29. Lorenzo Bozano: concessa la semilibertà al “biondino della spider rossa”. Farà volontariato all’Isola d’Elba

Lorenzo Bozano intervistato nel 2017 da Maurizio Corte - Biondino della Spider Rossa - Genova

Dopo 43 anni di carcere, Lorenzo Bozano ottiene di nuovo la semilibertà.

Si apre una nuova stagione nella vita dell’uomo condannato nel 1975 all’ergastolo con l’accusa di avere rapito e ucciso a Genova, nel 1971, Milena Sutter.

Lorenzo Bozano per 15 anni ha goduto di permessi premio: 45 giorni l’anno, spesi fra l’Isola d’Elba e la visita ai famigliari.

Ha investito gli ultimi 21 mesi in lavoro e volontariato fuori dal carcere di Porto Azzurro (all’Isola d’Elba).

Il Tribunale di Sorveglianza di Firenze, dopo l’udienza del 12 febbraio 2019, ha deciso che l’ex giovane con la spider rossa può accedere alla misura alternativa al carcere.

Condannato per il sequestro e omicidio di Milena Sutter, 13 anni, figlia dell’industriale della cera Arturo Sutter, Bozano continuerà a fare volontariato all’Associazione Dialogo di Portoferraio, sull’Isola d’Elba.

L’ex “biondino della spider rossa” (che biondino non era) potrà uscire dal carcere durante il giorno per lavorare e per svolgere attività a favore delle persone più bisognose.

Sul caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano in questo sito abbiamo analizzato in profondità un fatto di cronaca nera che nel 1971 sconvolse l’Italia e mezza Europa.

Ho avuto modo di conoscere da vicino – senza pregiudizi colpevolisti o innocentisti – l’uomo Lorenzo Bozano.

Ne ho raccolto la professione di innocenza. Ne ho raccolto le scuse alla famiglia Sutter per certi comportamenti, nel 1971, poco rispettosi verso il dolore di chi ha perso una figlia meravigliosa.

E’ una vicenda, quella di Milena, che ha arrecato un dolore inenarrabile alla famiglia Sutter – il papà Arturo, la mamma Flora, il fratello Aldo – e all’intera città di Genova.

Proprio il dolore, la compostezza, la sobrietà della famiglia Sutter hanno toccato il cuore dei genovesi. E di tutti gli italiani.

Milena era una di noi. Poteva essere la nostra sorella più piccola. La nipote. La figlia di ciascuno di noi.

Lorenzo Bozano fu sin dall’inizio sospettato, poi accusato e imputato del delitto.

Su quella vicenda – con la criminologa Laura Baccaro, psicologa giuridica – abbiamo scritto un libro: “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”.

 

Lorenzo Bozano intervistato nel 2017 da Maurizio Corte - Biondino della Spider Rossa

Lorenzo Bozano, a sinistra, intervistato a Genova nel 2017 da Maurizio Corte, con l’assistenza tecnica di Franziska Lantschner. L’intervista è stata fatta durante la ricerca per il libro “Il Biondino della Spider Rossa”. La foto è della photoartist Jessica Zufferli

 

Semilibertà a Bozano, il “biondino della spider rossa” che biondino non era

Già dal giugno del 2017 Lorenzo Bozano svolge dal lunedì al venerdì attività di volontariato, per mezza giornata, con mansioni di segretariato all’Associazione di volontariato Dialogo di Portoferraio (Livorno).

L’Associazione Dialogo fa opera di assistenza anche materiale ai soggetti più svantaggiati e soli all’interno del penitenziario.

L’associazione favorisce l’accesso allo studio e promuove attività culturali per i detenuti.

Gestisce anche una casa d’accoglienza a favore dei famigliari dei reclusi e degli stessi detenuti che fruiscono di permessi premio.

Lorenzo Bozano continuerà a scontare l’ergastolo a Porto Azzurro. Grazie alla semilibertà di giorno potrà ampliare il lavoro fuori dal carcere per l’Associazione Dialogo a Portoferraio.

Già dal 2004 l’ex giovane della spider rossa è tornato a godere dei benefici carcerari con 45 giorni di permesso l’anno, che trascorre fra l’attività di volontariato all’Isola d’Elba e la visita ai famigliari.

La semilibertà era stata revocata a Bozano nel giugno del 1997.

Lorenzo Bozano era stato prima accusato e poi nel 1999 condannato per il reato di molestie sessuali. Avrebbe perquisito per motivi sessuali una ragazza di Livorno di 16 anni, che era in compagnia del fratellino.

La vicenda, che è oggetto di studio nell’ambito della nostra ricerca sulla vicenda di Milena Sutter e Lorenzo Bozano, è comunque ancora tutta da analizzare sul piano fattuale e dell’analisi criminologica.

