10. Vittimologia: l’analisi della figura di Milena Sutter per capire meglio la vicenda

Vittimologia, analisi della figura di Milena Sutter

Analizzare la vittima di un delitto è fondamentale. La vittimologia consente di studiare quella che può essere la relazione fra vittima e autore di reato, mettendo al centro la persona che subisce il delitto.

Con la vittimologia si tratta di vedere il reato mettendosi nel posto della vittima, da un altro punto di vista rispetto all’autore.

L’approccio vittimologico offre così un indirizzo bidimensionale per lo studio del reato (autore e vittima). E’ quindi diverso dall’approccio tradizionale, focalizzato solo sui fattori socio-culturali, sulle anomalie biologiche e/o sulle caratteristiche psicologiche del delinquente.

A differenza dell’azione penale, che si occupa della persona autore di reato, la vittimologia si occupa dello studio della vittima nella sua completezza.

L’analisi vittimologica ci permette di comprendere meglio anche il contesto entro cui la vittima si muove. Di qui l’importanza di applicare le tecniche della vittimologia a un caso come quello di Milena Sutter, scomparsa a Genova il 6 maggio 1971; e trovata senza vita in mare dopo due settimane.

Una vicenda che ha visto poi Lorenzo Bozano condannato per il sequestro e per l’omicidio della studentessa della Scuola Svizzera.

Vittimologia: cosa la vittima ci può dire del delitto

L’analisi vittimologica è fondamentale perché ci interessa  “individuare nuovi criteri interpretativi di una situazione, quella del reato, i cui significati risiedono nell’interpersonalità del sistema vittima-criminale. Qui l’emergenza d’azione rinvia, sul piano pratico-fattuale, a una reciprocità attributiva di intenzioni e, a livello espressivo, alle funzioni che la vittima assolve come catalizzatore di comunicazioni auto ed etero dirette del suo aggressore” (Patrizi, Psicologia giuridica penale, 1996).

Questa direttrice di studi ha portato interessanti intuizioni. Specie per alcune tipologie di reati violenti, come l’omicidio e la violenza sessuale.

In questi casi, il piano della relazione vittima-carnefice è apparso contenitore di interessanti spunti di analisi. Spunti utili per comprendere i diversi profili dell’aggressore, ma soprattutto per comprendere il significato del crimine commesso, da parte degli attori coinvolti.

Non a torto, Fattah osserva che, “poiché il comportamento criminale è dinamico, esso può trovare una spiegazione soltanto in un approccio che scorga nell’azione del reo e nell’atteggiamento della vittima gli elementi inseparabili di una situazione dialettica in grado di condizionare lo svolgersi della condotta antisociale” (Fattah, 1976, cit. in Balloni, Vittime, crimine, difesa sociale, 1989).

Vittimologia, il caso del sequestro di Milena Sutter, a Genova nel 1971

Pertanto, la diade criminale-vittima è una dimensione fondamentale per “cogliere effetti comunicativi che rinviano alla storia di quel rapporto e agli incastri d’azione all’interno dei quali l’azione vittimizzante assume un senso e una funzione anche processuali” (De Leo e Patrizi, La spiegazione del crimine, 1999).

Per quanto riguarda il caso di Milena Sutter, nello svolgere l’analisi vittimologica, è necessario assumere «A complete history of the victim, including life-style, personality traits, employment and so on» (Dougla et Al., Crime Classification Manual, 1992).

E’ necessario raccogliere informazioni sulla vittima del reato che riguardino, dal punto di vista della vittimologia, questi aspetti:

  1. il background familiare;
  2. la reputazione della vittima;
  3. le simpatie o antipatie della vittima del delitto;
  4. l’eventuale abuso di sostanze stupefacenti;
  5. l’attività lavorativa della vittima;
  6. le abitudini quotidiane;
  7. l’ultima persona con cui la vittima ha avuto modo di parlare prima del delitto e le circostanze in cui ciò è avvenuto.

Queste informazioni permettono di focalizzare l’attenzione sulla persona che ha subito il delitto. In questo caso, sulla vittima Milena Sutter.

Il caso della ragazzina è stato attribuito dai giudici della Corte d’Assise di Genova (nel 1975), a Lorenzo Bozano, come raccontiamo nel libro sulla vicenda.

Vittimologia - il caso di Milena Sutter - libro Il Biondino della Spider Rossa

L’analisi vittimologica nel caso di Milena Sutter

Ecco che l’analisi vittimologica applicata al caso di Milena Sutter ci permette di porre una serie di interrogativi:

  • perché è accaduto;
  • perché proprio Milena è stata vittima di quel delitto;
  • perché l’offender ha scelto lei;
  • qual è la caratteristica specifica della vittima che può avere stimolato l’offender;
  • qual è il possibile schema della dinamica relazionale fra offender e vittima;

Grazie allo studio di queste informazioni è possibile comprendere meglio cosa accadde a Milena Sutter il 6 maggio del 1971.

La ragazzina è sparita all’uscita della Scuola Svizzera, a Genova, come viene ricostruito nel libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”.
Dopo di che, di Milena non si è saputo più nulla sino al ritrovamento del corpo, il 20 maggio 1971.

A proposito di analisi vittimologica, va ricordato che con la Dichiarazione Vienna (Risoluzione n. 40/34 del 29 novembre 1985 dell’Assemblea Generale dell’Onu) vengono riconosciuti i “Principi base della Giustizia per le Vittime di crimini e di abusi di potere”.

E’ un passaggio di tutele e un passaggio culturale fondamentale per quanto riguarda la vittima. I punti della dichiarazione sono questi:

  • Il diritto di essere trattati con rispetto e considerazione;
  • Il diritto di essere affidati a un adeguato servizio di sostegno;
  • Il diritto di ricevere informazioni in merito ai progressi compiuti sul caso;
  • Il diritto a essere presenti ed esprimere il proprio parere nell’assunzione di decisioni;
  • Il diritto di avvalersi di consulenza legale;
  • Il diritto a ricevere un risarcimento, sia da parte di chi ha commesso il reato che da parte dello Stato.

La dichiarazione è stata recepita in vari modi nelle diverse legislazioni dei Paesi. In questo modo è stato riconosciuto un ruolo anche nelle diverse fasi dell’azione giudiziaria.

Questi sono dei principi ai quali occorre attenersi – quando si parla di analisi vittimologica – nel momento in cui ci si approccia a studiare un caso.

Questo vale anche per un caso – meritevole di attenzione dal punto di vista della vittimologia – come quello di Milena Sutter.

Laura Baccaro
@laura_baccaro
www.laurabaccaro.it

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