Un triangolo tossico condisce un’indagine psicologica in cui nessuno è innocente.
Amore, dipendenza e sospetto. Sono questi gli ingredienti di La fidanzata – The Girlfriend (2025), serie thriller che incatena lo spettatore fino all’ultimo episodio.
Questo titolo mette in scena un duello mentale che scava nelle zone più oscure dei rapporti familiari. A pagarne il prezzo è Daniel, incastrato tra due donne: la fidanzata — che lo ama ma lo manipola — e la madre — che lo protegge fino a soffocarlo.
Non si tratta quindi di un giallo ordinario: il thriller è un combattimento per il cuore di un uomo. Un triangolo sentimentale atipico.
Lungo i sei episodi, Robin Wright (Forrest Gump) dirige — e interpreta — la madre che confonde la cura con il possesso. Mentre Olivia Cooke (House of the Dragon) porta in scena il personaggio di un’innamorata che è disposta a tutto pur di vincere.
Il risultato è una storia che costringe a dubitare di chi sia davvero la “vittima”. E che dimostra come il crime non sia soltanto l’anatomia di un delitto già consumato, ma il lento accumulo di segnali premonitori.
Tratta dall’omonimo romanzo di Michelle Frances (2017), la miniserie è disponibile su Prime Video (2025).
TRAMA: UNA RAGNATELA DI RELAZIONI MALATE
La protagonista è Laura Manderson (Robin Wright), gallerista di successo e moglie del facoltoso immobiliarista Howard (Waleed Zuaiter).
Tutta la vita della donna ruota attorno al figlio Daniel (Laurie Davidson), giovane medico in cerca della sua strada.
L’equilibrio familiare crolla però quando il ragazzo si innamora di Cherry Laine (Olivia Cooke), agente immobiliare di umili origini, con grandi ambizioni e segreti ben nascosti in un armadio di lusso.
Da quel momento, tra le due donne esplode un conflitto fatto di gelosie, in cui solo una delle due potrà conquistare l’amore del rampollo.
Il crimine in famiglia: il cuore di La fidanzata
La forza di The girlfriend sta tutta nella sua struttura narrativa: ogni episodio alterna i punti di vista di Laura e Cherry, offrendo versioni divergenti della stessa realtà.
Chi ha ragione? Chi mente? Lo spettatore è costretto a decifrare frasi non dette e occhiate minacciose in questa infinita seduta terapeutica.
Fino all’ultimo episodio, la regia di Robin Wright non concede infatti certezze: nulla permette di stabilire chi sia davvero vittima e chi carnefice. Ogni storia, in fondo, ha sempre almeno due versioni.
Le due donne inoltre manipolano, distorcono e selezionano i dettagli per offuscare la verità: un’ambiguità che rende la serie ipnotica.
Wright dimostra così grande capacità nel raccontare la complessità psicologica dei suoi personaggi, fino a toccare con un dito il crimine in famiglia.
IL METODO INVESTIGATIVO NEL THRILLER DI ROBIN WRIGHT
La struttura narrativa della serie ricalca i metodi del giornalismo investigativo.
Come nella realtà, lo spettatore-investigatore è infatti chiamato a vagliare prove, intuizioni e sospetti attraverso una lente criminologica. Oltre l’alternanza dei punti di vista, troviamo:
- la stratificazione degli indizi psicologici,
- l’analisi della scena del crimine,
- una decostruzione delle narrazioni difensive,
- e alla fine — quando va bene — una rivelazione che ridefinisce l’intero quadro probatorio.
La serie esplora inoltre la violenza in tutte le sue forme: fisica, psicologica e economica. Una particolarità ricorrente nei delitti familiari, che spesso scaturiscono «da dinamiche emotive deviate».
Nel caso di La fidanzata, Daniel Manderson è vittima inconsapevole di un doppio sistema di controllo. A stringerlo in questa morsa ci sono:
- da un lato Laura, madre orsa con l’incubo per il “nido vuoto”;
- e dall’altro Cherry, fidanzata che lo inganna per i suoi fini.
