Il secondo episodio del podcast Il colpevole perfetto esplora la persona e il personaggio Lorenzo Bozano.

“Il biondino che non c’è”. Questo è il titolo del secondo episodio del podcast Il Colpevole Perfetto. Il podcast true crime sul caso Sutter-Bozano.

Il secondo episodio si concentra infatti su Lorenzo Bozano. La sua persona prima del 1971. E il suo personaggio all’interno del caso: il bugiardo calcolatore disegnato dai media.

Un colpevole – il venticinquenne Bozano – sulla cui innocenza nessuno avrebbe scommesso nel 1971. Nessuno: nemmeno Maurizio Corte, voce del podcast. 

Eppure, analizzando la vicenda sono molti i dubbi sul rapitore e l’assassino soprannominato “il biondino della spider rossa”. Dubbi che se non lo scagionano, almeno gli offrono il beneficio del dubbio.

Il podcast cerca così di svelare punto per punto ciò che non torna: quello che i processi hanno tralasciato; e quello che i media hanno raccontato. Nel mezzo di questi due poli, lo studio obiettivo che Corte protrae da molti anni.

Il secondo episodio è quindi dedicato a lui: al “biondino che non c’è”. 

Ecco quindi i ritratti di Lorenzo Bozano, “il colpevole perfetto”. Dal Lorenzo bambino, a quello adolescente, per finire con il suo personaggio nel caso Sutter: “il biondino della spider rossa”.

Il caso Sutter-Bozano: un piccolo ripasso

Lorenzo Bozano viene fermato nella notte tra sabato 8 e domenica 9 maggio 1971. Un arresto per il rapimento e l’omicidio di Milena Sutter: una ragazzina di tredici anni ritrovata in mare due settimane dopo la sua scomparsa nella Genova degli anni ‘70.

I media fino ad oggi ci hanno raccontato questo.

Bozano per fare un po’ di soldi decide di rapire la figlia di un ricco industriale, appunto Milena. L’aveva convinta con l’inganno a salire sulla sua macchina – una spider rossa – dopo l’uscita dalla Scuola Svizzera che la tredicenne frequentava.

E forse Bozano la aggredisce già dentro la macchina, strozzandola con le sue mani. Poi la getta in mare di notte, per non essere visto.

Il giorno dopo Bozano decide di telefonare comunque in casa Sutter per chiedere un riscatto: 50 milioni di lire.

Il suo piano però fallisce per colpa di qualche pettegolezzo di paese. Infatti alcune vicine di Milena lo avevano notato nei giorni precedenti, lungo la via di casa Sutter. 

Così come altri testimoni lo avevano visto nella sua auto rossa fuori dalla Scuola Svizzera. 

Gli inquirenti si mobilitano quindi per trovare la spider rossa sgangherata delle testimonianze. E poi rintracciano Bozano.

Dubbi su Lorenzo Bozano: “Il biondino che non c’è”

Nella seconda puntata di Il Colpevole Perfetto la voce del podcast, il giornalista professionista Maurizio Corte, porta a galla i primi grandi interrogativi sul caso Sutter-Bozano:

  1. il racconto del rapimento per denaro che non regge;
  2. un unico sospettato dall’inizio alla fine della celere indagine;
  3. le soste con la spider rossa di Bozano e le sue bugie a proposito;
  4. la costruzione del killer “Lorenzo Bozano”.

Tutto ruota intorno al “biondino della spider rossa”. Un “biondino” che in realtà non c’è: Lorenzo Bozano era castano scuro di capelli. 

Sia chiaro: il biondino se non è presente, non è certo per la mancanza del giusto colore di capelli. 

Il punto è un altro. La persona Lorenzo Bozano spesso e volentieri non coincide con quella della narrazione del caso Sutter, con il suo personaggio all’interno della vicenda. 

Un personaggio costruito per essere perfetto, forse fin troppo.

