Serie tv sull’omicida seriale che terrorizzò la California nel 1985.

Il documentario a episodi, la serie televisiva Night Stalker: caccia a un serial killer tratta – come docu-serie – della storia vera dei crimini di uno dei più famosi e feroci assassini, che diffondeva terrore e violenza durante le notti d’estate californiane nel 1985.

Così Netflix presenta la serie televisiva:

Dietro il fascino dell’assolata Los Angeles del 1985 si nasconde un diabolico serial killer. In questa storia true crime, due detective faranno di tutto per acciuffarlo.

La miniserie televisiva è composta da quattro episodi da 48 minuti circa ciascuno.

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L’ambientazione principe è la California dell’estate 1985.

Gli anni ’80 in California sono da tutti ricordati come gli anni migliori e spensierati, di grandi eventi (le visite di Papa Giovanni Paolo II e della Regina Elisabetta e le Olimpiadi), dove la criminalità è ai livelli più bassi e in estate le temperature superavano i 40 gradi.

Allo stesso tempo, però, alcuni ricordano che la città nascondeva i lati più oscuri, con riferimento alle cospirazioni, al giro di cocaina, ai crimini e alla diffusione della corruzione.

All’apertura di ogni episodio è immancabile la veduta aerea della città di Los Angeles al tramonto.

Nello specifico, la serie televisiva si concentra sulla downtown della Los Angeles.

Durante la narrazione, una mappa interattiva molto semplice evidenzia le varie contee della città, dove vengono consumati i crimini.

In un secondo momento si aggiunge anche la città di San Francisco, dove il killer compirà un ulteriore atto criminale.

In particolare l’ambientazione si limita soprattutto alle case delle vittime, che si possono vedere solo dalle tramite foto di repertorio, sia dell’esterno sia in dettagli macabri delle scene del crimine all’interno.

Nella serie televisiva, fatti vengono narrati in ordine cronologico, definiti a schermo con data e numero del giorno dall’inizio delle indagini, dal 17 marzo al 31 agosto del 1985.

Ogni data costituisce il giorno di attacco da parte del killer.

È rilevante la scelta di mostrare come, ad ogni nuovo omicidio o tentato tale, vengano evidenziati indizi nuovi o a conferma di quelli già raccolti, creando così un filo conduttore di prove importanti ai fini delle indagini.

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I protagonisti della serie televisiva

I fatti sono raccontati dai due detective della sezione omicidi del dipartimento dello sceriffo di Los Angeles, Gil Carrillo e Frank Salerno.

In particolare Gil Carrillo è il narratore principale, che si racconta dall’infanzia fino all’entrata nel dipartimento di polizia della città. Quello del Night Stalker fu il suo primo caso nella squadra omicidi.

Frank Salerno, una figura di grande stima e notorietà per la sua carriera all’interno del dipartimento, si aggiunge al collega nel momento in cui si ritrovano insieme a collaborare nella cattura dell’assassino.

Di grande contributo sono i testimoni, inclusi anche le vittime sopravvissute e i loro parenti, a ricordare i dettagli dei fatti accaduti e vissuti.

Anche i colleghi dei dipartimenti di polizia di Los Angeles e di San Francisco, i giornalisti che si sono occupati del caso fin dall’inizio e la gente comune hanno fatto da contorno non indifferente alla narrazione.

Infine, si arriva al criminale in questione, Richard Ramirez.

Per tutta la durata degli episodi se ne sente solo la voce proveniente da un registratore – frasi tratte da un’intervista che concesse a un giornalista anni dopo il suo arresto –.

Si riesce a scoprire il volto solo tramite i vari identikit realizzati da chi è riuscito a vederlo in faccia e a scampare il pericolo.

Chi non conosce già la storia deve, però, attendere l’ultimo episodio per riuscire a vedere il vero volto dell’assassino, durante la sua cattura e il processo in tribunale.

Nonostante sia un documentario su un caso accaduto molti anni fa e di cui non si ha tutta la documentazione visiva possibile, non è stata fatta la ricostruzione dei fatti attraverso scene di fiction con attori.

E’ una scelta che ha un suo significato nel definire come i media raccontino il crimine e la giustizia. Perché ogni scelta stilistica ha un suo perché.

Fanno eccezione solo pochi istanti, accompagnati da una musica dai toni di suspense e mistero, durante i quali vengono mostrati dettagli di arredamento in penombra.

Uno sparo in piena notte anticipa, infatti, la narrazione su una delle azioni omicide.

Lo stesso genere di musica accompagna i racconti delle scene del crimine; e le foto di repertorio che vengono mostrate allo spettatore.

Una musica strumentale più calma ma nostalgica, al contrario, fa da sottofondo ai racconti dei ricordi passati, sia dei detective sia dei parenti delle vittime.

A tratti, una musica più incalzante accompagna i racconti di momenti più carichi di azione.

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Analisi critica del contenuto

Ci sono alcuni punti interessanti su cui soffermarsi e riflettere.

