6. La scomparsa di Milena Sutter, ecco le piste trascurate dagli inquirenti

scomparsa di milena sutter, alcune piste non furono battute

Il caso della scomparsa di Milena Sutter, il 6 maggio 1971 a Genova, presenta angoli mai illuminati. Registra errori, omissioni, piccoli incidenti che compromettono la visione.

Il primo agosto del 1971 viene reso pubblico il “rapporto giudiziario relativo alle indagini sull’omicidio di Sutter Milena, ragazzina di anni 13″.

Secondo gli investigatori, “Milena è stata rapita nel pomeriggio del 6 maggio 1971 e rinvenuta cadavere nel pomeriggio del 20 maggio successivo nelle acque marine antistanti Priaruggia”.

Come scrivono gli investigatori nel rapporto, vi è stata “la conseguente denuncia a carico di Bozano Lorenzo di Paolo, nato a Genova il 03.10.1945, residente in Genova, ritenuto responsabile dell’omicidio stesso a scopo di estorsione”.

Il rapporto è redatto dalla Squadra Mobile della Questura di Genova e dal Nucleo di Polizia Giudiziaria e dal Nucleo Investigativo della Legione Carabinieri di Genova.

A scrivere il rapporto sono il commissario capo di Pubblica Sicurezza, Angelo Costa, che firma anche la relazione; il commissario capo di Pubblica Sicurezza, Arrigo Molinari e il capitano dei Carabinieri, Ruggero Placidi.

Il rapporto di Polizia e Carabinieri ricostruisce i fatti legati alla scomparsa di Milena Sutter e all’arresto di Lorenzo Bozano.

In oltre 40 pagine, il testo passa in rassegna gli indizi raccolti e tenta anche alcune interpretazioni di tipo psicologico sul giovane sospettato.

Nella seconda parte della relazione, illustra poi le altre piste d’indagine seguite dagli inquirenti. Si vuole così spiegare che è stato fatto tutto il possibile per scoprire la verità sulla sparizione della ragazzina.

Nel rapporto si racconta degli accertamenti fatti su alcuni giovani, risultati estranei alla vicenda. Si ricordano le telefonate degli sciacalli. E si ricostruisce la parte di attività investigativa che non ha riguardato il cosiddetto “biondino della spider rossa”.

Il sequestro di Milena Sutter e la telefonata del rapitore - la borsa della scuola con la scritta I love Claudio

Scomparsa di Milena Sutter: le piste alternative a Lorenzo Bozano

In tutto le piste alternative a Lorenzo Bozano, indagate da Polizia e Carabinieri, sono 15, stando al report del primo agosto 1971. Una di queste merita attenzione. E’ la numero quattro.

E’ una pista che lancia una luce diversa – anche se non possiamo certo affermare che sia quella giusta – sulla scomparsa della studentessa che frequentava la Scuola Svizzera.

“Indagini esperite alla Piscina ed al Park Tennis. Milena Sutter”, dice il report degli investigatori, “frequentava al sabato il Park Tennis di via Zara dalle ore 9.30 alle ore 10.15 e la Piscina dalle ore 10.30 alle ore 11.30. Non è emerso che abbia fatto amicizie o compagnie di gruppo”.

Stando al diario di Milena Sutter  nel novembre del 1970 le cose sono andate in modo diverso rispetto a quanto leggiamo nel rapporto degli inquirenti. A dircelo sono due settimanali popolari che hanno pubblicato alcuni stralci del diario della ragazzina.

Nel diario personale, Milena Sutter scrive che il 15 novembre 1970, alla pista di Pattinaggio di Albaro, l’amica Isabelle le ha presentato tre amici: Mimmo (Marco), Claudio e Paolo. Mimmo chiede a Isabelle di essere la sua ragazza. Claudio lo chiede invece a Milena, che rivedrà Claudio e gli altri amici in piscina e alla pista di pattinaggio in più occasioni.

Sulla borsa della scuola di Milena leggiamo (foto sopra): “I love Claudio. Claudio my love”. La ragazzina, in una classica cottarella adolescenziale, parla più volte di Claudio nel diario, come rileva il settimanale Gente.

Milena, ragazzina dall’educazione impeccabile e vissuta in un clima familiare sereno, parla di Claudio con il garbo e l’entusiasmo che le era proprio.

C’entra questo dettaglio con la sparizione della tredicenne che frequentava la Scuola Svizzera? Non possiamo certo affermarlo.

Tuttavia, quanto scrivono settimanali “Gente” e “Oggi” contraddice l’affermazione del rapporto di Polizia e Carabinieri.

I due rotocalchi rivelano una lacuna nelle indagini – l’identità di Claudio – mai notata da alcun giornale genovese.

libro Il Biondino della Spider Rossa

Questo significa che non tutto è stato raccontato sulle indagini per la scomparsa di Milena Sutter. Oppure che non tutto è stato esaminato a fondo, per capire cosa sia accaduto alla studentessa di origini svizzere.

Possiamo così affermare che non ha fondamento l’affermazione, fatta da alcuni magistrati del caso, che sono state battute tutte le piste.

Vi sono lacune investigative che consentono di mettere in discussione la convinzione di un’inchiesta completa.

Queste lacune  sono trattate in più parti del libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine giustizia e media”.

Il libro non vuole criticare il lavoro fatto da inquirenti molto preparati. Si limita a mettere in campo, a 47 anni di distanza dalla vicenda, strumenti di analisi che permettono di vedere la vicenda da una diversa angolazione.

Grazie a nuovi strumenti di indagine è possibile accendere più luci (e più dubbi) sulle ragioni della scomparsa di Milena Sutter, dopo che il 6 maggio 1971 uscì dalla Scuola Svizzera. E su quale ruolo ebbe davvero Lorenzo Bozano, condannato all’ergastolo per il rapimento e l’omicidio della ragazzina.

Maurizio Corte
@cortemf
www.corte.media 

 

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