Il terzo episodio del podcast Il colpevole perfetto analizza gli ultimi spostamenti conosciuti di Milena Sutter prima della scomparsa.

“La ragazza va di fretta”. Questo è il titolo del terzo episodio del podcast Il Colpevole Perfetto. Il podcast true crime sul caso Sutter-Bozano.

Il terzo episodio si concentra infatti sugli spostamenti di Milena Sutter del 6 maggio 1971, giorno della sua sparizione a Genova.

Nella narrazione ufficiale, gli ultimi movimenti vedono Milena andare “di fretta” all’uscita dalla scuola Svizzera.

Il podcast Il colpevole perfetto non vuole però fermarsi a questa narrazione.

Maurizio Corte — voce e ideatore del podcast — allora incrocia dati, informazioni e testimonianze.

E come in una serie tv poliziesca, appiccica tutto su un immaginario muro bianco. 

Cosa ha visto quindi il giornalista professionista negli ultimi spostamenti di Milena Sutter?

Piccolo ripasso: i due casi

Facciamo un passo indietro. E ricordiamo il punto di partenza del podcast Il colpevole perfetto; la divisione del Caso Sutter-Bozano in due differenti vicende:

  • l’omicidio di Milena Sutter; una ragazzina di 13 anni, figlia di un ricco industriale di Genova, con origini svizzere;
  • le bugie — dei media e degli inquirenti — su Lorenzo Bozano, 25 anni, accusato dell’omicidio della ragazzina.

Ricordiamolo: Maurizio Corte non è un innocentista e nemmeno un colpevolista. A muoverlo sono solo la verità e la giustizia.

Copertina Podcast - Il Colpevole Perfetto - M. Corte

IL CONTORNO 1: GENOVA 

Intorno ai due casi — il piatto principale degli inquirenti — ci sono due elementi di contorno da considerare: Genova e i media.

Genova nel 1971 era una città, dice il podcast, «divisa tra cattolici, comunisti, neofascisti e massoni».

Nel 1971 Genova era però anche una città divisa: 

  • ad est si trovava la borghesia, dove abitava anche Milena Sutter;
  • a ovest, si trovava il proletariato. 

Inoltre, solo l’anno precedente — l’8 dicembre del 1970 — Genova era stata teatro di un colpo di Stato neofascista: il Golpe Borghese.

Un colpo che venne bloccato, «forse per intervento degli Stati Uniti» — dice Maurizio Corte — o «forse per la fedeltà allo Stato dei Carabinieri».

In questa stessa Genova, Don Andrea Gallo — un prete genovese ritenuto scomodo — etichettò il caso di Milena Sutter come “una questione fra borghesi”.

IL CONTORNO 2: I MEDIA 

Don Andrea Gallo — il prete dei poveri e degli ultimi — parlò quindi di una questione di borghesia, riferendosi all’omicidio di Milena.

I media dell’epoca però elevarono da subito questa triste vicenda, trasformando la morte di Milena Sutter nel dramma della stagione.

Nel descrivere l’omicidio dell’estate, i giornali si lasciarono andare anche a molti pregiudizi e menzogne su Lorenzo Bozano, come già detto nella seconda puntata del podcast.

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La ricostruzione del giorno della scomparsa

Milena Sutter sparisce il giorno 6 maggio 1971. Era un giovedì. 

Quello che sappiamo è che la ragazzina di 13 anni uscì dalla Scuola Svizzera alle ore 17.

Inoltre, le cronache giudiziarie e dei media, ci dicono che Milena uscì dall’istituto con una certa fretta.

Un dettaglio — quello della fretta di Milena — su cui il podcast si sofferma a lungo. 

Infatti, quella che sembra solo una minuzia, può in realtà essere un elemento cardine per decifrare gli ultimi spostamenti di Milena.

LA FRETTA: I TESTIMONI

Sulla frettolosità di Milena all’uscita da scuola concordano alcune testimonianze dei compagni di classe e di una sua ex insegnante, Antoinette M.

Maurizio Corte nel podcast ci dice però che queste dichiarazioni sono allo stesso tempo contraddette da altre due testimonianze.

La prima è di un ex-allievo della Scuola Svizzera, Giorgio P., di 19 anni. 

Giorgio disse infatti di aver notato una Milena “assolutamente tranquilla” in via Felice Romani, a pochi metri dalla Scuola Svizzera. 

Il secondo testimone è invece un compagno di scuola della ragazzina, Lars H., di 12 anni.

Quel 6 maggio Lars, dopo l’uscita da scuola alle 17, si diresse alla stazione Brignole per prendere il bus. Un bus che però perse. 

In quegli stessi minuti, Lars vide camminare Milena senza alcuna fretta nella sua stessa direzione, ovvero il capolinea dei bus.