Lorenzo Bozano sostiene di aver voluto compiere un “atto eroico”: era convinto che la giovane custodisse della droga per spacciarla.

La ragazza – e con essa l’amica di costei che ha assistito alla scena – ha aggiunto sempre nuovi particolari all’episodio, convincendo i giudici della versione dei fatti.

Alla fine Bozano – che ha commesso il gravissimo reato di farsi passare per un tutore dell’ordine – ha pagato con la perdita della semilibertà quel comportamento.

L’episodio di Livorno del 1997 ha convinto i colpevolisti che è proprio Lorenzo Bozano il sequestratore e assassino di Milena Sutter.

La dinamica del fatto di Livorno, sul piano della comunicazione, è molto diverso dal caso di Milena.

La stessa criminologa Laura Baccaro lo classifica a livello criminologico in modo differente rispetto al (presunto) sequestro e al (presunto) omicidio della studentessa svizzera, nel 1971.

Nel 1997 Bozano ha perso la semilibertà.

Nel 2004 è tornato a godere dei benefici carcerari, con 45 giorni di permesso l’anno.

Dal giugno del 2017, Lorenzo Bozano – che in carcere ha conseguito il diploma di maturità e ha lavorato – svolge attività di volontariato.

Sull’ottenimento della semilibertà, Bozano non ha voluto fare commenti. Ha chiesto di poter lavorare e fare volontariato in silenzio.

In questi 43 anni di carcere, Bozano non è comunque rimasto fermo.

Ha raccolto un dossier sul caso di Milena Sutter, con il quale ha sviscerato molti aspetti controversi del caso.

 

Cold Case Milena Sutter - Sequestro e omicidio

La prima pagina del Corriere Mercantile di Genova, del 7 maggio 1971. Fu il primo a dare la notizia della scomparsa di Milena Sutter, avvenuta il 6 maggio. E il primo giornale a parlare di un giovane con la spider rossa

 

Sequestro e omicidio di Milena Sutter: il libro “Il Biondino della Spider Rossa”

Sul sequestro e omicidio di Milena Sutter la criminologa Laura Baccaro, psicologa giuridica di Padova, e Maurizio Corte, docente di Giornalismo Interculturale all’Università di Verona, hanno scritto un libro: “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, editore Cacucci, Bari.

Il libro è frutto anche del lavoro di ricerca dell’Associazione culturale “ProsMedia” di Verona, che si occupa di analisi dei media e del tema “crimine, giustizia e media”.

ProsMedia svolge attività di ricerca e analisi sui media nell’ambito del Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona.

L’Associazione ProsMedia si occupa anche di femminicidio e di violenza di genere, oltre che di Giornalismo Interculturale e del tema “media e immigrazione”.

Grazie alle nuove tecniche di analisi e di ricerca messe a disposizione dalle scienze sociali, il libro rilegge da una diversa prospettiva e senza pregiudizi gli aspetti di una vicenda ancora tutta da comprendere.

Siamo di fronte a una vicenda sulla quale la verità storico-scientifica non è ancora stata scritta.

Il libro rimette in discussione la narrazione di quanto accadde a Milena Sutter fatta dai giudici della Corte d’Assise d’Appello di Genova, che nel 1975 condannarono Bozano all’ergastolo.

Viene smontata sia la ricostruzione del “sequestro” e della morte di Milena Sutter; sia i risultati della perizia medico-legale che autorevoli studiosi oggi considerano priva di fondamento scientifico.

 

Il Biondino della Spider Rossa - libro sul rapimento e l'omicidio di Milena Sutter - il caso di Lorenzo Bozano - libro Cacucci Editore

“Il Biondino della Spider Rossa”, il libro sul rapimento e l’omicidio di Milena Sutter. Gli autori sono Laura Baccaro, criminologa, e Maurizio Corte, scrittore e studioso dei media

 

Milena Sutter e Lorenzo Bozano: quell’anomalo sequestro e omicidio del 1971 a Genova

Genova, giovedì 6 maggio 1971, ore 17. Milena Sutter, una ragazza di 13 anni, scompare all’uscita della Scuola Svizzera, dove frequenta la terza media.

Milena è figlia di un ricco industriale svizzero.

Il corpo della ragazza, senza vita, viene trovato in mare due settimane dopo la scomparsa. L’ipotesi investigativa è soltanto una: il sequestro per motivi di denaro.

Ad essere accusato del rapimento e dell’omicidio della studentessa è un giovane di 25 anni, Lorenzo Bozano, un perdigiorno di famiglia alto-borghese.

È soprannominato il “biondino della spider rossa”. Non è biondo, né magrolino.

