Il film Emily the Criminal racconta le condizioni in cui matura la decisione di abbracciare una vita nell’illegalità.

I crimini di Emily (titolo originale: Emily the Criminal) è un film thriller – disponibile su Amazon Prime – che segue la storia di Emily, una giovane donna alle prese con gravi difficoltà finanziarie e un passato che la mette in cattiva luce davanti ai datori di lavoro.

Emily è infatti gravata da debiti studenteschi e non riesce a trovare un lavoro a causa di una piccola macchia sulla fedina penale.
 
Alla disperata ricerca di un reddito, accetta un lavoro come “dummy shopper”, acquistando beni con carte di credito rubate fornite da un intermediario di nome Youcef.
 
Di fronte a una serie di colloqui di lavoro senza successo, Emily si ritrova presto sedotta non solo dai soldi veloci e dalle emozioni illecite del capitalismo del mercato nero, ma anche dal suo ardente mentore Youcef.
 

Mentre si immerge sempre più in questa vita di crimini, la donna deve affrontare i rischi crescenti e le conseguenze morali delle sue azioni, trovandosi in un vortice che minaccia di consumarla del tutto.

I crimini di Emily. Recensione

I crimini di Emily è un thriller avvincente che riesce a catturare l’attenzione del pubblico con una trama tesa e una protagonista complessa.

Interpretata con intensità da Aubrey Plaza, Emily è un personaggio profondamente sfaccettato, una giovane donna intrappolata in un ciclo di difficoltà economiche e scelte sbagliate.

La performance di Plaza è senza dubbio il cuore pulsante del film, capace di trasmettere la vulnerabilità e la determinazione di Emily in egual misura.

 

La regia di John Patton Ford è precisa e tesa, costruendo un’atmosfera di crescente pericolo che avvolge lo spettatore.

Il film non si perde in inutili digressioni e mantiene un ritmo costante che accompagna l’evoluzione della storia di Emily.

La sceneggiatura, pur non essendo rivoluzionaria, è ben costruita e riesce a mantenere alta l’attenzione grazie a dialoghi incisivi e situazioni di alta tensione.

Visivamente, I crimini di Emily utilizza una cinematografia sobria ma efficace, con un uso intelligente della luce e delle ombre per creare un’atmosfera cupa e opprimente che riflette lo stato d’animo della protagonista.

La colonna sonora, discreta ma incisiva, accompagna in modo adeguato le scene più intense senza mai sovrastarle.

Emily The Criminal - I crimini di Emily - Netflix

Lavoro, etica pubblica e scelte personali

Uno degli aspetti più affascinanti del film è la sua capacità di esplorare temi complessi.

I temi complessi sono la disperazione economica in cui si trova la protagonista con i suoi debiti del periodo scolastico, la morale pubblica da rispettare e le conseguenze di scelte personali verso la violazione della legge.

Emily è un personaggio verso cui viene spontaneo provare empatia, nonostante le sue azioni illegali.

Il film ci costringe, così, grazie anche a questa empatia, a riflettere sulle circostanze che spingono una persona a infrangere la legge e sulle difficoltà di trovare una via di riscatto in un mondo spesso ingiusto.

Ingiusto è il fatto che Emily sia considerata alla stregua di una criminale solo per alcuni errori commessi in passato, che le hanno procurato alcuni processi penali.

Ingiusto è il fatto che Emily da un lato debba saldare il suo debito per il prestito concessole per i suoi studi; e dall’altro sia costretta a lavorare come persona sfruttata.

Ingiusto è anche il fatto che ad Emily non sia riconosciuto il suo spirito di intraprendenza che – schiacciato tra debiti e sfruttamento – si vede costretta a indirizzare verso territori criminali.

UNA VITA AI MARGINI DELLA LEGALITÀ

I crimini di Emily è quindi un film ben realizzato che offre una visione cruda e realistica della vita ai margini della legalità.

Grazie a una solida performance della protagonista e a una regia attenta, il film riesce a coinvolgere e far riflettere, risultando una visione consigliata per gli amanti del genere thriller drammatico.

 

Emily The Criminal - Film

Il capitalismo e lo sfruttamento di chi lavora

Il personaggio di Emily rappresenta un esempio eloquente di come il capitalismo possa sfruttare le persone, soprattutto quelle in situazioni economiche precarie.

Il film esplora diversi temi legati a questo sfruttamento, mostrando come le difficoltà economiche possano spingere le persone a compiere scelte disperate.

Emily è intrappolata in un sistema che non le offre opportunità reali per uscire dalla sua situazione difficile.

Nonostante lavori duramente, i salari bassi e la mancanza di prospettive realistiche la costringono a cercare alternative al di fuori della legalità.

Questo riflette una realtà presente in molte società capitalistiche, dove le persone si trovano a lavorare in condizioni di sfruttamento, spesso senza tutele adeguate e con poche possibilità di miglioramento economico.

