“Angeli e demoni”: l’inchiesta giudiziaria sui presunti affidi illeciti dei minori di Bibbiano, dal 2019 ad oggi.

Ci sono due modi in cui le persone conoscono questa vicenda giudiziaria. Il primo con il nome di una delle città dove sono avvenuti i fatti: Bibbiano. Il secondo con il nome dell’inchiesta che ha dato il via al caso giudiziario: “Angeli e Demoni”.

Il caso di cui stiamo parlando scoppia nel 2019 con l’apertura dell’inchiesta “Angeli e Demoni” in sette comuni emiliani, tra cui Bibbiano. 

L’inchiesta doveva verificare una serie sospetta di affidi di minori. Sospetta perché sette città sono molte, ma diventano poche quando racchiudono al centro un numero non indifferente di abusi.

I minori del caso erano infatti stati allontanati dalle loro famiglie perché vittime di abusi o di altre gravi negligenze familiari. 

Un’immagine tuttavia che aveva insospettito. E dal sospetto è nata l’inchiesta giudiziaria. 

L’indagine, come spesso accade, non è stata solo quella della legge. Si sono uniti i media e la politica. “Parlateci di Bibbiano” era diventato un caso parallelo mediatico e un processo politico. 

Tutti hanno cercato di trovare i loro “demoni”.

Nelle prossime righe ci concentreremo però sull’indagine giudiziaria e i suoi imputati: psicologici, assistenti sociali e amministratori. Professionisti forse colpevoli di vari illeciti nelle procedure di affido. 

I processi non sono però ancora terminati: si dovrà quindi aspettare per una conclusione definitiva del caso. E per dare un vero giudizio.

Facciamo quindi un passo indietro e ripercorriamo il caso giudiziario di Bibbiano dall’inizio.

Angeli e Demoni: l’inchiesta sugli affidi illeciti 

L’inchiesta “Angeli e Demoni” inizia in realtà nel 2018, sotto il coordinamento del sostituto procuratore Valentina Salvi. 

Alla base un sospetto: un dubbio su una mole insolita di denunce di abusi sessuali e violenze sui minori, nel settore degli affidi.

La vicenda diventa però di dominio pubblico solo un anno dopo. Infatti il 27 giugno 2019 una notizia era presente in tutti i telegiornali d’Italia. A Bibbiano, un piccolo centro dell’Emilia Romagna, il gip Luca Ramponi aveva emesso 16 misure cautelari e 24 iscrizioni nel registro degli indagati. 

Le misure riguardavano amministratori, psicologici e assistenti sociali nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e demoni”, sugli affidi di minori.

Secondo l’ipotesi della procura, questi professionisti erano coinvolti in un giro di presunti affidi illeciti, con l’accusa di «aver redatto o agevolato relazioni false per allontanare bambini dalle loro famiglie e darli in affido, in alcuni casi, ad amici e conoscenti», come riporta Il Post. 

E il comune di Bibbiano era in buona compagnia. Infatti le denunce erano state presentate dai servizi sociali dell’Unione della Val d’Enza: un totale di sette comuni emiliani.

Il PRESUNTO COPIONE DEGLI IMPUTATI

La molla era l’abuso. Infatti le cause degli affidi erano dei presunti abusi sui minori; o, in alcuni casi, la presenza di famiglie inadeguate. 

E l’abuso era confermato sia dagli esperti sia dai minori, durante le sedute di psicoterapia.

E con la conferma di queste accuse si poteva procedere solo con l’allontanamento delle presunte vittime dalle loro famiglie.

A questo punto entrava in gioco un’unica struttura. Una volta tolti alle famiglie d’origine, i bambini venivano infatti seguiti a Bibbiano, in una struttura pubblica chiamata “La Cura”. Una struttura gestita dalla Onlus “Hansel & Gretel” e fondata dallo psicoterapeuta Claudio Foti.

Tuttavia, secondo il gip dell’inchiesta molti degli abusi erano falsi. 

Municipio di Bibbiano
Municipio di Bibbiano. Foto presa da YouTube

Le due ipotesi di reato dell’inchiesta

Nell’ambito dell’inchiesta “Angeli e Demoni”, la procura voleva quindi verificare due ipotesi di reato:

  1. l’uso improprio dei fondi pubblici;
  2. l’utilizzo di procedure illecite nelle sedute di psicoterapia sui minori.

Per verificare la prima ipotesi di reato, bisognava controllare come e perché il comune di Bibbiano avesse scelto di affidare gli incarichi alla Onlus “Hansel & Gretel”. 

Per verificare la seconda ipotesi di reato, servivano delle prove.

LE INTERCETTAZIONI AMBIENTALI

La procura autorizzò la polizia a procedere con delle intercettazioni ambientali, per registrare i colloqui tra gli assistenti sociali, gli psicologi e i minori.

