La serie fa riflettere sul fenomeno dei podcast true crime tra persone di più generazioni. 

Tre estranei uniti da un palazzo, i podcast crime e un misterioso omicidio. Pezzi di un puzzle incollati tra loro da una miscela di ironia e sarcasmo.

Con questi elementi, Only Murders in the Building appare come una tipica serie televisiva mistery comedy.

La serie tv – proposta dalla piattaforma di streaming Disney+ – si arricchisce però di alcune curiose novità, che riescono a svecchiare i cliché narrativi del genere.

Infatti, i tre protagonisti hanno una passione comune per i true crime, che nutrono attraverso una tecnologia di successo dell’ultimo decennio: i podcast.

La serie risulta così un giusto pretesto per una riflessione su questo fenomeno mediatico in continua ascesa, analizzando forma, contenuto e stile dei podcast crime.

LA FUNZIONE DI QUESTO TIPO DI PODCAST

Prendendo spunto proprio dalla serie tv, è possibile inoltre interrogarsi anche sulle potenziali funzioni di questi podcast.

In molti pensano infatti che i podcast true crime siano solo un prodotto di intrattenimento fine a se stesso. Charles, Mabel e Oliver cercano di dimostrare il contrario.

Tra le altre cose, i podcast sono per loro infatti delle lezioni di investigazione. E quale migliore esame può esistere se non una indagine dal vero di una misteriosa morte avvenuta nel loro palazzo?

Questi bizzarri personaggi – interpretati da Martin Short, Selena Gomez e Steve Martin (anche ideatore della serie con John Hoffman e Dan Fogelman) – arriveranno alla soluzione del caso?

I podcast possono davvero essere degli utili strumenti contro il mondo del crimine?

Tra misteri, sarcasmo e colpi di scena, le prime dieci puntate della serie hanno intanto posto le basi anche per una seconda stagione.

Il crimine infatti non sembra ancora pronto a lasciare l’Arcadia, il lussuoso palazzo newyorkese sede dei misteri della serie disponibile su Disney+.

Only Murders in the Building. La trama della serie tv

Charles, Mabel e Oliver vivono in solitudine in un hotel di lusso di una New York d’altri tempi, l’Arcadia.

I tre non si conoscono ma condividono un interesse comune per i podcast true crime.

La tranquillità della loro vita si interrompe in una serata attesa da tutti e tre, per l’uscita della nuova puntata della loro serie podcast preferita.

Si versano un bicchiere di vino, accendono il fuoco nel camino e si mettono comodi. Premono play. E pronti a scoprire l’assassino dopo una lunga attesa, sono costretti a bloccarsi.

Per quale motivo? La finzione dei loro podcast diventa cruda realtà proprio all’Arcadia: viene infatti ritrovato il corpo senza vita del giovane Tim Kono, un altro inquilino del palazzo.

CASO CHIUSO? FORSE I CONTI NON TORNANO

La polizia non ci mette molto a chiudere il caso, in quanto tutti gli indizi fanno pensare ad un suicidio. Caso chiuso.

O forse no. La soluzione infatti non convince i tre inquilini, che non credono alla teoria della polizia.

Per loro Tim è stato ucciso da qualcuno che abita nel palazzo. E decidono quindi di avviare una loro indagine.

Sembra infatti l’occasione perfetta per mettere in pratica le tecniche apprese ascoltando ore di podcast. 

I tre ficcanaso scoprono così molti segreti. Alcuni sono di molti anni prima e sembrano legati al defunto Tim. 

Una trama avvincente che non possono farsi sfuggire. Bastano infatti pochi strumenti per iniziare a registrare un proprio podcast true crime: Only Murders In The Building.

Ora manca solo l’assassino

onlymurdersinthebuilding – serietv – magazine ilbiondino.org – ProsMedia – Agenzia Corte&Media – locandina

Una black comedy con qualche curiosa novità

“Fare irruzione nella casa di un morto e rovistare tra tutte le sue cazzate? Un pomeriggio come un altro”, dichiara Mabel nella serie.

Sono battute come questa che rendono Only Murders In The Building una serie di genere black comedy: alla narrazione tipica di una storia crime, si affiancano infatti delle battute irriverenti.

E non mancano delle frecciatine alla società odierna, con una particolare attenzione al mondo dell’intrattenimento.

Il paragone con Misterioso Omicidio a Manhattan di Woody Allen, una pietra miliare del genere, risulta così immediato.

