Il quinto episodio del podcast Il colpevole perfetto esplora i dubbi sull’autopsia di Milena Sutter, analizzandone le incertezze e i ragionamenti pseudoscientifici.

La medicina legale è il punto debole di molte narrazioni di cronaca nera. Molti giornalisti tendono a trattarla come polvere da mettere sotto il tappeto, in quanto argomento complesso, settoriale e di sicuro crudo.

Ciò nonostante, molti casi sarebbero incomprensibili e difficili da giudicare senza un’analisi dei dati anatomo-patologici della vittima. Così come il caso di Milena Sutter.

Ecco perché Maurizio Corte ha dedicato il quinto episodio del podcast true crime Il Colpevole Perfetto all’autopsia della giovane vittima. 

Un’autopsia che ricopre un ruolo centrale nel caso di cronaca e nei suoi sviluppi giudiziari.

Infatti, l’ergastolo di Lorenzo Bozano — accusato dell’omicidio della tredicenne — trova le sue basi proprio nell’interpretazione in aula dell’autopsia su Milena. 

Che cosa si cela quindi dietro la lettura del corpo della vittima da parte dei medici legali?

Ancora una volta, il giornalista — voce e ideatore del podcast — per rispondere alla domanda, ci guida attraverso dubbi, incongruenze e illogicità: insomma, i fili conduttori del caso Sutter-Bozano.

Questo viaggio nella medicina legale ci porta così all’interno della perizia autoptica, che risulta chiara e dettagliata.

Tuttavia, nella sua interpretazione giudiziaria, l’autopsia diventa più oscura, diventando quasi pseudoscientifica, come il podcast ben dimostra.

I DUBBI SULL’AUTOPSIA NEL PODCAST IL COLPEVOLE PERFETTO

Causa, modalità e tempi: questi erano i quesiti a cui dovevano rispondere i consulenti del giudice istruttore di fronte al corpo senza vita di Milena Sutter, ritrovata in mare il 20 maggio 1971, due settimane dopo la sua scomparsa.

Il compito era arduo allora, come lo sarebbe ancora oggi.

Infatti, il lungo periodo in cui il corpo della giovane rimase in mare poteva rendere impossibile ottenere delle vere certezze.

Per questo motivo, i risultati schiaccianti e celeri dell’autopsia che invece emersero, non hanno mai convinto Maurizio Corte. Così come alcuni esperti di medicina legale interpellati dal giornalista. 

Ecco allora spiegato il titolo del quinto episodio del podcast sul caso Sutter-Bozano: “Di certo c’è solo che è morta”.

Infatti, le innumerevoli e diverse considerazioni medico-legali sul corpo di Milena Sutter concordano in effetti solo sulla morte della giovane.

E ciò non prova tanto l’innocenza di Lorenzo Bozano, quanto piuttosto l’ingiustizia del suo processo giudiziario, culminato con una condanna all’ergastolo.

L’ETICA COME SFIDA DELLA CRONACA NERA

Questa non è una puntata semplice. 

Innanzitutto perché affronta argomenti di medicina legale, che meritano una certa conoscenza di base sull’argomento.

E poi perché non è mai facile parlare del corpo senza vita di una ragazzina di tredici anni. 

È infatti un compito delicato mantenere saldi i principi dell’etica della professione giornalistica, rispettando allo stesso tempo la memoria della giovane vittima.

Ciò nonostante, con la correttezza presente in tutto il podcast, Maurizio Corte riesce ad affrontare questa necessaria puntata con il giusto intento: la ricerca della verità.

E lo fa utilizzando il rigore scientifico e la correttezza logica sempre alla base della sua investigazione giornalistica, oltre che con la giusta sensibilità.

Così sulle note delicate della produzione sonora curata da Giuliana Corsino, questa quinta puntata solleva ulteriori punti interrogativi sul caso Sutter-Bozano.

Analizziamo quindi i dubbi emersi nel podcast a proposito dell’autopsia di Milena Sutter.

Copertina Podcast - Il Colpevole Perfetto - M. Corte

Il Colpevole Perfetto: i misteri del corpo di Milena Sutter

Il 20 maggio 1971, poco lontano dalla spiaggia di Priaruggia (Genova), due pescatori trovarono un corpo in mare.

I due uomini pensarono ad una donna anziana. D’altronde, senza nessuna conoscenza medica, era difficile per loro leggere quel corpo corroso dall’acqua salata.

Gli esperti, invece, riuscirono in poco tempo a leggere, interpretare e diffondere i dati che quel corpo riuscì loro comunicare. 

