Guida criminologica e geo-storica sui dettagli della cronaca nera di uno dei podcast più seguiti d’Italia.

«Storie di cronaca, di cronaca nera, di cronaca giudiziaria». Ormai l’intro del podcast Indagini di Stefano Nazzi è diventato un mantra, che ripetiamo in sincronia al giornalista all’ascolto di ogni nuova puntata. 

Con la sua voce profonda e rassicurante, Nazzi riesce a creare un’atmosfera di familiarità e calma, guidando gli ascoltatori attraverso i meandri oscuri di vari casi di cronaca nera italiani. 

Alcuni di questi casi sono molto noti, mentre altri risultano meno conosciuti.

IL METODO STEFANO NAZZI PER LA CRONACA NERA

Immerso in un ambiente sonoro dai toni caldi e sicuri, Nazzi offre un racconto empatico, costruito attraverso un lungo e profondo impegno: studio delle carte processuali, confronto con i giornalisti coinvolti, approfondimenti con criminologi, psicologi e medici legali. 

Insomma, il suo è un lavoro giornalistico a 360 gradi premiato dagli ascolti di molti fedeli, da prime posizioni in classifica e da un inedito spettacolo a teatro, Indagini Live.

Forse, però, il merito più grande di Stefano Nazzi è il suo impegno nel creare una cronaca nera più umana. Una missione condivisa da molti colleghi — come Crimini dimenticati: anello di carta — stanchi della spettacolarizzazione del crimine.

STEFANO NAZZI

Stefano Nazzi, nato a Roma il 22 ottobre 1961, è un giornalista italiano specializzato in cronaca nera e giudiziaria. 

Trasferitosi a Milano da bambino, ha frequentato il Liceo classico Cesare Beccaria e iniziato la sua carriera giornalistica presso MF Milano Finanza. È diventato giornalista professionista nel 1991.

Nel 2002 diventa vicedirettore del magazine Donna, posizione che lascia per Gente, dove si occupa per molti anni proprio di cronaca nera. 

Dal 2021 fa parte della redazione de Il Post, dove ha creato Indagini. Il podcast è diventato presto popolare, raggiungendo il primo posto nelle classifiche di ascolto su Spotify e vincendo due Italian Podcast Awards.

Visto il successo del podcast, Nazzi ha anche creato uno spin-off per gli abbonati de Il Post, dal titolo Altre indagini.

Il giornalista si è inoltre cimentato anche nella conduzione di un ciclo di documentari su Rai 2, Delitti in famiglia (2023).

Infine, negli ultimi anni, il giornalista romano ha pubblicato tre libri: 

libri nazzi

GUIDA PER ASCOLTATORI ATTENTI DI STEFANO NAZZI

In questo articolo, propongo una guida dedicata agli appassionati del podcast true crime Indagini di Stefano Nazzi. 

Questa guida — per ascoltatori attenti, o che aspirano a diventarlo — è strutturata in tre parti principali.

In primo luogo, esploreremo la geografia delle città coinvolte nel podcast: un breve atlante dell’Italia, completato da una cartina tematica

Seguirà poi una breve panoramica della storia italiana. In questo modo potremmo inquadrare le vicende raccontate da Nazzi, all’interno di un più ampio contesto storico e sociale.

Infine, l’analisi criminologica si concentrerà sulla vittimologia, sulla tipologia dei crimini e sui temi ricorrenti nelle puntate: uno sguardo inedito sui fatti di cronaca di Indagini.

Guida geografica: le città del podcast Indagini

I casi trattati in Indagini sono tutti italiani e ricoprono gran parte dello stivale, da nord a sud, scivolando dalle grandi città alle zone più isolate.

Questa diversità geografica — nonché storica — offre una prospettiva ampia e completa della cronaca nera che, allo stesso tempo, può risultare complessa.

Per questo motivo, conoscere la geografia sociale di questi luoghi può arricchire la comprensione delle storie del podcast.

