Concentrarsi sulle ragioni di un delitto può portare fuori strada e accecare la mente.

Perché è scomparsa Milena Sutter? Questa la prima domanda che si posero gli inquirenti, la sera e durante la notte del 6 e 7 maggio 1971.

Al mattino – a Genova, a casa Sutter – arrivò la telefonata con richiesta di riscatto. E il movente fu così trovato: Milena era scomparsa perché qualcuno l’aveva rapita per estorcere soldi alla ricca famiglia.

Quando fu trovato il corpo della ragazzina, sparita all’uscita della Scuola Svizzera, vi fu l’arresto di Lorenzo Bozano.

Il movente della morte della ragazzina fu ritrovato, ancora, nel rapimento per motivi di denaro.

Lorenzo Bozano voleva fare la bella vita. Si voleva comprare un’auto sportivo – una Fiat Dino – con cui proseguire la sua esistenza di ozio e cazzeggio. Così si disse.

 

Cold Case Milena Sutter - Sequestro e omicidio - blog ilbiondino.org - Agenzia Corte&Media Verona

Il movente: rapimento e omicidio di Milena Sutter

Nel 1973, Lorenzo Bozano – unico sospettato e unico imputato della vicenda – viene processato in Corte d’Assise, a Genova.

Dopo decine di sedute, testimoni ascoltati ed esperti interrogati, la giuria presieduta da Vito Napoletano (giudice a latere, Guido Zavanone, che ho intervistato a suo tempo), assolve il “biondino della spider rossa“.

Il biondino che biondo non è; né magrolino.

Scrive, il giudice Zavanone, nelle motivazioni della sentenza: “Le prime informazioni circa la serietà di Milena Sutter, la cui vita si era sempre svolta serenamente senza precoci turbamenti di natura sentimentale, e, soprattutto, la considerazione relativa alla rimarchevole e ben nota posizione economica del padre – uno dei maggiori contribuenti cittadini – orientavano subito le indagini di polizia nel senso di un sequestro di persona a scopo di estorsione”.

Possiamo dedurre da questa frase che non fu il “modo” in cui Milena sparì che determinò l’indirizzo da dare alle indagini. 

Quella sparizione fu collegata – almeno in via ufficiale – all’ipotesi del sequestro di persona.

Furono la serenità della ragazza, l’avere una famiglia ricca alle spalle e la mancanza di “turbamenti sentimentali” a far propendere per il rapimento per denaro.

Come ho scritto nel libro “Il Biondino della Spider Rossa. Crimine, giustizia e media”, pensare che una ragazzina di 13 anni non abbia turbamenti di carattere sentimentale, vuol dire non conoscere gli adolescenti.

Non solo. I diari di Milena Sutter ci parlano del suo innamoramento – normale a quell’età – per “Claudio”, la cui identità non è mai stata resa nota. E pare essere sconosciuta a tutti.

La mia convinzione, basata sull’osservazione dei fatti e delle persone in campo, è che Milena Sutter non fu rapita per motivi di denaro. E non fu uccisa per trarne un vantaggio economico.

Il “movente” del rapimento per estorcere denaro ad Arturo Sutter, noto e agiato imprenditore, è una chiave di lettura fra le tante.

È una chiave di lettura di comodo, che porta fuori strada chi vuole studiare – in modo serio – il caso da un punto di vista comunicativo.

Milena Sutter - Lorenzo Bozano - Genova - 1971 - blog ilbiondino.org - Agenzia Corte&Media Verona

Il Caso Sutter letto dal punto di vista della Comunicazione

Cosa ci comunica il caso di Milena Sutter. Ecco gli elementi:

  • Milena Sutter scompare poco dopo le ore 17 del 6 maggio 1971, all’uscita dalla Scuola Svizzera;
  • Milena Sutter non sarebbe mai salita sull’auto di uno sconosciuto (ce lo dicono i famigliari e l’amica del cuore, Isabelle);
  • Le telefonate a Casa Sutter sono due (la prima al nonno, che abita di fronte alla residenza dei Sutter, la seconda alla famiglia della ragazzina). Il “rapitore” sbaglia numero;
  • L’entità del riscatto è ridicola: 50 milioni di lire, meno del reddito imponibile di Arturo Sutter nell’anno 1970;
  • Il “rapitore” non dice quando e come consegnare i soldi;
  • Il “rapitore” non si fa più sentire;
  • Il “rapitore” getta in mare la vittima svestita, lasciando intendere ben altro movente (quello sessuale).

Cosa ci racconta il corpo di Milena merita un approfondimento. 

Lo stesso capo della Squadra Mobile di Genova, Angelo Costa, non crede al rapimento per motivi di denaro.

