Intrighi, fede e ambizione si intrecciano, donando una riflessione sui dilemmi morali della Chiesa.
Il thriller Conclave ci catapulta in una guerra machiavellica, durante l’elezione del successore al trono papale.
Con la morte del Pontefice, i corridoi si riempiono di sussurri: ricchezza contro povertà, fede versus ambizione. La fede stessa si incrina sotto il peso di voti comprati, raggiri e screditamenti.
Nemmeno i sigilli della Santa Sede possono infatti fermare l’infiltrazione di segreti pericolosi, che seguono come ombre i protagonisti del film.
Nel silenzio della preghiera, però, una domanda si fa più assordante: il Papa è morto per nascondere un segreto troppo grande?
A risolvere il mistero è il decano Thomas Lawrence, costretto a navigare tra le regole centenarie e i misteri che avvolgono i quattro cardinali favoriti.
Un colpo di scena finale — spoiler a fine articolo — solleva un dibattito etico che risuona ogni giorno, ponendo interrogativi sul futuro del Vaticano.
DENTRO IL CONCLAVE: GIOCHI DI POTERE E SEGRETI SECOLARI
Diretto da Edward Berger e tratto dall’omonimo romanzo di Robert Harris, il film ci porta nel cuore del Vaticano in un momento cruciale: l’elezione del nuovo Papa.
Durante due ore di tensione, il film affronta con pacata audacia gli ingranaggi politici della Chiesa cattolica, che muovono i personaggi lungo un complesso gioco di intrighi.
Al centro della trama, il decano Thomas Lawrence — interpretato da Ralph Fiennes — è incaricato a sovrintendere l’elezione, seguendo regole tanto affascinanti quanto anacronistiche.
Tuttavia, macchinazioni e segreti rallentano la scelta del nuovo Pontefice, illuminando le crepe che scalfiscono la Basilica di San Pietro.
CHI SARÀ IL PROSSIMO PAPA? TUCCI, CASTELLITTO E GLI ALTRI
Il decano Lawrence non lotta solo contro il tempo, ma anche contro l’inquietante sospetto che il Papa possa essere stato assassinato.
Nel percorso verso la verità, il cardinale passa da un segreto all’altro, esplorando la vita dei quattro nomi favoriti, ognuno portatore di una diversa visione politica:
- Aldo Bellini (Stanley Tucci): liberale americano, vicino alle idee progressiste del Papa defunto.
- Joshua Adeyemi (Lucian Msamati): conservatore sociale nigeriano, possibile primo papa africano della storia.
- Joseph Tremblay (John Lithgow): rigido tradizionalista, è l’ultimo ad aver conversato con il Pontefice in circostanze sospette.
- Goffredo Tedesco (Sergio Castellitto): nostalgico reazionario, osanna la vecchia Chiesa latina.
A sorpresa, un quinto nome emerge dal nulla: Vincent Benitez (Carlos Diehz), cardinale in pectore, nominato in gran segreto dal Papa poco prima di morire.
ISABELLA ROSSELLINI E “LE SPOSE DI DIO”
Oltre ai cardinali, un ruolo fondamentale nel thriller politico è affidato alle suore, le osservatrici silenziose del conclave.
Pur non avendo voce in capitolo, nel film le suore vedono e ascoltano ogni cosa con attenzione. Come sussurra con graffiante stoicismo suor Agnese, interpretata da Isabella Rossellini.
La presenza delle ancelle di Dio diventa quindi nel film un pretesto narrativo, per sollevare una critica importante: la storica esclusione delle donne di Chiesa dai ruoli di potere.
Rossellini, in particolare, porta in scena una figura che si evolve da serva invisibile a paladina della verità.
Alla fine del film, infatti, suor Agnese si ribella con coraggio ad un ruolo che comincia a starle davvero troppo stretto, meritandosi una candidatura agli Oscar 2025.
ARTE E AMBIZIONE: LE LOCATION DEL THRILLER
Le ambientazioni del film sono una danza visiva tra austerità e opulenza: una potente metafora, che riflette la dualità della Chiesa cattolica.
Le location spaziano tra Roma, Cinecittà e l’imponente Reggia di Caserta.
È però la Cappella Sistina, con gli affreschi di Michelangelo, a rubare la scena. Un luogo di straordinaria bellezza e spiritualità, ma anche teatro di imbrogli e ambizioni senza tempo.