Copertina Podcast - Il Colpevole Perfetto - M. Corte

La persona Lorenzo: Bozano prima di Milena Sutter

Non è semplice tratteggiare la figura di Lorenzo Bozano senza farsi influenzare dai racconti su di lui dopo il 6 maggio del 1971, giorno della scomparsa di Milena Sutter.

Lorenzo Bozano nasce a Genova il 3 ottobre 1945.

La Genova di Bozano è quella dei ricchi e del potere, la stessa della vittima: entrambi infatti provengono dal quartiere di Albaro.

Il padre di Lorenzo è Paolo Bozano, un funzionario degli armatori Costa. La mamma è invece una donna di umili origini, Noris Agata Aulino.

Dice Maurizio Corte nel podcast che «dal 1947 al 1959 i genitori di Lorenzo si separano, si incontrano, si separano e dopo ogni incontro nasce un figlio». 

Un rapporto complesso quello dei genitori Sutter. Ed un rapporto doloroso per il Lorenzo bambino, quello adolescente e il Lorenzo adulto. 

L’ADOLESCENZA DI BOZANO

Paolo Bozano era un uomo dalla forte personalità. Un giudizio che si può esprimere leggendo di lui.

La conferma arriva, del resto, dalle relazioni degli operatori sociali negli anni giovanili di Lorenzo, quando il giovane Bozano era in cura da loro. 

Gli operatori sociali descrivono in questi scritti il padre del “biondino della spider rossa” come rigido, scrupoloso, pedante, troppo autoritario ed esigente.

E il Lorenzo adolescente si scontra con questa complessa figura, seguendo per bene il manuale dell’adolescente problematico.

Nel suo curriculum Bozano ha infatti una serie di furti in famiglia, tra cui quello di una rivoltella del padre. Furti che macchiano già in giovane età la sua fedina penale.

Per questo motivo tra il 1959 e il 1965, Lorenzo è in carico all’Istituto di osservazione per minorenni di Genova Pontedecimo. Anni che corrispondono al suo intero arco adolescenziale, ovvero dai 14 ai 20 anni. 

Come si sente nel podcast, nelle azioni criminali del Lorenzo adolescente, l’Istituto rileva un bisogno di procurarsi denaro – a quanto pare sperperato nei night – e «un desiderio di vendetta e di rivalsa nei riguardi dei congiunti dai quali si è sentito abbandonato ed incompreso».

Un abbandono di un Lorenzo ancora ragazzino, quando a 12 anni viene messo in collegio senza spiegazioni.

Primo disegno del “personaggio Lorenzo”: Paolo Bozano

Il primo disegno di Lorenzo Bozano è firmato niente meno che dal padre Paolo: una persona forse troppo autoritaria e con un difficile rapporto con il figlio problematico. Questo è un dato di fatto. 

Le affermazioni di Paolo Bozano sul figlio, invece, rimangono nella sfera del giudizio personale.

Sono giudizi che si riversano prima nei documenti durante l’adolescenza di Lorenzo; e poi nei media dopo la morte di Milena.

In particolare Bozano-padre denuncia tre aspetti del figlio in alcune lettere al Tribunale dei Minorenni di Genova e ai Servizi Sociali di Genova Pontedecimo: 

  • i furti in casa;
  • l’interesse smisurato per il sesso;
  • la vita fatta di ozio di Lorenzo.

Poi, Paolo Bozano condisce questa triade di dissolutezza dando al figlio del bugiardo capace di ogni feroce azione, come ricorda Corte nel podcast.

GIUDIZI FUORIVIANTI

I giudizi su Lorenzo di Paolo Bozano sono però fuorvianti. A riguardo nel podcast Maurizio Corte dice che «mescolano dati obiettivi, come i furti in casa, a giudizi morali e comportamentali che spettano a uno psicologo».

E un giudizio professionale il podcast Il Colpevole Perfetto lo riporta. Ovvero, quello dei Servizi Sociali del Tribunale dei Minorenni di Genova, che definiscono “psicopatico” Paolo Bozano. 

