L’opera di Michel Franco, con Tim Roth, sa unire dramma personale e contesto sociale.

Il film Sundown è il nuovo enigmatico dramma del regista Michel Franco, con proiezione nei cinema italiani dal 14 aprile 2022.

Il film è un viaggio fisico e interiore della famiglia Bennett sotto il sole cocente messicano.

Per il regista, è una metafora della vita ma anche della morte.

Michel Franco si sofferma ad analizzare una famiglia in particolare, per arrivare a toccare questioni universali: la disuguaglianza economica, l’interruzione delle comunicazioni e la violenza del Messico.

Nel cast sono presenti Tim Roth (già attore per il regista in Chronic) e Charlotte Gainsbourg, nei ruoli dei due rampolli di una ricca famiglia inglese: i Bennett.

Il film è già stato presentato in Italia nel 2021 durante alla 78^ Mostra del Cinema di Venezia.

La pellicola, della durata di 83 minuti, è distribuita da Europictures che ha anche rilasciato il trailer ufficiale italiano.

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Sundown. La trama del film

Una ricca famiglia britannica è in vacanza ad Acapulco (Messico). Il cuore della famiglia sono Alice e Neil Bennett (Charlotte Gainsbourg e Tim Roth), a cui si aggiungono i più giovani Colin e Alexa (Samuel Bottomley e Albertine Kotting McMillan).

Quando arriva una chiamata che li avvisa di un lutto in famiglia, i Bennett sono costretti a tornare nel Regno Unito.

All’apparenza affiatata, la famiglia è in realtà in un delicato equilibrio, che viene sconvolto una volta per tutte da questo evento traumatico.

Un po’ alla volta emergono dalla superficie le tensioni interne, rimaste fino a quel momento nascoste al pubblico.

Non tutta la famiglia, come ci si aspetterebbe, torna in Europa. La vacanza per Neil non si conclude. Cosa si nasconde dietro questo comportamento?

Tra eleganti suite d’hotel e trasandati ritrovi per turisti, la famiglia si disgrega tra le contrapposizioni del Messico.

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Le tensioni familiari

La famiglia inglese dei Bennett appare affiata e con tutto ciò che serve per essere felici. Sono infatti una famiglia ricca e privilegiata, con denaro e istruzione. Questo non li porta però ad essere appagati o a non commettere errori, come sottolinea lo stesso regista. 

E questo si manifesta soprattutto dopo la chiamata che li informa del lutto in famiglia. Infatti, la tensione tra di loro emerge dopo quell’evento, quando si trovano a dover prendere decisioni sottopressione

Come scrive Federica De Masi (Cinematographe), “Franco mette alla prova i suoi personaggi che devono improrogabilmente prendere delle decisioni sotto la pressione degli eventi, tralasciando ipocrisie e cose non dette a causa del condizionamento della società”.

E Neil rimane in Messico forse proprio per fuggire da una agiatezza che però gli impedisce di agire liberamente, per ragioni sociali e familiari.

Sundown appare infatti in tutto e per tutto come la descrizione di una fuga dalla costrizione borghese, dall’agio così esagerato da risultare disgustoso”, come scrive Raffaele Meale (Quinlan).

L’uomo così rappresentato sembra un amorale, che rimane in Messico per vivere qualche attimo di felicità nel degrado di Acapulco: Neil procede il suo viaggio di fine vita che “non è che un’ultima birra, un’ultima scopata, un ultimo tuffo, un ultimo raggio di sole” (Federico Pontiggia, Cinematografo).

Le azioni di Neil, continua Meale nella rivista Quinlan, sembrano un’ “attesa dell’ineluttabile“, un destino amaro e inevitabile quanto l’azione del sole, che prima o poi brucia la pelle di chiunque senza distinzioni. 

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Acapulco e l’analisi sociale

Non è la prima volta che il regista inserisce in un suo film un’analisi sociale. In Nuevo Orden (Premio Speciale della Giuria alla Mostra di Venezia) aveva inserito una parabola sociale e politica, come sottolinea William Maga nel magazine online Il Cineocchio.

In Sundown, invece, il regista si sofferma sulla rappresentazione del crimine e della violenza all’interno della società messicana

La scelta di Acapulco non è stata casuale. Il regista racconta di aver trascorso spesso le sue vacanze di infanzia in questa parte di costa messicana. Nella sua età adulta però questo luogo si è trasformato, da un paradiso balneare, in un “epicentro di violenza”.

Un decadimento di Acapulco che per Franco simboleggia quello dell’intero Messico.

Nel 2021, secondo il report delle 50 città più pericolose al mondo dell’organizzazione messicana Consejo Ciudadano para la Seguridad Pública y la Justicia Penal A.C, Acapulco è stata la sedicesima città più violenta del pianeta. E le prime otto posizioni sono di altrettante città del Messico.

Ma nemmeno tutta questa crudeltà sembra smuovere le emozioni di Neil Bennett.

Anzi, i comportamenti dissoluti di Neil vengono assorbiti da questi luoghi di violenza. Infatti, “nel suo ritratto in nero Franco gioca spesso la carta della critica sociale come alibi per coprire azioni abbiette”, come evidenzia Antonio D’Onofrio (Sentieri Selvaggi).

Sundown non è solo un dramma familiare ma una riflessione del regista Michel Franco sul proprio paese, tra l’incomunicabilità di una famiglia e l’inazione di una società.

Anna Ceroni

Sundown: il trailer del film

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Video recensione del film Sundown

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