Innanzitutto, individuando la vera identità della vittima, ovvero Milena Sutter, la ragazzina di 13 anni scomparsa a Genova il 6 maggio 1971.

In realtà questa scoperta non fu un grande merito professionale: l’identità fu presto chiara grazie ad una collanina con un cuoricino, con inciso il nome della tredicenne. 

FRANCHINI E CHIOZZA: I DUE MEDICI LEGALI

Una volta scoperta l’identità di quel corpo emerso dal mare, si dovette pensare all’autopsia.

Quindi, il 20 maggio 1971, i professori di medicina legale Franchini e Chiozza ricevettero il complesso incarico: occuparsi dell’autopsia di Milena Sutter.

Come medici legali, e consulenti del giudice istruttore, i due professori dovevano quindi stabilire causa, modalità e tempo della morte della ragazzina.

Stiamo però parlando di un corpo che era rimasto in mare per molto tempo; quindi, l’autopsia presentava delle difficoltà in più. 

Per questo motivo, non assegnarono il compito a dei medici qualunque, bensì a questi due autorevoli professori, considerati maestri nel loro campo.

L’AUTOPSIA: I RISULTATI

Nel podcast Il Colpevole Perfetto Maurizio Corte riporta i risultati dell’autopsia su Milena Sutter, ad opera dei professori Franchini e Chiozza:

  • come causa della morte si indicò un’asfissia meccanica, per azione di costrizione del collo: in altre parole, un probabile strozzamento o soffocamento;
  • l’ora della morte era da ritenersi probabile dalle ore 18 del giorno stesso della sparizione;
  • il corpo era stato immerso in mare a poche ore dalla sua morte;
  • non riscontrarono segni di violenza carnale;
  • non trovarono tracce di sostanze stupefacenti o tossiche nel sangue, almeno nella misura in cui avrebbero potuto provocare la morte di Milena o una diminuzione della sua difesa.

Cold Case - Medicina Legale - Sequestro e omicidio Milena Sutter - 1971

L’INTERPRETAZIONE DELLA PRIMA PERIZIA

Secondo la versione ufficiale emersa dall’autopsia, come riportato dal podcast, Milena Sutter era stata assassinata «in modo volontario e premeditato, intorno alle 18:00-18:30 del giorno della sua scomparsa, il 6 maggio 1971».

Inoltre, poco dopo la morte, il corpo della ragazzina era stato gettato nelle acque genovesi.

Ci troviamo così di fronte ad un quadro ben documentato e chiaro, che tuttavia fu dipinto con una sorprendente rapidità. 

Infatti, i risultati dell’autopsia furono diffusi e riportati nei giornali, già il giorno successivo al ritrovamento del corpo in mare.

I DUBBI DEL PODCAST: SCIENZA O MAGIA?

In questa puntata stiamo parlando di medicina legale, ovvero di scienza.

Eppure, come ci fa notare Corte, facendo un rapido conto, sembra che i medici sia siano comportati come dei maghi, stabilendo «in qualche ora cause, giorno e ora della morte di un corpo rimasto in mare» per circa due settimane.  

Quindi, di fronte ad un compito difficile, se non impossibile — e non solo nel 1971 ma ancora oggi — i medici agirono con una velocità sospetta, quasi magica. 

Ovvero, una velocità che ha poco a che fare con i tempi della scienza; un giudizio che trova una conferma attraverso alcune interpretazioni di altri medici legali: voci autorevoli del passato e di oggi, analizzate da Maurizio Corte.

LE ALTRE INTERPRETAZIONI: “DI CERTO C’È SOLO CHE È MORTA”

Comunque, come sottolinea Corte, il problema non fu, e non rimane, la perizia autoptica in sé, quanto l’interpretazione dei dati medico-legali. 

Infatti, secondo più professori di medicina legale interpellati dal giornalista, l’interpretazione dei dati autoptici — sebbene chiari e ben documentati — portò ad una conclusione priva di una logica fattuale. 

Inoltre, a queste voci di oggi, si aggiungono almeno due interpretazioni passate, in contrasto con i professori Franchini e Chiozza: 

  • la prima del professore Giacomo Canepa, nominato perito di parte della difesa dal giudice istruttore Bruno Noli nel 1972, poiché Bozano non poteva pagare un medico legale;
  • la seconda del professor Francesco Introna, che firmò un’analisi critica su richiesta dello stesso Bozano, nel 1983.