Assolto in primo grado nel 1973, Bozano viene condannato all’ergastolo nel 1975.

Scappa in Francia e in Africa, ma nel 1979 viene arrestato e portato, in una contestata operazione di polizia, in Italia.

Dopo oltre 43 anni di carcere Lorenzo Bozano ancora oggi si professa innocente: “Milena? Non l’ho mai conosciuta”.

Il libro di Laura Baccaro e Maurizio Corte è il frutto di una ricerca durata ormai nove anni, condotta con la collaborazione dell’Associazione ProsMedia del Centro Studi Interculturali dell’Università degli Studi di Verona.

I diritti d’autore sono devoluti in beneficenza alla prevenzione dello stalking e della violenza di genere.

Il libro affronta gli aspetti fondamentali del caso:

  • i nodi non risolti sulla vicenda di Milena Sutter
  • gli indizi contro l’imputato Lorenzo Bozano e il suo alibi che non c’è
  • la discutibile perizia medico-legale
  • la personalità controversa del giovane della spider rossa
  • il ruolo dei media

Con un’analisi rigorosa gli autori studiano gli elementi contraddittori di un evento che ha segnato la Storia civile d’Italia.

L’analisi tocca anche il “piano di rapimento” trovato nel 1971 fra le carte di Bozano.

Le grafologhe della Scuola Grafologica Morettiana hanno studiato la scrittura del giovane della spider rossa.

E hanno formulato un’ipotesi interessante sulle condizioni psicofisiche in cui si trovava Bozano quando scriveva quel piano di rapimento.

È una vicenda, quella di Milena Sutter e Lorenzo Bozano, che anticipa di trent’anni la mediatizzazione televisiva dei grandi casi giudiziari.

 

Milena Sutter, Lorenzo Bozano, analisi dei media - sequestro e omicidio - Genova - 1973

Lorenzo Bozano durante il processo di primo grado in Corte d’Assise a Genova, nel 1973. Bozano fu assolto, per essere poi condannato all’ergastolo in appello nel 1975

 

Gli interrogativi sul caso di Milena Sutter

Cos’è accaduto a Milena Sutter, figlia di un noto industriale della cera, il 6 maggio 1971 a Genova?

La sentenza di condanna di Lorenzo Bozano all’ergastolo, del 1975, indica la morte, il colpevole, il giorno e il luogo (la spider rossa) del “rapimento”; e viene pronunciata dopo una sentenza di assoluzione, emessa nel 1973.

Chi era Lorenzo Bozano?

Non era certo il “biondino della spider rossa”. Il proprietario di quella spider sgangherata, che perdeva i pezzi per strada, non aveva i capelli biondi e non era magro.

Sono gli stessi investigatori, guidati dal commissario Angelo Costa, della Questura di Genova, a dircelo.

Era poi Bozano quel “deviato sessuale” di cui parlavano le cronache e i documenti di condanna?

Le accuse contro di lui riguardavano gli atti che egli aveva commesso? O partivano da un suo presunto “profilo” per dedurne le azioni?

E cos’è quella storia di una confessione resa a un suo avvocato che sarebbe poi stata riferita a un magistrato prima del processo del 1973?

Ha avuto Lorenzo Bozano una corretta rappresentazione a livello mediatico?

Era davvero, Bozano, quel “mostro” rappresentato dai giornali?

Gli interrogativi non sono però solo questo: che significato ha, ai giorni nostri, quella vicenda?

Quale ruolo deve avere la Scienza in ambito giudiziario?

Siamo giudicati da media, magistrati e opinione pubblica per le azioni, dimostrate, che compiamo o sulla base di pregiudizi?

Il dramma di Milena e la vicenda umana e processuale di Lorenzo Bozano appartengono alla Storia d’Italia.

Come tali sono stati trattati. In questo sono stati di aiuto i progressi della scienza dal 1971 a oggi: dalle Scienze Sociali alla Medicina Legale, dalla Criminologia alle Scienze della Comunicazione.

“È grazie a quei progressi scientifici che abbiamo potuto rileggere con occhi nuovi la storia di ieri”, sottolinea Laura Baccaro.

La nostra non è quindi una critica agli investigatori o ai giornalisti del passato.

Molto loro lavoro, molte loro scoperte e intuizioni – lo vedrà il lettore attento – sono state la base indispensabile per meglio capire i fatti e la loro rappresentazione mediatica.

Anche in questo sta l’importanza dello studio di quel dramma umano: nel verificare, sul campo della ricerca, come approcci e strumenti nuovi consentano di guardare da una diversa prospettiva tutta la narrazione.

