LA VICENDA DI MILENA SUTTER
Il 6 maggio 1971 Milena Sutter scompare a Genova all’uscita dalla Scuola Svizzera. Il suo corpo viene ritrovato in mare il 20 maggio.
La vicenda viene letta come un sequestro di persona seguito da omicidio, e il nome di Lorenzo Bozano si impone rapidamente al centro del caso.
Ma dietro la ricostruzione più nota si aprono da subito questioni che, a distanza di decenni, continuano a interrogare fatti, indizi e narrazioni.
I PRINCIPALI DUBBI SUL CASO
IL RUOLO DEI GIORNALI
Il caso Sutter-Bozano è anche una storia di linguaggio, immagini, titoli e stereotipi.
I giornali non si limitano a raccontare la vicenda: contribuiscono a costruire il sequestro come racconto pubblico, la figura del “biondino” come personaggio e la vittima come immagine mediatica.
Per questo il dossier dedica uno spazio specifico al rapporto tra cronaca, rappresentazione e verità pubblica.
LORENZO BOZANO. Persona e personaggio
Lorenzo Bozano è stato per decenni molto più di un imputato o di un condannato. È diventato un personaggio pubblico.
Come personaggio è stato costruito e fissato da formule giornalistiche, giudizi sociali e semplificazioni narrative.
Questo percorso distingue la persona dal personaggio, il profilo reale dallo stereotipo. E raccoglie i testi che aiutano a leggere in modo critico la sua rappresentazione.
MILENA SUTTER. Vittima, persona e rappresentazione
Milena Sutter non può essere ridotta a una figura passiva del racconto giudiziario o mediatico. E neppure al ruolo di "bambina" che poco ha da dirci.
Al centro di questo percorso vi è la necessità di restituire spessore umano, attenzione vittimologica e rigore critico alla sua storia.
Possiamo farlo interrogando anche il modo in cui la sua immagine è stata costruita. Ed è stata trasmessa nello spazio pubblico.
FONTI, METODO E RICERCA
Questa sezione nasce da un lavoro di studio che intreccia cronaca, media analysis, riflessione metodologica e attenzione alla qualità delle fonti.
L’obiettivo non è alimentare la retorica del mistero.
L'obiettivo è quello di costruire un archivio critico capace di distinguere tra ricostruzione fondata dei fatti, rappresentazione e verifica scientifica.
Il caso Sutter-Bozano viene qui affrontato come un laboratorio sul rapporto tra verità, giustizia, media e memoria.