Nelle ricostruzioni giudiziarie del 2019, i professionisti sembravano seguire un copione con i minori. 

Tutto, come detto, iniziava con la denuncia di un abuso. Tuttavia, l’indizio di abuso secondo il gip era spesso anche di debole rilevanza. 

Nella seconda parte del “copione” entrava in scena uno psicologo. Lo psicologo doveva infatti interpretare l’elemento d’accusa. E spesso l’interpretazione era molto simile: dalle indagini è emerso infatti che l’elemento accusatorio veniva spesso etichettato come di «erotizzazione precoce», come riporta il Corriere della Sera.

Infine, dalle intercettazione è emerso un altro elemento. Secondo il gip i bambini venivano spesso manipolati o indirizzati nelle loro dichiarazioni, per arrivare all’ammissione dell’abuso per sfinimento o paura.

IL DISEGNO “IDEOLOGICAMENTE FALSO”: IL CASO PILOTA

La storia di Alessia, uno dei minori dell’inchiesta “Angeli e demoni”, è stata usata come “caso pilota”.

Per privacy il nome di Alessia è in realtà di fantasia. Di lei però sappiamo che era stata allontanata dalla famiglia per l’ipotesi di abuso dell’ex compagno della madre. 

L’indizio dell’abuso consisteva in un disegno di Alessia. Secondo i professionisti di “La cura”, infatti, il disegno mostrava l’ex compagno della madre abusare della minore. 

Tuttavia, il disegno per i grafologi forensi è in parte un falso: l’ipotesi è che almeno un braccio non sia stato disegnato da Alessia.

In seguito, si è ipotizzato che il braccio del disegno del caso pilota fosse stato disegnato da Federica Aghinolfi, dirigente dei servizi sociali dell’Unione Val D’Enza.

Secondo il gip quindi il disegno è falso, almeno nella parte di interesse, ovvero l’elemento di abuso. Per questo il gip ha dichiarato l’allontanamento dalla famiglia e l’adozione di Alessia «un atto pubblico ideologicamente falso», come riporta il Corriere della Sera.

LA EMDR: LA PROCEDURA NON RICONOSCIUTA

Per verificare la seconda ipotesi del gip, sono state analizzate anche le tecniche di psicoterapia della struttura “La Cura”.

Una di queste tecniche era la EMDR: Eye Movement Desensitization and Reprocessing. 

Nella struttura “La cura”, la terapia EMDR veniva eseguita con un macchinario statunitense: il Neurotek.

Molti alla televisione avevano sentito parlare di terapie con l’elettroshock: nulla del genere. Il macchinario Neurotek infatti non produce scosse ma piccole vibrazioni, come stimoli acustici o tattili.

Le vibrazioni della EMDR servono per analizzare i movimenti oculari destra-sinistra nel paziente, per curare i traumi attraverso la psicoterapia.

La EMDR all’estero è usata anche come terapia di cura sui minori abusati: tuttavia non in Italia.

Infatti la EMDR in Italia è un metodo non riconosciuto; questa tecnica di psicoterapia non è considerata valida dalla Carta di Noto, il principale documento per chi lavora con minori vittime di abuso. 

Una notizia che non deve aver stupito chi già nel 2019 conosceva il psicoterapeuta Claudio Foti. Infatti, Foti ha sempre contestato la carta di Noto, per lui un falso ideologico.

Per di più, per utilizzare la EMDR servono dei titoli; titoli non in possesso dai professionisti della struttura “La Cura”. 

Infine, “La cura” spacciava il Neurotek come una macchina cancella ricordi ai bambini, un incantesimo in grado di cancellare il loro dolore. Una suggestione.

Il gip aveva così ottenuto la conferma dell’uso di un metodo di psicoterapia non riconosciuto in Italia e un’ulteriore prova di suggestione.

Claudio Foti
Claudio Foti (immagine presa da un video di YouTube).

“Angeli e demoni”: i processi

La lista iniziale dei reati era lunga: abuso d’ufficio, maltrattamento su minori, lesioni gravissime, falso in atto pubblico, violenza privata, tentata estorsione, peculato d’uso, ed altri ancora.

Come scrive il magazine online Open, «un giro d’affari da centinaia di migliaia di euro».

Nel 2021 iniziano i primi processi: un totale di 22 processi ordinari e due con rito abbreviato. Tra cui il processo del fondatore di “Hansel & Gretel”, Claudio Foti. 

LE PRIME CONDANNE

Nel 2021 Claudio Foti viene condannato in primo grado a 4 anni di reclusione; la procura ne aveva chiesti sei. Ma non è tutto: Foti viene anche interdetto dai pubblici uffici per 5 anni.

Cinque persone vengono prosciolte dalle accuse. Diciassette persone vengono invece rinviate a giudizio.

