Il sospetto di un racket ospedaliero riapre il caso dopo 55 anni.

È un crimine che sfida ogni logica e senso di umanità quello che potrebbe celarsi dietro la scomparsa dei gemelli di Cutro: due neonati nati vivi, dichiarati morti e spariti nel nulla.

Tutto inizia nella notte tra il 19 e il 20 gennaio 1970, nei corridoi dell’ospedale di Crotone.

Nonostante un parto difficile, Lucia Iefalo dà alla luce due splendidi bambini. 

Tre giorni dopo, la donna riceve una notizia che nessuna madre vorrebbe sentire: i suoi figli sono morti. Ma nessuno le mostra i corpi. Nessun funerale e nessuna tomba. Solo silenzio.

Lucia non ha però mai creduto alla versione ufficiale: per lei i suoi figli sono stati rapiti. 

La svolta arriva tuttavia solo 55 anni dopo, grazie ai fratelli dei neonati scomparsi, Francesco e Filomena Oliverio.

La loro denuncia mediatica getta infatti le basi per un’inchiesta giornalistica che porta alla luce un sospetto inquietante: un possibile traffico di neonati dal sud al centro Italia.

Dopo due inchieste archiviate, nel 2025 la Procura ha alla fine riaperto il fascicolo. L’obiettivo è verificare se queste nuove ipotesi possano trovare riscontro.

La speranza è invece un’altra: svelare i misteri di una storia con troppi buchi, per offrire risposte a famiglie che soffrono da mezzo secolo. 

CRIMINI DIMENTICATI

«C’è chi li chiama cold case. Per noi sono semplicemente crimini dimenticati.»

Con queste parole, Simona Cascio e Marcello Randazzo aprono ogni episodio del loro canale YouTube “Crimini Dimenticati”.

Professionisti del mondo televisivo, Simona e Marcello trattano storie rimaste ai margini, ricostruendo i casi con rigore e rispetto. 

Attraverso documenti, testimonianze e analisi di esperti, restituiscono così voce a chi l’ha persa.

Tra i tanti casi affrontati dal progetto di giornalismo investigativo, spicca anche la scomparsa dei gemelli di Cutro. 

Scomparsa gemelli di Cutro in Calabria, inchiesta riaperta

La scomparsa dei gemelli di Cutro: tragedia o traffico di neonati?

1970, Ospedale di Crotone. Lucia Iefalo partorisce due gemelli prematuri, un maschio e una femmina di nome Franca e Mario. Il parto non è però semplice.

La donna ha infatti una grave emorragia, seguita poi da una trasfusione di sangue non compatibile. 

In quelle stesse ore di confusione, un’ostetrica le fa firmare un foglio, senza spiegarle di cosa si tratti, arrivando perfino a guidarle la mano.

Nel frattempo, bisognosi di un’incubatrice, i bambini vengono trasferiti all’ospedale di Catanzaro. Lì tuttavia non arriveranno mai: nei registri della città i loro nomi infatti non compaiono.

Tre giorni dopo, alla fine, a Lucia crolla il mondo addosso quando scopre che i figli sono morti. 

Non può inoltre né vederli, né organizzare il loro funerale, perché l’ospedale ha già provveduto alla sepoltura.

Da quel momento comincia un incubo lungo tutta una vita.

UN PARTO, DUE BAMBINI, NESSUNA TOMBA 

Lucia Iefalo non ha mai dimenticato quel pianto. Ricorda i suoi bambini, l’ostetrica che li gira, la voce di una zia che conferma tutto.

Eppure, mentre nella cartella clinica della madre i neonati risultano “vivi”, l’ostetrica li registra in Comune come “morti”.

Nel paese d’origine non esiste infine traccia della loro nascita: nessun registro storico di Cutro porta i nomi dei gemelli scomparsi. 

UNA LETTERA MISTERIOSA

Sei mesi dopo la tragedia, la signora Iefalo riceve un biglietto che sembra nascondere la chiave del mistero: «Auguri signora, e grazie dei bei gemellini». 

A firmarlo è un deputato, Ernesto Pucci. Un uomo che Lucia non ha mai visto.

Oggi, come allora, leggendo quella lettera non può che nascere un dubbio: l’uomo credeva che i bambini fossero stati dati in adozione?

Con tutte queste incongruenze in mano, Lucia decide alla fine di presentare denuncia. Purtroppo, morirà nel 1996, senza essere mai arrivata alla verità.

presunto traffico di neonati in Calabria, sull'inchiesta dei gemelli di Cutro

ALTRI CASI, STESSE OMBRE

La storia dei gemelli di Cutro non è isolata. 

