Un piano diabolico e un amante manipolato. L’uxoricidio che ha sconvolto la Spagna oggi è un film.
Nel 2017 l’unità omicidi di Valencia è la più efficiente della Spagna: il tasso di casi risolti sfiora il 100%.
Ma in quella torrida estate, la squadra si imbatte in un’indagine capace di metterla alla prova: il delitto di Patraix.
Un caso di cronaca nera che scuote l’opinione pubblica e diventa oggi materia di fiction con il film La vedova nera.
Il thriller psicologico (su Netflix, 2025) segue da vicino le indagini investigative, partendo proprio dal giorno dell’omicidio, il 16 agosto.
Quella mattina d’estate, viene infatti ritrovato il corpo senza vita di Antonio Navarro Cerdán (nel film Arturo Ferrer Puig).
L’uomo è stato ucciso con sette coltellate. Un’esecuzione rapida, che porta la firma della premeditazione.
Presto le indagini conducono alla moglie della vittima, Maje.
Una vedova nera capace di sedurre, manipolare e avvelenare la mente degli uomini attorno a sé.
Indizio dopo indizio, il profilo della donna quindi si trasforma: da moglie in lutto a regista occulta dell’omicidio.
È lei infatti a convincere uno dei suoi amanti di essere vittima di violenza domestica e a mettere in piedi il piano omicida.
E lui — l’amante diventato burattino — uccide.
Oggi, con il caso chiuso e i responsabili in carcere, il delitto di Patraix resta una ferita aperta nella cronaca nera spagnola.
Mentre l’unità omicidi di Valencia mantiene il suo primato investigativo.
CARLOS SEDES AL TIMONE DI UN CAST STELLARE
Diretto dal regista galiziano Carlos Sedes (The Asunta Case), La vedova nera porta sullo schermo questa storia machiavellica affidandola a un cast di livello.
A interpretare María Jesús Moreno, protagonista della vicenda, è Ivana Baquero, attrice rivelazione de Il labirinto del fauno.
Accanto a lei, nel ruolo dell’amante complice, Tristán Ulloa, volto noto nel panorama televisivo spagnolo: dal già citato Asunta a Berlino.
Nel ruolo della detective Eva Torres — alter ego cinematografico di Esther Maldonado — troviamo infine una intensa Carmen Machi.
TRE PUNTI DI VISTA, TRE STORIE
Il regista sceglie una narrazione a tre voci, che scivola nei pensieri più oscuri dei protagonisti.
L’omicidio di Arturo/Antonio (interpretato dall’attore Álex Gadea) viene infatti raccontato attraverso:
- lo sguardo lucido e razionale della detective Eva Torres;
- la voce manipolatrice di Maje Moreno;
- il punto di vista tormentato dell’assassino materiale, Salvador Rodrigo: collega e amante della vedova.
Oltre all’anatomia del crimine, il film — scrive Al Femminile — mostra inoltre «le ombre quotidiane che abitano le persone comuni».
Andando oltre il classico “chi è l’assassino?”, La vedova nera alimenta infatti la tensione narrativa con una ricca indagine psicologica.
Il film diventa così uno studio patologico dei meccanismi mentali che conducono al delitto di Patraix.
Dagli amori malati, alle dipendenze affettive, fino al «lato oscuro della cosiddetta normalità».
IL NUOVO TRUE CRIME SPAGNOLO
Sedes lo aveva già dimostrato con Asunta: la serialità e il cinema iberico possono spingersi ben oltre soap opera pompose e commedie d’amore.
La vedova nera è infatti un thriller psicologico che colpisce nel profondo.
E non solo per la forza della storia — ispirata a fatti reali, raccontati con pochi abbellimenti.
Ma per la capacità di esplorare l’intimità contorta dei suoi personaggi, componendo un intenso disegno mentale.
Attraverso il ritmo di un noir nordico, il risultato è un film lento quanto basta per inquietare, senza per questo annoiare.