L’ipotesi che si infila nel cervello della madre controllante, sin dalla prima puntata, è quindi una: lei (la fidanzata) ama suo figlio Daniel e vuole la sua vita.
E se la convivenza tra le due donne non è possibile, il loro incontro non potrà che condurre a un finale di sangue.
Ma cosa si nasconde davvero dietro questo sospetto?
Legami familiari nocivi: il cuore di La fidanzata
L’amore è un campo di battaglia in questo thriller.
Il conflitto non si gioca però con coltelli o pistole, ma con armi psicologiche: possesso, ambizione e dipendenza affettiva.
La regia sottolinea tutto questo con una messa in scena elegante e soffocante.
Gli interni raffinati, le inquadrature strette e i silenzi carichi di tensione trasformano infatti ogni ambiente in una trappola emotiva: un trucco che mette sotto scacco tanto Daniel quanto lo spettatore.
LA MATERNITÀ OSSESSIVA DI LAURA
Laura Manderson incarna una forma estrema di maternità.
Dopo la perdita della figlia, la donna sviluppa una dipendenza affettiva patologica, riversando tutte le sue energie su Daniel.
Il rapporto madre-figlio assume così le sembianze di una gabbia dorata, in cui la violenza psicologica si cela dietro la maschera dell’affetto.
Il modus operandi di Laura si basa quindi su tre pilastri:
- isolamento della vittima (il figlio Daniel) dal mondo esterno,
- alimentazione della dipendenza emotiva (ed economica),
- raggiri per mantenere il controllo.
Dalla scelta degli abiti alla pressione sulla sua carriera, ogni tentativo di emancipazione di Daniel viene alla fine vissuto come un tradimento: un affronto inconcepibile.
LA LOTTA DI CHERRY AL PRIVILEGIO
Cherry Laine ha origini modeste: padre muratore e madre macellaia. Queste radici la imbarazzano a tal punto da diventare il motore dei suoi imbrogli.
Con i suoi iconici capelli color ciliegia, Cherry è infatti determinata a farsi spazio in una Londra spietata, dove i contatti contano più di un titolo di studio a Oxford.
La donna non è quindi solo una rivale sentimentale per Laura. È anche una minaccia per la sua vita, una ladra pronta a rubare ciò per cui ha lottato: lavoro, libertà e matrimonio.
Il trionfo del thriller psicologico su Prime Video
La fidanzata – The girlfriend è una serie efficace.
Con un finale spiazzante e un intreccio che alterna suspense e introspezione, il thriller si impone infatti come una delle produzioni più solide di Prime Video.
Come visto, non si tratta però di un giallo convenzionale: poco sangue e nessun serial killer. La violenza è tutta psicologica, fatta di segreti, bugie e desideri pericolosi.
In questo clima, anche le conversazioni più banali diventano infine armi potenti, cariche di un sottotesto inquietante. Ed è proprio questo a rendere la serie coinvolgente.
LA RILEVANZA CRIMINOLOGICA DEL THRILLER DI WRIGHT
Dispetti, segreti e menzogne.
Nel thriller, le prove della violenza domestica sono soprattutto comportamentali: sottili, invisibili, eppure devastanti. Proprio come accade nella realtà.
Robin Wright riesce così a costruire una lucida analisi degli abusi psicologici, offrendo al pubblico uno strumento per riconoscere le dinamiche relazionali tossiche: proprio qielle dinamiche che la società tende ancora a minimizzare.
Senza mai indugiare in sensazionalismi gratuiti, La fidanzata – The girlfriend consegna infine al pubblico una verità scomoda: i legami familiari possono trasformarsi in un gioco pericoloso.
Tanto che sia i legami che il gioco del controllo diventano una trappola da cui risulta difficile uscire.
Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 13.09.2025
La fidanzata: trailer della miniserie
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Autrice e copywriter. Laureata magistrale cum laude in Editoria e Giornalismo, ama analizzare e divulgare crimini e ingiustizie di ogni tipo: dai misfatti di Hollywood ai reati ambientali.