Un’altra madre, Carmelina Martino, racconta infatti un’esperienza quasi identica, avvenuta nello stesso periodo e nella stessa città.

Anche lei partorisce due gemelli, Giuseppe e Giovanna, nati vivi e portati via con la scusa dell’incubatrice. Non li rivedrà mai più.

Come Lucia, inoltre, non ha mai ricevuto certificati di morte, né un luogo su cui piangere. Ma non è finita qui. 

Un sistema organizzato: l’ipotesi delle adozioni parallele 

Nel 2025, la scomparsa dei gemelli di Cutro torna in televisione grazie alla tenacia di Filomena e Francesco Oliverio, fratelli dei due neonati.

Accanto alla famiglia, il lavoro della giornalista Roberta Spinelli lancia un’ipotesi grave nel programma Rai “Storie italiane“: un possibile traffico di neonati che si sarebbe esteso dal sud al centro Italia.

Altre donne si stanno infatti facendo avanti raccontando vicende simili a quelle di Lucia Iefalo.

Spinelli ha inoltre ricostruito l’ipotetico schema dietro questo mercato nero, basandosi sui ricordi di una fonte preziosa: l’ex caposala del reparto di ostetricia e ginecologia dell’Ospedale di Cutro — l’unica testimone ancora in vita.

Nel 2025, la Procura riapre così le indagini: l’obiettivo è conoscitivo, cioè verificare se sia possibile andare oltre la verità storica. Ad oggi non esiste quindi ancora una verità giudiziaria accertata.

Nell’attesa dell’esito delle verifiche, alcune ipotesi stanno però già emergendo da testimonianze, documenti e ricostruzioni di chi sta indagando sul caso.

Ed è proprio da queste ipotesi che parte l’inchiesta giornalistica.

IL REPORTAGE DI “STORIE ITALIANE”

L’indagine di Roberta Spinelli plasma un mondo parallelo e sommerso: un possibile racket ospedaliero, attivo negli anni ’70. 

Seguendo questa ipotesi, il mercato si sviluppava seguendo due meccanismi: 

1. Adozioni “legalizzate”

Spesso in stato di fragilità o incoscienza, le madri firmavano documenti di rinuncia al riconoscimento del figlio. 

In alcuni casi, invece, il neonato veniva registrato come “nato da donna non identificata”, cancellando così ogni traccia della madre biologica. 

Il bambino veniva poi affidato a orfanotrofi e dato in adozione a famiglie già selezionate. Tutto avveniva quindi con una parvenza di legalità.

2. Sostituzioni

In altri casi, veniva ricoverata una donna nello stesso reparto di una partoriente.

I figli della madre biologica venivano poi dichiarati morti, mentre la seconda donna usciva con un neonato non suo.

L’OMERTÀ DEL MERCATO NERO 

Secondo l’inchiesta, questo presunto traffico di neonati poteva funzionare solo grazie alla complicità di personale interno: donne e uomini in grado di mantenere una doppia verità tra cartelle cliniche e registri comunali.

Le indagini più recenti ipotizzano infatti un sistema corrotto a più livelli, dove la vendita dei neonati poteva fruttare l’equivalente di centinaia di migliaia di euro. Un incubo che aveva bisogna di organizzazione.

Tuttavia, anche se erano in molti a sapere, è probabile che gli acquirenti non fossero consapevoli di partecipare a un crimine: forse credevano solo di aiutare madri in difficoltà. 

Due facce, quindi, della stessa medaglia: da un lato adozioni “miracolose”, dall’altro un sistema alimentato da omertà, paura e — forse — la criminalità locale.

1970-2025: 55 anni di silenzi sui gemelli di Cutro

Grazie al coraggio delle famiglie e a un ottimo esempio di giornalismo d’inchiesta, il silenzio attorno a questo caso si è incrinato.

Le indagini sono ancora aperte, ma qualcosa si è mosso: il muro dell’indifferenza ha iniziato a sgretolarsi.

E così, cinquant’anni dopo, la verità potrebbe ancora riaffiorare.

Non solo però per ricostruire i fatti, ma per restituire giustizia a chi ha vissuto per decenni nel dolore di una perdita senza volto.

Anna Ceroni

Al canale Crimini Dimenticati abbiamo dedicato un articolo introduttivo, che celebra il loro ammirevole lavoro di giornalismo investigativo.

Ogni mese su questo blog pubblicheremo inoltre un nuovo articolo dedicato ai casi trattati da Simona Cascio e Marcello Randazzo, per continuare a tenere viva la memoria di chi non ha ancora trovato giustizia:

Crimini Dimenticati: il giallo dei bambini scomparsi

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