Non dobbiamo infatti dimenticare che ogni delitto è inserito in un contesto sociale e culturale, che può influenzare e determinare le dinamiche del crimine stesso, nonché i suoi sviluppi investigativi e giudiziari. 

CARTINA TEMATICA: I LUOGHI RACCONTATI DA STEFANO NAZZI

Soffermiamoci un momento sulle città di alcuni delitti trattati da Nazzi in Indagini. 

Come si può vedere anche nella mappa, la capitale — Roma, nonché luogo di nascita del giornalista — è una delle città più raccontate da Nazzi, attraverso alcuni dei suoi casi di nera più emblematici, come il delitto di Via Poma e la scomparsa di Emanuela Orlandi.

Invece, la regione al momento più presente nel podcast è la Lombardia, teatro di alcuni delitti molto noti, come l’omicidio di Yara Gambirasio, la strage di Erba e il delitto di Garlasco.

Ci sono, inoltre, delitti che hanno coinvolto diverse città e regioni, come è accaduto con Unabomber, che ha commesso 32 attentati dinamitardi tra Veneto e Friuli Venezia Giulia. 

E, ancora, alcuni casi hanno perfino attraversato i confini nazionali, come l’omicidio di Elisa Claps, che ha coinvolto — oltre l’Italia — il Regno Unito. O il delitto di Perugia, con l’entrata in gioco degli Stati Uniti.

Mappa con le città evidenziate nelle puntate di Indagini
Cartina tematica: rappresentazione geografica dei casi di cronaca del podcast “Indagini”.

LOCALIZZAZIONE DEI CRIMINI

Nel podcast Indagini, la maggior parte dei casi si sono consumati in zone urbane, piuttosto che rurali. 

Il podcast esamina infatti eventi di cronaca nera noti e meno noti, spesso legati a contesti urbani come quelli di Roma, Milano e altre grandi città italiane: questi ambienti forniscono un contesto ricco per l’esplorazione dei casi, non solo per una generale maggiore presenza di crimini, ma anche per la maggiore attenzione mediatica.

Esempi di casi cittadini significativi sono l’omicidio di Meredith Kercher a Perugia, il delitto della contessa Alberica Filo della Torre a Roma e di Elisa Claps a Potenza.

Tuttavia, ci sono anche episodi che trattano crimini avvenuti in contesti più periferici o meno popolati, come il caso delle Bestie di Satana, ambientato in un contesto rurale.

PERCEZIONE DEL CRIMINE: LA MISSIONE DI STEFANO NAZZI

Gli omicidi in Italia sono drasticamente diminuiti: in trent’anni siamo passati da 1700-1800 omicidi all’anno, a poco più di 300.

Ciò nonostante, la percezione d’insicurezza è aumentata, influenzata — in gran parte — dai toni enfatici dei media. 

Stefano Nazzi evidenzia questo paradosso nei suoi lavori, dimostrando come la criminalità e l’efficacia delle forze dell’ordine siano in realtà migliorate. 

Ad esempio, come riporta Forensic News in un’intervista al giornalista, Milano negli anni ’90 era una città molto diversa: «alla sera c’era una sorta di coprifuoco, un orario dopo cui la criminalità si muoveva e agiva liberamente». Un clima ben diverso da quello attuale, nonostante la criminalità della città meneghina. 

Cronistoria: gli anni del podcast Indagini di Stefano Nazzi

Considerare solo la geografia della cronaca nera non ha senso senza rapportarla alla sua storia e quindi all’uomo. Facendolo possiamo trovare la Milano criminale degli anni ’90, la Roma del potere secolare e temporale, e la Genova degli anni ’70. 

Quest’analisi temporale della cronaca nera può offrire un’ulteriore dimensione di comprensione all’ascoltatore di Indagini. 

Ecco allora una prima panoramica cronologica dei casi del podcast.