Il film mette in luce come il sistema economico possa creare un ciclo di povertà e disperazione.

Emily è un prodotto di questo sistema, una persona che cerca di sopravvivere in un mondo che sembra essere progettato per farla fallire.

Le sue azioni illegali possono essere viste come una ribellione contro un sistema ingiusto che non le offre alternative.

Inoltre, I crimini di Emily pone l’accento sulla mancanza di supporto sociale e sulle barriere che le persone incontrano quando cercano di migliorare la propria situazione.

Film - Emily The Criminal - Netflix - copertina

LE DISUGUAGLIANZE SOCIALI

Le difficoltà che Emily affronta nel trovare un lavoro dignitoso, nonostante le sue qualifiche, evidenziano le disuguaglianze presenti nel mercato del lavoro.

Questo aspetto del film solleva domande importanti su come le strutture capitalistiche possano essere riformate per offrire maggiore equità e opportunità a tutti.

Ecco che il personaggio di Emily non solo rappresenta una vittima delle circostanze, ma anche una critica potente ai meccanismi del capitalismo che sfruttano i lavoratori e perpetuano le disuguaglianze.

Il film invita gli spettatori, con i dettagli della narrazione, a riflettere su queste dinamiche e a considerare la necessità di cambiamenti sistemici per creare una società più giusta ed equa.

Lorenzo Bozano - Caso Sutter

Il personaggio di Emily e quello di Lorenzo Bozano

L’accostamento tra il personaggio di Emily (nella pellicola I crimini di Emily) e Lorenzo Bozano (nel caso del presunto sequestro e omicidio di Milena Sutter) mi è venuto spontaneo, nel vedere il film.
 
La storia di Emily ci porta – come quella della rappresentazione mediatica di Bozano – alla percezione e al giudizio sociale sui cosiddetti “criminali”.
 
Entrambi i personaggi vivono situazioni in cui le circostanze e la società hanno un ruolo significativo nel definirli come tali, anche prima di essere colpevoli di reati gravi.
 

Emily, nel film, è una giovane donna che si trova in una spirale di difficoltà economiche e scelte disperate. Le sue azioni illegali sono in gran parte dettate dalla necessità e dalla mancanza di alternative.

La sua caratterizzazione mostra come la società possa spesso giudicare e condannare una persona per le sue azioni senza considerare le circostanze che l’hanno portata a quel punto.

Emily viene vista come una criminale. Tuttavia il film ci invita a capire le motivazioni dietro le sue scelte; e a riflettere sulla complessità della sua situazione.

Lorenzo Bozano, noto come “il biondino della spider rossa”, fu coinvolto in uno dei casi di cronaca nera più famosi in Italia.

Accusato del sequestro e omicidio di Milena Sutter (Genova, maggio del 1971) Bozano fu inizialmente giudicato colpevole dall’opinione pubblica e dai media, anche se la sua colpevolezza è stata a lungo dibattuta ed è oggetto di assai fondati dubbi.

La vicenda di Lorenzo (al pari di quella di Emily) evidenzia come la percezione pubblica e il pregiudizio possano influenzare la nostra opinione su una persona, spesso senza un processo equo o una piena comprensione dei fatti.

Entrambi i personaggi, quindi, possono essere visti come esempi di come la società spesso etichetti e giudichi le persone come criminali basandosi su preconcetti e pressioni esterne, piuttosto che su una valutazione completa e imparziale delle loro storie e delle loro azioni.

I crimini di Emily - film

Questo parallelismo sottolinea la necessità di una maggiore empatia e comprensione delle circostanze individuali, nonché di un sistema giudiziario che possa realmente offrire giustizia e non solo punizione.

Il processo di criminalizzazione di persone come Emily (nel film I crimini di Emily) e Lorenzo Bozano può essere visto come il risultato di un certo tipo di logiche sociali, psicologiche e di sistema.

Entrambi i casi ci dicono molto di come la società tenda a etichettare e giudicare in modo rapido e superficiale gli individui.

È un giudizio che formuliamo spesso senza una piena comprensione delle circostanze in cui i fatti accadono e le persone agiscono. Oppure senza un processo equo.

Ecco alcune logiche che possono spiegare questa tendenza a giudizi superficiali e affrettati.

1. Semplificazione e stereotipi

La società spesso preferisce semplificare situazioni complesse attraverso stereotipi.

Etichettare una persona come “criminale” permette di ridurre una realtà intricata a una narrativa più facilmente comprensibile.

Emily è una persona che si trova costretta a compiere reati per sopravvivere. Viene allora rappresentata come un criminale piuttosto che come una vittima delle circostanze economiche.

Allo stesso modo, Lorenzo Bozano fu in fretta etichettato come colpevole a causa di pregiudizi e della pressione dei media negli Anni Settanta.

