Su Netflix un film arabo dove la tragedia di un liceo femminile si lega ai diritti negati alle donne.

Il film Dalle ceneri, sulla piattaforma Netflix, si rifà alla strage di studentesse, nel 2002, in Arabia Saudita, in una scuola superiore femminile, a causa di un incendio di origine dolosa.

Vi persero la vita 15 ragazze. E oltre cinquanta rimasero ferite nel rogo della scuola che osservava rigorose regole di custodia delle giovani donne.

Di produzione araba, il film thriller Dalle ceneri è diretto da Khalid Fahad. La storia ha inizio con la vita quotidiana, tra restrizioni e severe regole, di una scuola superiore femminile.

In un clima di grande competizione e rigidi controlli, è subito chiara la demarcazione tra le studentesse diligenti, studiose e che rispettano le regole; e le studentesse che si perdono in disobbedienza, poco studio e atti di bullismo.

È una partenza lenta, assai tranquilla, quella del film Dalle ceneri. Salvo poi avere un colpo di scena quando scoppia un incendio che avvolge la scuola; e mette in pericolo la vita di insegnanti e alunne.

La tragedia non assume i numeri della strage di studentesse del fatto di cronaca a cui il film si ispira, ma è comunque toccante: perdono la vita una studentessa modello e un’insegnante incinta.

Ha allora inizio l’inchiesta – sia della polizia che della preside – con cui si cerca di capire se l’incendio sia colposo, frutto di un incidente. Oppure se si tratti di un atto deliberato, doloso, omicida.

Film Dalle Ceneri - Netflix - Arabia Saudita

La recensione

Ecco cosa scrive Pietro Cerniglia sul magazine online TheWom: “Un’avvincente storia di verità nascoste accompagnata da un esempio di straordinaria forza di fronte a una tragedia inimmaginabile che susciterà emozioni nel film Netflix Dalle ceneri, un lungometraggio saudita ispirato a un tragico evento reale”.

Prosegue l’articolo di The Wom: “Film Netflix di finzione, assolutamente da non perdere per i temi affrontati come la resilienza e la sopravvivenza, Dalle ceneri è ispirato a eventi realmente accaduti quando in una scuola femminile un terribile incendio ha portato a un evento che definire sfortunato è pleonastico”.

Scrive Alessandro Aru, sul magazine Wonder Channel: “Il film offre uno spaccato significativo sul funzionamento delle scuole femminili nel paese saudita. Le numerose regole che le ragazze devono seguire e la loro disperazione nel voler andare a scuola nonostante queste regole, sono parti integrali della storia. Il film affronta argomenti come la gelosia, il confronto tra studenti, le sfide genitoriali, il bullismo scolastico e altri temi scolastici all’interno della sua trama”.

Prosegue l’articolo: “All’inizio, potresti pensare che Dalle ceneri sia un thriller misterioso. La storia sembra concentrarsi su studenti, insegnanti e polizia che cercano di scoprire cosa è successo alla migliore studentessa della scuola. Ma in realtà, il film si rivela più un dramma che un thriller. Invece di concentrarsi sull’azione e il mistero, il film mostra le difficoltà delle studentesse e come si sentano intrappolate nella scuola, un luogo dove dovrebbero sentirsi libere di pensare”. 

- Film Dalle Ceneri - Arabia Saudita - Netflix

Il fatto di cronaca a cui si ispira il fim

L’11 marzo del 2002 un incendio scoppia in una scuola femminile superiore della Mecca, in Arabia Saudita.

Sono 15 le studentesse che muoiono, tra le fiamme e i fumi letali. Hanno un’età che va dai 13 ai 15 anni.

La tragedia ha portato a una serie di accuse alla “polizia religiosa” dell’Arabia Saudita. Il Comitato per la Promozione della Virtù e la Prevenzione del Vizio, a detta delle denunce, avrebbe impedito alle studentesse di uscire dall’edificio in fiamme. E avrebbe ostacolato i soccorsi, a causa dell’abbigliamento “sconveniente” delle giovani donne.

L’indagine del governo ha alla fine affermato che le autorità educative religiose erano responsabili della sicurezza antincendio.

Tuttavia non ha tenuto conto delle denunce, secondo cui le omissioni nei soccorsi avrebbero contribuito alle morti. E avrebbero impedito alle studentesse di salvarsi.

L’incendio ha avuto inizio alle 8 del mattino, a quanto pare a causa di una sigaretta accesa abbandonata in un angolo della scuola, accanto a materiale infiammabile.

Tra le fiamme, i fumi letali e la fuga delle studentesse, 15 ragazze hanno perso la vita e una cinquantina sono rimaste ferite.