Un’aggiunta imperdibile al catalogo true crime di Netflix.
Dal thriller al delitto di Patraix: la vera storia dietro “La vedova nera”
Valencia, estate 2017.
Il 16 agosto, in un garage di via Calamocha, nel tranquillo quartiere residenziale di Patraix, viene trovato il corpo senza vita di Antonio Navarro Cerdán.
Qualche ora prima, nella deserta mattina d’agosto, l’ingegnere 35enne era sceso nel parcheggio sotto casa — privo di telecamere — per raggiungere il luogo di lavoro.
Nel sotterraneo, Cerdán viene però colpito con sette fendenti, che trafiggono polmoni e cuore.
Sette colpi inferti con freddezza, che lo uccidono in pochi secondi.
SCENA DEL CRIMINE: LA PROVA DELLA PREMEDITAZIONE
Nessuna effrazione, nessun segno di rapina. Da subito, la scena del crimine appare troppo ordinata per essere casuale.
Antonio ha inoltre una vita tranquilla, nessun nemico, un bel matrimonio. È una vittima inaspettata.
La dinamica del crimine — precisa e silenziosa — fa quindi pensare a una premeditazione. Chi ha ucciso aveva legami con la vittima.
E chi conosce meglio di tutti l’uomo è la moglie: María Jesús Moreno Cantó, detta Maje.
LA VEDOVA NERA DI PATRAIX
Maje ha solo ventotto anni.
Anche lei, prima di trasferirsi a Valencia, viveva a Novelda (Alicante), nello stesso paesino di provincia del marito.
Sposata da meno di un anno, l’infermiera è all’apparenza una donna irreprensibile, cresciuta in una famiglia tradizionale e molto cattolica.
Una fede che la costringe «a frequentare campi estivi religiosi e a rinunciare alle feste di compleanno degli amici», almeno fino all’adolescenza.
All’università conosce poi Antonio. I due si sposano nel 2016, nonostante la scoperta di una scappatella della donna.
Maje vive infatti una doppia vita fatta di menzogne, tradimenti e una lunga lista di amanti — sono ben quattro all’epoca.
La vedova diventa così la principale sospettata.
Ma da sola la donna non avrebbe mai potuto compiere l’omicidio.
Tocca quindi agli inquirenti districare la rete di relazioni sentimentali della 28enne, alla ricerca del suo complice: l’esecutore materiale del crimine.
LA RAGNATELA DELLA MANTIDE
Battezzata “Operazione Vedova Nera”, la squadra omicidi di Valencia mette sotto controllo telefono, messaggi e social media di Moreno.
Ed è proprio lì, tra emoji e dichiarazioni d’amore, che si cela la chiave del caso.
L’8 novembre 2017, tre mesi dopo il crimine, la polizia intercetta infatti una conversazione rivelatrice.
Dall’altra parte della cornetta a parlare è Salvador Rodrigo Lapiedra, un uomo di quasi 50 anni, padre di famiglia e collega di Maje.
Ma, soprattutto, Salvador è un amante della 28enne.
La polizia capisce così la dinamica del delitto: un piano organizzato con cura dalla mente fredda della vedova e eseguito da Lapiedra.
Polizze, eredità e pensione di reversibilità fanno infine ipotizzare un movente: secondo la polizia María Jesús ha agito per denaro.
PAS DE DEUX: GLI AMANTI ASSASSINI
«Voglio che muoia, gli auguro il male, la pagherà cara», diceva Maje ai suoi amanti, convincendoli di essere vittima di un matrimonio violento.
Mentre gli altri le consigliano di denunciare il marito, Salvador accetta l’assurda richiesta.
Per cieco amore o per dipendenza emotiva, l’uomo decide di uccidere.
Dall’intercettazione di novembre agli arresti di gennaio 2018 il passo è poi breve: entrambi vengono infatti incriminati per omicidio premeditato.