ANNI 1980-1989

Negli anni ’80, l’Italia visse un periodo turbolento.

Furono infatti anni caratterizzati da numerosi casi di cronaca nera e giudiziaria, tra cui la scomparsa di Emanuela Orlandi e lo scandalo di Enzo Tortora, poco conosciuto dai più giovani.

Inoltre, mentre proseguiva la violenza politica e terroristica — sebbene in declino rispetto agli anni ’70 — la mafia consolidò il suo potere, come dimostrano le uccisioni del Presidente della Regione Sicilia Piersanti Mattarella e del Generale Carlo Alberto dalla Chiesa.

Allo stesso tempo, gli anni ’80 videro un aumento della criminalità comune, e l’entrata nella giostra criminale del narcotraffico. 

specchietto sull'anno 1983, protagonista di 4 storie del podcast Indagini

ANNI 1990-1999

Negli anni ’90, l’Italia visse un periodo di grandi cambiamenti, che coinvolsero anche la cronaca nera e giudiziaria. 

Ad esempio, questo decennio fu caratterizzato dalla prosecuzione della lotta contro la mafia, nonostante alcune gravi perdite nel campo della giustizia. Tra queste, spiccano l’assassinio dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, vittime di due stragi mafiose che segnarono il paese.

Allo stesso tempo, gli anni ’90 furono scossi da un’ondata di scandali politici e giudiziari, come l’operazione “Mani Pulite”, che portò alla luce un vasto sistema di corruzione tra politica e affari, segnando la fine della Prima Repubblica.

In questi anni, la cronaca nera vide una crescente attenzione mediatica, soprattutto nei confronti dei crimini familiari e delle violenze sessuali.

Il clima della cronaca nera degli anni ‘90 è ben rappresentato da alcune puntate del podcast di Stefano Nazzi, con casi come il delitto di Via Poma e il delitto dell’Olgiata.

ANNI 2000-2009

I primi anni del XXI secolo sono stati testimoni di numerosi casi di cronaca nera divenuti mediatici, come l’omicidio di Meredith Kercher, la strage di Erba e il caso di Cogne. 

Questi delitti hanno attirato l’attenzione nazionale e, in alcuni casi, anche internazionale, per la complessità delle indagini, i risvolti giudiziari e purtroppo gli errori commessi.

Infatti, in questi anni, l’Italia affrontò una serie di sfide significative nell’ambito della cronaca nera e giudiziaria: dalla criminalità organizzata, alle inchieste e i processi su corruzione e malasanità, fino ai delitti privati.

ANNI 2010-2019

Questo decennio si è aperto con l’omicidio di Yara Gambirasio, un caso che ha scosso nel profondo l’opinione pubblica e che ha posto in rilievo un aspetto importante della criminologia di questo decennio: lo sviluppo scientifico. 

Le indagini di questi anni, infatti, hanno beneficiato di significativi avanzamenti tecnologici e investigativi. 

Dall’altra parte, questo decennio ha visto anche un aumento dei crimini informatici — come le  truffe online — con le forze dell’ordine impegnate nella lotta contro il cybercrimine.

Altri casi rilevanti di questo periodo sono il delitto di Garlasco e il caso di Sarah Scazzi, due femminicidi che richiamano le leggi promulgate in questi anni, come la “Legge sul femminicidio” (Legge n. 119/2013) o il “Codice Rosso” (Legge n. 69/2019), che ha introdotto il reato di revenge porn.

Manuale del crimine: i delitti di Stefano Nazzi

Stefano Nazzi esplora numerosi casi di cronaca nel suo podcast true crime.

In queste puntate, l’ascoltatore può scoprire una varietà di reati e tematiche criminologiche, sebbene gli omicidi siano il tema prevalente. 

Gli omicidi affrontati sono diversi tra loro, rispecchiando la varietà delle persone coinvolte in termini di età, genere, motivazioni; nonché gli sviluppi investigativi e giudiziari. 

