttavia, anche l’Occidente non sembra immune a questa malattia.
In Italia, per esempio, si stima che oltre 160.000 bambini presentino livelli di piombo superiori ai limiti di sicurezza. La storia di Taranto lo dimostra.
Episodi recenti — dalla Cina al Bangladesh, dal Ghana al Messico — dimostrano infine come insabbiamenti e negligenze continuino a ripetersi.
230 BAMBINI AVVELENATI
Nel 2025, in Cina, un’indagine ha portato alla luce un caso agghiacciante.
Nell’asilo Peixin di Tianshui, sono stati serviti pasti contaminati da vernice tossica a 230 bambini.
In questo caso, le analisi hanno rilevato concentrazioni di piombo 2.000 volte superiori ai limiti di sicurezza.
Oltre ai danni sanitari, le famiglie si sono inoltre trovate a fronteggiare un sistema che ha preferito falsificare gli esami pur di proteggere la propria immagine.
A mezzo secolo di distanza, Tianshui appare quindi come un’ombra di Szopienice: un’appendice dello stesso corpo malato che ci mostra quanto il saturnismo sia ancora un problema di portata globale.
L’avvelenamento da piombo rimane infatti un’emergenza, in cui la salute spesso soccombe alla difesa dell’immagine industriale.
La storia raccontata in Bambini di piombo non appartiene dunque solo alla Polonia comunista: è un monito attuale.
Una lezione di giustizia sanitaria che il presente non può ignorare.
Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 10.02.2026
“Bambini di piombo”. Trailer della serie drammatica Netflix
Crimine. Giustizia. Media. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER MediaMentor™
Autrice e copywriter. Laureata magistrale cum laude in Editoria e Giornalismo, ama analizzare e divulgare crimini e ingiustizie di ogni tipo: dai misfatti di Hollywood ai reati ambientali.