Un Conclave di successo: critica, premi e riflessioni
Il thriller politico ha conquistato pubblico e critica, accaparrandosi il prestigioso Golden Globe per la miglior sceneggiatura — firmata da Peter Straughan — e 8 candidature agli Oscar 2025.
A ulteriore prova del suo successo, il film ha ottenuto un eccezionale 93% di gradimento su Rotten Tomatoes, segno di un impatto che non si limita agli addetti ai lavori.
LA CHIESA SOTTO I RIFLETTORI: L’AUTOCRITICA INATTESA
In un film che scava nei peccati e nelle contraddizioni della Chiesa cattolica, mi aspettavo di trovare reazioni polemiche da parte del clero.
In realtà, ho navigato a lungo in rete proprio per cercare commenti imbarazzati del Vaticano sul thriller.
Invece, mi sono imbattuta in una voce “interna” che spicca per la sua onestà: quella di Davide Milano, per Famiglia Cristiana. Una sincera autocritica, che mi ha davvero sorpreso.
Milani scrive, infatti, quanto sia in realtà «drammaticamente vero, come “Conclave” mostra, che i peccati nella chiesa e negli uomini di chiesa non» manchino e non siano «nemmeno una rarità».
Questo giudizio colpisce per la sua lucidità, dipingendo un’immagine di un’istituzione labile, umana e fallibile.
Non più quindi una Chiesa che incute timore, ma che suscita quasi un’amara pietà nella sua lotta per la sopravvivenza.
UNA LOTTA INTERNA: I PECCATI DEL VATICANO
In Conclave, il Vaticano, attraverso il decano Lawrence, affronta nemici e complotti.
Ma il thriller non si limita a mostrare la Chiesa come vittima di pericoli esterni — anche se non si fa mancare un attentato di matrice islamica.
Il film pone infatti l’accento su una verità scomoda e talvolta celata: i peggiori nemici della Chiesa spesso non vengono dall’esterno, ma si nascondono al suo interno.
La corruzione, i giochi di potere, le lotte intestine e gli abusi di fiducia non sono infatti solo cliché narrativi, ma capitoli ben documentati nella storia vaticana.
Dal thriller alla cronaca nera: cinque true crime story del Vaticano
Dentro le mura del Vaticano, Conclave tesse una trama di intrighi, mentre snoda segreti immaginari.
Ma, come sovente accade, la realtà spesso supera la finzione.
La Chiesa cattolica è stata infatti scossa da scandali e misteri degni di un romanzo giallo durante la sua esistenza. E se alcuni casi sono impossibili da dimenticare, altri sono stati sepolti nell’oblio.
Per curare l’amnesia storica, ecco quindi cinque storie reali che hanno segnato il rapporto tra Vaticano e giustizia umana, ispirando libri, film, serie tv e podcast.
GLI SCANDALI SESSUALI E IL SILENZIO DEL VATICANO
Dagli anni ’80 in poi, il mondo ha ascoltato molte storie di abusi sessuali perpetrati da membri del clero.
Tuttavia, a rendere lo scandalo ancora più scioccante è stato il sistematico insabbiamento attuato dalla Chiesa cattolica: un meccanismo che ha distrutto la fiducia di milioni di fedeli.
Un’inchiesta giornalistica, in particolare, ha rivelato al mondo la portata dello scandalo, portando a galla gli abusi consumati nell’arcidiocesi di Boston.
Quattordici anni dopo, nel 2015, il film Il caso Spotlight ha ripercorso il coraggioso lavoro d’indagine dei giornalisti del Boston Globe.
IL BANCO AMBROSIANO: TRA FINANZA E MORTE
Nel 1982, il crollo del Banco Ambrosiano ha svelato il lato oscuro delle finanze vaticane.
L’Istituto per le Opere di Religione (IOR) si trovò infatti al centro dello scandalo finanziario, sollevando una serie di pesanti accuse: riciclaggio di denaro, legami con la mafia e operazioni illecite.
Come se non bastasse, la morte in circostanze misteriose di Roberto Calvi — presidente del Banco — ha da allora aumentato le ipotesi oscure sull’intera vicenda.
Il documentario Murder of God’s Banker (Prime Video) ha riportato la storia sul piccolo schermo.
