Libro di Benedetta Tobagi sulle zone opache che nascondono la verità sul terrorismo italiano.

C’è un modo infallibile per mettere il bavaglio alla pubblicistica e al giornalismo che sono scomodi e danno fastidio al Potere: accusarli di complottismo.

Dall’altro lato, c’è un modo altrettanto infallibile per passare per complottisti: rinunciare al metodo scientifico, al giornalismo rigoroso dell’investigazione e spararla grossa su questo o quel segreto.

Il miglior servizio a chi organizza complotti (e i complotti ci sono stati e ci sono) è quindi quello di agire da complottisti, anziché da investigatori e scienziati sociali.

Il libro di Benedetta Tobagi, storica e scrittrice, Segreti e lacune. Le stragi tra servizi segreti, magistratura e governo, ha il pregio di raccontare con metodo storico e agilità espositiva una parte tragica della Storia d’Italia del secondo Novecento: quella che va dalla strage di Piazza Fontana, a Milano, nel dicembre del 1969, alla strage alla stazione di Bologna, nell’agosto del 1980.

COMPLOTTI E RICHIESTA DI VERITÀ

Su quella stagione di stragi e terrorismo, di lutti e segreti, di depistaggi e indagini a metà molti hanno interesse a far calare il silenzio. Ad affidarsi a una narrazione superficiale.

Un libro che affronta quindi il mondo criminale del terrorismo negli Anni Settanta in modo documentato e scientifico è la miglior risposta alle domande di verità.

Di tutto abbiamo bisogno, in Italia, tranne che di altre bugie o fantomatiche manovre oscure, su un periodo lungo di violenza.

Quello di cui abbiamo bisogno è la verità sostanziale dei fatti. Si tratta di una verità che non può esaurirsi con le sentenze giudiziarie; e che può essere attingibile con pazienza, metodo e rigore scientifico.

Terrorismo - Strage - Photo Alexandre-Lallemand-gZpM8PjMdBo-Unsplash

Segreti e lacune di Benedetta Tobagi. Presentazione

Vediamo, di seguito, come viene ufficialmente presentato il libro di Benedetta Tobagi, Segreti e lacune. Le stragi tra servizi segreti, magistratura e governo.

L’Italia, quella della seconda metà del Novecento, si è mossa tra le lacune dei depistaggi e le condotte spesso equivoche dei servizi segreti.

Benedetta Tobagi racconta, sullo sfondo delle stragi, la dialettica tra intelligence, magistratura e potere esecutivo dalla P2 alla caduta del Muro.

Il libro Segreti e lacune, valendosi di documentazione d’intelligence declassificata in larga parte inedita, indaga i conflitti tra magistratura, servizi segreti e potere esecutivo nel corso dei processi per le grandi stragi terroristiche (1969-80), nel periodo compreso tra la riforma dei servizi segreti del 1977 e la metà degli anni Novanta, quando cioè l’Italia riemerge dal terremoto politico della fine della Guerra fredda.

CONTROLLO DEMOCRATICO SULL’INTELLIGENCE

A partire da qui, il libro di Benedetta Tobagi affronta temi più ampi, quali l’annoso problema di come esercitare un controllo democratico effettivo sull’attività dei servizi. E insieme le possibilità e i limiti della ricostruzione storica di vicende dell’Italia repubblicana in cui la dimensione politica si intreccia a quella criminale.

Il problema è come affrontare con metodo rigoroso anche gli aspetti indicibili e la dimensione occulta della politica.

In Italia i processi per le grandi stragi terroristiche, durati decenni e terminati spesso con assoluzioni generalizzate, costituiscono un terreno d’indagine perfetto per analizzare la conflittualità permanente tra magistratura e servizi segreti.

In ciascuno di essi si manifestano infatti lentezze, gravi distorsioni e depistaggi veri e propri, messi in atto dagli organismi d’intelligence e da altre forze di sicurezza, operanti a servizio dell’esecutivo.

SERVIZI SEGRETI E OPINIONE PUBBLICA

Con la legge di riforma dei servizi del 1977 (varata proprio sull’onda degli scandali connessi alle stragi), che introduce per la prima volta un controllo politico e parlamentare sull’intelligence e insieme revisiona la disciplina del segreto di Stato, cresce l’attenzione pubblica, e insieme l’ipocrisia istituzionale, su questi temi.

