Il genio di Morgane non è solo nel suo quoziente intellettivo, ma anche nella sua cura e attenzione verso gli altri.

Avvio con successo per Morgane – Detective geniale, la serie televisiva thriller francese che ha debuttato su RaiUno il 14 settembre.

Morgane è una donna delle pulizie dal quoziente intellettivo da genio che le permette, accanto alla sua capacità di osservazione e all’attenzione verso gli altri, di risolvere casi criminali là dove la polizia si impantana.

La serie televisiva crime, alla prima uscita, ha totalizzato 4.476.000 telespettatori pari al  19,87% di share con il primo episodio; e 3.886.000 (21,48%) con il secondo episodio secondo i dati Auditel. Lo share medio è stato del 20,6%.

I prossimi episodi della serie tv con Audrey Fleurot, alla prima stagione, sono programmati per martedì 21 e 28 settembre e per martedì 5 ottobre, in prima serata su RaiUno.

Ogni serata, due episodi di circa un’ora ciascuno. È possibile vedere, o rivedere, la serie televisiva su RaiPlay, la piattaforma di streaming della Rai.

In Francia, la serie tv con la bizzarra e geniale detective Morgane – con il titolo HPI – è uscita nell’aprile del 2021.

Trailer francese di Morgane – Detective geniale

Morgane, detective anti-sistema

Morgane Alvaro è una donna delle pulizie che, per caso, aiuta la polizia a risolvere un caso difficile, nonostante la diffidenza del’Ispettore Karadec.
 
Morgane è una madre single di tre figli avuti da due uomini diversi, ma, soprattutto, è un soggetto APC, ad alto potenziale cognitivo, con 160 di quoziente intellettivo.
 
Céline, il commissario, le fa allora una proposta di collaborare. Morgane sulle prime rifiuta, perché non si trova a suo agio con l’autorità.
 

Alla fine la geniale Morgane decide di accettare perché in cambio della sua consulenza chiede che vengano riprese le ricerche del suo primo compagno, Romain, sparito nel nulla 15 anni prima.

La regia della serie televisiva è di Vincente Jamain. Il cast è formato da Audrey Fleurot, Mehdi Nebbou, Bruno Sanchez, Marie Denarnaud.

 
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Il “metodo Morgane” per risolvere i casi

La genialità dell’ex-donna delle pulizie Morgane, con quoziente intellettivo a 160 punti, sta nell’essere innanzi tutto consapevole dei propri limiti e dei propri punti di forza.

Non è una donna inquadrabile in un ufficio o che tollera l’autorità. N

on le riesce bene neppure il rapporto di coppia, tant’è che è una single con tre figli da due uomini diversi: il primo è sparito nel nulla; il secondo è scappato a gambe levate.

Morgane ha consapevolezza dei suoi talloni d’Achille, a cominciare da quella malinconica assenza del suo amore Romain da cui ha avuto una figlia adolescente difficile da gestire.

La detective geniale Morgane conosce però anche i suoi punti di forza:

  • la capacità di cogliere singoli elementi e aspetti della scena del crimine, combinandoli e arrivando con velocità supersonica a una conclusione;
  • lo spirito di osservazione totale che si sposa con un’indole multitasking propria di una donna ma che Morgane porta a livelli insuperabili.

IL GENIO DELLE DONNE DELLE PULIZIE

La nota interessante – che porta spesso i film francesi a mescolare vita privata e temi sociali, aspetti riservati e pubblici problemi – è che Morgane trae forza anche dalla sua condizione sociale non proprio borghese.

Da donna delle pulizie, qual è perché incapace di lavorare in un team e in un ufficio, ha ben presente come si sistemano gli oggetti, come si pulisce una stanza, come la si trova e come la si lascia.

La “genialità della donna delle pulizie”, con l’abitudine a notare le abitudini altrui e con la cura del dettaglio, si mescola con la sua potenza intellettiva.

Morgane, insomma, è una detective geniale non solo nelle indagini di polizia, ma anche nella cura delle persone, nell’ascolto dell’Altro, nella passione per l’umano.

Dietro quella sua maschera di genio che vola sopra le teste di noi comuni mortali, non c’è solo il genio dell’intelligenza.

C’è in Morgane anche un ascolto “interculturale” che pone l’Altro al centro: perché è solo con la passione della diversità che si notano i dettagli, si colgono i nessi e si arriva a soluzione.

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Il giudizio sulla serie tv Morgane – Detective geniale

Un po’ Sherlock Holmes e un po’ Miss Marple, Morgane è un personaggio piacevole che riesce a mettere alla berlina l’azione della Polizia senza essere troppo irriverente.

Donna delle pulizie, segna anche il riscatto di persone che svolgono un lavoro all’apparenza umile ma di fatto strategico, specie di questi tempi.

Le storie scorrono veloci, con un approccio molto vicino alla quotidianità, senza indugiare in azioni concitate o in alambicchi della ragione.

Morgane rappresenta il lato geniale che tutti noi, che spesso abbiamo senza saperlo. È capace poi di interpretare quel senso di rivolta contro le versioni ufficiali, e i loro rappresentanti, che fa molto Francia rivoluzionaria.

Significativa al proposito la battuta fulminante, nel primo episodio, della protagonista della serie thriller Morgane – Detective geniale: non vuol fare la poliziotta per non passar la vita a fare multe, lanciare lacrimogeni contro i manifestanti e partecipare agli sgomberi degli immigrati.

È una detective “anti-sistema”, insomma, Morgane – Detective geniale. Come sempre accade, poi il sistema ti inghiotte e si porta a casa le tue genialità di persona anti-convenzionale.

COSA CI INSEGNA “MORGANE – DETECTIVE GENIALE”

Cosa ci insegna questa serie televisiva all’apparenza nazionalpopolare, capace di rilassarci dopo una giornata stressante di lavoro; e di conquistare lo spettro più ampio di spettatori?

Ci sono le battute simpatiche, che inducono al riso e che ci insegnano a sdrammatizzare i vissuti quotidiani.

Nella serie tv thriller Morgane – Detective geniale c’è soprattutto la sollecitazione ad essere più fiduciosi nella logica e meno nel pensiero magico e nelle fake news; a mollare gli approcci burocratici da sbirro per tentare il salto che la ragione ci consente, perché tutti abbiamo una nostra genialità.

Morgane – Detective geniale ci insegna poi che gli enigmi e i problemi si risolvono in un solo modo: con l’attenzione verso l’Altro, con la passione per l’umano, con la rinuncia allo stare in panchina, al qualunquismo del silenzio.

E con la spinta ad andare oltre la solitudine di chi basta a sé stesso, mettendosi in gioco là dove la nostra genialità fiorisce. E propone inedite angolazioni sul reale e sulle persone.

Maurizio Corte
corte.media

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