Per di più, sappiamo che Milena si trovava dietro a Lars. Per cui, per prendere il bus, la ragazzina avrebbe dovuto superare il compagno.

Sono dettagli, come dice il podcast. Dettagli che però possono fare la differenza.

LA SPIEGAZIONE DELLA FRETTA

Continuiamo a seguire la narrazione principale. Perché Milena Sutter andava tanto di fretta? 

Secondo gli inquirenti Milena doveva andare a casa per delle lezioni private, in vista degli esami di terza media.

L’insegnate di queste ripetizioni era la signora Maria Emilia R.D.

Secondo il programma, l’insegnate doveva fare lezione a casa Sutter, sia a Milena che al fratellino Aldo, di 11 anni.

Parliamo quindi di un totale di due ore; un’ora di lezione a testa per i due fratelli Sutter.

L’INSEGNANTE PRIVATA

L’insegnante Maria Emilia riferì al pubblico ministero Nicola Marvulli di essere arrivata poco prima delle 17.30 e di aver aspettato Milena, pensando ad un ritardo ingiustificato della ragazzina. 

Alle 18 Milena non era ancora tornata a casa. L’insegnate decise quindi di lasciare casa Sutter, per degli altri impegni lavorativi. 

La dichiarazione è del 28 maggio del 1971, lo stesso giorno del funerale di Milena. 

Ed è una dichiarazione che non convince Maurizio Corte per vari motivi: 

  • PRIMA MILENA. Il programma prevedeva che fosse Milena ad iniziare le lezioni. Tuttavia sarebbe stato più logico che iniziasse Aldo, essendo già in casa.
  • L’USCITA ALLE ORE 18. L’insegnante Maria Emilia restò solo mezz’ora a casa dei Sutter, quando invece avrebbe almeno potuto svolgere l’ora di ripetizione con Aldo.
  • LA GIUSTIFICAZIONE. L’insegnante disse di aver lasciato casa Sutter alle ore 18, per un impegno professionale. Tuttavia il programma prevedeva di eseguire due ore di ripetizioni ai due fratelli Sutter. Quindi l’insegnate si sarebbe dovuta tenere libera per quel lasso di tempo.

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Le ipotesi del podcast: giornalismo investigativo

Maurizio Corte, sulla base di questi dubbi e incongruenze, solleva qualche ipotesi nel podcast Il colpevole perfetto.

Innanzitutto, afferma che «quel 6 maggio Milena poteva non avere lezione a casa alle ore 17.30, ma più tardi».

Se partiamo con questo presupposto — un’orario diverso delle ripetizioni — non abbiamo una spiegazione per la fretta.

Altrimenti, una seconda ipotesi potrebbe essere che Milena abbia ignorato le ripetizioni. Anche in questo caso, la fretta non è giustificata.

Ritorniamo alle testimonianze.

Abbiamo delle dichiarazioni che vedono Milena uscire da scuola con urgenza. Tuttavia delle testimonianze esterne alla struttura, la vedono tranquilla.

Per cui possiamo ipotizzare che qualcuno abbia mentito o che Milena andasse di fretta, ma non per prendere il bus. 

Viene logico pensare che Milena avesse quindi un appuntamento con qualcuno. O che si sia fermata lungo la strada del ritorno, dopo che gli ultimi due testimoni l’avevano notata. O, ancora, che sia entrata in una macchina.

APPUNTAMENTO O RAPIMENTO?

Gli inquirenti presero in considerazione l’ipotesi dell’appuntamento, per giustificare la fretta di Milena.

Infatti collegarono l’urgenza della ragazzina con un appuntamento fissato con Lorenzo Bozano.

Che sia vero o falso, la conferma dell’ipotesi di un appuntamento da parte degli inquirenti non si sposa con l’ipotesi del rapimento con lo scopo di estorsione.

La recensione della puntata: il metodo investigativo 

Questa puntata del podcast Il colpevole perfetto si contraddistingue per la sua fine e accurata investigazione.

Maurizio Corte esplora con obiettività e completezza tutte le ipotesi logicamente possibili su quel 6 maggio 1971.

Insomma, questa puntata è un ottimo esempio di giornalismo investigativo. Un giornalismo guidato dal ragionamento logico. 

Una logica che  — a prescindere dalla verità — possiamo affermare non essere sempre appartenuta agli inquirenti: un giorno sposati con l’ipotesi del rapimento, e il giorno dopo con quella dell’appuntamento. E così via. 

Ed una logica che, come vedremo, non è apparsa nemmeno ai processi contro Lorenzo Bozano. 

Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 16.05.2024

“Il colpevole perfetto”: dove ascoltare il podcast

Al podcast è dedicato un articolo — con relativo rinvio a Spreaker per l’ascolto degli episodi — sul blog Il Biondino della Spider Rossa.

È possibile ascoltare, a titolo gratuito, il podcast su queste piattaforme online di podcasting:

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