Il carcere e la vita dei detenuti che scontano la pena. O che sono in attesa di giudizio.

Quale rapporto fra il mondo del carcere e quelle persone che vivono dietro le sbarre? Quale relazione fra l’ambiente della prigione e il corpo dei detenuti?

Su questo argomento puoi leggere, in fondo a questo testo, un articolo di Laura Baccaro, criminologa e psicologa giuridica.

Laura Baccaro, psicologa e criminologa, caso Sutter Bozano, Biondino della Spider Rossa

L’articolo s’intitola: “Il luogo del tempo ovvero delle dimensioni della corporeità in carcere”.

“Voglio qui riflettere sui fattori di r-esistenza che il soggetto in carcere mette in atto per sopravvivere”, spiega Laura Baccaro nell’introdurre questo suo lavoro scientifico. “A partire dal fatto che ‘noi non abbiamo un corpo, ma siamo un corpo’ come afferma Merleau-Ponty (1965). Perché essere vivi è essere al mondo con l’intermediario del corpo”.

La dottoressa Baccaro conclude il suo articolo scientifico con una riflessione: “Il detenuto, se da un lato rinuncia alla propria integrità fisica in vista di un maggiore bene (la libertà), dall’altro assume contrattualmente il linguaggio dell’istituzione cercando di utilizzarne le logiche”.

L’esecuzione della pena diventa un percorso sul/nel corpo recluso, infatti a volte alcuni detenuti mostrano corpi che assomigliano a delle mappe, su cui incidono le fasi della carcerazione o le richieste all’amministrazione. Quasi un percorso ad ostacoli verso la libertà”, osserva la criminologa.

“Alcuni si rassegnano e tentano il suicidio, altri combattono sempre e vediamo le battaglie vinte e perse nei segni che iscritti sulla pelle”, sottolinea Laura Baccaro.

Sul carcere Sky Tv e Now propongono una serie televisiva, con Luca Zingaretti, protagonista. S’intitola Il Re.

Il mondo del carcere e la vita dei detenuti che vi sono rinchiusi viene tematizzata dall’articolo di Laura Baccaro, criminologa e psicologa giuridica.

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