E in più questi professionisti ridimensionano le accuse paterne sulla personalità di Lorenzo, compreso l’interesse smisurato per il sesso dichiarato dal padre. 

Ciò nonostante, Lorenzo Bozano dal 1971 in poi è sempre raffigurato come un ragazzo con una «voglia smodata di donne», come si ascolta nel podcast.

Secondo disegno del personaggio Lorenzo: dai media ai tribunali

Con la morte di Milena Sutter, e l’arresto di Bozano, i media pescano dagli archivi le parole di Paolo Bozano, per contornare un nuovo ritratto di Lorenzo. 

Viene così disegnato un nuovo personaggio, l’antagonista della storia: un killer professionista in grado di rapire, uccidere e gettare in mare la tredicenne.

Con questo disegno, Lorenzo diventa il personaggio chiave del caso Sutter, il famoso “biondino della spider rossa”: un bugiardo e freddo calcolatore. 

Come visto però, le affermazioni di Paolo Bozano erano viziate. E per questo non dovevano essere utilizzate: né dai media, né tantomeno dai professionisti delle indagini.

Tuttavia, una perizia psichiatrica dei dottori Franchini e Chiozza del 1971 su Lorenzo Bozano si nutre proprio di uno dei giudizi del padre sul figlio.

Inoltre, anche il giudice Bruno Noli – giudice istruttore che rinvia Lorenzo Bozano a giudizio per il caso Sutter – si serve delle parole del padre Paolo.

E lo stesso vale per i giudici del 1975: giudici che in appello condannano Lorenzo come rapitore e omicida di Milena Sutter.

Terzo disegno: la perizia di Laura Baccaro

La criminologa Laura Baccaro si è occupata a lungo del caso Sutter.

Ha infatti scritto insieme a Maurizio Corte il libro Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media.

La dottoressa Baccaro ha inoltre eseguito una perizia su Lorenzo Bozano. 

Ciò che esce da questi studi è interessante e si discosta dai disegni sopra visti. Un terzo ritratto quindi, che Corte presenta nel podcast accanto agli altri.

E c’è una frase in particolare che colpisce. Laura Baccaro scrive che «Lorenzo Bozano non era in grado di gestire e realizzare compiti complessi». E rapire una ragazzina di 13 anni, ucciderla e lanciarla in mare è un compito alquanto complesso. 

Come si costruisce il “colpevole perfetto”?

Le descrizioni su Lorenzo Bozano nel caso Sutter formano un puzzle.

Un puzzle che raffigura il personaggio antagonista della triste vicenda: “il biondino della spider rossa”. 

È però un “biondino che non esiste”, ci dice Maurizio Corte.

Il “biondino” è un personaggio creato dai media – e non solo – utilizzando le tessere giuste del mosaico.

Quelle tessere del puzzle insieme rappresentano il giusto personaggio per concludere la vicenda; per dare subito un assassino alla giustizia.

In questo modo si è costruito il killer perfetto, il colpevole perfetto. 

Il problema è quindi uno e lo si trova subito ascoltando il podcast.

Se andiamo a controllare il contenuto di ogni tessera del puzzle, la figura del “biondino della spider rossa” piano piano si sbiadisce.

Per questo forse il podcast ha voluto iniziare il suo percorso con un’ulteriore separazione. Milena Sutter da una parte; Lorenzo Bozano dall’altra. La persona Lorenzo in un angolo della stanza; e “il biondino” nell’angolo opposto.

Ora dobbiamo solo capire cosa si nasconde dietro queste tessere. E perché i processi sono partiti dal puzzle finito, senza considerare i suoi singoli diversi pezzi.

Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 20.04.2024

“Il colpevole perfetto”: dove ascoltare il podcast

Al podcast è dedicato un articolo – con relativo rinvio a Spreaker per l’ascolto degli episodi – sul blog Il Biondino della Spider Rossa.

È possibile ascoltare, a titolo gratuito, il podcast su queste piattaforme online di podcasting:

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