Questa diversità criminologica è un elemento chiave che analizzeremo di seguito, insieme a tre punti ricorrenti della narrazione di Stefano Nazzi: le indagini investigative, gli sviluppi giudiziari e la narrazione dei media.

VITTIME

Molti casi raccontati nel podcast sono dei femminicidi, una triste evidenza della realtà sociale del nostro paese. 

Oltre alle donne, molte vittime dei casi di Indagini sono purtroppo minorenni, come nel caso di Cogne.

TIPI DI REATI

Il podcast presenta una certa varietà di reati, dai singoli omicidi, ai massacri o le stragi, come nel caso di Erba. 

Inoltre, nonostante l’Italia non abbia un alto numero di serial killer — rispetto ad altri paesi, come gli Stati Uniti — Nazzi ha anche esplorato casi di noti assassini seriali come Ludwig, Milena Quaglini e Donato Bilancia.

Nelle puntate dedicate alla setta delle Bestie di Satana, il giornalista ha inoltre parlato del reato di induzione al suicidio.

Infine, nella puntata “Milano, maggio-dicembre 2014”, Nazzi ha introdotto il reato di sfregio con l’acido (il reato di “Lesioni permanenti al viso” è stato introdotto con il Codice Rosso, nell’art. 583-quinquies).

REATI DI GRUPPO 

Dal lato dei colpevoli, Nazzi ha parlato anche di sette, come nel caso delle Bestie di Satana, e di attività criminali organizzate, come la banda della Uno bianca.

dati criminologici delle puntate di Indagini

UNABOMBER

Per quanto riguarda i metodi di uccisione più insoliti, Nazzi ha presentato il caso di Unabomber, un bombardatore seriale, che destò grande clamore mediatico tra il 1994 e il 2006.

SCOMPARSA

Un altro caso emblematico è quello di Emanuela Orlandi del 1983, un cold case con al centro la scomparsa di una ragazza di Città del Vaticano. 

Tra i tanti elementi di questo caso irrisolto, il tema della scomparsa purtroppo è di particolare importanza.

Infatti, la sparizione delle persone è un triste filo conduttore della cronaca nera mondiale, che vede anche in Italia numeri alti ogni anno.

L’OMERTA’

In due puntate, Nazzi ha trattato il caso di Marco Vannini, che rappresenta un episodio significativo di copertura dell’assassino e omertà diffusa.

L’ INVESTIGAZIONE E I SUOI PERICOLI

I casi trattati nel podcast spesso mettono in luce gli errori investigativi, in particolare nel campo delle indagini scientifiche. 

Problemi come la cattiva gestione delle prove, l’errata interpretazione dei dati forensi o l’inadeguatezza delle tecniche utilizzate possono infatti compromettere l’esito delle indagini, arrivando nelle aule di tribunale con una narrazione sbagliata. 

SVILUPPI ED ERRORI GIUDIZIARI

Nazzi ha dedicato due episodi ad Enzo Tortora, protagonista di un caso di errore giudiziario: nel 1983, il noto presentatore televisivo venne accusato per errore di associazione camorristica, divenendo così uno dei casi più famosi di ingiustizia in Italia.

Oltre all’errore, un altro problema del sistema giudiziario italiano è la sua lentezza, con processi che si protraggono per anni, talvolta decenni, influenzando la vita degli imputati e delle vittime. 

Questo tema solleva questioni sulla necessità di riforme strutturali e procedurali per garantire un sistema giudiziario più efficiente e giusto.

NARRAZIONE DEI MEDIA

Il ruolo dei media nella narrazione dei casi di cronaca nera è cruciale e spesso problematico. 

La pressione mediatica può infatti influenzare le indagini e i processi, creando aspettative e giudizi precostituiti nell’opinione pubblica. 