Pochi giorni dopo, arriva infine un ultimo colpo di scena: Salvador inizia a collaborare.
L’uomo indica alla polizia un terreno di sua proprietà a Ribarroja, dove ha nascosto l’arma del delitto: un coltello.
Con la prova regina in mano manca solo un processo per mettere la parola fine all’intricato caso di cronaca nera.
LA DOPPIA ACCUSA DI OMICIDIO
Nel 2020 si apre il processo sul delitto di Patraix.
I riflettori mediatici sono puntati sul Tribunale di Valencia, dove fronteggiano due imputati e una sola inquietante storia.
Seguendo i tempi della giustizia, dopo un anno arriva la sentenza:
- María Jesús Moreno Cantó viene riconosciuta colpevole di omicidio premeditato, con l’aggravante della parentela e del tradimento. La condanna è di 22 anni.
- Salvador Rodrigo Lapiedra, grazie alla collaborazione con la giustizia, ottiene uno sconto e viene condannato a 17 anni.
Dopo essere state impugnate dalla difesa, entrambe le pene sono state infine confermate dalla Sezione civile e penale dell’Alta corte di giustizia.
I due ex amanti assassini stanno ora scontando la loro pena in carcere.
Delitto di Patraix: la mente dietro l’omicidio
La vedova nera non è solo la storia isolata di un crimine efferato.
All’interno del thriller psicologico si nascondono temi universali: relazioni disfunzionali, oppressioni sociali e psicologie complesse.
Panni scomodi che è proprio la moglie della vittima a portare.
Il film evita però di trasformare Maje in un semplice mostro da sbattere in prima pagina.
Al contrario, il regista Carlos Sedes cerca le sfumature: il confine sottile tra fedeltà e manipolazione, tra bisogno d’amore e rifiuto di qualsiasi vincolo.
Ne emerge una figura ambigua e disturbante.
Una donna che si muove nel caos delle sue emozioni e che usa la seduzione come arma di controllo.
VALENCIA E I SUOI SOGNI PROIBITI
Accanto al ritratto psicologico, il film offre anche una chiave di lettura sociologica.
Come nota Al Femminile, Valencia non è infatti soltanto un’ambientazione.
La città spagnola è un personaggio silenzioso, un teatro borghese che attira Maje.
Dall’altra parte c’è inoltre la casa religiosa dove la donna è cresciuta, regolata da:
- un rigido controllo familiare;
- l’impossibilità di esprimere emozioni, schiacciate da vergogna e repressione;
- infine, l’inviolabile vincolo del matrimonio.
L’intreccio di queste variabili sociali genera un ambiente soffocante, in cui la fuga dalla realtà può assumere forme patologiche.
Alla fine, la mantide di Patraix evade da ogni ruolo predefinito — moglie, figlia, infermiera — e si costruisce un mondo parallelo, fatto di amanti, bugie e sogni proibiti.
Una realtà che Valencia incarna alla perfezione, diventando la sua personale Sodoma e Gomorra.
RELAZIONI TOSSICHE: LO SFONDO DEL DELITTO
La vedova nera parla di amore tossico. Un’arma letale.
Ma anche un argomento che la nostra società fatica ancora a riconoscere, ignorando i segnali di relazioni malate.
Ed è proprio in questo terreno relazionale che fiorisce l’interesse mediatico per il delitto di Patraix.
Non per l’eccezionalità del gesto ma, semmai, per il suo riflettere un sistema tossico diffuso, dove è facile rimanere intrappolati.
Una gabbia di finto amore che sta mietendo troppe vittime.
Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 13.06.2025
“La vedova nera”: il thriller ispirato al delitto di Patraix
Cronistoria di un uxoricidio: la vedova nera di Patraix
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Autrice e copywriter. Laureata magistrale cum laude in Editoria e Giornalismo, ama analizzare e divulgare crimini e ingiustizie di ogni tipo: dai misfatti di Hollywood ai reati ambientali.