Considera Lorenzo Bozano colpevole, ma pensa al caso a sfondo sessuale.

La stessa convinzione l’avevano – e me l’hanno espressa dieci anni fa in un’intervista – l’avvocato dei Sutter, Gustavo Gamalero, e un altro avvocato di Parte Civile, Alfredo Biondi. Delle loro convinzioni ho documentazione.

Nessuno dei due credeva al rapimento e omicidio per denaro. Né all’omicidio volontario premeditato da parte di Lorenzo Bozano.

Pensavano a un approccio, di tipo sessuale, da parte di Bozano e finito male. Trovandosi un corpo morto, per giunta di una ragazzina di ricca famiglia, Lorenzo Bozano avrebbe inscenato il rapimento per farci dei soldi.

I precedenti di Bozano – tutti da dimostrare e da approfondire, peraltro – portavano i colpevolisti verso la pista a sfondo sessuale.

Tant’è che il “biondino della spider rossa” ha una duplice condanna.

Vi è una condanna giudiziaria, ufficiale, come rapitore e omicida di una ragazzina di 13 anni per farci dei soldi.

Vi è una condanna ufficiosa, da parte dei colpevolisti, come “maniaco sessuale” e insediatore di una ragazzina.

Nel libro “Il Biondino della Spider Rossa”, la criminologa Laura Baccaro, che ha sottoposto Bozano a perizia psico-criminologica, afferma che l’allora giovane con la spider rossa non è affetto da parafilie. Non è un maniaco sessuale, insomma.

professor David Canter - psicologia investigativa - caso sutter bozano - movente - articolo Maurizio Corte - Agenzia Corte&Media - blog ilbiondino.org

Pensare al movente porta fuori strada. Anche nel Caso Sutter

Ho avuto l’onore di intervistare, nel dicembre del 2011, il professor David Canter, inglese, padre della Psicologia Investigativa.

Canter (nella foto sopra) invita a mettere da parte il movente, quando si vuole studiare la scena del crimine.

Scrive nel suo libro Forensic Psychology: “The term ‘motive’ is such a slippery one that I avoid using (…). It can mean an explanation, a purpose, a reason, an unconscious urge, the set of actions it was part of (such as ‘we were all drunk and having a laugh’) and some form of narrative (as in ‘I don’t let people push me around’)”.

Prosegue Canter: “The term’s ambiguity also makes it very difficult to determine.
The classic motives in thrillers such as revenge, jealousy or greed, never go the whole way in explaining why the particular crime was the way of achieving that motive. Furthermore, in real life often more than one such explanation exists and the criminal himself may not be fully aware of why he committed the crime”.

Il “movente” (the motive) è un termine scivoloso, ci dice il professor Canter.

Il concetto di “movente” ha una sua ambiguità che non spiega i modi, le ragioni, le narrazioni interne, le cause di un atto criminale.

Come tutti i concetti ambigui e opachi, anche il “movente” – mi sento di dire – ci porta fuori strada.

Anziché chiederci la motivazione che sta dietro un certo accadimento o comportamento, diventa più utile e proficuo osservare ciò che è accaduto.

Se nel caso di Milena Sutter si mettono da una parte sia il movente (sequestro per estorcere denaro) che la figura, ingombrante, di Lorenzo Bozano, si apre tutto un mondo che prima non si nota.

Quando l’analisi della comunicazione si concentra sugli elementi concreti, i dati di fatto, i comportamenti visibili – lasciando fuori presupposizioni e intuizioni – allora si scoprono dettagli che prima non riuscivamo a vedere.

Cosa succede se mettiamo da parte l’ipotesi del rapimento per denaro?

Accade che tutti gli eventi accaduti dalla sparizione di Milena al ritrovamento del corpo senza vita, al largo di Priaruggia, assumono un altro significato.

Sono stati gli inquirenti prima e i giudici delle corti d’assise, poi, a conferire alcuni precisi significati alla vicenda della ragazzina sparita il 6 maggio 1971, a Genova.

Ebbene, pure noi, in modo fondato, con nuovi elementi, osservando dettagli e comportamenti, possiamo attribuire altri significati a quella storia che sconvolse l’Italia e mezza Europa.

La storia del (presunto) rapimento e del (presunto) omicidio di Milena Sutter.


Maurizio Corte

@cortemf
www.corte.media
(foto di copertina: thanks to Dan Meiers)

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Caso Milena Sutter - Lorenzo Bozano - libro Il Biondino della Spider Rossa sul sequestro e omicidio di Milena Sutter - blog ilbiondino.org - Agenzia Corte&Media Verona