Una produzione fuori dagli schemi colpevolisti seguiti finora dalle serie sul caso di Massimo Bossetti.

La muta disperazione di Fulvio Gambirasio e della moglie Maura, genitori di Yara, ti scivola fin dentro l’anima.

Le lacrime di rabbia e sconcerto di Massimo Giuseppe Bossetti – condannato all’ergastolo per aver ucciso Yara Gambirasio, 13 anni, il 26 novembre 2010 – le tocchi con mano, umide e bruciate dal dolore.

E poi la vita spezzata di questa ragazzina di 13 anni – Yara – che amava la ginnastica artistica. E che qualcuno ha lasciato morire di stenti, in una fredda notte d’inverno nella Bergamasca.

Quella vita spezzata ritorna ad ogni nuova scena, vincendo la battaglia contro i freddi fatti, le battaglie legali e le voci della gente.

UNA NARRAZIONE COINVOLGENTE

La docuserie Il Caso Yara. Oltre ogni ragionevole dubbio, su Netflix in cinque episodi, ti prende subito alla gola. 

Non è una serie qualsiasi. Si stacca dalle altre due serie tv e dal film dedicati al caso; e decisamente appiattiti sui nudi fatti per sostenere una sola tesi. Quella dell’accusa rappresentata dalla pubblico ministero, Letizia Ruggeri, che ha guidato le indagini e poi l’accusa al processo.

La serie true crime segue da vicino, passo dopo passo, con una particolare sensibilità umana la drammatica vicenda di Yara Gambirasio, la giovane scomparsa nel novembre del 2010 a Brembate di Sopra (Bergamo). Il suo corpo, senza vita, è stato trovato in un campo il 26 febbraio del 2011.

Nel corso delle cinque puntate, possiamo così conoscere da vicino Massimo Giuseppe Bossetti (in un’intervista esclusiva, dove emerge la persona-Bossetti) e sua moglie Marita Comi.

Il tutto viene raccontato con un approccio umanistico, che va ben al di là dello squallore mediatico con cui alcuni giornali e trasmissioni Tv hanno trattato il caso.

La vicenda di Yara Gambirasio ha del resto sconvolto l’Italia, trasformandosi in uno dei casi giudiziari più seguiti e controversi degli ultimi anni. Meritava che la si raccontasse in modo “umano”.

E meritava che la si raccontasse in modo indipendente, irriverente, fuori dagli schemi colpevolisti che si attaccano al Dna. E che proclamano una sola verità.

Ignoto 1 - Massimo Giuseppe Bossetti - blog IlBiondino.org

RICOSTRUZIONE DELLA VICENDA E DEL PROCESSO

La docuserie, attraverso cinque episodi, offre così una ricostruzione dettagliata dell’indagine e del processo che ha portato all’arresto di Massimo Bossetti, analizzando gli intricati legami familiari e le controversie che hanno caratterizzato l’intero processo.

Utilizzando una vasta gamma di materiali inediti, tra cui interviste esclusive, testimonianze e reperti audiovisivi, Il Caso Yara. Oltre ogni ragionevole dubbio si propone di offrire una narrazione completa e coinvolgente.

La serie pone, poi, interrogativi critici sull’efficacia dei metodi investigativi e sulla pressione mediatica che ha circondato il caso.

Per coloro che sono interessati alla giustizia criminale e alle storie di true crime, questa serie rappresenta un’immersione profonda in uno dei casi più emblematici della cronaca italiana recente.

La serie, sviluppata e diretta da Gianluca Neri e scritta in collaborazione con Carlo G. Gabardini ed Elena Grillone, è prodotta da Quarantadue ed è disponibile su Netflix in italiano, inglese, francese, tedesco e spagnolo.

Si propone, quindi, per una platea internazionale. E mette in rilievo tutti gli errori e le mancanze, i punti non trattati e gli aspetti meno nobili della giustizia italiana nel caso di Yara Gambirasio. E nel caso di Massimo Giuseppe Bossetti, condannato all’ergastolo.