2. Capro espiatorio

Le persone in difficoltà o con un passato discutibile possono con facilità diventare capri espiatori su cui la società proietta le proprie paure e insicurezze.

Questo meccanismo permette alla comunità di sentirsi più sicura individuando e isolando un colpevole percepito, anche se ciò comporta un giudizio superficiale e espresso di fretta.

Emily è un esempio di come una persona possa essere stigmatizzata e criminalizzata per le sue azioni, che in realtà sono una reazione a un sistema economico ingiusto.

Lorenzo Bozano, prima del processo e prima ancora di trovare il corpo della ragazzina sparita, è giudicato comunque un delinquente. E il giudizio si basa su documenti (le lettere del padre Paolo) che non hanno alcun valore scientifico e di prova.

Crimine - Giustizia - Media - photo Campbell Jensen--- ilbiondino.org - blog

3. Controllo sociale

Criminalizzare individui come Emily e come Lorenzo è un’azione utile anche come mezzo di controllo sociale.

La società utilizza la legge e l’ordine per mantenere una certa stabilità e per scoraggiare comportamenti considerati devianti.

Tuttavia, questo approccio può spesso essere ipocrita e punitivo, soprattutto quando non affronta le radici dei problemi che portano le persone a infrangere la legge.

La stessa cosa accade – nel maggio del 1971 – a Lorenzo Bozano, quando diventa il “mostro” su cui si accumulano tutte le paure di una città, quella di Genova, che è già violenta di suo. Ed è violenta a causa della criminalità, non per figure come quelle di Lorenzo.

4. Bias di conferma

Tutti noi tendiamo a cercare informazioni che confermano le loro credenze preesistenti, ignorando o minimizzando le prove contrarie.

Una volta che Emily o Bozano sono stati etichettati come criminali, ogni loro azione viene interpretata attraverso questo filtro, rafforzando ulteriormente il pregiudizio iniziale.

Emily – a causa di suoi errori passati – è marchiata a fuoco come una pregiudicata.

Lorenzo Bozano – a causa dei giudizi infondati del padre Paolo e di piccoli precedenti penali – viene subito considerato il figlio deviato e delinquente di una famiglia alto borghese. La mela marcia di un ambiente rispettabile.

Media Studies - Analisi dei Media - Giornalismo - Informazione - Photo Yang-Xia-aett4u0y8Qk-Unsplash

5. Media e opinione pubblica

I media giocano un ruolo cruciale nel plasmare l’opinione pubblica.

La copertura mediatica, inzuppata di sensazionalismo, può condizionare la percezione delle persone, dipingendo individui come Emily e Bozano quali colpevoli ancor prima di un giudizio fondato.

Questo può portare ad articolare su di loro opinioni sommare. E ad una loro criminalizzazione basata su emozioni piuttosto che su fatti.

Di qui, l’importanza di un film indipendente come I crimini di Emily (Emily the Crominal), titolo che nella versione in italiano non rende il significato dell’opera: ovvero la rappresentazione di Emily come di una “criminale”. Ovvero, ben di più che l’essere una persona che commette dei crimini.

Alla fine, Emily the Criminal compie una scelta sconcertante: quella di abbracciare la carriera criminale. In questo modo, dà ragione a chi la voleva proprio come una “donna criminale”.

Lorenzo Bozano, da parte sua, nonostante la condanna all’ergastolo – nel 1975, a Genova, in un processo viziato dal pregiudizio – rifiuta invece l’etichetta di “prigioniero”.

Lorenzo, nel 1976, scappa in Francia (e nei territori africani di area francese). Quando, nel 1980, comincia la sua lunghissima detenzione all’Isola d’Elba rifiuta il ruolo di “detenuto”. Si ribella, a modo suo, all’etichetta infamante di rapitore e assassino di una ragazzina.

Emily – nel film I crimini di Emily – invece si arrende. E dà così ragione a chi l’ha sfruttata, umiliata e criminalizzata.

Maurizio Corte
Agenzia Corte&Media

Ti interessano le storie criminali su cui riflettere? Allora ascolta il podcast che ho registrato sulla vicenda di Lorenzo Bozano e di Milena Sutter.

Emily e il “criminale” Lorenzo Bozano

I crimini di Emily. Recensione

Emily the Criminal.  Recensioni in inglese

Spiegazione del finale del film

Ti piacciono le storie ufficiali? O anche tu ami il dissenso?

Crime Window & Media è la newsletter che ti dà uno sguardo irriverente sul mondo del crimine e della giustizia. Puoi così vedere film, serie tv e leggere libri con l'occhio addestrato di chi non si ferma alle verità di comodo. Ti arriva ogni mese con contenuti unici, con il pensiero critico delle persone libere e l'umanità di chi rispetta la dignità delle persone. ISCRIVITI SUBITO! Nessun costo, niente spam, ti cancelli quando vuoi.