Infatti, la spettacolarizzazione del crimine — amplificata da una copertura bulimica della cronaca nera — può distorcere la percezione dei fatti e del sistema giudiziario, contribuendo a un fenomeno di “pornografia del crimine”. 

Questo scenario mediatico sottolinea l’importanza di un giornalismo più responsabile e di una riflessione critica sull’etica della comunicazione.

Il valore del podcast Indagini

Stefano Nazzi, con il suo podcast Indagini, offre una prospettiva personale e approfondita della cronaca nera italiana. 

La sua capacità di raccontare storie complesse con precisione lo distingue come voce autorevole del panorama giornalistico.

Tra i suoi meriti spicca un approccio umano che non solo esplora i dettagli dei casi con il massimo rispetto, ma rende anche omaggio alle vittime, donando loro almeno un giusto ricordo.

Questa piccola guida al podcast voleva fornire agli ascoltatori del giornalista degli spunti di riflessione, aiutandoli a contestualizzare gli eventi, per trovare così un barlume di luce nel buio della cronaca nera.

Anna Ceroni

Dove ascoltare il podcast di Stefano Nazzi

Il podcast Indagini di Stefano Nazzi è accessibile su diverse piattaforme digitali, rendendo facile l’ascolto per chiunque abbia uno smartphone, un tablet o un computer. Ecco alcune delle principali piattaforme dove puoi trovare il podcast:

  • Spotify: cerca Indagini e iscriviti per ricevere notifiche sui nuovi episodi.
  • Apple Podcasts: trova il podcast nell’app e iscriviti per gli aggiornamenti.
  • Il Post: il podcast è disponibile anche sul sito ufficiale de Il Post.

Come ascoltare il podcast: consigli per diventare un ascoltatore attento

  • Ambiente tranquillo. Ascolta il podcast in un luogo tranquillo, dove puoi concentrarti sui dettagli della narrazione.
  • Prendi appunti. Se ti piace analizzare i dettagli, prendere appunti ti aiuterà a seguire meglio la narrazione e a ricordare le informazioni cruciali.
  • Condividi e discuti. Unisciti alle comunità online — come il gruppo Facebook Crimini Italiani — per discutere degli episodi e condividere le tue opinioni.
  • Approfondisci il caso. Approfondisci i casi narrati da Nazzi, attraverso libri, articoli, video o altri podcast. L’informazione non è mai abbastanza.
  • Riflessioni critiche. Rifletti sui temi sociali e legali sollevati negli episodi, per diventare un cittadino consapevole.

Alla fine di questo viaggio nel podcast Indagini e nel lavoro del suo autore e della sua voce, Stefano Nazzi, merita di sottolineare che le due puntate del primo agosto 2024 sono dedicate al caso di Milena Sutter e di Lorenzo Bozano, di cui si occupa una sezione specifica del magazine Il Biondino della Spider Rossa® che stai leggendo.

Proprio al caso di Milena Sutter e di Lorenzo Bozano è dedicato anche il podcast Il Colpevole Perfetto. La storia sbagliata di Lorenzo Bozano e Milena Sutter, scritto e raccontato da Maurizio Corte, giornalista e media analyst, con il sound design di Giuliana Corsino.

Anna Ceroni
Agenzia Corte&Media
Data di pubblicazione: 28.07.2024

- Il Colpevole Perfetto - Podcast - M. Corte -

Podcast Il Colpevole Perfetto

Qui puoi ascoltare, con il collegamento alla piattaforma Spreaker, il trailer, la prefazione e gli episodi del podcast dedicato al caso di Lorenzo Bozano e Milena Sutter.

Il podcast è disponibile, a titolo gratuito, su tutte le piattaforme di podcasting.

PRIMO EPISODIO. “Milena è sparita”


PREFAZIONE

TRAILER

Stefano Nazzi: l’intervista di Alessandro Cattelan

Stefano Nazzi scrittore: il video di Officine Editoriali

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