CASO SUTTER: ANALISI CRIMINOLOGICA DI LORENZO BOZANO.

Che volto ha il “mostro”? Già la domanda, con l’uso della parola “mostro”, vuole essere provocatoria.

Una domanda che vuole smontare il tentativo – purtroppo riuscito in buona parte – di distruggere la “persona Lorenzo” per sostituirla con un “mostro Bozano”.

Un mostro funzionale a un’accusa che arranca e non riesce a trovare la prova decisiva della sua colpevolezza.

Ecco quale profilo Laura Baccaro, criminologa e psicologa giuridica, fa di Lorenzo Bozano. Un profilo sostenuto da un’analisi scientifica di tipo psico-criminologico.

Lorenzo Bozano: una “figura opaca” mai messa a fuoco

La figura di Lorenzo Bozano si presenta opaca, sfumata, mai delineata in modo chiaro. E non per colpa sua.

Non riusciamo ad avere una rappresentazione di Lorenzo Bozano – il giovane condannato all’ergastolo (nel 1975) per il sequestro e l’omicidio di Milena Sutter – se non collegata a episodi di trasgressione o di attribuzione di reati.

Sembra impossibile parlare dell’uomo Lorenzo Bozano senza collegarlo a quanto scritto (e visto) rispetto alla vicenda di Milena Sutter.

L’uomo Bozano non esiste, insomma, se non come personaggio: quello del “biondino della spider rossa”.

Il suo è un “personaggio” che ha fagocitato e preso il posto della persona reale.

Quello che possiamo fare qui è introdurre alcuni aspetti caratteristici della personalità di Lorenzo Bozano Lo facciamo a partire da alcune fasi della sua vita.

Possiamo riferirci dapprima al ragazzino e poi all’adolescente, così come viene definito nelle lettere del padre Paolo.

“Fin dall’infanzia ha manifestato dei precoci ed incontrollati impulsi sessuali”, scrive Paolo Bozano, padre di Lorenzo. “Inoltre, a diverse riprese, Lorenzo compie furtarelli, il profitto scolastico è pessimo”.

“A 10 anni sottrasse 10 mila lire dalla borsetta della maestra”, prosegue Paolo Bozano, “e una certa quantità di dolci dallo spaccio scolastico. (…) Se costretto a confessare non manifesta né sentimento, né umiliazione”.

 

Lorenzo Bozano: cosa dice la perizia psichiatrica del 1971

Nel 1971, durante la detenzione in carcere, Lorenzo Bozano viene sottoposto a perizia psichiatrica. Queste le conclusioni a cui giungono i periti d’ufficio, i professori Aldo Franchini e Giorgio Chiozza, medici legali:

  • Bozano è apparso intellettualmente ben dotato.
  • Nel corso dei colloqui, Bozano ha mostrato di essere in grado di distinguere il lecito dall’illecito, di possedere valide capacità di giudizio morale, di comprendere l’antigiuridicità degli atti delittuosi compreso quello per il quale è imputato.
  • Sussiste in Bozano una certa tendenza all’ipervalutazione di sé stesso e delle sue capacità.
  • La sfera volitiva di per sé stessa non è apparsa pregiudicata da condizioni psicopatologiche propriamente dette.
  • Bozano è capace di autodeterminarsi: può scegliere liberamente tra due o più azioni possibili. Se sceglie una azione antisociale o delittuosa ciò si verifica in relazione ad una indifferenza affettiva sul significato etico dell’azione stessa, non già per una alterata capacità decisionale ovvero per una coatta pulsione.

Le considerazioni dei periti Franchini e Chiozza valgono anche in riferimento alla dinamica del reato che è addebitato a Lorenzo Bozano.

Quelle considerazioni hanno valore sia che si tratti di un omicidio a scopo di estorsione, sia nell’ipotesi, meno probabile, di un omicidio perpetrato in connessione con atti di violenza carnale.

Caso Milena Sutter - Lorenzo Bozano - libro Il Biondino della Spider Rossa sul sequestro e omicidio di Milena Sutter - blog ilbiondino.org - Agenzia Corte&Media Verona

 

L’analisi psico-criminologica dell’uomo condannato all’ergastolo

All’analisi approfondita della personalità di Lorenzo Bozano, sia allora che oggi, abbiamo dedicato due capitoli del libro “Il Biondino della Spider Rossa”.

Quell’analisi consente di vedere Bozano nella sua umanità e complessità, anche sotto il profilo psicologico e criminologico.

Si evitano così le suggestioni del momento. E si prende un critico distacco da quanto hanno proposto sin qui le narrazioni dei media.


Laura Baccaro

@laura_baccaro
www.laurabaccaro.it

 
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