Dal film del regista newyorkese vengono ripresi infatti degli ingredienti fondamentali: la trama semplice ma accattivante di un giallo, gli elementi comici sofisticati e una New York misteriosa e affascinante.

Così la serie – grazie ad un cocktail di umorismo, ironia e dramma – crea una mescolanza di toni e reazioni.

Secondo Aldo Pisano (Anonima Cinefili), l’effetto risultante è infatti una “ambivalenza emotiva dello spettatore”, che non sa se sentirsi in colpa per le sue risate. 

E anche se la trama non brilla per originalità, ci sono alcuni elementi innovativi interessanti, a partire dai riferimenti ai podcast.

Damiano Panattoni (The Hot Corn) ricorda che “ogni episodio si apre con la voce fuori campo di un personaggio”, una struttura che rimanda proprio alle forme narrative del podcast, quarto protagonista e modello di stile della serie.

Come Only Murders In The Building unisce più generazioni con i podcast true crime

Il cast di Only Murders In The Building è ricco di nomi noti a più generazioni. Perfino tra le comparse sono presenti nomi importanti: Tina Fey, Nathan Lane e addirittura Sting.

Ma sono i tre attori protagonisti a fare la differenza in questa serie:

  • Steve Martin interpreta Charles, un attore caduto in disgrazia ormai da molti anni;
  • Martin Short è lo stravagante Oliver, un regista di teatro con problemi finanziari;
  • Selena Gomez interpreta Mabel, una misteriosa giovane donna di periferia

Come sottolinea Francesco Costantini (Cinematographe), le differenze generazionali di questo trittico sono tra gli aspetti più interessanti della serie.

Da una parte c’è una coppia iconica di comici della generazione dei baby boomers: Short e Martin. I due amici interpretano due personaggi restii a “lasciarsi accantonare dal tempo che passa”, e pronti “a tutto pur di rimettersi in gioco” con ironia.

Dall’altra parte la Gomez, attrice simbolo della generazione Z, interpreta una giovane donna con un futuro davanti. Allo stesso tempo però risulta “distaccata” dal mondo, un atteggiamento che la unisce a molti suoi coetanei.

Continua Costantini, sottolineando la contrapposizione anche negli stili di recitazione dei tre investigatori improvvisati: il nervosismo di Short, l’elegante goffaggine di Martin e la rilassata noncuranza della Gomez.

E il tutto riesce a funzionare, nonostante le differenze. Anzi, proprio grazie a queste.

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Only Murders In The Building: i podcast

Come già detto, il podcast può essere considerato il quarto protagonista di Only Murders in the Building

Non tutti però sanno cosa sia un podcast e inoltre molti lo confondono con la radio o gli audiolibri.

Cos’è quindi un podcast? Il podcast è un programma audio distribuito come file digitale attraverso Internet. La sua fruizione avviene attraverso vari dispositivi digitali (cellulare, computer, mp3, siti internet, ecc.), con la possibilità anche di scaricare i programmi e ascoltarli offline.

Al contrario di quello che molti pensano, il fenomeno dei podcast non è una novità, bensì una creazione dei primi anni duemila. Infatti il nome deriva dall’iPod, il dispositivo per ascoltare musica dell’azienda Apple.

Se la definizione tecnica è molto precisa, a livello narrativo e tematico i podcast sono molto più flessibili.

Questi programmi audio hanno una natura seriale o a singolo episodio, in cui di solito si tratta un singolo argomento specifico, in modo più o meno approfondito.

I podcast crime: i contenuti

I podcast possono trattare qualsiasi argomento, come il mondo crime.

In effetti, secondo uno studio della Line Seistrup Clausen e Stine Ausum Sikjær, nelle classifiche americane su Spotify quattro podcast su dieci sono sul genere crime.

Ma cosa preferiscono ascoltare le persone? Dai podcast presenti sul mercato italiano, sembra che gli ascoltatori preferiscano le storie vere (true crime story), meglio se molto conosciute, anche se non sembra essere un requisito fondamentale.

Secondo Bianca Rodriguez e Zoe Guy (Marie Claire) i “migliori podcast true crime sono quelli che dicono qualcosa sulla società fornendo allo stesso tempo una narrativa intrigante”.

I CONTENUTI PIÙ DIFFUSI NEI PODCAST

Tra i contenuti più presenti nei podcast infatti ci sono: gli errori investigativi e giudiziari, le violenze contro i più deboli – donne e bambini – e le storie su persone scomparse. 