VATILEAKS: I SEGRETI DEL VATICANO ESPOSTI
Nel 2012 il termine Vatileaks compie il giro del mondo, quando una serie di documenti riservati del Vaticano vengono trafugati e resi pubblici.
Lo scandalo si sviluppa in due fasi:
- Vatileaks 1 (2012): durante il pontificato di Benedetto XVI, i documenti rivelano divisioni interne e irregolarità nella gestione dello IOR. Le accuse colpiscono Tarcisio Bertone, all’epoca Cardinale Segretario di Stato.
- Vatileaks 2 (2015): Monsignor Lucio Ángel Vallejo Balda e Francesca Immacolata Chaouqui sono arrestati per spese sospette del Vaticano.
Questi episodi non solo hanno danneggiato l’immagine della Santa Sede, ma hanno anche spinto gli Stati Uniti a inserire il Vaticano tra i paesi a rischio per il riciclaggio di denaro.
Nel tempo sono stati pubblicati diversi libri su questo scandalo finanziario.
Tra i titoli più noti sul caso, Avarizia e Vaticano S.p.A — dei giornalisti Gianluigi Nuzzi ed Emiliano Fittipaldi — spiccano dal mucchio, per il loro contribuito nello svelare dettagli sconcertanti sull’intera vicenda.
EDGARDO MORTARA: IL BAMBINO EBREO RAPITO
Nel 1858 Edgardo Mortara, un bambino ebreo di soli sei anni, viene sottratto alla sua famiglia dallo Stato Pontificio.
La motivazione del reato è per noi oggi inimmaginabile: la Chiesa riteneva di dover salvare la piccola anima del bimbo che, in gran segreto, era stato battezzato da una domestica cattolica.
Nonostante l’episodio sia stato dimenticato, all’epoca fu uno scandalo di proporzioni internazionali. Oltre che un simbolo delle pesanti tensioni tra la Chiesa cattolica e le altre religioni.
La vicenda è tornata d’attualità grazie al film Rapito (2023) di Marco Bellocchio.
LA SCOMPARSA DI EMANUELA ORLANDI
Tra tutti i misteri legati alla Santa Sede, la scomparsa di Emanuela Orlandi è forse l’episodio più emblematico.
Il caso della cittadina vaticana di soli 15 anni, è infatti dal 1983 al centro di una serie di ipotesi inquietanti: dal coinvolgimento mafioso, al ricatto verso il Pontefice.
Il caso è stato ripercorso nel noto documentario Netflix Vatican Girl.
Etica, teologia e un segreto svelato
Gli ultimi minuti di Conclave introducono una questione etica e teologica cruciale, che va ben oltre i tradizionali scandali del Vaticano.
Il film si misura infatti con i limiti di una Chiesa spesso incapace di accettare il cambiamento, attraverso un tema delicato: l’identità di genere.
Un argomento su cui le nuove generazioni non sono disposte a scendere a patti.
IL FINALE SVELATO: SPOILER ALERT
Solo dopo l’elezione del nuovo Papa, il decano Lawrence scopre un segreto capace di far sprofondare la Santa Sede: il nuovo Pontefice, il cardinale Benitez, ha subito un’isterectomia in età adulta.
Il Papa è quindi, di fatto, una donna.
Il regista risponde a questa provocazione in pochi minuti, scavalcando in velocità la questione con un’immagine comunque potente: siamo tutti creature di Dio, indipendentemente dal genere o dai pregiudizi umani.
Con questo colpo di scena finale, il thriller invita quindi a riflettere su quanto la fede sia ancora stritolata da antiche e arbitrarie catene.
Un punto di partenza perfetto per un dibattito necessario, che pone lo spettatore di fronte a una cruda realtà: senza cambiamenti, la Chiesa rischia di fallire, finendo per ferire più anime di quante ne possa salvare.
Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 20.01.2025
Il trailer del thriller politico Conclave
La storia di Roberto Calvi: il crack del Banco Ambrosiano
Crimine. Giustizia. Media. ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER MediaMentor™
Autrice e copywriter. Laureata magistrale cum laude in Editoria e Giornalismo, ama analizzare e divulgare crimini e ingiustizie di ogni tipo: dai misfatti di Hollywood ai reati ambientali.