ISTITUTO SOVRAFFOLLATO E SENZA SISTEMI DI SICUREZZA

Alla tragedia ha contribuito il fatto che la scuola – frequentata anche da giovani donne di altri Paesi – era sovraffollata: 800 le studentesse che la frequentavano.

Inoltre, stando ai rilievi, l’edificio scolastico sarebbe stato carente in materia di sicurezza: mancavano adeguate scale antincendio e carenti erano i sistemi di allarme.

La strage di giovani donne, insomma, è stata determinata da un lato da carenze strutturali della scuola, senza strumenti di prevenzione anti-incendio; e dall’altra da come si sono svolti i soccorsi e da come sono state trattate (in isolamento, chiuse nella prigione di fuoco) le 800 studentesse.

Dalle ceneri. L’analisi del film

Il film del regista saudita Khalid Fahad – uscito su Netflix a metà gennaio 2024 – unisce dramma privato e tema sociale.

Il dramma privato è quello della morte di un’insegnante incinta, che perde la vita per cercare di salvare più ragazze possibile nell’incendio del liceo femminile alla Mecca.

Il dramma privato è poi anche nella morte, dentro un magazzino dell’istituto scolastico, di una delle studentesse.

L’ambito privato si ripropone, poi, al momento delle indagini: le studentesse meno diligenti, che violano le regole e si macchiano di atti di bullismo, sono presto criminalizzate dalla preside che conduce una propria indagine interna.

Film Dalle Ceneri - Netflix

LA DIMENSIONE SOCIALE E POLITICA DELLA STORIA

La dimensione sociale – politica viene da dire – è quella delle rigide regole a cui è sottoposto il “Liceo femminile 2300”, alla Mecca, luogo della tragedia.

Ne è una rappresentazione icastica il lucchetto con cui l’edificio scolastico viene chiuso dall’esterno. Come a dire che la vita, i corpi e i sentimenti delle studentesse sono sotto custodia. Una custodia femminile e di potere, ovviamente.

È proprio il controllo sulle giovani donne che determina un ritardo nella fuga delle ragazze dalla scuola. E quindi l’entità della tragedia.

Dello stesso controllo maschilista – ammantato di religiosità strumentale – è vittima anche la mano che chiude, con un lucchetto, dentro il magazzino la studentesse modello.

Viene da pensare che la stessa custodia, la stessa prigionia, lo stesso controllo esercitato dal potere maschilista – il quale usa l’Islam per comandare – diventino gli stessi strumenti usati dalle ragazze tra di loro.

Le studentesse, insomma, da vittime di un potere oppressivo si fanno a loro volta soggetti controllanti implacabili.

LA CRIMINALIZZAZIONE DEL “DIVERSO”

Un aspetto interessante del film Dalle ceneri è come le studentesse “diverse” siano quelle che violano le regole: fumano di nascosto, contrabbandano, usano il cellulare anche se è cosa vietata.

Fanno, insomma, cose normali che compiono le nostre studentesse “occidentali”. 

Al marchio di disobbediente, per qualcuna si aggiunge anche quello di bullismo.

Scoppiata la tragedia, siamo quindi di fronte alle colpevoli perfette dell’incendio doloso. Inevitabile che si sospetti di loro; e che qualcuna di loro finisca in galera per chiudere il caso.

La storia, neanche a dirlo, è diversa da come appare. E proprio lo scarto tra apparenza e verità sostanziale dei fatti rende il film Dalle ceneri assai interessante, pur con qualche lacuna sul piano della gestione delle tensione e dei conflitti tra i personaggi.

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La gente comune e le élite del Potere

Un altro spunto di riflessione che offre il film arabo Dalle ceneri riguarda uno degli schemi ricorrenti: le lotte intestine, in orizzontale, tra le persone vessate e sfruttate; e il prosperare del potere delle élite.

Guardiamo alle relazioni tra i personaggi e i gruppi protagonisti della storia.

La preside del “Liceo femminile 2300”, dove avviene il dramma, è una signora borghese, indipendente, in lite familiare giudiziaria con l’ex marito. È una donna indipendente, combattiva, che non si fa sottomettere.

Come preside, invece, si inchina a regole assurde, come il chiudere la scuola dall’esterno per preservare la virtù delle fanciulle che la frequentano.

La vicepreside e le insegnanti interpretano il ruolo di soldatesse a custodia dell’ordine e della disciplina.

Richiamano Dio (Allah, in questo caso) in ogni momento, vuoi come benedizione, vuoi come controllore, vuoi come auspicio per mantenere lo status quo. Un chiaro riferimento alla religione come strumento di potere.

Sono donne organizzate e coalizzate per mantenere la sottomissione di altre donne, ovvero le giovani studentesse liceali.

Le liceali – anziché coalizzarsi per ottenere regole più adatte all’apprendimento e alla crescita come cittadine – si fanno la guerra e la spia tra di loro.