Molti podcast non si fanno comunque scappare narrazione più stravaganti e meno comuni, come quelle sui serial killer.

Inoltre, al pubblico interessa molto anche l’angoscia provata dalle famiglie delle vittime, come ha individuato nelle sue ricerche Lili Paquet, autrice di Crime Fiction from a Professional Eye.

Questo interesse può portare sia benefici che vari svantaggi, come: speculazioni pubbliche, atti vandalici o violenze fisiche.

Infine, dall’ascolto di podcast crime mondiali, sembra che siano i cold case (casi irrisolti) a fare i migliori numeri d’ascolto.

Omicidi senza un colpevole, persone scomparse nel nulla o presunti complotti (come le morti di Marylin Monroe o di Aldo Moro), sono solo alcuni esempi di successo.

Only Murders In The Building – serietv – magazine ilbiondino.org – ProsMedia – Agenzia Corte&Media – podcast

I podcast crime: lo stile

Interviste, ospiti o co-conduttori. I podcast possono assumere varie forme, ma in ognuna rimane un solo elemento fondamentale: la voce.

Una bella dizione, una progressione rilassata ma dotata di ritmo e un tono profondo aiutano un podcast ad essere ascoltato. E anche capito dalla prima all’ultima parola.

Alla voce si possono poi aggiungere altri elementi, tra cui una musica di sottofondo o degli effetti sonori, come: rumori di passi, una porta scricchiolante o delle urla.

In questo modo è possibile creare un’atmosfera misteriosa interessante, che ricorda un predecessore dei podcast: gli sceneggiati radiofonici

Da tempo la radio ha perso interesse in questo tipo di prodotto sonoro, sviluppandosi verso altre vie.

Tuttavia gli ascoltatori non hanno perso la voglia di ascoltare queste narrazioni. Ed è anche per questo che, negli ultimi dieci anni, i podcast hanno riscontrato un successo crescente.

Ciò nonostante, la ricchezza sonora dei podcast non risulta necessaria, anzi.

La semplicità sembra sempre premiare un podcast. Si potrebbe dire infatti che pochi elementi portino anche a poche distrazioni e quindi ad una maggiore comprensione del messaggio.

I podcast true crime: solo intrattenimento?

Come dimostra con ironia la serie Only Murders in the Building, i podcast true crime possono andare oltre la sfera dell’intrattenimento.

Innanzitutto, i podcast possono essere un potenziale nuovo strumento per delle indagini che partono dal basso, dalle persone comuni. 

Come sostiene Kevin Balfe, fondatore di Crime Con, la narrazione di veri crimini può essere utile per il fenomeno del crowdsourcing.

Il termine inglese indica la creazione di una comunità (anche virtuale), che comporta la collaborazione di più persone su un caso. E tutto ciò, può portare a nuovi indizi, anche dopo decenni.

A questa importante funzione, se ne aggiungono altre. Per esempio, i podcast permettono di non dimenticare le vittime e dare un supporto, anche solo emotivo, alle famiglie.

I podcast true crime, ma non solo, possono essere utili anche per educare le persone, impartendo importanti nozioni, per esempio di diritto o psicologia.

Infine, i podcast crime possono anche fornire informazioni e suggerimenti salvavita, con vantaggi per se stessi e per gli altri.

I podcast crime italiani più ascoltati

Di seguito sono presenti alcuni tra i podcast crime più ascoltati in Italia:

  • Veleno è un podcast di Pablo Trincia, che racconta il caso dei “Diavoli della BassaUn caso, dopo vent’anni, ancora pieno di mistero;
  • Polvere ripercorre invece l’omicidio di Marta Russo. Il podcast è registrato dalla redazione di Huffington Post Italia, in collegamento ad articoli sul caso;
  • La città dei vivi, condotto da Nicola Lagioia, espone l’omicidio di Luca Varani;
  • Pietro Maso: io ho ucciso è un podcast in formato intervista (una delle forme di maggior successo) sull’omicidio avvenuto nel Veronese nel 1991;
  • Profondo nero è un podcast che ricorda le atmosfere sonore dei sceneggiati radiofonici; il programma tratta di soli casi italiani, attraverso la voce di Carlo Lucarelli;
  • Demoni Urbani  è condotto da Francesco Migliaccio e racconta varie storie criminali, come il delitto di Avetrana

Anna Ceroni

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Il trailer ufficiale di Only Murders in the Building

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