Il Caso Yara - Oltre ogni Ragionevole Dubbio - docuserie Netflix

UNA PRODUZIONE BASATA SU DOCUMENTI E VIDEO INEDITI

La produzione della serie Il Caso Yara. Oltre ogni ragionevole dubbio ha richiesto un impegno notevole, iniziando già nel 2017, e basandosi su un’analisi di 60.000 pagine di documenti e migliaia di ore di materiale video.

L’interesse per la serie è alimentato non solo dalla notorietà del caso, ma anche dalla qualità del racconto e dalla profondità della ricerca, rendendo “Il Caso Yara” un must-see per gli appassionati del genere.

La scelta di Netflix di investire in una storia così complessa e delicata – fa sapere la produzione della serie – testimonia l’importanza di trattare temi di giustizia sociale e legale con sensibilità e attenzione ai dettagli.

Il lancio di questa docuserie si preannuncia, peraltro, come un evento significativo per Netflix, attirando un vasto pubblico interessato a comprendere meglio le dinamiche giudiziarie e sociali italiane.

Con il suo approccio rigoroso e rispettoso, Il Caso Yara. Oltre ogni ragionevole dubbio offre, infatti, uno sguardo senza precedenti su una storia che ha tenuto l’Italia con il fiato sospeso.

Nessuno dei protagonisti dell’investigazione sul caso – chi ha condotto le indagini sul campo e chi ha fatto indagini stando in televisione o nei giornali – viene trascurato. 

Tutti sono inchiodati alle loro responsabilità. 

Ignoto 1 - Yara Gambirasio - docu.-serie BBC - blog IlBiondino.org --

L’inchiesta alla base della serie Il Caso Yara

Quello che subito colpisce della serie su Netflix, Il Caso Yara. Oltre ogni ragionevole dubbio, sono innanzi tutto il taglio umanistico e la profondità di inchiesta giornalistica che sottende tutto il racconto.

Fino ad oggi le serie proposte da più network e il film sulla vicenda di Brembate erano – spiace dirlo, usando un linguaggio scurrile – delle “marchette” alle tesi dell’accusa.

Erano delle “marchette”. O tali sembravano già dal primo sguardo.

La tesi sostenuta sin qui dalle altre serie e dal film su Yara Gambirasio è stata quella della colpevolezza di Massimo Bossetti, fondata sui risultati dell’esame del Dna.

La serie di Netflix, Il Caso Yara. Oltre ogni ragionevole dubbio, pone invece una serie di domande su come sono state condotte le indagini: 

  • perché non si è indagato in altre direzioni e ci si è fermati soltanto a Ignoto 1?
  • come mai non si sono approfonditi alcuni punti oscuri legati sia alla palestra dove Yara si allenava, sia agli ambienti di lavoro del padre della ragazzina?
  • perché non si è concessa una nuova analisi del Dna (non solo quello di Ignoto 1) trovato sul corpo di Yara?
  • come mai non si è tenuto conto delle riserve su dove si trovava davvero la ragazzina quando è morta di stenti?

L’APPROCCIO UMANO AL CASO DI YARA

Quello che più mi ha colpito – oltre alla perfezione tecnica e alle scelte di sceneggiatura e di regia, senza alcun momento di stanca – è la sensibilità umana, a misura di persona, con cui è stata trattata la vicenda.

Allo stesso modo sono state trattate le vicende secondarie e collegate, come la paternità di Massimo Giuseppe Bossetti, della sorella gemella Laura Letizia e del fratello minore Fabio.

La serie Il Caso Yara. Oltre ogni ragionevole dubbio ci avvicina, poi, a Yara, promessa della ginnastica artistica. Ci fa toccare con mano i suoi 13 anni (sembrano meno), le sue passioni, la sua vita semplice e ingenua.

Ci sentiamo tutti genitori o fratelli, sorelle, parenti stretti di Yara. E ci sentiamo parte di quella famiglia riservata, a modo, che rappresenta una comunità laboriosa e legata ai valori più umani.