Per quanto le premesse sembrano riferirsi a una docu-serie dedicata al serial killer, in realtà la serie televisiva si focalizza sul proseguo dei suoi omicidi e sul suo modus operandi.

Uno degli aspetti, infatti, su cui è carente la miniserie è il poco spazio riservato al serial killer.

O meglio, la sua storia viene raccontata in modo molto celere, con qualche foto e pochi eventi della sua infanzia, quelli considerati come la scintilla delle sue scelte omicide.

Eppure, sul finire dell’ultimo episodio, si scopre che il serial killer di Night Stalker ha rilasciato un’intervista.

Sarebbe stato interessante approfondire questo aspetto, per conoscere le origini dei suoi problemi comportamentali.

Questa scelta porta a pensare che la docu-serie televisiva voglia privilegiare la narrazione dal punto di vista dei detective, appoggiata dalle testimonianze, peraltro molto attendibili.

A questo proposito anche in una recensione di Movieplayer si può leggere la stessa osservazione: “Forse la narrazione da’ un po’ troppo spazio alle testimonianze dei detective Carrillo e Salerno – gli eroi in divisa che contribuirono alla risoluzione del caso – ma riesce comunque, anche grazie alle numerosissime altre voci coinvolte – a raccontare quanto accadde nella maniera più completa possibile”.

Night Stalker: caccia a un serial killer, la recensione – Movieplayer.it

Serie Televisiva - Night Stalker - recensione - Gaia Corradino - blog Il Biondino della Spider Rossa - Agenzia Corte&Media

Il ruolo dei media in Night Stalker

Un’altra tematica poco trattata è quella del ruolo dei media.

Si evidenzia nella serie televisiva, come i giornalisti siano d’intralcio durante le indagini.

Anzi, si sottolinea come essi abbiano spiccato di fantasia sfornando etichette e soprannomi per indicare l’omicida.

Da qui nascono, infatti, diverse nominazioni: “Il killer a domicilio”, “L’intruso della valle” e, infine, “Night Stalker”.

Quest’ultima viene persino apprezzata dallo stesso killer.

Dal momento in cui i media hanno cominciato a dare sempre più rilevanza a questo personaggio, il tema dello stalking si è fatto più evidente.

Non sapendo come agire per proteggersi, i cittadini hanno cominciato a provare paura e ansia di non riuscire a superare la notte.

Ogni notizia su un nuovo attacco appresa dai media accentuava questo senso di angoscia generale.

Non viene precisato il criterio con cui il killer della notte sceglie le sue vittime né il motivo delle sue azioni.

Perciò l’atteggiamento di stalking da lui adottato non era una persecuzione rivolta unicamente alle donne, sebbene fosse il genere di persone prediletto a cui affliggeva maggiore violenza.

Oltre ai media, un altro “intralcio” è la forte competitività tra i vari dipartimenti di polizia di Los Angeles.

Questo ha provocato una battuta di arresto e creato tensioni nello svolgimento delle indagini.

La mancanza di comunicazione e di collaborazione ha influito in modo negativo sulla buona riuscita dell’investigazione.

Non è mancata, però, la perseveranza dei due detective di porre fine alla scia di orrori, come si può anche percepire dai loro stessi racconti.

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Night Stalker: analisi del finale

Di forte impatto sono gli ultimi minuti dell’ultimo episodio della serie televisiva su Netflix.

La cattura di Ramirez è avvenuta grazie alla collaborazione spontanea dei cittadini.

Riconoscendolo per strada mentre tentava la fuga, riescono a braccarlo e a fermarlo, in attesa dell’arrivo della polizia.

Dai girati originali si può notare come quest’azione abbia riportato serenità tra la gente, consci del fatto la paura era stata portata via assieme al killer.

Il processo in tribunale su Richard Ramirez è considerato come uno dei più lunghi e complessi della storia americana.

Più di 140 persone, incluse le vittime sopravvissute, hanno testimoniato contro di lui.

Paura, coraggio e tensione hanno regnato in aula per un anno e mezzo.

La condanna alla pena di morte – anche per crimini commessi l’anno prima dei fatti riportati – fu accolta con approvazione dalle vittime sopravvissute e dai famigliari.

Ramirez non affrontò mai la pena di morte, poiché morì di cancro nel 2013. 

I sopravvissuti portano tuttora le cicatrici di quelle esperienze, ma sono anche riusciti ad andare avanti, ricordando ciò che di buono la vita ha offerto loro.

In generale, la serie televisiva Night Stalker pullula di foto e dettagli originali e crudi delle scene del crimine.

Non viene posta alcuna censura – ad eccezione dei volti delle vittime – e spesso può risultare inquietante e angoscioso.

La visione della serie, infatti, è raccomandata solo per chi riesce a sopportare la visione della crudeltà.

Gaia Corradino
Digital strategist e transmedia storyteller
prosmedia.org

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