Il focus sugli anni Ottanta di questo libro di Benedetta Tobagi consente di osservare nella pratica i limiti di questa pur importante e per molti versi innovativa legge di riforma, che aveva suscitato grandi speranze ben presto dissipate dallo scandalo P2.

Nonostante la fine della Guerra Fredda, con il corollario della «doppia lealtà» delle forze di sicurezza, depistaggi e degenerazioni nel funzionamento dell’intelligence continuano a riproporsi.

Il libro di Bendetta Tobagi, “Segreti e lacune”, prendendo in esame le mentalità, i motivi e i meccanismi che ostano alla trasparenza, nonché la fisiologia e patologia dei rapporti tra intelligence e potere politico, delinea le radici di questa continuità dai risvolti drammatici.

Benedetta Tobagi - libro Segreti e Lacune - terrorismo, stragi, servizi segreti

 

L’analisi del libro Segreti e lacune

Quello che è importante sottolineare del libro si Benedetta Tobagi si sviluppa su in tre direzioni, oltre all’interesse per i contenuti del testo.

La prima direzione è quella del rigore scientifico con cui ha lavorato Benedetta Tobagi, non a caso nell’ambito di una ricerca universitaria.

È fondamentale lavorare in modo trasparente, con metodo e nella logica della scienza, specie quando ci si inoltre in drammi sociali e privati quali le stragi e il terrorismo.

L’ACCESSO AGLI ARCHIVI

Proprio l’approccio universitario – dove l’accademia incontra l’attualità e la vita pulsante – consente di sgomberare il campo da facili accuse di illusionismo, da sospetti di complottismo e da derive legate all’imprecisione.

Il modo migliore di onorare le vittime del terrorismo e chi si è battuto, e si batte, per la democrazia, è – a mio parere – quello di lavorare con precisione, mente critica e aderenze ai fatti che hanno segnato la storia civile più tragica del nostro Paese.

La seconda direzione è legata al tema dell’accesso agli archivi. Ho sperimentato con mano, occupandomi del caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano, quanto sia assai difficile – per gli studiosi come per i giornalisti – l’accesso a documenti utili a ricostruire in modo scientifico, storico e critico un certo evento.

Terrorismo - Stragi - Servizi Segreti - Photo Kamil-Feczko-GhxWry42_zQ-Unsplash

LA RICHIESTA DI VERITÀ SULLE STRAGI

La terza direzione che ci indica il libro è che il futuro civile dell’Italia non può prescindere dalla verità sul terrorismo

C’è bisogno di verità su una stagione – dagli Anni Sessanta agli Anni Novanta – che ha segnato la vita di tutti noi. Una stagione di violenza, di rabbia, di lutti che non può essere consegnata solo al mondo giudiziario,

In questo contesto si colloca il ruolo fondamentale dei giornalisti, oltre che degli studiosi, nel raccontare i passaggi più delicati della Storia d’Italia.

Trovandomi nella doppia veste di studioso e di giornalista, nel trattare il caso di Milena Sutter e di Lorenzo Bozano, ho potuto cogliere l’importanza di un dialogo tra questi due mondi: quello della scienza e quello del giornalismo.

In una fase storica di crollo della lettura dei giornali e di una perdita di prestigio, quale baluardo di democrazia, del giornalismo, una riflessione si pone cogente. E urgente.

GIORNALISTI E STUDIOSI: DIALOGO DIFFICILE

Occorre riflettere su come il giornalismo dialoga – o, meglio, su come non riesce a dialogare – con gli esperti, gli studiosi e gli esperti. Ovvero, con quelle figure che ci consentono (come giornalisti) di raccontare la vita, la società e la politica di una comunità. 

Il libro di Benedetta Tobagi, Segreti e lacune. Le stragi tra servizi segreti, magistratura e governo ha quindi una doppia valenza.

Da un lato è un testo importante per i contenuti che ci espone, con agevole e scorrevole lettura delle oltre 300 pagine. Dall’altro lato, per il tema che pone dell’accesso all’informazione e agli archivi, passaggio indispensabile per accedere alla verità sostanziale dei fatti.

Maurizio Corte
corte.media

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Video. Benedetta Tobagi sul libro Segreti e lacune

Presentazione del libro Segreti e lacune

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