Massimo-Bossetti - caso Yara Gambirasio

IL “MOSTRO” RESO UNA PERSONA UMANA (FINALMENTE)

Abbiamo poi l’umanizzazione di Massimo Giuseppe Bossetti. Possiamo conoscerlo da vicino, oltre le rappresentazioni stereotipate e di comodo dei media. 

Vediamo la disperazione, il dolore, le lacrime di Massimo Giuseppe. Se abbiamo un minimo di empatia, possiamo cogliere l’inferno in cui è stato catapultato.

Conosciamo da vicino la signora Marita Comi, moglie di Massimo Bossetti. Ne cogliamo le fragilità e i pesi enormi che ha dovuto portare. E che non sono passati.

Anche lei – come i figli e gli altri famigliari – sono stati pressati dai giornalisti. Così come il pressing dei media si è esercitato sulla famiglia Gambirasio.

Caso Gambirasio - colpevole - analisi - il Biondino della Spider Rossa - ProsMedia - Nicoletta Apolito

L’algida burocrazia della pubblico ministero Letizia Ruggeri

Possiamo avvicinarci ad altezza d’uomo – nella sua scarsa umanità – anche alla pubblico ministero Letizia Ruggeri.

Evito di darne un giudizio, perché ho sempre avuto profonde riserve su di lei. Ha del resto goduto di ottima stampa e di genuflesse narrazioni mediatiche, per cui non ha bisogno di alcun altro supporto.

La pubblico ministero Letizia Ruggeri – sotto inchiesta per frode processuale e depistaggio – si è del resto qualificata con tre atti gravissimi: 

  • la dichiarazione della mancanza di altro Dna da analizzare (bugia);
  • l’opposizione a nuove analisi sul Dna trovato sul corpo di Yara;
  • l’aver fatto spostare, compromettendolo, il Dna all’ufficio reperti del tribunale

Credo basti questo per definirla: una burocrate della giustizia.

I MEDIA E LA VERITÀ SOSTANZIALE DEI FATTI

La serie Netflix Il Caso Yara. Oltre ogni ragionevole dubbio tratta poi del ruolo dei media nel rappresentare la giustizia

Senza preconcetti, senza giudizi affrettati, mostrando spezzoni di trasmissione e dichiarazioni di giornalisti, la serie di Netflix ci porta a riflettere su quanto siano inutili certe arene televisive. O certi articoli di giornale.

C’è bisogno, invece, di processi mediatici di qualità

So che l’appoggiare il processo mediatico farà scandalizzare qualche studioso del diritto.

Credo invece che – al contrario di quanto si pensa – il processo mediatico, se condotto con competenza e professionalità, sia uno strumento di democrazia. Ed evitai che quanto viene nascosto in sede processuale, taccia per sempre.

Per questo, Il Caso Yara. Oltre ogni ragionevole dubbio è un contributo fondamentale alla ricerca della “verità sostanziale dei fatti” a cui noi giornalisti – per conto dei cittadini e del pubblico dei media – siamo chiamati.

La giustizia penale può anche fermarsi, ad un certo grado di giudizio. Può accontentarsi della verità giudiziaria.

Noi giornalisti – ce lo dimostra la serie Netflix Il Caso Yara – siamo invece obbligati (e abbiamo tanta voglia di farlo) ad indagare, a coltivare dubbi, a ricercare la verità dei fatti. Oltre ogni ragionevole sospetto.

Maurizio Corte
Agenzia Corte&Media

*** Sul caso di Yara Gambirasio e di Massimo Giuseppe Bossetti puoi leggere gli articoli pubblicati in questo magazine. A cominciare da questi:

Ecco poi gli altri articoli sul caso:

Qui puoi leggere l’analisi del film Yara (su Netflix) e del docu-film Ignoto-1:

Trailer della docuserie Il Caso Yara: Oltre Ogni Ragionevole Dubbio

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