2. Il Biondino della Spider Rossa inventato dai media. E confermato dagli inquirenti

 Biondino della Spider Rossa - sequestro e omicidio Milena Sutter - Lorenzo Bozano


Il “biondino della spider rossa” è un personaggio immaginario. A raffigurarlo per primo è il quotidiano genovese del pomeriggio, il Corriere Mercantile: lo fa in un articolo del 7 maggio 1971, il giorno dopo la scomparsa di Milena Sutter.

Il Corriere Mercantile dà così vita a un “biondino” che non esiste. E se esiste non ha il colore dei capelli di Lorenzo Bozano, 25 anni, che è castano.

Cos’è successo? Com’è possibile che l’impressione di qualche abitante di viale Mosto o via Orsini, a Genova, sia accettata persino nelle aule di giustizia?

Tutto ruota attorno alla figura di Lorenzo Bozano. Il giovane staziona con la sua spider rossa malandata, per alcune mezzore al giorno e da oltre venti giorni, nei pressi della casa della ragazza sparita, in viale Mosto.

Il giovane lascia la sua spider e si fa vedere anche in via Peschiera, all’angolo con via Romani, vicino alla Scuola Svizzera frequentata da Milena.

  • Chi è quel giovane che si aggira nelle stesse zone frequentate dalla studentessa Milena Sutter?
  • E perché lo si definisce “biondino”, se Lorenzo Bozano biondino non è?

Sono interrogativi che meritano di essere analizzati. Basti pensare che persino nella sentenza di condanna, nel 1975, la Corte d’assise d’appello di Genova chiama Bozano con il soprannome di “biondino”.

A pagina 5 del Corriere Mercantile, che esce nel primo pomeriggio di venerdì 7 maggio, ecco il titolo che darà il tono a tutta la vicenda di Milena: “Un giovane con ‘spyder’ rossa notato nei pressi della villa”.

Il sommario spiega: “Lo sconosciuto, biondo con baffi e basette lunghe, è stato visto dagli inquilini dei palazzi vicini passare ripetutamente davanti ai cancelli. In corso indagini per la identificazione”.

Questo aspetto viene approfondito nel libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, scritto con la criminologa Laura Baccaro, che fa un’analisi completa della vicenda di Milena Sutter e Lorenzo Bozano.

Il Biondino della Spider Rossa che non esiste: Lorenzo Bozano

La lettura degli articoli del Corriere Mercantile e, il giorno dopo, degli altri quotidiani genovesi, fa comprendere che il giovane indicato dai vicini di Casa Sutter, in via Orsini, è il ritratto di Lorenzo Bozano.

Il colore dei capelli e la figura del “biondino” non corrispondono, però, a Lorenzo Bozano, che non è biondo né magrolino.

La strana coincidenza è data dal fatto che proprio in via Orsini, in quel periodo, secondo un testimone che si fa vivo nel giugno 1975, c’era anche un altro giovane di 24 anni.

L’altro giovane è un universitario davvero “biondino” (capelli biondi e magrolino) che sostava in zona, con la sua spider rossa nuova di zecca per andare a studiare a casa di alcuni compagni di corso.

Possibile che vi sia stata una sovrapposizione fra i due soggetti, il vero e innocuo biondino e il “biondino minaccioso” identificato in Bozano?

Possibile che l’universitario, mai preso in considerazione dagli inquirenti neppure come testimone, sia stato “sovrapposto” a Bozano nel colore dei capelli?

Altro interrogativo: il “biondino” ha a che fare con il “Biondino Svizzero” di cui parla una testimone, nel 1996, durante la trasmissione Tv “I Grandi Processi” sul caso di Milena?

La lettura del caso condizionata dal “biondino della spider rossa”

La distorsione cognitiva sul “biondino della spider rossa” è così partita dalle donne sentite in via Orsini dai giornalisti. Ed è poi approdata sui giornali.

Quella distorsione è entrata nel caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano al punto da etichettarlo e da condizionare la pubblica opinione.

E’ stata accettata perfino dai giudici della sentenza che condanna all’ergastolo il “biondino della spider rossa” per il rapimento e l’omicidio, a Genova, della ragazzina.

La ritroviamo anche in una trasmissione che Carlo Lucarelli ha dedicato al “biondino della spider rossa”. Una trasmissione dove l’alterazione dei fatti è tanto ben rappresentata, sul piano fotografico e narrativo, da sembrare vera.

Siamo nel pieno della finzione. Peccato che siano realtà la vicenda del “biondino della spider rossa”, Lorenzo Bozano che biondo non era; e soprattutto il dramma del presunto sequestro e omicidio di Milena Sutter.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media

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