 

Sequestro-Milena-Sutter-Lorenzo-Bozano-Il-Biondino-della-Spider-Rossa-libro-analisi-criminologica-Laura-Baccaro

Lorenzo Bozano, ritratto dai giornali, durante il processo del 1971 a Genova. Fu assolto per insufficienza di prove

 

Di cosa parla il libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”

Il libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, editore Cacucci (Bari) ha inizio con una ricostruzione il più possibile obiettiva della vicenda.

“Abbiamo cercato di fare ordine nelle inesattezze e nelle informazioni errate comparse negli anni su Internet (le fake news, per dirla con il linguaggio corrente di oggi)”, spiega Laura Baccaro e Maurizio Corte.

La prima parte del libro, dedicata alla “verità storica”, si concentra sui “nodi critici” del caso e sugli indizi contro Lorenzo Bozano, condannato come rapitore e omicida di Milena.

Come si può vedere dalla ricostruzione che ho fatto, la tesi del “rapimento” di Milena Sutter per estorcere denaro è poco fondata.

Il (presunto) “rapitore” sbaglia numero di telefono e, dopo la telefonata con l’accenno a 50 milioni nella prima aiuola di Corso Italia, non si fa più sentire.

Vi sono poi due piste mai battute (o mai rese note): quella di Claudio, il giovane il cui nome compare nel diario di Milena, e quella del “Biondino Svizzero”, di cui parla una telefonata fatta alla trasmissione di Sandro Curzi sulla vicenda nel 1996 (Raiuno).

La seconda parte del libro affronta la “verità della Medicina Legale”: la causa della morte della vittima, i mezzi di produzione della stessa e l’epoca del decesso.

I medici legali che ho intervistato sono concordi: non è possibile affermare con certezza scientifica l’epoca e la causa della morte di Milena Sutter.

Non possiamo affermare – in modo fondato -che la studentessa di origini svizzere sia stata uccisa.

La terza parte del libro si concentra sulla “verità psicologica”: è dedicata a Bozano, quello di ieri e quello di oggi.

La perizia condotta da Laura Baccaro, psicologa e criminologa, esclude la presenza di parafilie in Bozano.

Bozano non è un “deviato sessuale”, un “pervertito” come è stato considerato da alcuni magistrati e dai giornali.

La quarta parte è sulla “verità mediatica”, che è poi quella che ha avuto maggior successo e popolarità fra la gente.

Vi si approfondisce un argomento – il ruolo dei media nei fatti giudiziari – vecchio quasi quanto il giornalismo.

L’ultima parte del libro fa storia a sé.

È l’elemento più inquietante. E’ l’aggancio con l’oggi.

Dà voce, in modo autorevole e lontano dalle luci mediatiche, all’amica del cuore di Milena Sutter, ascoltata dalla criminologa Laura Baccaro.

 

giornale L'Arena - inchiesta sul caso di Milena Sutter e Lorenzo Bozano - Il Biondino della Spider Rossa - 2011

L’inchiesta sul quotidiano L’Arena di Verona, nel maggio 2011, a 40 anni dalla scomparsa e dalla morte di Milena Sutter

La vicenda di Milena Sutter la si può considerare ancora “aperta” al lavoro degli studiosi di più discipline.

La Scienza ha ancora molto da dire: dalla Medicina Legale alla Criminologia, dalla Psicologia investigativa alla massmediologia.

“Lungi da noi autori ogni tesi precostituita; e soprattutto ogni impostazione interessata”, sottolinea la professoressa Laura Baccaro. “Non ci interessano, né ci hanno mai influenzato, le tesi colpevoliste o le tesi innocentiste. Né abbiamo tenuto conto della, pur legittima ma ininfluente, protesta di innocenza di Lorenzo Bozano”.

Quello che più conta e che più ci preme di questo libro è ribadire il primato della Scienza sulle versioni di comodo, dell’analisi critica sulle narrazioni che affascinano ma non informano.

Vogliamo far valere le vittorie della ragione sulle pur ammalianti seduzioni del racconto; della mente libera sulle prigioni delle soluzioni informative che dimenticano le persone e i loro drammi.

Il sequestro e l’omicidio di Milena Sutter – tutti da dimostrare – sono un tema che merita riflessione.

Merita un riflessione anche la figura e la storia di Lorenzo Bozano, il “biondino della spider rossa” che non è mai stato biondo, né magrolino.

Abbiamo un “biondino della spider rossa” che non è mai stato biondo; né magrolino.

Abbiamo un anomalo sequestro e un mai dimostrato omicidio di Milena Sutter.

Da tutto questo coacervo di “anomalie” la ricerca sul caso di Milena Sutter e di Lorenzo Bozano è partita. E su questi punti la ricerca, nel nome della Scienza e della verità sostanziale dei fatti, è destinata a ritornare.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media

 

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