È il solito, collaudato comportamento dei popoli: poche volte, nella Storia, stanno uniti contro le élite che li sfruttano e sottomettono. Spesso si fanno la guerra intestina che lascia campo largo ai cosiddetti “poteri forti”.

VERITÀ, POTERE E RUOLO DEI MEDIA 

Le élite, da parte loro, hanno gioco facile: nominano i comandanti che controllano il popolo; decidono e gestiscono la cultura, l’informazione e il dibattito pubblico; sono proprietari degli spazi e dei manufatti.

Nel film Dalla cenere abbiamo la perfetta rappresentazione di queste dinamiche.

Tant’è che la “ragion di stato” – il proprio interesse di potere – porta la preside a cercare un capro espiatorio che la metta al riparo da una caduta verticale.

In questo contesto, l’informazione e le narrazioni pubbliche svolgono un ruolo fondamentale.

Anche su questo ci sensibilizza il film Dalle ceneri. Grazie a un medium – la televisione con le sue informazioni standard e ufficiali – avremo la svolta verso la verità.

Il che ci porta a un’altra considerazione: a quanto sia fondamentale il ruolo del giornalismo e dei media nella ricerca e nell’emersione della verità sostanziale dei fatti, per elidere manipolazioni del Potere.

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Verità di comodo, omertà e veri colpevoli

La conduzione dell’indagine, che la preside del liceo femminile fa sul rogo alla scuola femminile saudita, mi ha ricordato il caso giudiziario di Milena Sutter e Lorenzo Bozano, di cui tratto in una sezione di questo blog.

L’assonanza, del resto, è inevitabile quando si seguono gli stessi schemi d’azione e d’inchiesta.

Lo schema, nel caso del film Dalle ceneri come nel caso Sutter-Bozano, è prevedibile: di fronte a una verità scomoda, scandalosa, eversiva dell’ordine e della rispettabilità, non resta che criminalizzare la persona “diversa”.

Nel film saudita come nel caso giudiziario del maggio 1971 a Genova – con la sparizione e morte di Milena Sutter, 13 anni – abbiamo una figura deviante, autore di atti fuori delle regole, che ben si presta a fare da capro espiatorio. 

Migliaia di film, di racconti di fantasia e di resoconti giornalistici di cronaca nera ci hanno fatto credere un qualche cosa che non è fondato, non è vero, non esiste proprio.

Ci hanno indotto a pensare – investigatori di polizia in testa e giornalisti accodati poi – che se una persona ha precedenti penali, o comunque di violazione delle regole, è quasi di sicuro il colpevole di un successivo atto criminale.

Non è vero. Non vi è questo automatismo.

È di certo saggio andare a verificare chi sono le figure “devianti”. Tuttavia, occorre poi accertare se vi sia una continuità logica, d’azione e di abilità tra atti devianti prima e atto criminale dopo.

DALLA DEVIANZA ALLA CRIMINALIZZAZIONE

Nel caso del film Dalle ceneri, il fatto che alcune ragazze non rispettino le regole, che fumino di nascosto, che si facciano beffe delle insegnanti e che bullizzino la prima della classe… tutto questo non fa di loro delle criminali.

Le rende, certo, sospette. E questo ci sta. Ma da qui a ritenerle colpevoli solo perché hanno commesso atti sconvenienti – anche gravi, come il bullismo – non è un passaggio obbligato.

Qui l’errore scatta per due motivi:

  • il puntare sul movente, che diventa fuorviante
  • il voler nascondere scomode verità

Nel caso del film Dalle ceneri abbiamo lo stesso modus operandi che possiamo rilevare nella narrazione giudiziaria e mediatica del caso di Lorenzo Bozano: il puntare su un movente (che si rivela, come nel film, infondato) e il voler nascondere verità urticanti. E destabilizzanti.

Il film saudita Dalle ceneri merita di essere visto proprio per una serie di riflessioni che induce e sollecita:

  • la condizione femminile in taluni Paesi islamici (e che appartiene anche al passato dell’Italia, in certe circostanze);
  • la rigidità educativa che non coglie la differenza di cui ogni persona è portatrice, come ci insegna la pedagogia interculturale;
  • lo stigma nei confronti della diversità
  • la criminalizzazione di chi non rispetta le regole, come se violarle fosse giocoforza una prova dell’essere un delinquente;
  • la manipolazione delle narrazioni, per distrarre dalla verità sostanziale dei fatti
  • la manipolazione della verità, ricorrendo all’accusa verso il capro espiatorio

Il film su Netflix, Dalle ceneri, non offre soluzioni, né risposte. Di sicuro, ci pone una serie di stimolanti interrogativi. E di inquietanti riflessioni.

Maurizio Corte
corte.media