Per fare un esempio, vediamo l’interpretazione dell’autopsia del professor Canepa:

  • per lui, la causa della morte per asfissia meccanica violenta non poteva essere affermata con il quadro anatomo-patologico presente;
  • infatti, il suddetto quadro, presentava dati generici, in linea con molteplici possibili cause di morte improvvisa;
  • Milena poteva essere morta fra il 6 e il 20 maggio 1971, ovvero una settimana prima il ritrovamento del corpo;
  • in base all’esame del contenuto dello stomaco, secondo il professore, era più probabile che la morte non fosse avvenuta il giorno della scomparsa.

In sintesi, il medico legale Giacomo Canepa contestò l’ipotesi di strozzamento e soffocamento dei professori Franchini e Chiozza. Così come gli altri esperti richiamati nel podcast.

Lorenzo Bozano - Caso Sutter

Dall’autopsia al processo: l’ergastolo di Lorenzo Bozano

Lorenzo Bozano fu condannato nel 1975 per la morte di Milena Sutter. La pena pattuita fu l’ergastolo.

Prima della condanna all’ergastolo, Bozano era però stato rinviato a giudizio in un processo del 1972, dal giudice istruttore Bruno Noli.

Questo giudice si espresse su Lorenzo Bozano, disegnando una ricostruzione del caso Sutter all’apparenza chiara e precisa, che venne poi ripresa nel processo del 1975.

E una ricostruzione in cui la perizia dei professori Franchini e Chiozza giocò un ruolo chiave.

Infatti, secondo questa ricostruzione, seguendo l’interpretazione medico-legale, Milena era stata uccisa con azione di strozzamento. 

Subito dopo, secondo il giudice, Bozano si liberò del cadavere della ragazzina lasciandolo alle acque genovesi, dopo averlo zavorrato con una cintura per pesca subacquea, dotata di cinque chilogrammi di piombi.

Inoltre, secondo questa ricostruzione, Bozano aveva adottato questa modalità — l’affondamento in mare — seguendo il suo piano di “rapimento lampo”, ritrovato nella casa del venticinquenne. 

Per di più, l’affondamento in mare della giovane era forse seguito all’invano tentativo di Bozano di disfarsi del cadavere scavando una fossa sul Monte Fasce di Genova. 

Una ricostruzione che per il giudice trovava riscontro nel presunto piano di Bozano e nell’interpretazione dell’autopsia di Franchini e Chiozza.

Tuttavia, il giornalista Maurizio Corte ci fa notare quello che si nasconde dietro questa apparente chiarezza del giudice Noli.

Infatti, ad un occhio rigoroso e allenato, la ricostruzione appare come sprovvista di un fondamento fattuale e scientifico, a partire proprio dall’autopsia su Milena Sutter.

CONSIDERAZIONI: LA QUINTA PUNTATA DEL PODCAST IL COLPEVOLE PERFETTO

Infatti, come abbiamo visto, la perizia dei medici legali Franchini e Chiozza — come dice Corte nel podcast — «arriva a conclusioni che sono in parte contestabili, in parte infondate sul piano scientifico e anche su quello argomentativo». 

In sintesi, ora, cause e modalità della morte di Milena Sutter non possono ritenersi certe e dimostrabili, per le condizioni in cui il corpo si trovava.

Eppure, accusarono Lorenzo Bozano anche sulla base della perizia medico-legale.

Quindi, seguendo un ragionamento logico, si potrebbe affermare che se l’autopsia manca di un fondamento scientifico, anche il processo e la conseguente condanna di Lorenzo Bozano sono basati su un’illogicità. Maurizio Corte definisce questa situazione come una «ricostruzione farlocca».

Ci troviamo così di fronte a due conclusioni giudiziarie non scientifiche:

  • la ricostruzione della morte di Milena Sutter presentata come verità scientifica, quando è solo una verità giudiziaria;
  • l’ergastolo di Lorenzo Bozano motivato da presupposti — quelli dell’autopsia — non fattuali.

In sintesi, l’analisi della medicina legale sottolinea come il caso Sutter-Bozano resti un capitolo della cronaca italiana privo di rigore scientifico, logica e pensiero critico.

La complessità del caso e le numerose zone d’ombra lasciano così ancora molte domande senza risposta. Il podcast Il Colpevole Perfetto non pretende di fornire tutte le risposte, ma mette in evidenza la necessità di un approccio più approfondito e rigoroso per fare luce sulla verità.

Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 24.06.2024

“Il Colpevole Perfetto”: dove ascoltare il podcast

Al podcast è dedicato un articolo — con relativo rinvio a Spreaker per l’ascolto degli episodi — sul blog Il Biondino della Spider Rossa.

È possibile ascoltare, a titolo gratuito, il podcast su queste piattaforme online di podcasting:

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