Andrea Carletti, sindaco del comune di Bibbiano, viene assolto dal falso. 

CLAUDIO FOTI: L’ASSOLUZIONE

«Non ha commesso il fatto e il fatto non sussiste». Con queste motivazioni Claudio Foti è stato assolto nel giugno 2023 in secondo grado da tutti i capi d’imputazione: lesioni volontarie ad una paziente, abuso di ufficio e frode processuale. 

Assoluzione confermata anche in Cassazione nell’aprile 2024.

«Questa assoluzione mi restituisce alla dignità e all’onore che merito, non ho mai fatto del male ai miei pazienti, li ho sempre aiutati». Con queste parole, riportate dall’agenzia Ansa, Foti è uscito dal tribunale come uomo libero nel giugno 2023.

Una sentenza che può ribaltare tutta l’inchiesta “Angeli e Demoni”; oppure no. Che cosa ci dice questa assoluzione sul caso Bibbiano?

Innanzitutto, dobbiamo ricordare che erano due i gruppi di ipotesi di reato: l’abuso d’ufficio e le terapie illecite.

Per quanto riguarda le terapie illecite, Foti è stato assolto perché «non aveva partecipato alle procedure per gli affidi» illegittimi, come specifica il magazine online Open. 

Questo quindi per ora non significa che non ci siano stati degli illeciti nelle procedure adottate dagli altri psicoterapeuti dell’inchiesta “Angeli e demoni”. 

Per quanto riguarda l’abuso di ufficio, in ipotesi di accusa Foti era stato accusato in concorso con Andrea Carletti, il sindaco di Bibbiano. E per il sindaco di Bibbiano rimane ancora pendente l’abuso di ufficio.

Inoltre, i giudici della Corte d’Appello di Bologna, durante l’assoluzione di Foti, hanno specificato che un abuso di ufficio nell’affidare gli incarichi alla Onlus “Hansel & Gretel” c’è stato. Tuttavia, non da parte di Claudio Foti.

Gli affidi dopo Bibbiano

Una chiusura del caso Bibbiano non la possiamo ancora scrivere, almeno finché tutti i processi non saranno conclusi.

Tuttavia, indipendentemente da come finiranno i processi, il sistema degli affidi in Italia è stato macchiato, almeno agli occhi dell’opinione pubblica.

Infatti l’inchiesta “Angeli e demoni” ha scosso il sistema degli affidi in Italia.

Secondo Modena Today, con il Caso Bibbiano gli affidi infatti sono diminuiti. E, in effetti, i numeri sono interessanti. 

Nel 2008, undici anni prima del caso Bibbiano, i bambini e i ragazzi in affido a Modena erano 254, come riporta il sito del comune; nel 2021, 134; l’anno successivo, 114.

I numeri in diminuzione sono un campanello d’allarme: le persone sembrano aver perso fiducia nel sistema degli affidi.

E i fatti di cronaca danno una conferma di questa sfiducia. Non mancano infatti notizie di atteggiamenti minatori più o meno violenti nei confronti di assistenti sociali e altri operatori del settore degli affidi. 

E questi professionisti cominciano a risentire della mancanza di tutele: infatti in Italia ad oggi mancano assistenti sociali a lavoro, come riporta l’Ordine degli assistenti sociali.

Mani per adulti e bambini che tengono il ritaglio di famiglia di carta, casa di famiglia, affidamento

LA NUOVA LEGGE SUGLI AFFIDI

Nel blog potete trovare un altro articolo sul caso Bibbiano: questo articolo mette in luce i processi politici nati dall’inchiesta “Angeli e demoni”.

In effetti, la politica ha reagito in molti modi a questo caso, innanzitutto strumentalizzando la vicenda per i propri vantaggi.

Tuttavia dalla sofferenza dei minori di Bibbiano – perché questa è certa – sta nascendo qualcosa di positivo: una nuova legge sugli affidi.

È ora (marzo 2024) in esame del Consiglio dei ministri un nuovo disegno di legge per riordinare il settore degli affidi, firmato dalla ministra per la Famiglia Eugenia Roccella e dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.

Molte le novità del disegno di legge: un registro nazionale, un registro in ogni tribunale, un Osservatorio nazionale (con potere di monitoraggio e ispezione).

Come scrive l’Avvenire, la nuova legge andrebbe ad evitare «istituzionalizzazioni improprie e affidamenti» senza date di scadenza di minori allontanati dalle loro famiglie. 

Un provvedimento che nasce anche dal caso Bibbiano. E con un solo obiettivo: garantire l’attuazione del principio del superiore interesse dei minori, le uniche vittime sicure di Bibbiano.

Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 30.03.2024

Caso Bibbiano: il video di Breaking Italy

“La cura”: la canzone di Franco Battiato

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